Dolcificante Conad Piacersi: Ingredienti e Composizione

Abitualmente torna di moda la questione dolcificanti artificiali: forse anche tu ti sei chiesto se fanno male o se fanno ingrassare anche più dello zucchero.

Barrette proteiche, proteine in polvere, prodotti “dietetici”, bibite 0 kcal, alimenti light,… sono, nella maggior parte dei casi, presenti nella dieta di chi frequenta la palestra e, soprattutto, di chi vuole dimagrire o stare attento a non assumere troppi zuccheri e calorie. Ma è sicuro consumarli anche ogni giorno?

Sono sostanze che sono più dolci del classico zucchero da cucina (saccarosio) da 300 fino a 13’000 volte. Cosa significa? Utilizzandoli, a parità di percezione del gusto dolce, è sufficiente una quantità molto minore rispetto a quella di saccarosio.

La maggior parte dei dolcificanti artificiali non viene metabolizzata dall’organismo ed è, per questo motivo, che solitamente sono considerati sicuri. La FDA (Food and Drug Administration) ha stabilito una quantità giornaliera limite accettabile per ciascun dolcificante espressa in mg/kg peso corporeo ed è un valore che è solitamente settato ad 1/100 rispetto alla quantità a cui non si osservano effetti avversi.

Dolcificanti Artificiali e Ingrassamento

Se i dolcificanti artificiali sono acalorici o hanno poche calorie, possono far ingrassare? E come se effettivamente non contribuiscono all’eccesso energetico? Sono stati proposti diversi meccanismi che correlano il loro consumo e l’ingrassamento.

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Un altro meccanismo vede, invece, come i dolcificanti artificiali abbiano un ruolo attivo a livello gastrointestinale e metabolico. I recettori del gusto non sono presenti sono nel cavo orale ma anche (scoperta relativamente recente) nell’intestino, dove fanno da mediatori per la secrezione dell’ormone GLP-1 (glucagon-like peptide 1).

Conosci il detto “Siamo quello che mangiamo“? Bene, ma non solo: sei anche quello che mangiano i tuoi batteri intestinali. Una volta che i macronutrienti vengono scissi, prima di venir assorbiti ed entrare nel circolo portale o linfatico, devono superare anche il microbioma intestinale che deve essere in salute per poter essere un alleato vantaggioso per l’uomo.

Cadere preda di facili giudizi o pregiudizi è sempre facile. Non conviene bere litri e litri di coca cola zero al giorno, anche se non ha calorie e allo stesso modo non conviene neanche privarsi dei dolcificanti artificiali. Se da una parte sono utili per ridurre l’apporto di zuccheri e l’intake energetico, dall’altra un loro abuso non fa bene alla salute. Come quasi sempre in nutrizione, la chiave sta nella moderazione e non nell’eliminazione o l’eccesso!

Dolcificante Stevia PiacerSi Conad e Eritritolo

👨‍⚕️💬Il Dolcificante Stevia PiacerSi Conad, è un dolcificante a zero calorie e zero carboidrati. L'eritritolo è un tipo di dolcificante senza calorie che appartiene alla famiglia degli zuccheri polioli alcolici.

👨‍⚕️💬 Questo alimento ha un impatto ingrassante medio e non dovrebbe contribuire all'aumento di peso se non eccedi nelle quantità. N.B. Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita.

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L'eritritolo è noto per essere relativamente sicuro per il consumo umano ed è considerato keto-friendly in quanto non dovrebbe influire significativamente sui livelli di zucchero nel sangue. Se stai cercando di seguire una dieta chetogenica, l'eritritolo è spesso considerato una scelta migliore rispetto agli zuccheri tradizionali poiché ha un impatto minimo sui livelli di zucchero nel sangue e sul totale dei carboidrati netti.

Eritritolo: Un'Alternativa Naturale

Eritritolo: L'eritritolo --2R,3S--butan-1‚2,3‚4-tetraolo, o E968- è un polialcol naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati. È utilizzato con successo come dolcificante naturale in quanto ha zero calorie ma un ottimo sapore, privo di retrogusti.

A livello industriale è ottenuto da substrati zuccherini -amido, glucosio, saccarosio, ecc.- tramite fermentazione microbica ad opera di lieviti osmofili selezionati -es. Moniliella pollinis-. In Giappone e negli Stati Uniti è approvato e disponibile da più di un decennio. Nel 2006 la Commissione europea ha inserito l'eritritolo nell'elenco degli additivi alimentari polivalenti -2006/52/CE- e l'approvazione è risultata definitiva nel febbraio 2008. Con la Direttiva 2008/100/CE la Commissione ha riconosciuto e assegnato all'eritritolo valore energetico pari a 0 kcal/gr.

Poiché l'eritritolo non possiede solo proprietà edulcoranti il suo impiego è stato autorizzato per le stesse applicazioni alimentari degli altri polioli e alle stesse condizioni d'impiego. Come additivo alimentare l'eritritolo può svolgere diverse funzioni, ma viene impiegato soprattutto come dolcificante: il profilo aromatico è molto simile al saccarosio, con un potere dolcificante pari a circa il 60-70% e questo lo rende un'utile alternativa allo zucchero tradizionale; usato in combinazione a dolcificanti intensivi può aumentare la dolcezza degli ingredienti, aggiungere corposità e mascherare retrogusti indesiderati.

Anche grazie alle ridotte dimensioni -scheletro a quattro atomi di carbonio- e al basso peso molecolare -122.12 g mol-1-, il profilo metabolico dell'eritritolo è unico. Oltre il 90% dell'eritritolo ingerito è assorbito prontamente nel piccolo intestino attraverso diffusione passiva. Questa frazione non viene metabolizzata e viene escreta immodificata attraverso le urine. La frazione rimanente -< 10%- raggiunge il grande intestino dove è solo parzialmente metabolizzata. Di conseguenza, il valore calorico complessivo dell'eritritolo è bassissimo e varia da 0 ad un massimo di 0‚2 kcal/gr.

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L'eritritolo ha una tolleranza digestiva molto più elevata rispetto agli altri polialcoli i quali, consumati in quantità elevate, possono provocare effetti collaterali indesiderati a livello intestinale -rilassamento, crampi addominali, flatulenza, diarrea-. Studi clinici hanno evidenziato che negli adulti gli effetti gastrointestinali in seguito all'assunzione di eritritolo fino ad 1 gr/Kg di peso corporeo -per un massimo di 80 g/giorno- non differiscono statisticamente da quelli provocati dall'assunzione di simili livelli di saccarosio.

L'eritritolo è caratterizzato da valori pressoché nulli di indice glicemico -IG- e indice insulinico II e rappresenta quindi un valido ingrediente sostitutivo del saccarosio per ridurre l'impatto glicemico della dieta, adatto ai soggetti a rischio o affetti da diabete.

Studi recenti hanno inoltre evidenziato l'attività antiradicalica dell'eritritolo, che ha dimostrato essere un ottimo scavenger di radicali ossidrilici, con proprietà protettive per le membrane cellulari. L'eritritolo agisce quindi come antiossidante in vivo e può aiutare a ridurre l'impatto glicemico degli alimenti e delle bevande, contrastando gli effetti dei radicali liberi indotti dall'iperglicemia.

L'eritritolo è stato certificato come prodotto tooth-friendly. La sua acariogenicità è ampiamente dimostrata: l'eritritolo non viene convertito in acidi dai batteri presenti nella bocca, pertanto non favorisce la carie dentale.

Avvertenze

AVVERTENZE: è sconsigliato l'uso alle donne in gravidanza e ai bambini di età inferiore a 36 mesi. AVVERTENZE: un consumo eccessivo può avere effetti lassativi.

Tutte le indicazioni di Legge per i prodotti preimballati all’origine dai Produttori sono riportate sull’etichetta del prodotto al momento della consegna e visibili nelle immagini a disposizione al momento dell’ordine dei prodotti. Alcune indicazioni su ingredienti e allergeni potrebbero subire variazioni per modifiche apportate dai Produttori, che potrebbero determinare differenze tra le informazioni presenti sul sito e quelle riportate sui prodotti effettivamente consegnati. Prima di procedere quindi al consumo e /o utilizzo dei prodotti, Vi invitiamo a verificare sempre le informazioni riportate sull'etichetta.

In particolare, Vi invitiamo a prestare attenzione alle eventuali indicazioni relative agli ALLERGENI quali: grano (tra cui farro e grano khorasan), segale, orzo, avena o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati, crostacei, uova, pesce, molluschi, arachidi, soia, latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci comuni, noci di acagiù, noci di pecan, noci del Brasile, pistacchi, noci macadamia o noci del Queensland), sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg (espressi in SO2), lupini.

IMPORTANTE: tutti i prodotti venduti sfusi, porzionati e/o preparati e/o in generale manipolati all’interno dei laboratori del punto di vendita, potrebbero essere soggetti a possibili contaminazioni crociate con le sostanze allergeniche sopra citate durante le manipolazioni.

Riferimenti

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