Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 600 milioni di persone al mondo soffrono di obesità. Questa condizione rappresenta una vera e propria pandemia globale, aumentando il rischio di sviluppare patologie come il diabete, l’ipertensione o il cancro.
Il Ruolo del Grasso Bianco e Bruno
Esistono due tipi di grasso nel nostro organismo, entrambi con un ruolo chiave nei processi metabolici. Il più noto è il grasso bianco, che funziona come un deposito di energia e aumenta se assumiamo più calorie di quelle che bruciamo. Quando la sua presenza supera una certa soglia, aumentano i rischi per la nostra salute e si può arrivare a una diagnosi clinica di obesità.
Il secondo tipo di grasso è il grasso bruno, che si trova nascosto in alcuni punti del nostro corpo. Al contrario del grasso bianco, il grasso bruno ci aiuta a stare in forma: chi ha più grasso bruno, o ce l’ha più attivo, ha anche meno grasso bianco.
Entrambi questi tessuti sono il risultato di un processo evolutivo durato milioni di anni e avvenuto in un ambiente molto diverso da quello odierno. Lo stile di vita contemporaneo (dieta ipercalorica, sedentarietà e riscaldamento) altera in modo sistematico il nostro metabolismo.
La Scoperta degli Enzimi Suv420h1 e Suv420h2
Nello studio pubblicato su Science Advances, un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele ha identificato per la prima volta il ruolo di una coppia di enzimi (chiamati Suv420h1 e Suv420h2) nel regolare l’attività del grasso bruno. I due enzimi hanno in particolare il ruolo di frenare il metabolismo di questo tessuto e lo fanno in risposta a cambi della temperatura o della dieta.
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“Le cellule di grasso bruno in cui questi enzimi vengono silenziati non solo si attivano per dare il loro contributo al consumo di energia dissipando calore attraverso la respirazione dei mitocondri - spiega Simona Pedrotti - ma rilasciano una serie di ormoni con cui mettono in moto tutto l’organismo".
I risultati, seppur ancora preliminari e ottenuti su modelli animali, suggeriscono che questi enzimi potrebbero costituire in futuro dei target terapeutici per l’obesità, capaci, se opportunamente disattivati, di favorire l’accelerazione del metabolismo. È importante però ricordare che si tratta di enzimi che svolgono funzioni diverse, e spesso fondamentali, in tessuti diversi.
Integratori che Accelerano il Metabolismo
Esistono integratori che accelerano il metabolismo? Ecco alcuni esempi:
- Ginseng: Agisce accelerando il metabolismo, cioè aumenta le calorie bruciate anche quando non si sta facendo attività fisica.
- Eleuterococco: Pianta adattogena e antistress.
- Carnitina: Molecola che facilita lo spostamento degli acidi grassi a lunga catena all’interno dei mitocondri, dove, attraverso la loro ossidazione, forniscono energia a livello muscolare. In particolar modo l’assunzione di carnitina sembra avere effetti molto positivi per coloro che praticano sport aerobici di media/lunga durata.
- Colina: Conosciuta anche come vitamina J, svolge un ruolo essenziale per migliorare il metabolismo dei lipidi e stimolare la sintesi di colesterolo HDL (colesterolo buono), contribuisce alla regolare funzionalità del fegato ed è fondamentale per la salute delle membrane cellulari.
- Inositolo: Pro-vitamina sintetizzata dal nostro organismo a partire dal glucosio. Stimola il metabolismo dei grassi e promuove il corretto metabolismo degli zuccheri.
- Cromo: È uno dei componenti che fanno parte del meccanismo fisiologico per la regolazione della glicemia.
- Cannella: L’estratto di cannella ha azione positiva nel controllo glicemico aumentando la sensibilità insulinica e contrastando l’insulino-resistenza.
- Bromelina: Grazie alla presenza di un gruppo di enzimi è indicata per coadiuvare il fisiologico processo digestivo delle proteine rendendole più assimilabili e meglio utilizzate dall’organismo. Inoltre questa sostanza contrasta i processi infiammatori.
Il Metabolismo Basale: Cosa Influisce?
Per metabolismo si intende l'insieme di tutte le reazioni chimiche che sostengono la vita di un organismo. Il metabolismo basale è la risultante della somma algebrica dell'energia consumata per i processi metabolici essenziali. Maggiore è il numero delle cellule, superiore è la loro attività, tanto più elevato è il costo basale.
Vari studi dimostrano che il metabolismo basale può variare in maniera determinante tra gli individui. Statisticamente, i ricercatori hanno calcolato che il 62,3% di questa variazione era imputabile alle notevoli differenze della quantità di massa magra. Altri fattori che spiegano tale variazione includevano: massa grassa (6,7%), età (1,7%) e l'errore sperimentale, inclusa la differenza tra i soggetti (2%).
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Sono state osservate differenze significative del metabolismo basale anche confrontando soggetti con la stessa percentuale di massa magra. In un altro studio, confrontando individui con la stessa massa magra, metabolismi più alti del 5% erano 1,28-1,32 volte rispetto ai più bassi del 5%.
Il metabolismo basale è un tratto "flessibile", ovvero può essere regolato in modo reversibile all'interno degli individui.
Come Accelerare il Metabolismo: Consigli Pratici
Accelerare il metabolismo è il sogno di tanti. Infatti, il metabolismo è uguale per tutti e non esiste uno più veloce e uno più lento: la fisiologia non cambia. In fisiologia non si sente parlare di metabolismo ‘lento’ e metabolismo ‘veloce’, ma viene presa in considerazione l’efficienza (o inefficienza) metabolica.
Due grandi elementi a cui indirizzare i tuoi sforzi per avere il ‘supermetabolismo’ sono l’alimentazione e l’allenamento, che devono agire sinergicamente. Il metabolismo consuma una certa energia ogni giorno e sapere qual è il tuo fabbisogno energetico è sicuramente utile per capire da dove partire.
Ecco alcuni consigli:
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- Camminare: Essere più attivi e camminare di più.
- Mangiare spesso: Il metabolismo nel lungo periodo non è influenzato dalla frequenza dei pasti.
- Fare sport: Lo sport è un ottimo modo per alzare il metabolismo.
- Con la palestra: Indispensabile per aumentare o mantenere la massa magra.
Digestione ed Enzimi Digestivi
Sedersi a tavola per gustare deliziose portate è sempre un’occasione gradita, ma che può portare al rischio di una cattiva digestione, con sintomi come dolore e gonfiore allo stomaco, sonnolenza e mal di testa dopo i pasti, pesantezza o reflusso gastrico.
La digestione è una serie di processi di trasformazione che avvengono nel tratto digerente a partire dalla bocca fino all’intestino tenue, in cui gli enzimi digestivi hanno la funzione di scomporre i nutrienti assunti con la dieta in componenti più piccoli, che possono così essere assorbiti e quindi utilizzati dall’organismo.
L’efficienza di questi processi è influenzata anche dall’età: dopo i 40 anni pare si verifichi una riduzione della produzione di enzimi digestivi, con una minor efficienza del sistema digestivo e un’alterazione delle funzioni di fegato, pancreas e reni.
Tipi di Enzimi Digestivi
- Pepsina, tripsina e chimotripsina (enzimi proteolitici)
- Lipasi (enzima lipolitico)
- Lattasi
- Amilasi
- Bromelina e papaina (enzimi vegetali proteolitici)
- Cellulasi
Consigli per una Buona Digestione
- Accompagnare l’ingestione del cibo con una masticazione lenta e con la respirazione.
- Evitare di bere troppa acqua durante i pasti.
- Inserire spuntini leggeri tra i pasti principali.
- Non mangiare poco prima di andare a dormire.
- Non abbinare nei pasti proteine di diverso tipo e proteine con carboidrati complessi.
- Consumare la frutta almeno due ore di distanza dai pasti.
- Fare una camminata dopo il pasto.
- Tenere sotto controllo ansia e stress.
- Concludere il pasto con una tisana digestiva.
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