Droghe per dimagrire efficaci e rischi

L'obesità è una patologia cronica in forte crescita, che potrebbe essere contrastata anche con l’ausilio di farmaci, per migliorare la gestione del peso corporeo e ridurre l’insorgenza di comorbidità. Ma come agiscono esattamente questi farmaci? Quali sono i rischi associati all'uso di droghe per dimagrire?

Amfetamine e Metamfetamine: Cosa sono?

Le Amfetamine sono state scoperte più di 100 anni fa (1887), ma vennero brevettate solo nel 1924 dopo la scoperta casuale da parte del Dott. Gordon Alles, nel corso di ricerche per individuare un processo di sintetizzazione dell'efedrina (che è di origine naturale); per la cronaca, la ricerca sull'efedrina mirava a confezionare nuovi farmaci stimolanti e dimagranti. Sono state dichiarate fuori legge solo a partire dagli anni '70, a seguito della loro diffusione come droghe ricreative.

Le Metamfetamine (o Metilamfetamine) ebbero grande popolarità a partire dagli anni '70 e sostituirono completamente, nell'uso ricreativo, le amfetamine 'classiche'. In realtà le Metamfetamine sono tornate alla grande a partire dagli anni '90 e sono attualmente una delle droghe più utilizzate, e più problematiche, nella Comunità Europea e in Asia (Giappone in testa). Esistono più di 180 tipologie di Metamfetamine diverse, alcune delle quali sono frutto di ulteriori sintesi dell'MDMA (vedi Ecstasy), in cui viene modificata più o meno profondamente la struttura molecolare originale.

La metamfetamina è uno stimolante che dà assuefazione e che colpisce drammaticamente il sistema nervoso. Questa droga si produce facilmente in laboratori clandestini con ingredienti relativamente economici che si possono ottenere senza ricetta medica. Queste sostanze si mescolano rendendo la metamfetamina una droga molto pericolosa. La struttura chimica della metamfetamina è simile a quella dell'amfetamina, ma gli effetti sul sistema nervoso sono molto più pronunciati. Come l'amfetamina, incrementa l'attività motoria, abbassa l'appetito e produce una sensazione generale di benessere.

Effetti e Rischi della Metamfetamina

Gli effetti della metamfetamina possono durare da sei ad otto ore. Dopo la "sensazione euforica" iniziale, in alcuni individui vi è un forte stato d’agitazione che può portarli ad agire violentemente. La metamfetamina è uno stimolante di categoria II (in America), significa che ha un alto potenziale d’abuso e crea facilmente assuefazione ed è disponibile solamente con ricette mediche che non sono ripetibili. Si presta ad usa medici legittimi, come il trattamento della narcolessia, il disordine caratterizzato da deficit d’attenzione, il controllo dell'obesità; ma è importante ricordare che questi usi medici sono limitati.

Leggi anche: Guida ai farmaci dimagranti

Effetti Immediati e a Breve Termine

La metamfetamina è uno stimolante molto potente e, anche se presa in piccole dosi, può incrementare l’insonnia, l'attività fisica e diminuire l'appetito. Una breve sensazione euforica è stata segnalata da coloro che fumano o s’iniettano la metamfetamina. Ingestioni orali o inalazioni producono, invece, una sensazione di durata elevata che può durare fino a dodici ore. Si crede che i due tipi di sensazioni siano il risultato di alti livelli di dopamina, un neurotrasmettitore delle aree del cervello che regola i nervi che dominano il senso del piacere.

La metamfetamina ha effetti tossici. Negli animali, una sola dose di questa sostanza ha causato un grave danno ai terminali dei nervi nelle regioni del cervello che contengono dopamina. Si ritiene che il notevole rilascio di dopamina prodotta grazie alla metamfetamina contribuisca a questi effetti tossici sui terminali dei nervi del cervello. Dosi alte di questa sostanza possono elevare la temperatura del corpo a livelli pericolosi, a volte mortali, e possono causare anche convulsioni.

Effetti a Lungo Termine

L'abuso a lungo termine di metamfetamina può essere molto dannoso, e può portare alla dipendenza. L'assuefazione è una condizione cronica che porta a ricadute, caratterizzata da ricerca ed uso compulsivo della sostanza, cosa che si accompagna a cambiamenti funzionali e molecolari nel cervello. Oltre ad essere dipendenti, gli assuntori presentano sintomi che possono includere comportamento violento, ansia, confusione, ed insonnia. Inoltre possono manifestare diversi sintomi psicotici, come paranoia, allucinazioni uditive, aggressività, e delirio, (per esempio, la sensazione che insetti camminino sulla pelle, chiamato "formicolio"). Inoltre, la paranoia può provocare pensieri di omicidio e/o di suicidio.

Se utilizzata in maniera cronica, può svilupparsi tolleranza alla metamfetamina. Per intensificare gli effetti desiderati, può essere che gli utenti prendano dosi più alte di questa sostanza o che la prendano con più frequenza, o che cambino la modalità di somministrazione. L'abuso cronico può portare la persona ad un comportamento psicotico, caratterizzato da paranoia intensa, allucinazioni visive ed uditive, e rabbia incontrollabile che può scatenare comportamenti eccessivamente violenti.

Studi scientifici che esaminano le conseguenze a lungo termine dell'uso della metamfetamina negli animali, mostrano preoccupanti dati di effetti tossici nel cervello. Gli studiosi hanno evidenziato che il 50% delle cellule che producono dopamina nel cervello possono essere danneggiate dopo esposizione prolungata anche a livelli relativamente bassi di metamfetamina. Gli studiosi hanno trovato che le cellule del sistema nervoso che contengono serotonina possono essere danneggiate ancora più estensivamente.

Leggi anche: Efficacia e Rischi della Puntura Dimagrante

Complicazioni Mediche dell'Abuso di Metamfetamina

La metamfetamina può causare una varietà di problemi cardiovascolari. Questi includono battito accelerato o irregolare del cuore, pressione alta, e danni irreversibili che possono essere ictus nei vasi sanguigni del cervello. L'ipertermia (temperatura elevata del corpo) e le convulsioni causate dall’overdose di metamfetamina se non trattata immediatamente possono risultare fatali.

L'abuso cronico di metamfetamina può portare ad un’infiammazione delle pareti interne del cuore, e tra gli assuntori che s’iniettano la droga, a un danneggiamento dei vasi sanguigni e ad ascessi della pelle. Inoltre le persone che abusano della metamfetamina possono avere episodi di aggressività, paranoia, ansia, confusione ed insonnia. Le persone che usano costantemente la droga, mostrano un deterioramento progressivo nella loro vita sociale ed occupazionale. In alcuni casi, i sintomi psicotici possono persistere per mesi o anni dopo che si smette di usare questa sostanza.

Un altro rischio potenziale per gli utenti della metamfetamina è l’avvelenamento acuto da piombo. Un metodo illegale, ma comune, nella produzione di questa droga è usare acetato di piombo come reagente chimico. Pertanto, errori nella produzione possono portare a metamfetamina inquinata con piombo. Si sono documentati casi d’avvelenamento acuto con piombo in persone che s’iniettano la metamfetamina.

Inoltre, un problema importante negli Stati Uniti è l'esposizione fetale alla metamfetamina. Oggigiorno, le indagini indicano che l'abuso della metamfetamina durante la gravidanza può portare a complicazioni prenatali, incremento di parti prematuri ed alterazione nelle norme di comportamento neonatale, come riflessi anormali ed irritabilità estrema.

Trasmissione di HIV, AIDS ed Epatite

L'incremento nella trasmissione dell'AIDS ed epatite B e C sono conseguenze probabili dell'aumento nell'abuso della metamfetamina, soprattutto in individui che s’iniettano la droga e condividono gli strumenti di iniezione. L'infezione dell'AIDS ed altre malattie infettive si sono propagate tra gli utenti che s’iniettano principalmente la droga attraverso siringhe, aghi ed altri strumenti non sterili o usati da più di una persona.

Leggi anche: Dimagrire con le pere: verità o mito?

Inoltre, diversi studi indicano che la metamfetamina ed altre droghe che stimolano le attività psicomotorie del corpo possono incrementare la libido negli utenti, in contrasto con gli oppiacei che diminuiscono la libido. Tuttavia, l'uso a lungo termine della metamfetamina può essere associato con la diminuzione della funzione sessuale, per lo meno negli uomini. Inoltre, la metamfetamina sembra essere associata con atti sessuali più violenti, che possono causare perdite di sangue e raschiature.

La combinazione di iniezione e rischi sessuali possono far sì che l'AIDS diventi uno dei problemi principali tra coloro che abusano di sostanze, cosa che sta già succedendo in California. Pertanto, il trattamento dell'abuso delle droghe è altamente efficace nella prevenzione della propagazione dell'AIDS, epatite B, ed epatite C.

Trattamenti per l'Abuso di Metamfetamina

A tutt’oggi, i trattamenti più efficaci contro la dipendenza dalle metamfetamine sono gli interventi sul comportamento. Questi metodi sono progettati per aiutare a modificare il modo di pensare, l'aspettativa e la condotta del paziente, ed aumentare la sua capacità di affrontare i fattori stressanti nella vita. Anche gruppi di appoggio e recupero dalle sostanze sembrano funzionare quando usati insieme agli interventi sul comportamento. Attualmente, non esistono trattamenti farmacologici che curino la dipendenza dalla amfetamina o da droghe simili.

Farmaci antidepressivi aiutano a combattere i sintomi che si vedono frequentemente in quegli utilizzatori di metamfetamina che hanno smesso di usare la droga. Esistono alcuni protocolli che i medici di Pronto Soccorso utilizzano in casi di emergenza per trattare gli individui che arrivano in overdose di metamfetamina. Poichè l'ipertermia e le convulsioni sono comuni e molte volte le complicazioni sono fatali in casi di overdose, i trattamenti nei servizi di emergenza si focalizzano sui sintomi fisici più immediati.

Pazienti in overdose sono rinfrescati con bagni di ghiaccio e medicine per evitare convulsioni. Spesso si può curare l’intossicazione acuta da metamfetamina con un periodo di osservazione in un ambiente sicuro e silenzioso. In casi di agitazione estrema o panico, trattamenti con medicine contro l'ansia come le benzodiazepine, si sono mostrati vantaggiosi ed in casi di psicosi indotte da metamfetamina, sono stati utili i farmaci come i neurolettici.

Alternative Farmacologiche per la Gestione del Peso

Negli ultimi anni, l'attenzione si è spostata su farmaci come Saxenda®, Ozempic® e Wegovy®, che offrono nuove prospettive per la gestione del peso corporeo. Questi farmaci appartengono alla famiglia degli agonisti GLP-1 e hanno dimostrato di avere benefici sulla salute oltre alla perdita di peso.

Semaglutide (Ozempic) e Agonisti GLP-1

La semaglutide, commercializzata come Ozempic®, è un agonista del recettore GLP-1, originariamente sviluppato per il trattamento del diabete di tipo 2. Tuttavia, è stato scoperto che ha anche un effetto significativo sulla perdita di peso. Questi farmaci mimano l’azione di un ormone naturale, il “glucagon-like peptide-1” (indicato con la sigla GLP-1), rallentando lo svuotamento gastrico e riducendo l’appetito mediante l’invio di segnali di sazietà al cervello.

Gli agonisti GLP-1R sono disponibili in formulazione iniettabile per via sottocutanea ad intervalli settimanali, ad eccezione di semaglutide, per il quale esiste anche la possibilità della somministrazione per via orale. Gli agonisti GLP-1R sono stati utilizzati con successo nelle fasi precoci del diabete di tipo 1, ma con un effetto sul controllo della glicemia che si attenua dopo mesi di trattamento. Sono altresì raccomandati per il controllo della glicemia in pazienti con diabete di tipo 2, anche prima di iniziare la terapia con insulina, perché il rischio di episodi di ipoglicemia è molto limitato, oltre che per l’effetto di riduzione del peso corporeo, che è spesso elevato in questi pazienti.

Sin dal 2016 molti studi clinici hanno dimostrato che gli agonisti GLP-1R possono prevenire eventi cardiovascolari importanti, come l’infarto acuto del miocardio o l’ictus, e la mortalità associata. In particolare, uno studio recente in più di 17,000 pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica e in sovrappeso o obesi, ha dimostrato che semaglutide riduce del 20% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus, fatali e non-fatali) rispetto a chi ha ricevuto placebo (una formulazione visivamente simile a semaglutide, ma senza contenere il farmaco).

Sicurezza e Considerazioni sull'Uso degli Agonisti GLP-1R

Gli agonisti GLP-1R sono diventati estremamente popolari, nonostante la scarsità di dati a lungo termine sulla loro sicurezza. Sono stati riportati eventi avversi seri, quali pancreatiti, ostruzione intestinale, paresi dello stomaco, comparsa di pensieri di suicidio o di autolesionismo. Per molti pazienti obesi e a rischio elevato di malattie cardiovascolari, diabete e malattie renali, probabilmente i benefici superano i rischi, almeno a breve termine.

Quando una persona perde molto peso in breve tempo, come capita con semaglutide e gli altri agonisti GLP-1R, si perde non solo grasso, ma anche la massa muscolare magra, in quanto introducendo meno alimenti ad elevato contenuto in proteine (ad esempio pollo, pesce, uova), vengono a mancare gli aminoacidi necessari a mantenere la muscolatura, e quindi la forza. D’altra parte vanno evitati alimenti ad alto contenuto di grassi, perché rendono dolorosa la sensazione di sazietà avvertita dal soggetto.

Inoltre, chi assume questi farmaci ha spesso anche meno sete, con il rischio di disidratarsi; si raccomanda quindi di bere acqua a sufficienza, monitorandone la quantità assunta ogni giorno. Chi è obeso e perde decine di chili, quasi sempre diventa molto più consapevole della qualità di ciò di cui si nutre. Temendo di riacquistare peso, queste persone tendono a evitare soprattutto gli snack, le bevande zuccherate e i dolci e, in generale, gli alimenti ipercalorici, e poveri dal punto di vista nutrizionale.

Studio sull'Ozempic: Effetti a Lungo Termine

A gennaio 2025 sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Medicine i risultati del primo grande studio sugli effetti di un uso prolungato dei farmaci cosiddetti “agonisti del recettore per l’ormone GLP-1”, o GLP-1RA, di cui il più famoso è l'Ozempic. La ricerca è stata condotta su oltre 17.000 persone in sovrappeso o obese, senza diabete ma ad alto rischio cardiovascolare. I risultati hanno confermato che Ozempic non solo favorisce un dimagrimento significativo, ma riduce il rischio di eventi cardiovascolari gravi, anche tra chi non soffre di diabete.

In particolare, è emerso che i pazienti trattati con Ozempic e altri agonisti del recettore GLP-1 hanno una minore probabilità di sviluppare 42 diverse patologie, tra cui insufficienza renale cronica, ictus, problemi di coagulazione e malattie cardiache. Inoltre, il trattamento sembra ridurre il rischio di Alzheimer del 12%, di schizofrenia e altri disturbi psicotici del 18%, infezioni batteriche e dipendenze.

Tuttavia, lo studio ha anche evidenziato alcuni rischi e possibili effetti collaterali da non sottovalutare, alcuni dei quali già evidenziati in precedenza: i pazienti che hanno assunto farmaci GLP-1RA hanno mostrato un rischio maggiore per 19 condizioni, tra cui un aumento dell’11% per l’artrite e addirittura del 146% per la pancreatite, una grave infiammazione del pancreas. Altri effetti indesiderati frequenti sono stati nausea, vomito, dolori addominali, pressione bassa, così come un aumento dei casi di calcoli renali, diverticolite ed emorroidi.

Prescrizione di Ozempic in Italia

In Italia semaglutide (Ozempic®) è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) solo per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico. Per quanto riguarda l’obesità, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recepito la valutazione positiva dell’Agenzia Europea dei Farmaci (EMA) per semaglutide, approvando il farmaco anche per questa ulteriore indicazione, ma per ora non ne è prevista la rimborsabilità dal SSN. In sintesi, in Italia semaglutide ha l’indicazione anche per il trattamento dell’obesità, ma comunque solo a pagamento.

Le aziende produttrici di farmaci agonisti GLP-1R stanno adottando diversi nomi commerciali per lo stesso prodotto, in relazione all’indicazione terapeutica specifica (diabete di tipo 2 o obesità). Questo è anche il caso di semaglutide, in commercio col nome di Ozempic® per il trattamento del diabete di tipo 2 e col nome di Wegovy® (non ancora disponibile in Italia) per l’obesità. La spiegazione è che per il controllo del diabete è sufficiente una dose non superiore a 1 mg per settimana di semaglutide (Ozempic®) per raggiungere il massimo effetto sulla glicemia, mentre per l’obesità serve raddoppiare la dose (2.4 mg per settimana) per perdere più di 10 kg di peso.

L'Importanza di uno Stile di Vita Sano

Per quanto possa risultare scontato, il metodo migliore, per non dire l’unico, per ottenere risultati concreti e duraturi, rimane sempre quello che prevede un’alimentazione sana e bilanciata unita ad esercizio fisico costante.

Integratori Alimentari e Prodotti Naturali

Possiamo, eventualmente, aiutarci con alcuni prodotti dimagranti a base di estratti naturali adatti alla perdita di peso. Gli integratori per la dieta a base di queste sostanze sono spesso promossi come strumenti per agevolare la perdita di peso, ma è importante comprendere che i risultati possono variare da persona a persona. Come il nome stesso ci suggerisce, gli integratori alimentari devono essere abbinati ad una dieta equilibrata, che sia in grado di apportare tutti i nutrienti di cui il nostro organismo ha bisogno.

Ricorrere ad integratori per il controllo del peso è, quindi, un'ottima soluzione, purché sia parte di un approccio globale al raggiungimento della linea. Un esempio è rappresentato dal 3D 20 Stick Pack, un integratore alimentare che combina estratti naturali utili per supportare il metabolismo e favorire il dimagrimento. Un'altra opzione interessante è il DETOX Funzione Epatica, ideale per supportare la funzionalità epatica e contribuire all'eliminazione delle tossine, facilitando così il processo di dimagrimento.

Pasti Sostitutivi

Tra i dimagranti, una valida soluzione è rappresentata anche dai pasti sostitutivi, ossia integratori alimentari che rimpiazzano un pasto giornaliero, apportando nutrienti essenziali come vitamine, proteine e grassi. Sono progettati per favorire il dimagrimento, bruciare grassi, ridurre calorie ed incrementare la crescita muscolare. Questi prodotti assicurano sazietà grazie a carboidrati e ingredienti assorbenti che riempiono stomaco e intestino. Adottati da sportivi, anziani o da chi necessita di un controllo nutrizionale, devono essere usati con supervisione medica.

Anche i pasti sostitutivi non possono sostituire una dieta bilanciata e varia, ma offrono una soluzione saporita per tenersi in forma.

Tisane e Integratori Drenanti

Quando si intraprende un percorso di dimagrimento, è essenziale affrontare il problema dei liquidi in eccesso nel corpo. Tisane senza zucchero, creme e integratori drenanti possono essere utili per favorire l'eliminazione di tali fluidi, contribuendo così a una perdita di peso più efficace. Tuttavia, è importante fare attenzione ai cambiamenti di peso, perché possono influenzare la comparsa della cellulite.

Tabella Comparativa dei Farmaci per la Perdita di Peso

FarmacoMeccanismo d'AzioneBeneficiRischi e Considerazioni
Semaglutide (Ozempic/Wegovy)Agonista del recettore GLP-1, rallenta lo svuotamento gastrico, riduce l'appetitoSignificativa perdita di peso, riduzione del rischio cardiovascolareEventi avversi seri (pancreatiti, ostruzione intestinale), perdita di massa muscolare
Liraglutide (Saxenda)Imita l'ormone GLP-1, si lega ai recettori del sistema nervoso centrale per reprimere la fameRiduzione dell'appetitoEffetti collaterali gastrointestinali, rischio di pancreatite e calcoli biliari
OrlistatInibitore della lipasi, rallenta la digestione dei grassiRiduzione dell'assorbimento dei grassiEffetti collaterali gastrointestinali (feci grasse, incontinenza fecale)
PhentermineAnoressizzante, riduce l'appetitoPerdita di peso a breve termineEffetti collaterali cardiovascolari, dipendenza

tags: #droghe #per #dimagrire #efficaci #e #rischi

Scroll to Top