Eutirox® è il nome commerciale di un farmaco a base di levotiroxina sodica (o L-tiroxina sodica). Questo principio attivo è un analogo sintetico dell'ormone T4, indicato nell'ormonoterapia sostitutiva dell'ipotiroidismo. Grazie all'elevato grado di purezza e all'attività costante, l'introduzione nel mercato farmaceutico di eutirox e analoghi (synthroid), ha gradualmente mandato in pensione la polvere di tiroide essiccata (bovina o porcina).
La tiroxina sintetica presenta notevoli vantaggi anche nei confronti dell'altro ormone tiroideo di sintesi, chiamato T3 o triiodotironina. Gli analoghi di quest'ultimo ormone, infatti, hanno un'emivita di 24 ore contro gli 8 giorni di eutirox e simili, che per questo risultano meglio tollerati dal paziente (è sufficiente una sola assunzione giornaliera).
La levo-tiroxina (T4, un ormone poco attivo) e la triiodotiroxina (T3), due derivati aminoacidici iodati della tironina (una grossa glicoproteina tireoglobulinica) vengono prodotti dopo stimolo da parte della tireotropina o ormone stimolante la tiroide (TSH) prodotto dalla ipofisi (una ghiandola situata nel cranio). La produzione di TSH è a sua volta stimolata dall’ormone di rilascio dell’ormone tireotropo (TRH) che è prodotto dall’ipotalamo (un’altra ghiandola situata nella zona centrale interna ai due emisferi cerebrali).
Nel sangue, gli ormoni T3 e T4 circolano legati a proteine di trasporto; una quota minore, invece, chiamata fT3 o fT4 è presente in forma libera (non legata) e può raggiungere i tessuti periferici. I livelli di T3 nel sangue dipendono (15%) dalla secrezione da parte della tiroide, ma soprattutto dall’azione di un enzima specifico, la deiodasi, che toglie una molecola di iodio dalla T4 (tiroxina) e la converte in T3 (85%).
Gli ormoni tiroidei agiscono legandosi a recettori nucleari α e β che a loro volta si legano a specifiche sequenze presenti sul DNA modulando così la trascrizione di diversi geni e quindi anche la sintesi di diverse proteine. Agendo su questi recettori, questi ormoni giocano un ruolo critico nella differenziazione cellulare durante lo sviluppo dell’organismo e aiutano a mantenere l’omeostasi termica e metabolica nell’adulto. Gli ormoni tiroidei regolano il metabolismo, cioè quel complesso di reazioni chimiche che avvengono nel nostro corpo indicando a quest’ultimo “quanto veloce deve lavorare” e come deve usare le sostanze alimentari per produrre energia.
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Gli ormoni tiroidei, per garantire il corretto funzionamento delle varie funzioni fisiologiche, devono mantenersi entro certi limiti: T3 1,1-2,6 nmoli/L, fT3 3-8 pmoli/L; T4 60-150 nmoli/L, fT4 10-25 pmoli/L. I valori considerati normali possono variare tra i vari laboratori di analisi e in alcuni casi possono essere espressi come nanogrammi o microgrammi/dL con numeri completamente diversi. Con “eutiroidismo” si indica la condizione nella quale gli ormoni tiroidei (sia T3 sia T4) sono presenti in concentrazioni fisiologiche, cioè normali. Il paziente che ha eurotiroidismo, prende il nome di “eutiroideo”.
Eutirox e Perdita di Peso: Cosa Sapere
La somministrazione di ormoni tiroidei stimola in maniera significativa il metabolismo corporeo, aumentando il dispendio energetico quotidiano. Non a caso, alcuni sintomi tipici dell'ipertiroidismo sono rappresentati da cospicua sudorazione, rapido dimagrimento e ridotta tolleranza alle alte temperature.
Per quanto detto, l'assunzione di una dose eccessiva di eutirox comporta una discesa del TSH al di sotto dei valori fisiologici. Proprio per l'esigenza di personalizzare la terapia, l'eutirox è disponibile in compresse da 25, 50, 75, 100, 125, 150, 175 e 200 mcg di levotiroxina sodica.
Gli ormoni tiroidei non devono essere somministrati per la riduzione del peso. Nei pazienti eutiroidei, il trattamento con levotiroxina non determina riduzione del peso. La levotiroxina ad alti dosaggi non deve essere associata con sostanze usate per la riduzione di peso, ad es.
Rischi ed Effetti Collaterali
L'utilizzo di eutirox per dimagrire non è scevro da rischi; dosi eccessive possono provocare tachicardie, dolore anginoso, tremori, crampi della muscolatura scheletrica, vampate di calore, diarrea, nausea, aritmie ed insonnia. L'abuso cronico del farmaco, inoltre, può alterare in modo permanente la funzionalità della tiroide, trasformando una persona sana in una persona malata.
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Quando il limite di tollerabilità individuale alla levotiroxina sodica viene superato o dopo un sovradosaggio, è possibile che compaiano i seguenti sintomi tipici di ipertiroidismo, specialmente se la dose viene incrementata troppo velocemente all’inizio della terapia:
- Patologie cardiache: tachicardia, palpitazioni, aritmie cardiache, manifestazioni anginose, insufficienza cardiaca, infarto miocardico.
- Patologie del sistema nervoso: cefalea, pseudotumor cerebri, tremore, irrequietezza, insonnia, agitazione. Crisi epilettiche sono state segnalate raramente in associazione alla terapia con levotiroxina.
- Patologie vascolari: ipertensione, vampate di calore.
- Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: debolezza muscolare, crampi della muscolatura scheletrica, craniostenosi nel lattante e chiusura prematura dell’epifisi nel bambino.
- Patologie gastrointestinali: appetito aumentato, dolore addominale, nausea, diarrea, vomito.
- Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: dispnea.
- Disturbi del metabolismo e della nutrizione: perdita di peso.
- Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: alterazioni del ciclo mestruale.
- Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: rossore, febbre e iperidrosi. Sono state riportate anche intolleranza al calore e perdita transitoria dei capelli nei bambini.
Gli effetti collaterali dell'eutirox risultano più temibili per i soggetti colpiti da infarto miocardico, angina pectoris, miocardite o insufficienza cardiaca con tachicardia. Per tutti questi effetti collaterali, il medicinale non viene normalmente impiegato nel trattamento dell'obesità.
In tali casi il dosaggio giornaliero deve essere ridotto oppure il farmaco deve essere sospeso per alcuni giorni. La terapia può essere ripresa con cautela quando le reazioni avverse si sono risolte.
In caso di ipersensibilità possono verificarsi reazioni allergiche. Sono stati riportati casi di angioedema.
È importante segnalare le reazioni avverse sospette che si possono verificare dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, in quanto questo permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del farmaco stesso.
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Un livello elevato di T3 è un indicatore di sovradosaggio più affidabile che non livelli elevati di T4. Dopo un sovradosaggio si manifestano i sintomi di una brusca accelerazione del metabolismo.
La sintomatologia dovuta ad effetti beta-simpaticomimetici intensi (tachicardia, ansia, agitazione ed ipercinesia) può essere migliorata dall’assunzione di un betabloccante. In pazienti predisposti sono stati riportati casi isolati di convulsioni quando è stato superato il limite individuale di tolleranza.
Il trattamento non dovrebbe essere protratto oltre i 30 giorni e non va mai sospeso bruscamente: la dose quotidiana di eutirox va ridotta di 25-50 mcg ogni due o tre giorni.
Un ultimo consiglio? Evitate di assumere eutirox per dimagrire, potreste pagarne a caro prezzo gli effetti collaterali.
Interazioni Farmacologiche
Nel corso della terapia con levotiroxina devono essere monitorati gli opportuni parametri clinici e di laboratorio.
- Farmaci antidiabetici: la levotiroxina può ridurre l’effetto dei farmaci ipoglicemizzanti.
- Inibitori delle proteasi (ad es. ritonavir, indinavir, lopinavir): possono avere un’influenza sull’effetto della levotiroxina. Si raccomanda uno stretto monitoraggio dei parametri ormonali tiroidei.
- Fenitoina: la fenitoina può avere un’influenza sull’effetto della levotiroxina spiazzando la levotiroxina dalle proteine plasmatiche determinando un’elevata frazione di fT4 e fT3. A sua volta, la fenitoina aumenta la metabolizzazione epatica della levotiroxina.
- Derivati cumarinici: (warfarin, acenocumarolo): gli effetti della terapia anticoagulante possono essere potenziati, dato che la levotiroxina spiazza i farmaci anticoagulanti dalle proteine plasmatiche e ciò può aumentare il rischio di emorragia, ad es. sanguinamento gastrointestinale o nel sistema nervoso centrale, specialmente nei pazienti anziani. Quindi, è necessario monitorare regolarmente i parametri della coagulazione all’inizio e durante una terapia tiroidea concomitante.
- Preparati a base di digitale: se la terapia a base di levotiroxina viene iniziata in pazienti trattati con digitale, la dose di digitale può richiedere un aggiustamento.
- Orlistat: Si può verificare ipotiroidismo e/o un ridotto controllo dell’ipotiroidismo quando orlistat e levotiroxina vengono assunti insieme. Ciò può essere dovuto a un diminuito assorbimento di sali di iodio e/o levotiroxina. I pazienti che assumono la levotiroxina devono rivolgersi al medico prima di iniziare il trattamento con orlistat, poiché può essere necessario assumere orlistat e levotiroxina ad orari diversi e può essere necessario aggiustare la dose della levotiroxina.
- Sevelamer: può ridurre l’assorbimento della tiroxina. Pertanto, all’inizio o alla fine del trattamento concomitante si raccomanda di monitorare i pazienti per i cambiamenti della funzione della tiroide.
- Inibitori della tirosino chinasi (imatinib, sunitinib): possono ridurre l’efficacia della levotiroxina. Pertanto, all’inizio o alla fine del trattamento concomitante si raccomanda di monitorare i pazienti per i cambiamenti della funzione della tiroide.
- Resine a scambio ionico (colestiramina): inibiscono l’assorbimento della levotiroxina sodica. La levotiroxina sodica deve pertanto essere assunta 4-5 ore prima della somministrazione di colestiramina.
- Alluminio, ferro e sali di calcio: farmaci contenenti alluminio (gli antiacidi, il sucralfato) possono ridurre l’effetto della levotiroxina. Per questo motivo, i farmaci contenenti levotiroxina devono essere somministrati almeno 2 ore prima della somministrazione dei farmaci contenenti alluminio.
- Propiltiouracile, glucocorticoidi, beta-simpaticolitici, amiodarone e mezzi di contrasto contenenti iodio: queste sostanze inibiscono la conversione periferica di T4 a T3.
- Farmaci antiepilettici: durante il trattamento con Eutirox non va somministrata difenilidantoina per via endovenosa.
- Composti contenenti soia: i composti contenenti soia possono diminuire l’assorbimento intestinale di levotiroxina.
- Chinloni: si raccomanda un intervallo di almeno 6 ore tra la somministrazione di levotiroxina e di ciprofloxacina per via orale dato che questa può ridurre i livelli di levotiroxina.
Ipertiroidismo Iatrogeno
L’ipertiroidismo iatrogeno è una condizione che può verificarsi quando la terapia con farmaci come l’Eutirox non viene attentamente monitorata o dosata in modo improprio. L’ipertiroidismo iatrogeno si verifica quando i livelli di ormone tiroideo nel corpo diventano eccessivi a causa di un trattamento medico.
Quando i livelli di ormone tiroideo diventano troppo elevati, possono verificarsi una serie di sintomi spiacevoli, tra cui palpitazioni cardiache, tremori, stanchezza, dispnea, irritabilità e disturbi del sonno. L’Eutirox, e altre forme di levotiroxina sintetiche, sono farmaci ampiamente utilizzati per trattare l’ipotiroidismo e alcune forme di gozzo nodulare. Tuttavia, se la dose è eccessiva, può portare ad una alterazione del rapporto T4/T3 e all’ipertiroidismo iatrogeno.
La Tiroide Secca era, fino agli anni ’80 l’unica possibilità terapeutica nei casi di ipotiroidismo. L’uscita in commercio dell’Eutirox ha via via sostituito questa terapia più naturale. Uno dei motivi per cui gli endocrinologi hanno scelto la forma sintetica era proprio il rischio di generare, con la tiroide secca, ipertiroidismo iatrogeno per la presenza di T3 nell’ormone di provenienza animale. Questa terapia, oggi, può essere utilizzata in pazienti che non rispondono bene all’Eutirox o che preferiscono un approccio più naturale al trattamento dell’ipotiroidismo.
La gestione dell’ipertiroidismo iatrogeno passa attraverso la riduzione della dose del farmaco o la sua assunzione a stomaco pieno oppure prevede la sospensione temporanea del trattamento.
In conclusione, l’ipertiroidismo iatrogeno è una condizione importante da tenere in considerazione durante la terapia con farmaci tiroidei come l’Eutirox e la Tiroide Secca. Una gestione attenta della dose e un monitoraggio regolare dei sintomi e dei livelli di ormone tiroideo sono fondamentali per prevenire e trattare questa condizione in modo efficace e sicuro.
Ipotiroidismo e Peso Corporeo
Il rapporto tra malattie tiroidee e peso è un frequente e crescente argomento di consulto medico. Lo specialista endocrinologo offre al paziente nozioni e informazioni aggiornate su questo tema e scredita fake news e falsi miti circolanti in rete e/o in altri ambiti.
Il 50% dei pazienti affetti da ipotiroidismo grave lamentano un aumento di peso, seppur di grado lieve. Studi epidemiologici indicano che i pazienti con lievi alterazioni di funzione tiroidea (ipotiroidismo subclinico) non sono più a rischio di sviluppare sovrappeso ed obesità. Piuttosto, è dimostrato che l’obesità si associa ad alterazioni di funzione tiroidea che sono conseguenti all’aumento di peso.
Inoltre, aumenti di peso seppur di lieve entità si possono spesso verificare dopo trattamento dell’ipertiroidismo. In linea generale, tutti i pazienti che notano difficoltà a perdere peso o un aumento di peso, apparentemente non giustificato, dovrebbero sottoporsi a una valutazione da uno specialista endocrinologo che includa la valutazione dello stato di funzione tiroidea e indaghi, ove indicato, la presenza di altre malattie endocrine che ne possono essere la causa.
La correzione dell’ipotiroidismo mediante la terapia sostitutiva con ormoni tiroidei (tiroxina) quando adeguatamente prescritta non ha effetti netti sul peso ma previene i rischi di peggioramento metabolico e di progressione di malattia. L’impiego di ormoni tiroidei a scopo dimagrante è una pratica inefficace. Inoltre, tale approccio possiede molti effetti deleteri sulla salute, non riduce il grasso corporeo ma piuttosto riduce la massa magra.
Pazienti affetti da insufficienza surrenale possono reagire sfavorevolmente alla Levotiroxina; pertanto è consigliabile iniziare una terapia a base di corticosteroidi prima del trattamento con Eutirox.
La causa di un ipotiroidismo secondario deve essere stabilita prima della somministrazione della terapia sostitutiva e, ove necessario, deve essere iniziata una terapia sostitutiva per un’insufficienza surrenalica compensata. Nell’ipotiroidismo primario devono essere utilizzati per monitorare la terapia i soli livelli di TSH (misurati con un metodo sensibile). La frequenza dei controlli del TSH, durante la fase di aggiustamento della dose, dipende dalla situazione clinica, ma è generalmente raccomandata ad intervalli di 6-8 settimane fino a raggiungere i livelli desiderati.
Dosaggio Pediatrico
Nei bambini il dosaggio varia in base all'età:
- 0-6 mesi: 10 microgrammi/kg peso corporeo al giorno
- 6-12 mesi: 8 microgrammi/kg peso corporeo al giorno
- 1-5 anni: 6 microgrammi/kg peso corporeo al giorno
- 5-10 anni: 4 microgrammi/kg peso corporeo al giorno
Sciogliere le compresse in poca acqua in modo da ottenere una sospensione da assumere con un’ulteriore aggiunta di liquido.
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