Tiroidite di Hashimoto, Eutirox e Peso Corporeo: Una Guida Completa

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca la ghiandola tiroidea, causando un'infiammazione cronica che può portare a ipotiroidismo, ovvero una ridotta produzione di ormoni tiroidei. Questa condizione è una delle cause più comuni di ipotiroidismo e colpisce prevalentemente le donne. La tiroidite di Hashimoto è una malattia complessa che può manifestarsi con sintomi molto vari, tra cui il gonfiore addominale e difficoltà nel controllo del peso.

Tiroidite di Hashimoto e Pancia Gonfia

Il legame tra tiroidite di Hashimoto e disturbi intestinali è stretto e complesso. L’ipotiroidismo derivante da tiroidite di Hashimoto può influenzare il metabolismo e la funzione digestiva. L'ipotiroidismo associato rallenta la motilità intestinale, causando stitichezza e accumulo di gas, che si manifestano con gonfiore addominale. Il gonfiore addominale è spesso legato a problemi digestivi che si manifestano in molte persone con tiroidite di Hashimoto. Seguire una dieta mirata è essenziale per chi soffre di tiroidite di Hashimoto e vuole ridurre il gonfiore addominale e migliorare il benessere generale.

Eutirox è uno dei farmaci più prescritti per il trattamento dell'ipotiroidismo causato da Hashimoto. Nonostante sia fondamentale per ripristinare i livelli ormonali, in alcune persone può causare o peggiorare il gonfiore addominale. Un controllo medico regolare è essenziale per evitare questi problemi e ottimizzare la terapia.

Tiroidite di Hashimoto e Aumento di Peso

Il peso corporeo può aumentare nella tiroidite di Hashimoto principalmente per via dell’ipotiroidismo, cioè la riduzione della produzione degli ormoni tiroidei. La ridotta produzione di ormoni tiroidei rallenta il metabolismo basale, portando a un aumento di peso nonostante una dieta invariata. Questo è uno dei sintomi più comuni dell'ipotiroidismo e può essere gestito con una terapia ormonale adeguata e modifiche dello stile di vita. Molti pazienti con Hashimoto lamentano difficoltà a perdere peso. Sebbene più frequente l’aumento di peso, alcune persone con Hashimoto possono manifestare una magrezza inspiegabile.

È importante sottolineare che la perdita di peso non può essere scissa da un vero e proprio percorso di cura, in quanto le problematiche legate al peso sono una diretta conseguenza degli effetti della tiroidite. Pertanto questi due aspetti non possono essere separati. Nei casi più gravi di ipotiroidismo l’abbassamento del dispendio energetico può essere fino al 50% in meno. Ciò favorisce l’aumento del peso e predispone all’obesità qualora non cambi lo stile di vita, l’alimentazione, l’attività fisica e non si tratti adeguatamente il disturbo tramite terapie mirate.

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La correzione dell’ipotiroidismo mediante la terapia sostitutiva con ormoni tiroidei (tiroxina) quando adeguatamente prescritta non ha effetti netti sul peso ma previene i rischi di peggioramento metabolico e di progressione di malattia. L’impiego di ormoni tiroidei a scopo dimagrante è una pratica inefficace. Inoltre, tale approccio possiede molti effetti deleteri sulla salute, non riduce il grasso corporeo ma piuttosto riduce la massa magra.

Effetti dello stato della salute della tiroide sulla distribuzione di massa grassa

Lo stato di salute della tiroide può influenzare la distribuzione del tessuto adiposo e la quantità complessiva di tessuto adiposo presente nel nostro organismo.

Effetti dell'obesità sullo stato tiroide

La relazione tra stato della tiroide e obesità è bidirezionale. Quindi, se è vero che uno stato di ipotiroidismo influenza il peso e il BMI, anche il sovrappeso o l'obesità influenzano la funzione tiroidea. Infatti, le anomalie della funzionalità tiroidea sono molto diffuse negli individui sovrappeso.

La maggior parte dei pazienti con tiroidite di Hashimoto sente che il proprio metabolismo non funziona correttamente. La tiroidite di Hashimoto è una malattia con un importante background metabolico.

Sintomi della Tiroidite di Hashimoto

I sintomi possono svilupparsi lentamente e includono:

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  • Affaticamento
  • Alterazioni del ciclo mestruale
  • Aumento di peso
  • Intolleranza al freddo
  • Pelle secca
  • Caduta dei capelli
  • Stitichezza
  • Depressione

È importante notare che non tutti i pazienti presentano tutti i sintomi e l'intensità può variare.

Uno dei primi segnali di possibile ipotiroidismo è la elevazione del colesterolo. Pertanto, in caso di ipercolesterolemia non giustificata da altri motivi, è indicata la valutazione del TSH.

I dolori articolari sono comuni nei pazienti con tiroidite di Hashimoto, dovuti a processi infiammatori e autoimmuni.

La tiroidite di Hashimoto è una patologia che può influenzare molti aspetti della vita quotidiana, dal sistema intestinale ai muscoli e alle articolazioni. Riconoscere i sintomi come pancia gonfia, mal di schiena e dolori articolari, e adottare una dieta corretta e una terapia adeguata, è fondamentale per vivere bene.

Tiroidite di Hashimoto e Familiarità

Come tutte le malattie autoimmuni, anche la Tiroidite di Hashimoto è una patologia familiare. È pertanto consigliato eseguire nei familiari di primo grado del soggetto affetto una valutazione di TSH e anticorpi anti-tireoglobulina, anticorpi anti TPO. Questo è fondamentale per una diagnosi precoce visto che la sintomatologia della tiroidite è molto sfumata e caratterizzata da sintomi aspecifici.

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Cure per la Tiroidite di Hashimoto

Il trattamento principale per la tiroidite di Hashimoto è la terapia sostitutiva con levotiroxina, ovvero farmaci come Eutirox. Il trattamento è la terapia sostitutiva con levotiroxina, un ormone sintetico che sostituisce la tiroxina mancante. La dose viene personalizzata in base ai livelli ematici di TSH e ai sintomi del paziente. Monitoraggi regolari sono essenziali per assicurare un dosaggio appropriato.

Eutirox è una terapia sostitutiva a base di levotiroxina utilizzata per compensare la carenza ormonale nella tiroidite di Hashimoto.

Eutirox: Dosaggio

Bambini:

  • 0-6 mesi: 10 microgrammi/kg peso corporeo al giorno
  • 6-12 mesi: 8 microgrammi/kg peso corporeo al giorno
  • 1- 5 anni: 6 microgrammi/kg peso corporeo al giorno
  • 5-10 anni: 4 microgrammi/kg peso corporeo al giorno

Sciogliere le compresse in poca acqua in modo da ottenere una sospensione da assumere con un’ulteriore aggiunta di liquido.

Cosa evitare durante il trattamento con Eutirox

Il trattamento con Eutirox non deve essere iniziato nei pazienti che hanno avuto infarto miocardico acuto, miocardite acuta o pancardite (infiammazione contemporanea delle tre tuniche del cuore: endocardio, miocardio e, più raramente, pericardio.

Quando si inizia la terapia con la levotiroxina in pazienti a rischio di disturbi psicotici, si raccomanda di iniziare con una dose bassa di levotiroxina e di aumentare lentamente il dosaggio all’inizio della terapia. Monitorare con attenzione il paziente. Prestare attenzione nella somministrazione di levotiroxina a pazienti con una storia nota di epilessia.

Gli ormoni tiroidei non devono essere somministrati per la riduzione del peso. Nei pazienti eutiroidei, il trattamento con levotiroxina non determina riduzione del peso. La levotiroxina ad alti dosaggi non deve essere associata con sostanze usate per la riduzione di peso, ad es.

Pazienti affetti da insufficienza surrenale possono reagire sfavorevolmente alla Levotiroxina; pertanto è consigliabile iniziare una terapia a base di corticosteroidi prima del trattamento con Eutirox.

La causa di un ipotiroidismo secondario deve essere stabilita prima della somministrazione della terapia sostitutiva e, ove necessario, deve essere iniziata una terapia sostitutiva per un’insufficienza surrenalica compensata.

Nell’ipotiroidismo primario devono essere utilizzati per monitorare la terapia i soli livelli di TSH (misurati con un metodo sensibile). La frequenza dei controlli del TSH, durante la fase di aggiustamento della dose, dipende dalla situazione clinica, ma è generalmente raccomandata ad intervalli di 6-8 settimane fino a raggiungere i livelli desiderati.

In particolare, nei pazienti affetti da carcinoma differenziato della tiroide che iniziano il trattamento in seguito a tiroidectomia ed eventuale terapia radioisotopica, si raccomanda il dosaggio del TSH a distanza di 2 mesi dall’inizio del trattamento per confermare l’avvenuta soppressione del TSH e visite di controllo dopo circa 6 e 12 mesi.

Nei pazienti nei quali i livelli del TSH abbiano raggiunto il livello desiderato ed in coloro cui sia stato cambiato il prodotto a base di Levotiroxina o il dosaggio, la concentrazione del TSH dovrebbe essere controllata dopo 8-12 settimane e la posologia adattata in accordo ai risultati ottenuti.

Interazione di Eutirox con altri farmaci

Farmaci antidiabetici: la levotiroxina può ridurre l’effetto dei farmaci ipoglicemizzanti.

Inibitori delle proteasi (ad es. ritonavir, indinavir, lopinavir): possono avere un’influenza sull’effetto della levotiroxina. Si raccomanda uno stretto monitoraggio dei parametri ormonali tiroidei.

Fenitoina: la fenitoina può avere un’influenza sull’effetto della levotiroxina spiazzando la levotiroxina dalle proteine plasmatiche determinando un’elevata frazione di fT4 e fT3. A sua volta, la fenitoina aumenta la metabolizzazione epatica della levotiroxina.

Derivati cumarinici: (warfarin, acenocumarolo): gli effetti della terapia anticoagulante possono essere potenziati, dato che la levotiroxina spiazza i farmaci anticoagulanti dalle proteine plasmatiche e ciò può aumentare il rischio di emorragia, ad es. sanguinamento gastrointestinale o nel sistema nervoso centrale, specialmente nei pazienti anziani. Quindi, è necessario monitorare regolarmente i parametri della coagulazione all’inizio e durante una terapia tiroidea concomitante.

Preparati a base di digitale: se la terapia a base di levotiroxina viene iniziata in pazienti trattati con digitale, la dose di digitale può richiedere un aggiustamento.

Orlistat. Si può verificare ipotiroidismo e/o un ridotto controllo dell’ipotiroidismo quando orlistat e levotiroxina vengono assunti insieme. Ciò può essere dovuto a un diminuito assorbimento di sali di iodio e/o levotiroxina. I pazienti che assumono la levotiroxina devono rivolgersi al medico prima di iniziare il trattamento con orlistat, poiché può essere necessario assumere orlistat e levotiroxina ad orari diversi e può essere necessario aggiustare la dose della levotiroxina.

Sevelamer: può ridurre l’assorbimento della tiroxina. Pertanto, all’inizio o alla fine del trattamento concomitante si raccomanda di monitorare i pazienti per i cambiamenti della funzione della tiroide.

Inibitori della tirosino chinasi (imatinib, sunitinib): possono ridurre l’efficacia della levotiroxina. Pertanto, all’inizio o alla fine del trattamento concomitante si raccomanda di monitorare i pazienti per i cambiamenti della funzione della tiroide.

Resine a scambio ionico (colestiramina): inibiscono l’assorbimento della levotiroxina sodica. La levotiroxina sodica deve pertanto essere assunta 4-5 ore prima della somministrazione di colestiramina.

Alluminio, ferro e sali di calcio: farmaci contenenti alluminio (gli antiacidi, il sucralfato) possono ridurre l’effetto della levotiroxina. Per questo motivo, i farmaci contenenti levotiroxina devono essere somministrati almeno 2 ore prima della somministrazione dei farmaci contenenti alluminio.

Propiltiouracile, glucocorticoidi, beta-simpaticolitici, amiodarone e mezzi di contrasto contenenti iodio: queste sostanze inibiscono la conversione periferica di T4 a T3.

Farmaci antiepilettici: durante il trattamento con Eutirox non va somministrata difenilidantoina per via endovenosa.

Composti contenenti soia: i composti contenenti soia possono diminuire l’assorbimento intestinale di levotiroxina.

Chinloni: si raccomanda un intervallo di almeno 6 ore tra la somministrazione di levotiroxina e di ciprofloxacina per via orale dato che questa può ridurre i livelli di levotiroxina.

Effetti collaterali di Eutirox

Patologie del sistema nervoso (cefalea, pseudotumori cerebrali, tremore, irrequietezza, insonnia, agitazione. Sono state riportate anche intolleranza al calore e perdita transitoria dei capelli nei bambini. In tali casi il dosaggio giornaliero deve essere ridotto oppure il farmaco deve essere sospeso per alcuni giorni.

Disturbi del sistema immunitario (in caso di ipersensibilità possono verificarsi reazioni allergiche.

È importante segnalare le reazioni avverse sospette che si possono verificare dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, in quanto questo permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del farmaco stesso.

Un livello elevato di T3 è un indicatore di sovradosaggio più affidabile che non livelli elevati di T4. Dopo un sovradosaggio si manifestano i sintomi di una brusca accelerazione del metabolismo.

La sintomatologia dovuta ad effetti beta-simpaticomimetici intensi (tachicardia, ansia, agitazione ed ipercinesia) può essere migliorata dall’assunzione di un betabloccante.

In pazienti predisposti sono stati riportati casi isolati di convulsioni quando è stato superato il limite individuale di tolleranza.

Tiroidite di Hashimoto e Fertilità

Quando si programma una gravidanza, soprattutto nel caso in cui sia presente una familiarità per tireopatie autoimmuni, è di fondamentale importanza valutare la eventuale presenza di autoanticorpi anti tiroide e i valori di TSH. Nel caso di risultati alterati è importante eseguire una valutazione endocrinologica specialistica.

Tiroidite di Hashimoto in Gravidanza

Durante la gravidanza, è fondamentale monitorare attentamente la funzione tiroidea, poiché l'ipotiroidismo non trattato può aumentare il rischio di complicazioni come aborto spontaneo, parto prematuro e problemi nello sviluppo fetale.

Il trattamento con la levotiroxina deve essere mantenuto costante, specialmente durante la gravidanza e l’allattamento. I dosaggi necessari possono anche aumentare durante la gravidanza. Poiché gli aumenti di TSH sierico possono avvenire già dalla quarta settimana di gravidanza, le donne gravide che assumono levotiroxina dovrebbero dosare il loro TSH in ogni trimestre e valutare i valori con il proprio medico al fine di confermare che tali valori si trovino entro l'intervallo di riferimento specifico per quel trimestre di gravidanza. Un livello elevato di TSH sierico deve essere corretto con un aumento della dose di levotiroxina. Poiché i livelli post-parto di TSH sono simili ai valori pre-concezionali, il dosaggio di levotiroxina dovrebbe ritornare a quello precedente la gravidanza immediatamente dopo il parto.

La levotiroxina è secreta nel latte materno durante l’allattamento ma le concentrazioni raggiunte alle dosi terapeutiche raccomandate non sono sufficienti a causare lo sviluppo di ipertiroidismo o la soppressione della secrezione di TSH nel neonato.

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