Viviamo in una società sempre più “light”, dove bevande, gomme da masticare, yogurt e altri alimenti ipocalorici proliferano. In molti di questi prodotti, lo zucchero è sostituito con dolcificanti (edulcoranti) ipocalorici, sui quali si fa spesso molta confusione, soprattutto per quanto riguarda i pro e i contro.
I dolcificanti artificiali sono noti anche come “edulcoranti artificiali”: sono veri e proprio sostituti dello zucchero comune, e si presentano come sostanze chimiche create dall’uomo e specificamente progettate per conferire un sapore dolce ai cibi e alle bevande senza aggiungere calorie significative.
Quando si parla di dolcificanti artificiali, inoltre, bisogna tenere a mente la loro intensa dolcezza e il loro forte potere dolcificante, che sono molto superiori a quelli del comune zucchero bianco semolato: da questa caratteristica dipende il fatto che vanno utilizzati quantità molto piccole, con modalità particolari, per ottenere lo stesso livello di dolcezza che si ricava dallo zucchero.
La storia dei dolcificanti artificiali risale a diversi decenni fa e sono stati sviluppati in un contesto molto preciso, ovvero per soddisfare la richiesta di cibi e bevande light o più leggeri dal punto di vista calorico e per fornire delle nuove opzioni a coloro che cercano di ridurre il consumo di zuccheri o gestire il diabete.
Ciascun dolcificante artificiale ha le proprie caratteristiche chimiche, il proprio profilo di dolcezza e anche i relativi potenziali effetti collaterali: per questo è importante avere piena consapevolezza di cosa si sta utilizzando e di come vada utilizzato; è anche importante rispettare le dosi giornaliere accettabili stabilite dalle agenzie regolatorie per garantire la sicurezza e la non tossicità.
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Tipologie di Dolcificanti Artificiali
Gli esempi più comuni di dolcificanti artificiali usati nell’industria alimentare sono nomi che potrebbero suonarti familiari, come l’aspartame, il sucralosio, la saccarina, la stevia e l’advantame. Ognuno di questi dolcificanti ha un sapore e un modo di utilizzo leggermente diversi; alcuni possono addirittura essere usati in combinazione tra loro per ottenere risultati specifici nelle preparazioni culinarie e nella produzione di cibi e bevande senza zucchero.
Di seguito una lista delle tipologie più comuni di dolcificanti artificiali:
- Aspartame: È uno dei dolcificanti artificiali più diffusi ed è comunemente utilizzato in bevande dietetiche e prodotti alimentari senza zucchero. È fino a 200 volte più dolce dello zucchero, ma non contribuisce significativamente all’accumulo di calorie.
- Saccarina: La saccarina è uno dei primi dolcificanti artificiali scoperti ed è circa 300-400 volte più dolce dello zucchero. Ha, tuttavia, un retrogusto amaro che lo rende di difficile impiego per alcuni consumatori.
- Ciclamato: Il ciclamato è un dolcificante artificiale fino a 50 volte più dolce dello zucchero. Quando viene metabolizzato, il ciclamato produce una sostanza detta cicloesilammina, che è stata a lungo sospettata di costituire un rischio per la salute.
- Acesulfame potassico (Ace-K): L’acesulfame potassico è diverso dagli altri dolcificanti perché è stabile al calore e può essere utilizzato con molta più efficacia nei prodotti da forno. Il suo potere dolcificante è circa 200 volte più forte di quello dello zucchero e quindi viene spesso combinato con altri dolcificanti artificiali per migliorarne il sapore.
- Sucralosio: Anche il sucralosio è stabile al calore, ma è circa 600 volte più dolce dello zucchero. Per questo motivo viene utilizzato in dosi molto piccole, che possono essere alquanto difficili da dosare. Inoltre, è noto per non avere alcun retrogusto amaro.
- Stevia: La stevia (nome scientifico Rebaudioside A) è un dolcificante artificiale di origine naturale, perché estratto dalle foglie della pianta Stevia rebaudiana. Sebbene le foglie della pianta non siano molto più dolci del comune saccarosio, gli estratti artificiali che si ricavano in laboratorio sono fino a 200-300 volte più dolce dello zucchero.
- Neotamo: Il neotamo è uno dei dolcificanti più dolci mai creati ed è circa 7.000-13.000 volte più dolce dello zucchero, per cui nell’industria alimentare ha un valore economico molto alto. È stabile al calore e può essere utilizzato in una vasta gamma di prodotti, compresi molti cibi confezionati.
- Advantame: Il dolcificante artificiale in assoluto più potente, però, è l’advantame, che è circa 20.000 volte più dolce dello zucchero ed è stabile al calore. È stato recentemente approvato dall’EFSA per l’uso in bevande, gomme da masticare, dolcificanti in bustine e prodotti da forno.
La Saccarina: Un'Analisi Approfondita
La saccarina è uno dei primi dolcificanti artificiali scoperti, con un potere dolcificante da 300 a 500 volte superiore rispetto a quello del saccarosio. Si presenta al palato attraverso un retrogusto amaro o metallico generalmente considerato sgradevole, specialmente ad alte concentrazioni.
Nell’industria alimentare, viene addizionata a bevande soft, succhi di frutta, chewing gum, gelatine, marmellate, decorazioni, salse e condimenti lavorati a base di frutta; rientra anche nella composizione di dolcificanti in forma di tavolette, polveri o liquidi. Una volta assunta, viene rapidamente assorbita (90% circa) e come tale escreta con le urine senza essere metabolizzata. Non influenza i livelli glicemici e non fornisce alcuna energia all'organismo; è quindi indicata come dolcificante nelle diete ipocaloriche ed in quelle per diabetici. Non favorisce inoltre la carie dentale.
La saccarina è stata oggetto di lunghi dibattiti. Benché la totalità degli studi disponibili ne dimostri la sicurezza alle dosi di consumo usuali, sono stati sollevati molti dubbi circa la sua tossicità.
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Dose Giornaliera Ammissibile (DGA)
In Italia, la DGA per la saccarina è di 2,5 mg/Kg di peso corporeo (pari a circa 180 mg/die in un adulto di peso medio). Altri enti hanno optato per DGA più elevate (5 mg/Kg).
Pro e Contro dei Dolcificanti Artificiali
L’uso dei dolcificanti artificiali nel settore alimentare ha vantaggi evidenti in termini economici e pratici, ma presenta anche alcuni svantaggi legati a possibili effetti collaterali, alla sicurezza a lungo termine e all’alterazione del sapore. Ammesso che se ne faccia un uso moderato, se vuoi utilizzare dei dolcificanti artificiali, quindi, dovrai considerare una lista di pro e contro, che in parte dipendono anche da considerazioni individuali.
Pro
- Bassa presenza o totale assenza di calorie: Questa caratteristica li rende utili per coloro che cercano di ridurre l’apporto calorico o controllare il peso.
- Controllo del diabete: I dolcificanti artificiali non influenzano significativamente i livelli di zucchero nel sangue.
- Salute dentale: Non contribuiscono alla formazione di placca dentale e alla carie dentaria.
Contro
- Effetti collaterali: Alcune persone possono sperimentare mal di testa, disturbi gastrointestinali o reazioni allergiche.
- Sicurezza a lungo termine: Sussistono preoccupazioni sulla loro sicurezza a lungo termine.
- Dipendenza: L’uso prolungato di tali sostanze sintetiche possa tenere sempre alto o addirittura aumentare il desiderio di consumare dolci e dolciumi, creando una sorta di dipendenza.
- Retrogusto: Il retrogusto di alcuni dolcificanti artificiali non può essere paragonato alla dolcezza dello zucchero comune, e può risultare sgradevole o troppo caratteristico per alcuni consumatori.
- Resa in cucina: Alcuni dolcificanti artificiali non sono stabili al calore e potrebbero non essere adatti per la cottura ad alte temperature o la preparazione di prodotti da forno.
Studi Recenti e Raccomandazioni
Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sulla possibile tossicità di tali sostanze. In particolare è stato recentemente oggetto di controversie l’aspartame, che ha potere dolcificante di 200 volte superiore a quello dello zucchero e che quindi è molto usato nei prodotti dietetici.
Un nuovo studio di coorte, pubblicato nel 2022, ha indagato la relazione tra il consumo di dolcificanti industriali e il rischio di cancro, mostrando un aumento del rischio di tumori (in particolare al seno e tumori legati all’obesità) sia per il consumo totale di edulcoranti, sia per alcuni di questi, nello specifico aspartame e acesulfame-K.
Da una recente metanalisi, gli studi randomizzati non evidenziano una correlazione tra perdita di peso e consumo di dolcificanti artificiali; mentre gli studi di coorte mostrano un aumento del rischio di obesità, di ipertensione, di diabete 2 e di sindrome metabolica in relazione al consumo eccessivo di edulcoranti.
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Recenti studi mostrano come gli edulcoranti artificiali possano alterare la glicemia, la tolleranza al glucosio e la popolazione dei batteri intestinali (microbiota) con una maggiore crescita di quelle specie che causano obesità e sindrome metabolica e una riduzione dei batteri “amici”.
Il 14 luglio 2023 è stata pubblicata una raccomandazione dell’OMS nella quale si consiglia di moderare il consumo di aspartame, in quanto l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha inserito l’aspartame nel “Gruppo 2B” che comprende i “possibili carcinogeni umani”.
Tabella Comparativa dei Dolcificanti
| Dolcificante | Potere Dolcificante | DGA (mg/Kg) | Calorie | Note |
|---|---|---|---|---|
| Aspartame | 200 | 40 | 4 Kcal/g (ma usato in quantità minime) | Controindicato in pazienti con fenilchetonuria |
| Acesulfame K | 130-200 | 9 | 0 | Stabile al calore |
| Ciclamato | 25-50 | 11 | 0 | Sconsigliato in regimi iposodici |
| Saccarina | 300-500 | 2.5 | 0 | Retrogusto amaro |
| Fruttosio | 1 | Non stabilita | 3.75 Kcal/g | Elevato consumo può causare ipertrigliceridemia |
| Polioli | 0.5-0.9 | Non stabilita | Variabile (inferiore al saccarosio) | Effetti lassativi ad alte dosi |
In conclusione, l'uso dei dolcificanti artificiali è un tema complesso con implicazioni significative per la salute pubblica. È fondamentale che i consumatori siano informati e consapevoli delle potenziali conseguenze del loro utilizzo, in modo da poter fare scelte alimentari consapevoli e responsabili.
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