Dito a Scatto: Cause e Trattamento

Piegare le dita di una mano sembra la cosa più semplice da fare, anche i bambini lo fanno in automatico, senza bisogno che gli venga insegnato. Con questo semplice movimento possiamo fare una infinità di cose: afferrare gli oggetti, scrivere, mangiare, pettinarci, guidare, allacciarci le scarpe. Ma in certe situazioni questo semplice gesto può non solo diventare difficile ma anche doloroso da fare. E la conseguenza è che tante delle attività quotidiane che facciamo diventano difficili da compiere.

Cos'è il Dito a Scatto?

Il termine dito a scatto si riferisce ad un’anomalia nell’articolazione tra i tendini e le guaine che li ricoprono. Nelle persone affette da dito a scatto, si verifica una condizione per la quale il tendine flessore si blocca all’interno della guaina sinoviale durante il movimento. Ciò porta ad una incapacità momentanea di estendere o flettere completamente il dito colpito.

Meglio conosciuta come dito a scatto, la tenosinovite stenosante dei tendini flessori, è una patologia a carico dei tendini flessori della mano. Questi tendini permettono il movimento di flessione attraverso i tunnel fibrosi, chiamati puleggie, che garantiscono l’adesione dei tendini stessi alle ossa. La guaina tendinea è la struttura che riveste il tendine ed evita l’attrito con le puleggie. Quando la guaina si infiamma, causa un rigonfiamento che impedisce lo scorrimento del tendine e lo comprime.

La tenosinovite stenosante dei flessori delle dita, conosciuta ai più come dito a scatto è una patologia infiammatoria che interessa i tendini flessori delle dita i quali, a loro volta, sono circondati da una sottile guaina sinoviale che forma un canale dentro al quale scorre il tendine stesso. Quando la guaina si infiamma, come conseguenza, la sua membrana si ispessisce e il canale si restringe, impedendo il libero scorrimento del tendine.

Il “dito a scatto” é una malattia infiammatoria dei tendini flessori delle dita. Se un tratto dei tendini si allarga a causa di un processo infiammatorio, questi scorrono con fatica all’interno del canale e, a volte, si “bloccano” a livello dell’imbocco del canale stesso. Il passaggio dei tendini inizialmente avviene appunto a fatica provocando dolore e una sensazione di crepitio oppure avviene repentinamente con il classico “scatto”.

Leggi anche: Dito Indice Caldo: Cosa Significa?

Patogenesi del dito a scatto

I tendini flessori delle dita sono avvolti da una membrana sinoviale, che consente lo scorrimento tendineo durante i movimenti di flessione ed estensione delle dita. Durante il processo infiammatorio del dito a scatto tale membrana aumenta di volume, impedendo il normale scorrimento del tendine flessore all'interno del proprio canale osteo-fibroso (puleggia A1). Ciò provoca il blocco del dito, che rimane piegato per poi estendersi con uno scatto; altre volte è necessario “sbloccarlo” manualmente per riportarlo nella posizione estesa.

Sintomi del Dito a Scatto

Le differenze fra un dito infiammato e uno sano spesso non sono visibili, ma ci si accorge che qualcosa non va quando si cerca di stendere il dito, da una posizione di chiusura. Il dito, infatti, rimane piegato, estendendosi a scatto solo in un secondo momento. Tale movimento è spesso accompagnato da dolore.

I sintomi del dito a scatto possono essere diversi, ma comunque riconoscibili.

Il dito a scatto colpisce preferibilmente il pollice, il medio e l’anulare ma a volte anche l’indice e il mignolo. I pazienti si lamentano di un movimento digitale doloroso e anomalo anche se a volte è possibile avvertire il tipico “scatto” senza alcun dolore.

Lo “scatto” viene di solito avvertito il mattino quando, al risveglio, il dito o le dita appaiono flesse nel palmo e il paziente è costretto a compiere un discreto sforzo per eseguire l’estensione del dito. A volte è necessario utilizzare la mano controlaterale per estendere il dito.

Leggi anche: Specializzazioni mediche

La palpazione nella regione palmare spesso rivela la presenza di un nodulo che si muove durante il movimento del dito. In uno stadio avanzato il dito può risultare bloccato in estensione o flessione.

A volte la palpazione del palmo della mano sul decorso del canale digitale può provocare dolore e svelare un semplice processo infiammatorio del tessuto sinoviale che circonda il tendine e che viene denominato “tenosinovite”.

Al risveglio, i sintomi possono essere più acuti perché nel sonno le dita non vengono utilizzate e le strutture tendinee tendono a gonfiarsi.

Cause del Dito a Scatto

Le cause non sono sempre chiare.

Il dito a scatto è causato dall’infiammazione e dall’ispessimento dei tendini delle dita. Quando l’infiammazione si protrae nel tempo, può accadere che si manifestino noduli o fibrosi. Affinché sia possibile estendere il dito, l’individuo deve forzare la trazione, ed è proprio a causa di questo sforzo che si produce lo scatto.

Leggi anche: Cosa Mangiare con le Emorroidi

L’infiammazione alla base della tenosinovite stenosante può essere provocata da microtraumi ripetuti ai tendini flessori, infiammazioni acute post-traumatiche, alterazioni ormonali.

Si tratta di una malattia che colpisce prevalentemente adulti fra i 40 e i 60 anni, con un’incidenza maggiore nel sesso femminile rispetto a quello maschile; ma il dito a scatto può interessare anche bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 2 anni. Mentre negli adulti le dita maggiormente interessate sono il pollice, l’anulare e il medio (tanto che spesso può essere confusa con la tendinite al dito medio della mano), nei bambini riguarda prevalentemente il pollice, che si blocca in flessione.

Le ragioni per cui si verifica la condizione responsabile del dito a scatto non sono ancora del tutto note, ma ci sono dei fattori e delle caratteristiche comuni che è importante conoscere. L’infiammazione della guaina del tendine del dito si verifica generalmente nei soggetti con più di 30 anni, che hanno subito diversi microtraumi e che svolge attività nelle quali per molte ore al giorno è necessario svolgere attività manuali (pasticcere, elettricista, massaggiatore, idraulico, chi lavora al PC, eccetera).

Fattori di rischio:

  • lo svolgimento di attività ripetitive: sforzi continui o movimenti ripetuti creano sollecitazione dei tendini della mano, che si possono infiammare. Ciò spiega come mai fra le persone più colpite ci sono musicisti, o coloro che usano cacciaviti o forbici per la maggior parte del tempo lavorativo.
  • il sesso e l’età: questa malattia colpisce in prevalenza dopo i 40 anni e riguarda maggiormente le donne. Una delle cause di questa tendenza può essere la minor produzione di collagene, una sostanza che compone i principali tessuti molli, di cui fanno parte anche i tendini.
  • continue attività ripetitive e movimenti ripetuti, che sollecitano i tendini della mano.
  • età e genere, dal momento che questa condizione esordisce tendenzialmente dopo i 40 anni e interessa principalmente la popolazione femminile.
  • traumi a carico della mano, magari un incidente mentre si sta facendo attività fisica, che dovrebbe comunque essere svolta, se possibile, in modo accorto quando un individuo soffre di patologie croniche.

Diagnosi del Dito a Scatto

La diagnosi del dito a scatto è essenzialmente basata sull'anamnesi e sull'esame obiettivo durante la visita specialistica. In alcuni casi può essere necessario un esame ecografico per escludere la presenza di altre patologie, come ad esempio cisti della puleggia o nodulo della Malattia di Dupuytren. L’esame radiografico può essere richiesto solo in caso di diagnosi differenziale con altre patologie come rigidità articolari, artrosi, esiti traumatici...

Il medico effettuerà un esame fisico completo, valutando la mobilità e il dolore del dito affetto. Potrebbe anche richiedere esami di imaging, come una radiografia o una risonanza magnetica, per ottenere una visione più approfondita delle strutture coinvolte.

Chi è il medico che cura il dito a scatto?

Il medico specializzato nella cura del dito a scatto è solitamente un ortopedico o un chirurgo della mano.

Trattamento del Dito a Scatto

Il trattamento per il dito a scatto ha un duplice obiettivo: innanzitutto contrastare il dolore, ma poi anche ridurre l’ispessimento responsabile della ridotta o impossibile mobilità del tendine del dito. La scelta del tipo di approccio dipende, ovviamente, dalla gravità della condizione e dalle caratteristiche del singolo paziente. In generale, però, è sempre preferibile l’iniziale ricorso al trattamento conservativo tramite la fisioterapia.

Per curare la tenosinovite stenosante bisogna intervenire sul gonfiore e l’infiammazione del tendine al fine di ripristinare il corretto scorrimento all’interno del tunnel fibroso.

Se ancora la sintomatologia è lieve e i movimenti non compromettono l’uso della mano, si può ricorrere a dei rimedi naturali per il dito a scatto:

  • gli impacchi con il ghiaccio: il freddo aiuta a diminuire la sensazione di dolore.
  • la crema all’arnica: fra le piante officinali che vantano proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche l’arnica è sicuramente una delle più note. Stendere un velo di pomata o di crema all’arnica è utile per aiutare a sfiammare e, allo stesso tempo, lenire il dolore.

Quando, invece, le condizioni dell’infiammazione si fanno più gravi, tanto che rischiano di compromettere lo svolgimento delle normali attività manuali, per il dito a scatto le cure più efficaci possono prevedere l’utilizzo di un tutore da utilizzare di notte. Lo scopo del tutore è quello di mantenere il dito in estensione, evitando che l’articolazione subisca uno sforzo quando il dito si chiude.

Tra questi viene spesso consigliato l’utilizzo di tutori o splint per impedire lo scorrimento del tendine e immobilizzare temporaneamente il dito, limitando così ulteriori movimenti che potrebbero causare il blocco.

Sono stati proposti numerosi rimedi come l’utilizzazione di un tutore notturno di posizione, cicli di fisioterapia, infiltrazioni locali di cortisone, terapia medica antiflogistica.

Il percorso fisioterapico prevede sostanzialmente, in base a ogni singola situazione, l’utilizzo della terapia manuale come la Manipolazione Fasciale, di attrezzature tecnologiche (principalmente Laserterapia ad alta potenza), eventuali ortesi (tutori e altri dispositivi) ed esercizi terapeutici mirati, che hanno il vantaggio, in maniera non invasiva, di ridurre efficacemente il dolore e consentire un rapido recupero della funzionalità del dito interessato.

Anche la ginnastica per il dito a scatto può rivelarsi utile per alleviare il dolore; in particolar modo, gli esercizi per il dito a scatto tendono a migliorare la mobilità articolare.

Se il dolore locale persiste, lo specialista può indicare il trattamento tramite infiltrazione di corticosteroidi.

Fra le terapie che rispondono in maniera positiva a come curare il dito a scatto ci sono anche le infiltrazioni, che possono essere, nei casi più gravi, a base di corticosteroidi.

Nelle fasi iniziali è possibile ricorrere ad infiltrazioni di cortisone.

Per i casi più gravi, invece, può rendersi necessario il ricorso a farmaci antinfiammatori e analgesici per sfiammare la guaina sinoviale e per ridurre il dolore provocato dalla patologia. I farmaci che vengono utilizzati per la cura del dito a scatto sono soprattutto antinfiammatori non steroidei (FANS) e corticosteroidi.

Trattamenti chirurgici

Quando, invece, l’infiammazione è molto severa, ed è presente lo scatto diventa necessario un intervento chirurgico ambulatoriale di apertura della puleggia per permettere ai tendini di scorrere senza compressioni.

Negli stadi avanzati della malattia, invece, bisogna intervenire chirurgicamente con un’operazione di tenolisi, praticando un’incisione longitudinale della puleggia tendinea liberando il tendine sottostante. A volte è necessario asportarne una parte.

  • release percutaneo o liberazione percutanea del dito a scatto: si tratta di una procedura chirurgica eseguita in anestesia locale, in cui viene impiegato un ago per riportare il dito bloccato in posizione normale.
  • intervento chirurgico: tramite questa procedura chirurgica si esegue una tenolisi dei flessori che permette di liberare i tendini dalle aderenze della guaina che limitano i movimenti.

Ecochirurgia mini-invasiva per il dito a scatto

Una delle tecniche più innovative e meno invasive per il trattamento del dito a scatto è l'intervento sotto guida ecografica (ecochirurgia). In questa procedura il chirurgo utilizza un ecografo ad alta risoluzione, posizionato sul palmo della mano del paziente, per individuare con precisione l'area da trattare. Utilizzando uno strumento specifico, il chirurgo è in grado di liberare il tendine attraverso un'incisione nettamente più piccola rispetto all'intervento tradizionale, facilitando il recupero post-operatorio.

L'intervento per dito a scatto viene eseguito in regime ambulatoriale (senza pernottamento notturno), in anestesia locale al dito. Inoltre, la procedura con guida ecografica può essere eseguita utilizzando l'anestesia di tipo WALANT, che evita l'uso del laccio emostatico. Questo consente al paziente di rimanere sveglio durante l'operazione, migliorando il comfort ed evitando la sedazione.

I tempi di recupero con questo approccio sono generalmente molto brevi, consentendo ai pazienti di riprendere le attività quotidiane quasi immediatamente dopo l'intervento. Dopo una settimana dall’intervento si effettua un controllo ambulatoriale per rimuovere i punti di sutura e valutare il recupero funzionale. È opportuno astenersi dai carichi più pesanti per circa un mese, rispettando i tempi biologici di guarigione dell'infiammazione tendinea. Per ottenere risultati efficaci e definitivi è sempre consigliato un ciclo di fisioterapia specifica, volta a ridurre l'edema post-chirurgico, recuperare lo scorrimento tendineo e impedire la formazione di aderenze cicatriziali.

Sebbene il paziente possa tornare a muovere le dita già dopo qualche giorno, in seguito all’intervento del dito a scatto la convalescenza può durare anche qualche mese: è importante rimanere a riposo e non sforzare la mano interessata al fine di poter ritrovare la corretta funzionalità.

Il paziente può muovere le dita immediatamente dopo l’intervento.

tags: #dito #a #scatto #cause #e #trattamento

Scroll to Top