La digestione è un processo fisiologico essenziale che permette al nostro organismo di assimilare i nutrienti necessari, assunti attraverso l'alimentazione. Generalmente, una digestione completa richiede circa 8 ore. Tuttavia, diverse condizioni mediche, diete sbilanciate, ritmi di vita frenetici o stili di vita scorretti possono rallentare e rendere difficoltosa la digestione, causando sintomi come bruciore, nausea, sensazione di pesantezza e gonfiore.
Cause della Difficoltà di Digestione
Le cause delle difficoltà digestive sono solitamente legate a pasti troppo abbondanti o consumati troppo velocemente. Ma possono dipendere anche da uno stile di vita poco sano, oppure da un insieme di problematiche che possono alterare il corretto funzionamento dell’apparato digerente e quindi alterare il processo digestivo. In particolare, le cause più frequenti sono:
- Stress e ritmo di vita frenetico
- Errate abitudini alimentari, come il consumo eccessivo di cibi pronti, elaborati, fritti
- Cattiva gestione dei ritmi quotidiani, come avere l’abitudine di fare pasti troppo abbondanti e poco frequenti oppure consumati troppo rapidamente
- Stile di vita poco sano, come l’eccessivo consumo di bevande ricche di caffeina, alcolici, oppure l’abuso di farmaci; un’altra causa può essere il fumo di sigaretta
- Quadro ormonale alterato, per esempio in menopausa oppure in gravidanza
- Alterazioni digestive, come modificazioni della secrezione acida gastrica oppure la carenza di enzimi digestivi
Malassorbimento Intestinale
Un corretto assorbimento intestinale è fondamentale per una buona nutrizione. Un'alimentazione corretta non garantisce il giusto apporto di nutrienti, perché ciò che assumiamo potrebbe non essere effettivamente assorbito. Sono numerosi i fattori che determinano un corretto assorbimento e molte le cause di malassorbimento.
Possiamo suddividere le attività digestive in due categorie principali: digestione e assimilazione. Digestione significa scomposizione dei nutrienti, di cui è composto il cibo che assumiamo. Proteine, grassi e carboidrati devono essere scissi, dagli enzimi digestivi, presenti nel nostro organismo, in aminoacidi, acidi grassi e zuccheri semplici. Assimilazione è un processo successivo e consiste nell’assorbimento dei nutrienti, affinché possano essere utilizzati dall’organismo.
Un difetto delle azioni enzimatiche di scomposizione può determinare una cattiva digestione e quindi malassorbimento. Lo stesso avviene in caso di difetto di assimilazione, per esempio per uno stato di flogosi o di alterazione della mucosa intestinale. Nel morbo di Crohn e in altre malattie infiammatorie intestinali, esiste un problema malassorbitivo. È importante assumere integratori multiminerali e multivitaminici a cicli e a seconda della fase di malattia.
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Il malassorbimento può distinguersi in:
- Malassorbimento generalizzato: coinvolge le tre principali classi di nutrienti (proteine, zuccheri e grassi).
- Malassorbimento selettivo: riguarda una singola classe di nutrienti (es. malassorbimento del lattosio).
- Malassorbimento totale: coinvolge un intero tratto intestinale (es. intestino tenue).
- Malassorbimento parziale: riguarda solo una parte dell’intestino (es. ultima ansa ileale infiammata).
Il malassorbimento va sospettato in presenza di sintomi cronici da carenza di uno o più micronutrienti, come ferro (anemia), calcio (osteoporosi) o potassio (problemi muscolari o di ritmo cardiaco). Va sospettato anche quando sono presenti sintomi intestinali come stipsi, diarrea, dolori addominali, gonfiori e meteorismo.
Cause Specifiche di Malassorbimento
Tra le cause potenzialmente responsabili di malassorbimento, la celiachia rappresenta la malattia più frequentemente associata a malassorbimento. Esistono anche sindromi da malassorbimento di natura infettiva, come la diarrea del viaggiatore, la virosi enterica e la parassitosi intestinale.
Il Ruolo della Masticazione
Se mangiamo frettolosamente, il chilo (cioè il cibo masticato) che arriva nello stomaco sarà più difficile da digerire. Inoltre, è anche più probabile accusare meteorismo e una digestione incompleta. La masticazione è importante anche per le proteine, perché l’azione meccanica dei denti aumenta la superficie di contatto tra il cibo triturato e i succhi gastrici dello stomaco e gli enzimi proteolitici dell’intestino. Il cibo dovrebbe essere reso poltaceo e semiliquido prima di essere deglutito.
Inoltre, questo aiuto masticatorio è importante per chi è soggetto a intolleranze alimentari, perché una digestione incompleta è una delle cause delle intolleranze stesse. La ptialina, scindendo le catene di carboidrati, è di ausilio per chi presenta intolleranze glicidiche e deficit pancreatico. Durante la masticazione, alcuni nutrienti passano direttamente in circolo dalla bocca, che è particolarmente irrorata dai vasi sanguigni. Questo va ricordato e tenuto presente, a conferma di quanto sia importante la masticazione.
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Ipocloridria Gastrica
Oggi si considera, quale problema principale, un eccesso di acido cloridrico nello stomaco, che può causare gastriti, ulcere e reflusso. Si fa spesso uso esagerato di farmaci e parafarmaci, che hanno lo scopo di ridurre l’acidità nello stomaco. Ma può essere presente il problema opposto, cioè di un’ipocloridria. In questo caso, è la ridotta produzione di HCL a causare problemi. Questo disturbo si chiama ipocloridria e causa una condizione di malassorbimento, intossicazione e intolleranze alimentari.
L’azione della pepsina, attivata dal pepsinogeno grazie all’acido cloridrico, comporta la prima digestione delle proteine, che vengono scomposte in peptoni e poi in peptidi, e poi ancora in aminoacidi, i quali sono assorbiti a livello dell’intestino tenue. Senza un pH acido, determinato da una sufficiente quantità di HCL, il pepsinogeno non si trasforma in pepsina, con la conseguenza di insufficiente digestione delle proteine a livello dello stomaco. Inoltre, l’acido cloridrico ha un’azione germicida e contribuisce alla denaturazione delle proteine, facilitando la loro digestione.
Cause di Ipocloridria
- Il batterio Helicobacter Pylori sopprime la produzione di HCL, oltre a erodere la mucina, che protegge la mucosa dello stomaco dall’ambiente acido. Il risultato è una gastrite, in presenza d’ipocloridria.
- Un eccesso di zuccheri e grassi può inibire la produzione di HCL, così come la sovralimentazione.
- L’ipotiroidismo e l’posurrenalismo possono determinare una carenza di HCL.
Carenze Enzimatiche
Il chimo, a livello dell’intestino tenue, viene ulteriormente scomposto dagli enzimi digestivi del pancreas, dalla bile e da altri enzimi intestinali. Se questi sono carenti, avremo feci sfatte, untuose, grasse, galleggianti e maleodoranti, tipiche di una condizione di malassorbimento.
Infiammazione Intestinale
In caso di malattia infiammatoria intestinale, la flogosi causa carenza degli enzimi prodotti dalla mucosa intestinale ed è, comunque, di per sé, causa di cattiva assimilazione. Il chimo, anche se completamente scomposto negli elementi base, quali glucidi, aminoacidi e grassi semplici, non sarà assorbito dall’orletto a spazzola delle cellule dei villi intestinali, se questi sono alterati, a causa dell’infiammazione della mucosa.
Insufficienza Epatica
La digestione dei grassi dipende da un’adeguata produzione di bile da parte del fegato. Questa, una volta riversata nel duodeno, consente la digestione dei grassi, tramite la sua azione emulsionante, che li rende scindibili dalla lipasi pancreatica. Quest’ultima scompone i grassi in acidi grassi (assorbibili a livello del sistema linfatico intestinale) e glicerina.
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Una carenza funzionale del fegato determina un difetto qualitativo o quantitativo di bile, con conseguenze impossibilità ad assorbire i grassi. Se tale carenza è importante e patologica, sarà individuabile dagli esami ematici di gamma GT, di fosfatasi alcalina e transaminasi, che evidenziano una colestasi, cioè una difficoltà della bile a procedere nell’intestino.
Rimedi per le Difficoltà Digestive
Quali possono essere i migliori rimedi per le difficoltà digestive? Il primo passo è ovviamente quello di correggere le abitudini alimentari e lo stile di vita, dove necessario. Questo è ancora più importante con l’avanzare dell’età, perché l’organismo produce meno enzimi digestivi e possono essere presenti alterazioni ormonali che influiscono sui processi digestivi. È utile, in questo caso, assumere enzimi digestivi, per rinforzare l’attività di quelli già prodotti naturalmente dall’organismo.
Per aiutare ulteriormente il nostro apparato digerente nel suo compito, possiamo individuare alimenti specifici che, da crudi, freschi e non trattati, permettano di aiutare la digestione. Tra questi troviamo:
- Frutta fresca, quali ananas, papaia, fragole, mele e pere
- Frutta secca, come mandorle e noci
- Verdura fresca, in particolar modo finocchi, carote, broccoli
- Semi germogliati, quali quelli di cavolo o soia
- Cibi e bevande fermentati, come kefir e kombucha
Inoltre, è importante, in caso di digestione lenta e difficoltà digestive, ridurre nella dieta quotidiana cibi troppo elaborati, piatti pronti e pasti abbondanti. È bene masticare lentamente il cibo ed organizzarsi in modo tale da poter fare 5 pasti al giorno, 3 principali e 2 spuntini. I pasti principali dovrebbero essere ben equilibrati, ricchi di carboidrati preferibilmente integrali e verdura, cotta o cruda. Gli spuntini dovrebbero essere semplici e facili da consumare, come per esempio yogurt oppure frutta fresca.
Un’altra buona abitudine è quella di non andare a dormire subito dopo aver finito di mangiare, ma aspettare almeno 3 ore prima di coricarsi. Evitare anche di praticare attività sportiva subito dopo i pasti, per non compromettere la digestione.
Consigli Pratici per Migliorare l'Assorbimento
- Masticare bene e a lungo prima di deglutire il cibo.
- Integratori di HCL betaina, in caso d’ipocloridria confermata.
- Lo zinco è un oligominerale importante per stabilire la giusta cloridria.
- Piante amare, come l’imperatoria o la genziana, sono utili per stimolare la produzione di acido.
- La presenza di Helicobacter Pylori deve essere accertata dal Gastroenterologo con esame istologico, esame delle feci o urea breath test, e trattato specificamente.
- Il metabolismo tiroideo deve essere trattato, se necessario, previa consulenza endocrinologica.
- Le carenze enzimatiche potranno essere supplite da prodotti specifici, previa valutazione gastroenterologica.
- L’infiammazione intestinale deve essere accertata, con valutazione specialistica, e trattata con farmaci specifici, associati, eventualmente, a nutrienti suppletivi.
- L’insufficienza epatica va accertata e curata con la dieta, con terapie specifiche e con acidi biliari.
Terapia del Malassorbimento Intestinale
I rimedi e i trattamenti dipendono dalle cause responsabili del disturbo. Vediamo alcune possibili opzioni:
- Specifiche integrazioni alimentari per colmare carenze nutrizionali (anche per via venosa).
- Supplementazione di enzimi digestivi (animali o vegetali) in caso di deficit enzimatici.
- Diete di esclusione in presenza di intolleranze alimentari e celiachia.
- Assunzione di probiotici per ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale.
Nel malassorbimento intestinale da causa infiammatoria e infettiva, è importante monitorare i segni di una fase acuta di malattia (ridotta escrezione urinaria, sete eccessiva, pelle secca) e ripristinare il corretto apporto idrico. Si consiglia di bere poco e spesso (almeno 100 ml/kg/al giorno) per evitare di sovraccaricare un organismo debilitato.
Nutrizione Enterale e Parenterale
La Nutrizione Enterale (NE) è una procedura terapeutica per soddisfare i fabbisogni nutrizionali di pazienti non in grado di alimentarsi per via orale, somministrando nutrienti direttamente nello stomaco o nell’intestino. Se la NE non è sufficiente o non è possibile utilizzarla, si ricorre alla Nutrizione Parenterale Totale (NPT), somministrando sostanze nutritizie per via endovenosa.
Quando l’apparato digerente non è in grado di assorbire abbastanza nutrienti, ad esempio dopo un intervento chirurgico di resezione intestinale, può essere necessario intraprendere una nutrizione parenterale totale, che prevede la somministrazione di sostanze nutritizie per via endovenosa, calibrando fabbisogno calorico e i parametri elettrolitici.
Alimenti Consigliabili per il Malassorbimento Intestinale
L’alimentazione deve essere personalizzata, sulla base della patologia sottostante il malassorbimento e dei sintomi riferiti dal Paziente. Gli alimenti idonei in assoluto sono tutti quelli ben digeribili e assorbibili, e quindi ben tollerati dal Paziente stesso, che assicurino all’organismo il giusto fabbisogno calorico.
Nelle forme malassorbitive più lievi, è sufficiente consumare alimenti che aiutino ad integrare le specifiche carenze diagnosticate. Per esempio, in caso di anemia da deficit di Ferro o di vitamina B12, un consumo equilibrato di carne e uova consentirà di ripristinare tali perdite.
L’assorbimento di Ferro è incrementato dall’associazione con alimenti ricchi di vitamina C, quali agrumi e pomodori, mentre è ostacolato dall’accompagnamento con Fitati e Acido Fitico, come insalata, soia, crusca, legumi e cereali, che sottraggono calcio e ferro all’organismo.
In caso di anomalo assorbimento di Calcio, come nell’osteoporosi, non bisognerebbe rinunciare a latte, latticini e derivati, fonti essenziali di questo oligoelemento, a patto che non siano presenti altre patologie, come l’intolleranza al lattosio, che ne controindichino il consumo.
Se il supporto dietetico del malassorbimento non dovesse essere sufficiente, sarà necessario ricorrere a integratori contenenti tali vitamine, minerali e oligoelementi, compresi magnesio e potassio.
In presenza di difetti enzimatici, come nell’insufficienza pancreatica, nella fibrosi cistica e nell’intolleranza al lattosio, è necessaria la supplementazione di enzimi digestivi specifici, o ricorrere a sostituti lipidici, come i trigliceridi a catena media “MCT Medium Chain Triglycerides”, più solubili e più facilmente assorbiti, nel caso dell’insufficienza pancreatica, o a latte delattosato, in caso d’intolleranza al lattosio.
Farmaci e integratori
Sono diversi i farmaci che possono essere utilizzati per la digestione, a partire dagli anti-acidi naturali, prodotti dalle aziende nutraceutiche, ai farmaci anti-acidi veri e propri (come ad esempio il Pantoprazolo o l’Esomeprazolo) fino ad utilizzare, nei casi più complessi, i procinetici ( es. Ci sono dei composti definiti “integratori”, e sono soprattutto creati da elementi naturali.
Probiotici e fermenti lattici, contenuti ad esempio nello yogurt, possono aiutare a ripristinare la normale flora batterica nelle forme di malassorbimento dovute a disbiosi o ad un uso prolungato di antibiotici. In alcune condizioni particolari, può costituire un valido supporto: ad esempio, in seguito ad un intervento chirurgico, nei casi di anoressia, dopo interventi chirurgici ortopedici.
Anche piante ed erbe possono essere di grande aiuto. Mangiare liquirizia prima dei pasti, cucinare utilizzando alloro e aglio, aggiungere un seme di cardamomo nel caffè o nel tè e masticare semi di anice al termine del pasto aiuta i processi digestivi. Altri semplici rimedi sono un bicchiere d'acqua calda con succo di limone o infusi di arancia amara, anice stellato, menta piperita, alloro, basilico o semi di finocchio.
Abitudini Alimentari e Stile di Vita
La sonnolenza che si avverte dopo un pasto pesante è dovuta proprio al richiamo di una grande quantità di energia e di sangue a livello dell'apparato digerente, che comporta una diminuzione dell'apporto di ossigeno al cervello. Sono soprattutto i carboidrati a produrre questo effetto, determinando un picco insulinico nel sangue. Tuttavia, in genere non è consigliabile dormire dopo un pasto, perché il sonno rallenta la digestione. È bene, invece, concedersi almeno una mezz'oretta di relax.
Sono indicate tutte le attività a basso dispendio di energie: una passeggiata, leggere o guardare un po' di televisione. Da non dimenticare, poi, che una buona digestione inizia già nella bocca, dove il cibo viene triturato per facilitare le fasi successive dell'assorbimento. In particolare, la digestione degli amidi inizia proprio qui, grazie alla presenza della ptialina, un enzima contenuto nella saliva.
Fare attenzione alla quantità di cibo non basta. I diversi alimenti richiedono tempi differenti per essere digeriti e ogni cibo permane per periodi diversi nello stomaco e nell'intestino, dove sono presenti enzimi specifici per ognuno di essi. Anche il livello di acidità favorisce la digestione di un nutriente piuttosto che di un altro.
Pasti che combinano carboidrati e proteine di origine animale dovrebbero essere evitati perché la presenza di carboidrati nello stomaco diminuisce l'acidità e rende incompleta la digestione delle proteine. Il problema è minore, invece, nel caso dei cereali, che contengono una quantità più bassa di proteine. Anche proteine di diversa natura ostacolano la digestione l'una dell'altra, perché sono elaborate in condizioni di acidità differenti. Per questo è meglio non mangiare contemporaneamente proteine di origine diversa, per esempio uova, pesce e carne.
Se i carboidrati sono digeriti facilmente, non si può dire altrettanto dei grassi, soprattutto se cotti. Oltre a rallentare molto la digestione, ostacolano la demolizione delle proteine, aumentandone il tempo di permanenza nell'apparato digerente. Questi effetti possono essere limitati soltanto mangiando molta verdura cruda. La frutta acidula, invece, aumenta l'acidità gastrica, ostacolando la digestione di amidi e zuccheri.
Anche il tipo di bevanda scelta è importante per una digestione efficiente. Birra e vino, che aumentano l'acidità gastrica, non facilitano la digestione degli amidi e, quindi, dovrebbero essere bevuti soltanto durante pasti a base di carne o pesce. Il caffè, infine, favorisce la secrezione dei succhi gastrici e, quindi, migliora il processo digestivo.
Quando Consultare un Gastroenterologo
È sempre bene sottoporsi ad una visita gastroenterologica all’insorgenza dei primi sentori di digestione lenta. Il gastroenterologo, in base all’età del paziente, alla sua storia clinica ed alla durata della sintomatologia, potrà decidere di iniziare subito con una terapia, o prescrivere una gastroscopia. In particolar modo presso gli ambulatori Medical Care, è possibile eseguire la gastroscopia transnasale, una vera e propria gastroscopia eseguita dal naso con uno strumento < 5 mm. Un esame ben tollerato dal paziente che non necessita di una sedazione per vena ma solo uno spray anestetico a livello del naso e della gola. Come nella gastroscopia tradizionale, anche durante la gastroscopia transnasale si possono effettuare biopsie per la ricerca dell’Helicobacter pylori, della celiachia ed eventuali malassorbimenti.
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