Dieta Vegana e Malattie Autoimmuni: Benefici e Approfondimenti

Le malattie autoimmuni interessano il 5-7% della popolazione umana. Sono dovute ad una risposta "abnorme" del sistema immunitario, il quale dirige le proprie potenzialità offensive contro tessuti propri dell'organismo anziché contro gli agenti infettivi esterni (virus, batteri, miceti, protozoi etc ). Nella maggior parte dei casi le terapie a disposizione riescono solo a rallentare l'evoluzione della malattia senza riuscire ad ottenere una guarigione. La somministrazione cronica dei farmaci immunosoppressori comporta inoltre spesso gravi effetti collaterali che contribuiscono a deteriorare la qualità di vita del malato.

Attraverso un'alimentazione corretta è possibile modificare il decorso della malattia, ridurre l'intensità ed il numero dei disturbi fisici ad essa correlati, allungare i periodi di benessere, diminuire le fasi di riacutizzazione e migliorare la prognosi. La dieta vegetariana ha dimostrato chiari effetti positivi sulla sintomatologia in pazienti affetti da artrite reumatoide, ma anche in corso di tiroidite autoimmune ed altre patologie autoimmunitarie. Le indicazioni alimentari in corso di patologie autoimmunitarie consistono nel basare la propria dieta su cibi di origine vegetale (cereali, legumi, verdura, frutta, semi, noci), preferire preparazioni semplici, scegliere alimenti non conservati o troppo elaborati, consumare in abbondanza cibi ricchi di vitamine ed acidi grassi polinsaturi (buoni).

Benefici della Dieta Vegetariana

La dieta vegetariana ha un impatto positivo sul nostro sistema immunitario, grazie al maggior apporto di fibre presenti nei prodotti vegetali, di acidi grassi essenziali mono (es. acidi grassi dell’olio extravergine di oliva) e polinsaturi (es. Inoltre, i bambini che seguono uno stile vegetariano hanno un indice di massa corporea o BMI (Raccomandazioni OMS: 18,5>BMI< 24,5) più basso e sono perciò più magri in rapporto ai bimbi che seguono una tipica dieta occidentale.

Una dieta come quella vegetariana, in grado di tutelare e potenziare l’intestino e le sue naturali difese sarà in grado di proteggerci e di renderci inattaccabili. Ippocrate diceva che tutte le patologie nascono dall’intestino.

Alimenti Consigliati

  • Vitamina A: prezzemolo secco, carote, peperoncino rosso, basilico, zucca gialla, radicchio verde, pomodori e pomodorini.
  • Vitamina C: peperoncini piccanti, ribes nero, ortica, prezzemolo, peperoni, arance, mandarini, mandaranci e limoni, kiwi, mango.
  • Vitamina E: nocciole, mandorle, germe di grano, olio extra vergine d'oliva, pinoli, salvia e rosmarino secchi.
  • Zenzero: stimola la digestione, la circolazione periferica, ha proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti.
  • Tè verde: contiene polifenoli (catechine) con proprietà antinvecchiamento e anti cancro.
  • Peperoncino piccante: contiene capsaicina con effetto termogenico, utile nei dismetabolismi glicidici, decongestionante, antinfiammatorio e antitumorale.
  • Pepe nero: favorisce la digestione e stimola il metabolismo.
  • Melograno: ricco di acido ellagico con azioni anti tumorali, antinfiammatorie e antiossidanti.

Selenio e Tiroidite di Hashimoto

Il selenio è particolarmente indicato per le tiroiditi autoimmuni, in particolare per la tiroidite di Hashimoto: è un oligonutriente fondamentale per l'uomo e determinante per il funzionamento della ghiandola tiroidea, in quanto l'enzima che catalizza la conversione della T4 in T3, la 5' desiodasi appunto, è un seleno-enzima. E' dimostrata una sua azione immunomodulante e antinfiammatoria con sensibile riduzione del titolo autoanticorpale con abbassamento dei livelli degli anticorpi antitireoperossidasi (AbTPO) e antitireoglobulina (AbTg) responsabili della tiroidite di Hashimoto.

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Gli alimenti ricchi di selenio sono: le noci del Brasile, i reni di maiale, il tonno in scatola, le patate al selenio, i cereali, i pesci e frutti di mare, soprattutto le ostriche, le uova, il lievito di birra, i broccoli, i cavoli, i cetrioli, i ravanelli, l'aglio e le cipolle.

I migliori integratori sono quelli che contengono il selenio organificato nell'aminoacido metionina al posto dello zolfo (L-selenomethionine 200 mcg) perché dotato di maggiore biodisponibilità.

Alimenti Gozzigeni

Esistono degli alimenti appartenenti ad una particolare categoria di ortaggi e verdure appartenenti alla famiglia delle brassicacee, dette anche crucifere [ ↗ ], per la disposizione di alcune loro foglie a croce (come cavoli, cavolfiori, broccoli, cavolfiori, semi di lino, rape, spinaci, crescione, rafano, rape, ravanelli, rucola, miglio e tapioca) che, specie se consumati crudi, aumentano notevolmente il fabbisogno di iodio, alterandone il metabolismo ed inibendo la funzione tiroidea.

Tali cibi, detti gozzigeni, perchè contenenti tiocianati ad azione bloccante la funzione tiroidea, andrebbero pertanto consumati con moderazione, ma solo in caso di ipotiroidismo da carenza iodica. Nella categoria dei gozzigeni rientrano anche altri alimenti, come la soia, gli spinaci, il miglio, la tapioca e la lattuga. Anche alcuni additivi alimentari, come i nitrati presenti nel pesce e nelle carni conservate, inibiscono l'assunzione di iodio da parte della tiroide.

Consigli Aggiuntivi

  • Se possibile, svolgere un'attività fisica moderata e regolare (passeggiate, nuoto, bicicletta) che consente di preservare il trofismo muscolare, mantenere la mobilità articolare e migliorare il tono dell'umore.
  • Ridurre i cibi ad alto indice glicemico/insulinemico (farine raffinate, riso brillato, patate). Consumare cereali in chicco integrali, ma anche pasta di grano duro e grani antichi.
  • Ridurre l’introduzione di cereali contenenti glutine.
  • Consumare verdura ad ogni pasto. Se i più piccoli e i nostri figli non mangiano volentieri la la frutta intera realizzate macedonie o spiedini di frutta di tutti i colori e optate per frullati 100% frutta al posto di bibite gasate.

Malattie Autoimmuni e Flora Intestinale

Sono ormai tante le evidenze scientifiche che sottolineano una strettissima correlazione tra alcune malattie autoimmuni e il ruolo del microbiota intestinale (la flora intestinale), evidenziando un netto peggioramento in relazione a una dieta pro-infiammatoria. Quest’ultima infatti porta ad un cambiamento della tipologia di microbiota intestinale; in particolare, una dieta ricca in proteine animali, zuccheri semplici e grassi, si traduce in una ridotta diversità del microbiota con prevalenza di Bacteroidetes spp.

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Strategie Dietetiche per la Disbiosi

  • Interventi dietetici mirati
  • Consumo di grassi provenienti dal pesce
  • Riduzione nell’assunzione di proteine animali
  • Somministrazione di glutammina e curcumina per diminuire lo stato infiammatorio e favorire il ripristino della permeabilità intestinale [5 grammi x 2 volte al giorno].
  • Consumo di brodo di ossa, ricco di aminoacidi, prolina, glicina, potassio e collagene, favorisce le funzioni antiossidanti intestinali e il ripristino dell’impermeabilità utile in malattie autoimmuni.
  • Consumo di alimenti fermentati, come probiotici, kefir (latte fermentato con i grani di kefir non quello in polvere), kombucha (tè).

Dieta Vegana e Integrazione

Adottando una dieta vegana o vegetariana non bilanciata, è particolarmente importante fare attenzione ad un sufficiente approvvigionamento di sostanze nutritive come proteine, acidi grassi omega-3, vitamina D, vitamina B2, vitamina B12, calcio, ferro, iodio, zinco e selenio poiché gli alimenti vegetali contengono, rispetto a quelli di origine animale, una concentrazione più bassa di questi nutrienti essenziali. In particolare, la vitamina B12, solubile in acqua, si trova solo nei cibi animali e non può essere creata dalle piante. Per evitare il verificarsi di carenze alimentari durante una dieta vegana è importante nutrirsi in modo vario ed equilibrato, privilegiando gli alimenti vegani più nutrienti e i cibi che contengano le sostanze nutritive più importanti.

Vitamina B12

La vitamina B12 è essenziale per la sintesi di globuli rossi da parte del midollo osseo, e la sua carenza può portare alla produzione di globuli rossi di grandi dimensioni, causando la cosiddetta anemia megaloblastica. Inoltre, le carenze di cobalamina (vitamina B12) possono provocare una diminuzione dell’energia e della tolleranza all’esercizio fisico, insieme a stanchezza e dispnea lieve.

La carenza di vitamina B12, oltre che da una dieta vegana o vegetariana non integrata o bilanciata, può essere causata da: malattie autoimmuni, assunzione di farmaci che ne riducano l’assorbimento, o da malattie dell’intestino tenue.

Considerazioni Finali

Le diete vegetariane se ben bilanciate da un punto di vista nutrizionale possono portare ad indubbi vantaggi in termini di salute e longevità. Le abitudini degli abitanti delle cosiddette ‘Blue Zones’ (zone del pianeta in cui l’aspettativa di vita media è superiore alla media globale e la concentrazione di centenari è più elevata) sono studiate da molti decenni. Tra i vari fattori sociali e ambientali riscontrati la dieta sembra avere un ruolo importantissimo. I residenti delle Zone Blu mangiano infatti prevalentemente verdura e frutta, legumi (fagioli, lenticchie, piselli, ceci), cereali integrali, noci e semi. Il consumo di carne o pesce, quando presente, è molto limitato, con una media di 5 volte al mese, il 95% del cibo consumato è infatti a base vegetale.

Tabella dei Nutrienti Essenziali e Fonti Vegetali

Nutriente Fonti Vegetali
Proteine Soia, tofu, tempeh, seitan, legumi, cereali
Acidi Grassi Omega-3 Olio di semi di lino, olio di noci, olio di colza
Vitamina D Funghi, latte di soia fortificato, cereali fortificati
Vitamina B12 Cereali fortificati, muesli fortificato, integratori
Calcio Broccoli, cavolo, tofu, mandorle, semi di sesamo
Ferro Legumi, verdure a foglia verde, frutta secca, prodotti di soia, grano spezzato, germe di grano
Zinco Soia, cereali, legumi, germe di grano, noci
Selenio Noci del Brasile, cereali, broccoli, cavoli, aglio, cipolle

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