A volte la parola muco fa paura. Ma se non ci fosse il muco, ad esempio, il nostro stomaco non potrebbe proteggersi dall’aggressione corrosiva dell’acido gastrico che danneggerebbe le membrane cellulari. Ecco che parlare di dieta senza muco non ha senso. Il problema si pone quando questi muchi diventano eccessivi.
My Personal Trainer spiega che la dieta senza muco si basa sul potenziale autorigenerativo dell'organismo umano e sulla capacità fisiologica di rimuovere gradualmente tutti i veleni, i depositi di materiali fermentati, le tossine, le sostanze chimiche estranee, il muco e tutto quanto non appartiene alla composizione naturale del corpo. In questo modo, germi, batteri o virus non attecchirebbero, bensì semplicemente transiterebbero.
In parole povere, seguire la dieta senza muco significa eliminare dal regime alimentare tutti i cibi che creano o apportano muco. Dunque, il regime alimentare prevede che bisogna eliminare gli alimenti contenenti muco: farina bianca e derivati, riso brillato, uova, formaggi, carne, pesce, salumi ed insaccati; e favorire il consumo di cibi che sciolgono il muco come agrumi, fichi freschi o secchi, uva passa, verdura e frutta cruda in genere. Consigliata quindi frutta e verdura fresca includendo frutta a guscio, semi e alcuni chicchi germogliati.
Principi Fondamentali della Dieta Senza Muco
Secondo Ehret, la sostanza fondamentale per il corpo umano, lungi dall’essere l’albumina, è il fruttosio, contenuto in tutta la frutta matura e nelle verdure. Infatti, nella sua “dieta di transizione”, cioè di passaggio graduale da cibi che causano muco e malattie a quelli, privi di muco, che producono la salute, Ehret spiega che la velocità della transizione dall’alimentazione normale a quella sana, dipende sia dalla quantità che dalla qualità degli alimenti.
Tra i punti cardine:
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- evitare la famosa “colazione abbondante”, meglio sarebbe saltarla proprio;
- seguire il criterio della “semplicità” a pasto, cioè non mischiare troppi generi diversi di alimenti all’interno dello stesso pasto (contrariamente a quanto si fa abitualmente);
- Ehret prosegue asserendo che l’unica ragione per cui si può considerare “appetibile” questo genere di cibo mezzo marcio è che i nostri organi di senso sono intasati di muco, pus e tossine, così come il resto dell’organismo si trova in uno stato di parziale decomposizione, riconoscendo quindi una sorta di affinità con questi alimenti.
La Medicina Tradizionale Cinese e l'Umidità
In Medicina Tradizionale Cinese la presenza di catarro può essere riconducibile a fattori climatici esterni, come umidità, freddo, vento. La Milza ci fornisce energia di nutrimento. Ha il compito di trasportare e trasformare i liquidi verso gli organi e i tessuti, nutrendoli e umidificandoli. Un eccesso di umidità nel corpo indebolisce l’energia della Milza. Nel Su Wen, testo Classico di Medicina Cinese, leggiamo ”Gli edemi ed i gonfiori sono delle affezioni che appartengono alla milza. Quindi, la sua funzione è quella di fare in modo che nel corpo non si accumuli umidità.
Dunque, cosa fare? Aiutandoci, drenando l’eccesso di umidità. E’ necessario innanzitutto non nuocere. E opportuno ridurre i cibi che favoriscono l’infiammazione, ovvero lo zucchero, i cibi raffinati (come riso bianco, farina 00) e i cibi ad alto impatto glicemico (come le patate). Sarebbe saggio, per gestire lo squilibrio, fare attenzione ai cibi di origine animale, ad eccezione del pesce. Il pesce, che andrebbe preferito pescato e di taglia piccola come il pesce azzurro, ha azione antinfiammatoria grazie alla presenza di omega 3, da cui il nostro organismo sintetizza sostanze antinfiammatorie.
Il cereale più indicato per ridurre l’infiammazione è il riso integrale, meglio se in chicco, chiaramente da coltivazione biologica. Prodotti tradizionali di soia (miso, tempeh, salsa di soia) e kuzu, la radice della Pueraria lobata, una pianta selvatica rampicante appartenente alla famiglia delle leguminose. Possiamo confortarci con una bevanda calda di kukicha, un tè verde in rametti avente un contenuto di teina praticamente irrilevante. Il tè verde contiene epigallocatechina gallato, una componente polifenolica.
Sopprime l’infiammazione anche l’acido butirrico prodotto dalla fermentazione della fibra alimentare da parte dei batteri intestinali. Questo vuol dire mantenere sempre un intestino sano. Per aiutare il nostro intestino potremmo accompagnare il nostro pasto con una magnifica zuppa di miso, unendo un’alga, come ad esempio la wakame, e la radice di loto essiccata che ha un effetto benefico sul sistema respiratorio e fluidifica il muco, favorendone l’eliminazione. E anche la zucca che tonifica la Milza, ma senza eccedere con le quantità, per non favorire invece l’accumulo di Umidità.
Le alghe sono fonte di omega 3, un acido grasso essenziale, come abbiamo visto, utile per ridurre l’infiammazione. Anche la cipolla è la regina della nostra alimentazione per la sua azione diuretica, depurativa, mucolitica. Interessante anche il grano saraceno che aiuta ad eliminare dal corpo i liquidi in eccesso.
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Ricordiamo che utilizzare cibi freddi consuma l’energia della Milza, che è costretta a lavorare maggiormente per scaldare il cibo e portarlo ad una temperatura adatta al nostro corpo. Quindi, se si ha un problema di catarro, sarebbe opportuno fare attenzione ai cibi crudi, in particolare frutta cruda.
Ricette per la Dieta Senza Muco
Le preparazioni della dieta senza muco sono piuttosto gustose, ma limitando l’impiego di alimenti cotti - se non addirittura escludendolo - e avendo a disposizione solo vegetali e frutta, viene a mancare l’equilibrio nutrizionale. Ecco alcune idee:
- In alternativa, grazie a un pelapatate, si possono ricavare dalle zucchine delle lunghe fettuccine. Lavate i pomodorini, quindi sminuzzate con una mezzaluna con i pinoli e il basilico fresco. Raccogliete le zucchine tagliate in una terrina ampia e condite con l’olio extravergine di oliva, nonché con il composto di pomodori.
- Tagliate a pezzi e raccogliete nel bicchiere del mixer. Unite i pomodori e azionate. Tagliate il peperone e la cipolla, poi nel mixer agli altri ingredienti. Raccogliete il composto una ciotola, condite con l’olio extravergine di oliva e l’aceto, quindi mescolate e riponete in frigo. Servite in porzioni con il pepe macinato fresco. Questa ricetta potrebbe essere servita come salsa di accompagnamento di un mix di verdure per il pinzimonio.
Critiche e Considerazioni Mediche
In realtà questa non può essere considerata una vera e propria dieta in quanto povera di ferro, proteine, calcio, vitamina D, vitamina B12 e zinco, indispensabili per il corretto sviluppo dell’organismo. Come sostengono gli esperti infatti, durante una dieta, per questa essere efficace e soprattutto salutare per il nostro organismo, è fondamentale mantenere un adeguato apporto di micro e macronutrienti. Per raggiungere i risultati sperati, la dieta fai da te, soprattutto quando troppo restrittiva, può essere un rischio serio per la salute. Per seguire delle abitudini alimentari corrette è buona norma rivolgersi ad un esperto nutrizionista o dietista.
Bisogna ricordare che nella malattia FC anche in condizioni di benessere respiratorio è normale una certa variabilità del muco (come è variabile, entro certi limiti, anche il risultato del test del sudore stesso). Vi sono anche periodi molto buoni della malattia, anche lunghi, che si alternano a periodi di peggioramento, non sempre rapportabili alle cure praticate. E occorre anche sottolineare che per migliorare le caratteristiche del muco ci sono alcuni farmaci in fase di studio. Questo perchè, per quello che oggi è stato dimostrato, essi sono correlati in qualche modo al difetto di base della malattia (disidratazione delle secrezioni).
La Storia di Arnold Ehret
Il sistema della dieta senza muco e l’Ehretismo sono indissolubilmente legati alla figura del professor Arnold Ehret, fisiologo, chimico e studioso della nutrizione a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Ehret venne colpito a trent’anni dal morbo di Bright, un’infiammazione dei reni allora di origine sconosciuta. Eliminando le proteine animali dalla sua dieta, verificò un miglioramento repentino della sua salute e delle funzioni renali. Ehret ha inoltre avuto la grande intuizione di tenere dei diari di tutte le sue ricerche e sperimentazioni, donando alla scienza uno dei più documentati ed elaborati percorsi di studio sull’alimentazione del suo tempo.
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Ehret fu anche uno dei principali teorici del digiuno igienista, arrivando a guarire del tutto grazie a una serie di digiuni terapeutici, intervallati da periodi di alimentazione di sola frutta che lo portarono a riacquistare una completa salute. Il sistema della dieta senza muco, che è anche il titolo dell’opera più conosciuta di Ehret, è basato sulla teoria che la malattia sia uno sforzo dell’organismo per eliminare rifiuti, muco e tossine. Non va curata la malattia, ma il corpo che deve essere messo in grado di lavorare in condizioni ottimali.