Una delle condizioni fondamentali per la nostra salute e il nostro benessere è quella di avere un peso corporeo adeguato, un profilo metabolico regolare (glicemia, colesterolo e trigliceridi entro i giusti valori) e una composizione corporea bilanciata (massa magra rispetto alla massa grassa).
L'Importanza dello Stile di Vita per il Controllo del Peso
Per controllare il peso corporeo e limitare i kg di troppo è necessario intervenire sullo stile di vita attraverso la dieta, e quindi riducendo l’introito calorico, e tramite l’attività fisica.
Alimentazione Consapevole
Impariamo a mangiare lentamente: il meccanismo della fame è piuttosto complesso, ma uno dei fattori che lo regolano è il livello di glicemia (la concentrazione di glucosio nel sangue), che ha bisogno di un certo tempo per innalzarsi.
Frutta e verdura dovrebbero essere presenti in ogni pasto, facendo attenzione a come vengono condite le seconde e tenendo presente che le patate e i legumi non fanno parte della categoria.
Attività Fisica: Un Pilastro Fondamentale
L’attività fisica è uno dei pilastri su cui si regge il controllo del peso corporeo, assieme all’alimentazione corretta e bilanciata.
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Svolgere attività fisica ed esercizi mirati è fondamentale per ridurre il grasso, soprattutto quello intra-addominale, la spesso odiata pancetta, e per aumentare la massa magra.
L’attività fisica consente di migliorare il bilancio tra le calorie assunte con la dieta, quelle accumulate sotto forma di grasso nel tessuto adiposo quando in eccesso, e quelle invece bruciate durante l’attività.
Integratori Alimentari: Un Aiuto per il Rimodellamento della Figura
Se l’esigenza è quella di perdere peso e quindi di rimodellare la figura, il consiglio è di associare ad uno stile di vita attivo ed equilibrato, LINEAtab, formulato appositamente dai laboratori dei Farmacisti Preparatori.
Al suo interno troviamo Biotina e Fico d’india NeOpuntia®, utile per favorire il riequilibrio del peso corporeo.
SAZIOpep è un integratore alimentare appositamente studiato per un’azione saziante, senza però gonfiare lo stomaco.
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Nutrizione e Demenza: Un Approccio Olistico
Molti degli studi su alimentazione e demenza riguardano i problemi etici e l’efficacia dell’alimentazione artificiale nelle fasi terminali.
Il rischio di malnutrizione nella demenza è notoriamente elevato, con percentuali variabili dal 15 al 50% dei casi, a seconda del setting di cura e delle fasi di malattia considerate (1,2); gli stessi meccanismi fisiopatologici della malnutrizione non sono completamente noti.
L’impegno assistenziale richiesto per prevenire tale condizione è rilevante e si stima rappresenti il 25% dei costi assistenziali totali (3).
Non vanno trascurate le ripercussioni emotive che influenzano la percezione del caregiver riguardo la propria competenza assistenziale, lungo tutto il percorso di malattia (4).
Aspetti Cognitivi e Sensoriali
Dal punto di vista cognitivo la compromissione della memoria, della percezione, delle funzioni esecutive con le relative difficoltà di programmazione, organizzazione, ma anche i deficit dell’attenzione, i disturbi della coordinazione motoria, l’agnosia e le difficoltà comunicative, possono essere in gioco, singolarmente, ma più spesso in associazione e riscontrabili ad un’attenta valutazione (5).
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Disturbi specifici del riconoscimento dei sapori e degli odori possono essere elicitati nei pazienti con demenza Fronto-Temporale, sia nella variante comportamentale (bvFTLD) che nella forma di Afasia Primaria Progressiva, variante semantica (svPPA) e variante non fluente (nfvPPA) (6).
Tali disturbi mostrano correlazioni con alterazioni volumetriche a carico della corteccia entorinale sinistra, dell’ippocampo, del giro ippocampale e del polo temporale.
Iperoralità e bulimia, riscontrabili nella stessa bvFTLD, sono correlati al danno del circuito orbito-fronto-insulare-striatale destro (7).
Il Significato del Cibo
A fronte di ciò l’atto dell’alimentarsi è una delle ultime funzioni del quotidiano ad essere completamente persa; inoltre non dobbiamo dimenticare il significato esperienziale che il cibo assume nella vita di ciascuno di noi, comprese le persone affette da demenza.
Il cibo svolge infatti una funzione evocatrice di mappe cognitive individuali e di emotività ad esse connesse, rimanda quindi ad esperienze individuali di vita e rimane una delle fonti di maggior piacere.
Da ultimo il cibo rappresenta al tempo stesso un’irrinunciabile fonte di energia che condiziona la possibilità di far fronte alla routine quotidiana, assai molto più faticosa in presenza di danno cognitivo (8).
Valutazione Multidimensionale e Personalizzazione del Piano Nutrizionale
Ogni ambito di valutazione può avvalersi di strumenti che forniscono informazioni quali-quantitative e consentono di costruire delle strategie individualizzate all’interno dei piani assistenziali.
La ri-definizione operata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) della disabilità come “conseguenza o risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e ambientali che rappresentano le circostanze in cui l’individuo vive” (ICF , 2001), ha rafforzato la consapevolezza che il contesto di vita e di cura può facilitare od ostacolare il funzionamento di una persona e che una persona può funzionare in modo diverso in contesti diversi (9).
Quando nella cura di una persona affetta da demenza accanto ai deficit cognitivi, funzionali e psicologici si aggiunge un ambiente che non si adatta alle difficoltà sperimentate dalla persona, si creano delle vere e proprie barriere che, limitando di fatto la possibilità della persona di partecipare all’attività, generano un aumento della disabilità sia reale sia percepita (8).
La progettazione di un piano personalizzato di nutrizione per la persona affetta da demenza, considerati i numerosi fattori che possono modificare gli equilibri nutrizionali e la loro variabile compresenza, richiede l’utilizzo di modelli valutativi multidimensionali.
Il Ciclo di Gestione della Qualità per la Nutrizione Geriatrica
Il “Ciclo di gestione della qualità per la nutrizione geriatrica” proposto dal modello GentleCare (8) coinvolge l’équipe multiprofessionale e delinea le fasi metodologiche da percorrere per giungere alla formulazione di un piano personale completo di nutrizione: il concetto di personalizzazione della cura dirige ogni passo del ciclo e rappresenta il principio ispiratore di ogni forma di intervento professionale.
La seconda fase concerne la valutazione nutrizionale: sono qui vagliati i fattori che influenzano gli aspetti fisiologici della nutrizione.
Per ciascun individuo è necessario indagare la funzione della deglutizione al fine di valutare se le alterazioni sono sostenute da una base organica neurologica, se derivano dalla disfunzione cognitiva, da cattive tecniche di alimentazione e/o da alterata postura non corretta mediante adeguati posizionamenti al tavolo.
Lo “Stress Profile”, ottenuto tramite l’osservazione del paziente nelle 24 ore, permette di analizzare il comportamento della persona nel contesto ambientale, correlando le attività in corso, le interazioni con l’ambiente umano e con lo spazio fisico, in cui assumono particolare rilevanza le caratteristiche di sonorità ed illuminazione.
Uno studio di tali rilevazioni può consentire di individuare i fattori di stress ambientali, il momento in cui si manifestano e i loro effetti sul comportamento.
L’uso di scale di osservazione del comportamento, specifiche per il momento del pasto, quale la Edinburgh Feeding Evaluation in Dementia Scale, possono essere di aiuto nel definire l’approccio al problema (10,11).
L ’efficacia e la sostenibilità dei risultati raggiunti con il piano dipendono poi dai livelli di condivisione che si stabiliscono tra i membri dell’équipe multidisciplinare, dal grado di complementarietà e coerenza tra i programmi assistenziali, riabilitativi ed infermieristici, dalla validità dei sistemi di monitoraggio adottati e dalla flessibilità organizzativa in funzione delle esigenze dei singoli.
Il risultato delle valutazioni e dei programmi impostati si sostanzierà nella pianificazione di una routine nutrizionale finalizzata a ridurre il rischio di malnutrizione tramite la valorizzazione delle abilità residue, la restituzione di possibili gradi di autonomia e il reinserimento dell’attività del “mangiare”, con tutto il suo contenuto simbolico-emotivo, nel contesto della vita quotidiana.
Il tema del recupero delle energie, necessario per affrontare la quotidianità, è parte centrale della routine giornaliera prevista nel modello GentleCare (8).
Il piano nutrizionale ha quindi questo scopo e prevede un’organizzazione nelle 24 ore e la scelta di cibi ad alto contenuto energetico, salvo controindicazioni specifiche.
Le strategie utilizzate, oltre ad inglobare una particolare attenzione per le abitudini e gli aspetti volitivi, tengono anche in considerazione modalità alternative di consumazione dei pasti.
A scopo esemplificativo si possono considerare i finger foods che sono una valida alternativa quando siano presenti difficoltà prassiche o disturbi attentivi o disturbi del comportamento quali il wandering, o l’insonnia.
La predisposizione facilitata della tavola con uso adeguato dei contrasti, è riservata alle persone che hanno difficoltà di tipo percettivo o prassico.
L’uso di reminiscenze con la discussione di ricette, la preparazione di piatti tradizionali, i festeggiamenti di particolari ricorrenze possono inoltre contribuire a restituire al cibo il suo valore sociale e rendere l’esperienza del pasto gradevole.
Le difficoltà dell’alimentazione nella persona affetta da demenza riconoscono cause molteplici e ampiamente interagenti.
La valutazione e la selezione delle strategie di intervento efficaci è più difficile quando viene erroneamente ricercata e trattata una sola causa.
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TOCAS (TOGLI CENTIMETRI AUMENTI SALUTE) nasce oltre 10 anni fa per promuovere la salute, specializzandosi nella produzione di integratori alimentari. Grazie a una costante ricerca scientifica, TOCAS offre una linea di integratori senza glutine e naturalmente privi di lattosio, studiati per colmare carenze nutrizionali e supportare l’organismo nei momenti di maggiore necessità. Negli anni, l’azienda ha ampliato la sua offerta per rispondere alla crescente domanda del mercato, mantenendo un impegno costante verso qualità e innovazione.
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Consigli per la Gestione del Peso in Premenopausa
La gestione del peso in premenopausa può essere particolarmente impegnativa a causa dei cambiamenti ormonali che possono favorire l'accumulo di grasso, specialmente nella zona addominale.
Seguire un piano alimentare personalizzato con l'aiuto di un nutrizionista è assolutamente una strategia valida anche in assenza di attività fisica intensa.
Un nutrizionista potrà aiutarti a sviluppare un piano alimentare che controlli le calorie senza essere eccessivamente restrittivo, bilanci i macronutrienti, consideri il momento della giornata in cui consumi determinati alimenti e si adatti alle tue preferenze personali per garantire sostenibilità.
Riferimenti
- Ogawa S. Nutritional Management of older adults with cognitive decline and dementia. Geriatr Gerontol Int.
- European Nutrition for Health Alliance 2005. Malnutrition Among Oldre People in the Community . Policy Recommendation for Change.
- Barratt JA. Ensuring good nutrition in dementia care. Reviews in Clinical Gerontology .
- Chang CC, Lin LC. Effect of a feeding skills training program on nursing assistants and dementia patients. J Clin Nurs.
- Chang CC, Roberts BL. Feeding difficulty in older with dementia. Journal of Clinical Nursing.
- Rohani O, Colin JM, Aisling HB, Jason J, Flavour identification in frontotemporal lobar degeneration. Neurol Neurosurg Psychiatry.
- Woolley JD, et al. Binge eating is associated with right orbitofrontal-insular-striatal atrophy in Frontotemporal dementia. Neurology .
- Jones M. Gentlecare. Un modello positivo di assistenza per l’Alzheimer .
- Caracciolo A, Redaelli T , Valsecchi L. Terapia Occupazionale Ausili e metodologie per l’autonomia.
- Stockell R, Amella EJ. The Edinburgh Feeding in Dementia Scale: determining how much help people with dementia need at mealtime. American Journal of Nursing.
- Amella EJ. Resistence at mealtimes for person with dementia. Journal of Nutrition, Health and Aging.
- Lin LC, et al. Using spaced retrieval and Montessori- based activities in improving eating ability for resident with dementia. Int J Geriatr Psychiatry .
- Paquet C, et al. More than Just not Being Alone: The Number , Nature, and Complementarity Meal-time Social Interaction Influence Food Intake In Hospitalized Elderly Patients. The Gerontologist.
- Mundy H, Sainsbury R. Evaluation of strategies to improve nutrition in people with dementia in an assessment unit. The Journal of Nutrition, Health and Aging.
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