Expo 2015 affronta un bisogno primario per l’essere umano: “nutrire il pianeta; energia per la vita”. Per le ripercussioni globali a breve-medio termine è una importante occasione di confronto nazionale e internazionale. La problematica dovrebbe essere affrontata in modo razionale, chiaro e, soprattutto, ampiamente compartecipato dall’opinione pubblica.
Mentre la Commissione Europea propone un aggiornamento dei Regolamenti a garanzia della sicurezza alimentare con una rinnovata attenzione alla prevenzione e alle ricadute ecologiche dell’alimentazione, le Agenzie Internazionali (OMS, FAO, UE) sottolineano la necessità di porre la giusta attenzione agli aspetti nutrizionali dell’alimentazione e alle sue conseguenze in termini di salute.
Nutrizione: Definizione e Aspetti Chiave
Dal punto di vista fisiologico la n. può essere definita come il complesso di processi attraverso i quali gli esseri viventi utilizzano i nutrienti per assicurare il metabolismo, la crescita, lo sviluppo e il mantenimento dell’organismo. Nel linguaggio della comunità scientifica, inoltre, il termine fa riferimento al complesso di fenomeni che riguardano la funzione e lo scambio (metabolismo) di energia e di nutrienti nell’organismo, l’essenzialità e i bisogni nelle varie condizioni di età e di vita e gli equilibri e i rapporti con la salute.
La n., come scienza, si basa sul principio che lo stato di salute viene mantenuto grazie all’assunzione, tramite gli alimenti, di principi nutritivi (nutrienti) necessari a fornire energia per il mantenimento delle funzioni vitali e per le attività corporee (preval. sotto forma di glicidi e lipidi), a fornire substrati per la crescita, il rimodellamento e la riparazione dei tessuti (sotto forma di amminoacidi, peptidi e proteine) e a fornire sostanze in grado di regolare le molteplici funzioni cellulari e metaboliche (princip. minerali, vitamine e micronutrienti).
Se nutrire l’individuo è lo scopo principale del cibo, dovrebbero risultare definite le priorità/emergenze nutrizionali da affrontare su scala nazionale e internazionale per poter rendere efficaci i modelli d’intervento sia di tipo preventivo sia terapeutico e di pianificazione agro-alimentare per le popolazioni.
Leggi anche: Consigli per dimagrire la pancia
Nutrizione Clinica e Preventiva
La n. clinica è la disciplina medica che studia i rapporti tra stato di n. e salute dell’uomo e viceversa. Essa si occupa della prevenzione, diagnosi e cura della malnutrizione per eccesso, per difetto o selettiva. Compito della n. clinica è anche lo studio del rapporto tra alcuni principi nutritivi e lo sviluppo, o la prevenzione, di alcuni stati patologici non direttamente (o unicamente) causati da carenze o eccessi di nutrienti, ma comunque significativamente influenzati da fattori nutrizionali.
La n. clinica e preventiva studia, inoltre, il ruolo che la dieta riveste nella prevenzione di alcune malattie (cardiovascolari, metaboliche, renali, neoplastiche, ecc.) con particolare riguardo al considerevole innalzamento della soglia di longevità nelle società moderne. Questa branca della n. nutrizione.
Nutrizione Artificiale
La nutrizione artificiale è un complesso di procedure mediante le quali è possibile soddisfare i fabbisogni nutrizionali di pazienti non in grado di alimentarsi sufficientemente per la via naturale. Con la nutrizione parenterale i nutrienti (acqua, glucosio, amminoacidi, lipidi, elettroliti, vitamine, oligoelementi), preparati dall’industria farmaceutica e adeguatamente miscelati, sono somministrati direttamente nella circolazione sanguigna attraverso una vena periferica o attraverso una vena centrale di grosso calibro, mediante l’impiego di cannule o cateteri venosi.
Con la nutrizione enterale, i nutrienti (da alimenti naturali o a preparazione industriale) sono somministrati direttamente nella via digestiva, a livello dello stomaco, del duodeno o del digiuno, mediante l’impiego di apposite sonde inserite dal naso, dalla bocca o attraverso stomie confezionate all’uopo. La nutrizione artificiale è da considerarsi, a tutti gli effetti, un trattamento medico fornito a scopo terapeutico o preventivo.
In generale, la nutrizione artificiale rappresenta la terapia di elezione per la malnutrizione proteico-energetica secondaria a uno stato di malattia, e ne costituisce anche un efficace trattamento preventivo. Quando si prevede che l’alimentazione naturale sarà temporaneamente preclusa o insufficiente a coprire i fabbisogni nutrizionali, la somministrazione della nutrizione artificiale è indicata per attenuare le conseguenze negative a livello nutrizionale.
Leggi anche: Organizzazione del Corso di Nutrizione
Sfide e Criticità in Nutrizione
Purtroppo, le politiche d’intervento attivate nei vari Paesi dimostrano ancora impostazioni fortemente settoriali e in parte condizionate da interessi economico-finanziari. Una constatazione risulta evidente: l’incomprensibile inadeguato investimento strategico in nutrizione clinica e preventiva nell’ambito della politica sanitaria nazionale. E a maggior ragione, alla luce dei grandi cambiamenti demografici avvenuti in tutti i Paesi del mondo: invecchiamento della popolazione, aumento degli adolescenti, specie nei Paesi in via di sviluppo, migrazioni.
Ciò ha modificato prevalenza e incidenza delle patologie cronico degenerative, che richiedono un numero crescente d’interventi riabilitativi, specie in relazione alla malnutrizione per eccesso e difetto (calorico-proteica e/o in micronutrienti). Una evidenziazione delle criticità condivisa dai tecnici del settore, nel rispetto della necessaria multidisciplinarietà, risulta pertanto quanto mai necessaria per un serio raffronto, anche a livello internazionale, su problematiche comuni.
Negli ultimi 50 anni i consumi alimentari degli italiani sono radicalmente mutati. È impreciso ritenere che allora la dieta fosse migliore, perché per esempio c’era il boom delle margarine ed erano forti i movimenti antiallattamento al seno. La modifica della composizione della dieta ha portato a un progressivo allontanamento dal modello alimentare mediterraneo:
- incremento dell’apporto di energia (circa 150 kcal/die ogni 10 anni), passando da 2956 kcal/die per persona nel 1961, a circa 3627 kcal/die per persona nel 2010 (+22,7%, pari a circa 670 kcal/die, dovuto per i 2/3 all’aumentato consumo di alimenti di origine animale);
- incremento pro capite del consumo di proteine e grassi di origine animale; + 111,4% per i grassi (da 29 a 61 g/die) e + 110,7% per le proteine (da 33,3 a 70,4 g/die);
- riduzione del consumo di carboidrati complessi di circa il 9% (da 515 g/die nel 1961 a 469 g/die nel 2009) e incremento di circa il 20% del consumo di zuccheri aggiunti.
Il cambiamento dei consumi alimentari e di conseguenza della composizione della dieta, associato a uno stile di vita sedentario, ha avuto un notevole impatto sullo sviluppo delle malattie cronico-degenerative causando un incremento dell’incidenza di: obesità, diabete mellito di tipo 2 (DM2), ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e tumori.
Sovrappeso e Obesità
Eccessivo accumulo corporeo di tessuto adiposo (negli uomini tra il 22 e il 27% e nelle donne tra il 27 e il 32% nel sovrappeso e maggiore del 22% negli uomini e del 27% nelle donne per l’obesità). L’obesità è una vera e propria malattia cronica a etiopatogenesi complessa con fenotipi molto diversificati e in parte ancora non riconosciuti.
Leggi anche: Come Laura Pausini ha perso peso
La classificazione a oggi adottata secondo l’IMC sottostima il problema perché molte persone normopeso presentano comunque una percentuale eccessiva di tessuto adiposo. L’obesità ha un andamento simil-epidemico: dal 2011 la patologia è aumentata del 25%.
Il Ruolo dell'Ecologia della Nutrizione
Con un occhio di riguardo all’Ambiente e alla sostenibilità, si arriva ad un argomento particolarmente amato: l’Ecologia della Nutrizione. Come scegliere una Dieta della Pace che porti vero benessere e armonia.
Sulla scelta al consumo le tre priorità emergenti sono:
- ricerca del benessere e salute;
- attenzione all’ambiente e alla sostenibilità;
- criteri etici nella scelta dei prodotti.
La visione globale della problematica risulta estremamente complessa, richiedendo una pianificazione a 360° che va oltre il mero ambito sanitario. Imprescindibile alla sua realizzazione, specie a livello nazionale, l’esistenza di un “Sistema Paese” di fatto coeso.
Manifesto delle Criticità in Nutrizione Clinica e Preventiva
Il manifesto delle criticità in nutrizione clinica e preventiva:
- faciliterà la riflessione dei cittadini italiani, sottoposti a una eccessiva e costante pressione mediatica - prevalentemente a fini commerciali - su tali argomenti, fonte di crescente confusione e insicurezza circa i comportamenti da seguire.
- potrà fungere da strumento operativo d’indirizzo istituzionale per un intervallo temporale di almeno quattro anni, necessario per una efficace pianificazione degli interventi.
Deve aumentare il convincimento che le problematiche nutrizionali (per lo più connesse alla patologia cronica), non sono risolvibili con soli interventi sanitari, ma richiede un cambio di orientamento culturale a livello produttivo, distributivo e di consumo. In questa operazione risulta evidente la centralità del Ministero della Salute e in particolare della Direzione Generale della Igiene e Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione, per un’eventuale revisione delle politiche in materia (tramite strumenti quali linee-guida, LEA, PSN, ecc.) e ricadute in ambito nazionale (politiche regionali in materia sanitaria dedicate alla nutrizione) e internazionale.
Parte dalla constatazione, diffusamente condivisa, che il nostro Paese stenta a muoversi per priorità. Il ruolo giocato dalle Società Scientifiche, potenzialmente rilevante, risulta insoddisfacente e necessiterebbe di maggiore autocritica, specie in termini di determinazione nella ricerca d’intenti comuni.
Solo non rimandando gli urgenti interventi da attivare, si può sperare di colmare l’attuale “vuoto culturale” in ambito nutrizionale, dalle ricadute immediate e prossime tutt’altro che trascurabili.
L’approccio riduzionistico alla salute e alla malattia ha ampiamente dimostrato il suo limite, sia sottovalutando il ruolo preventivo e terapeutico della nutrizione, sia minimizzando l’efficacia d’interventi multidisciplinari combinati. Deve inoltre aumentare il convincimento che questo tipo di problematiche (per lo più connesse alla patologia cronica), non è risolvibile con esclusivi interventi sanitari.
Fondamentale la proposizione di soluzioni, in un’ottica di trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica, che deve essere consapevole e possibilmente partecipe delle ragioni di determinate azioni e investimenti, e di strumento operativo d’indirizzo istituzionale.
tags: #ecologia #della #nutrizione #definizione