Eutirox e Dieta: Un Approccio Corretto

Eutirox ® è il nome commerciale di un farmaco a base di levotiroxina sodica (o L-tiroxina sodica). Questo principio attivo è un analogo sintetico dell'ormone T4, indicato nell'ormonoterapia sostitutiva dell'ipotiroidismo. Grazie all'elevato grado di purezza e all'attività costante, l'introduzione nel mercato farmaceutico di eutirox e analoghi (synthroid), ha gradualmente mandato in pensione la polvere di tiroide essiccata (bovina o porcina). La tiroxina sintetica presenta notevoli vantaggi anche nei confronti dell'altro ormone tiroideo di sintesi, chiamato T3 o triiodotironina.

Eutirox: Dosaggio e Funzionamento

Proprio per l'esigenza di personalizzare la terapia, l'eutirox è disponibile in compresse da 25, 50, 75, 100, 125, 150, 175 e 200 mcg di levotiroxina sodica. Gli analoghi di quest'ultimo ormone, infatti, hanno un'emivita di 24 ore contro gli 8 giorni di eutirox e simili, che per questo risultano meglio tollerati dal paziente (è sufficiente una sola assunzione giornaliera). Per quanto detto, l'assunzione di una dose eccessiva di eutirox comporta una discesa del TSH al di sotto dei valori fisiologici.

Metabolismo e Dimagrimento: Il Ruolo dell'Eutirox

La somministrazione di ormoni tiroidei stimola in maniera significativa il metabolismo corporeo, aumentando il dispendio energetico quotidiano. Non a caso, alcuni sintomi tipici dell'ipertiroidismo sono rappresentati da cospicua sudorazione, rapido dimagrimento e ridotta tolleranza alle alte temperature.

I Rischi dell'Uso di Eutirox per Dimagrire

L'utilizzo di eutirox per dimagrire non è scevro da rischi; dosi eccessive possono provocare tachicardie, dolore anginoso, tremori, crampi della muscolatura scheletrica, vampate di calore, diarrea, nausea, aritmie ed insonnia. L'abuso cronico del farmaco, inoltre, può alterare in modo permanente la funzionalità della tiroide, trasformando una persona sana in una persona malata. Gli effetti collaterali dell'eutirox risultano più temibili per i soggetti colpiti da infarto miocardico, angina pectoris, miocardite o insufficienza cardiaca con tachicardia. Per tutti questi effetti collaterali, il medicinale non viene normalmente impiegato nel trattamento dell'obesità . Il trattamento non dovrebbe essere protratto oltre i 30 giorni e non va mai sospeso bruscamente: la dose quotidiana di eutirox va ridotta di 25-50 mcg ogni due o tre giorni. Un ultimo consiglio? Evitate di assumere eutirox per dimagrire, potreste pagarne a caro prezzo gli effetti collaterali.

Ipotiroidismo e Peso: Cosa Sapere

I pazienti con ipotiroidismo grave possono presentare sovrappeso, ma questo non si riscontra di regola nell’ipotiroidismo lieve, molto più frequente. Peraltro i pazienti con obesità possono presentare modeste alterazioni degli esami di funzione tiroidea, che vanno correttamente inquadrate dall’endocrinologo. In ogni caso, l’uso di farmaci a base di ormone tiroideo a scopo dimagrante non è adeguato né efficace, e presenta rischi per la salute. Il rapporto tra malattie tiroidee e peso è un frequente e crescente argomento di consulto medico. Lo specialista endocrinologo offre al paziente nozioni e informazioni aggiornate su questo tema e scredita fake news e falsi miti circolanti in rete e/o in altri ambiti.Il 50% dei pazienti affetti da ipotiroidismo grave lamentano un aumento di peso, seppur di grado lieve. Studi epidemiologici indicano che i pazienti con lievi alterazioni di funzione tiroidea (ipotiroidismo subclinico) non sono più a rischio di sviluppare sovrappeso ed obesità. Piuttosto, è dimostrato che l’obesità si associa ad alterazioni di funzione tiroidea che sono conseguenti all’aumento di peso. Inoltre, aumenti di peso seppur di lieve entità si possono spesso verificare dopo trattamento dell’ipertiroidismo.In linea generale, tutti i pazienti che notano difficoltà a perdere peso o un aumento di peso, apparentemente non giustificato, dovrebbero sottoporsi a una valutazione da uno specialista endocrinologo che includa la valutazione dello stato di funzione tiroidea e indaghi, ove indicato, la presenza di altre malattie endocrine che ne possono essere la causa. La correzione dell’ipotiroidismo mediante la terapia sostitutiva con ormoni tiroidei (tiroxina) quando adeguatamente prescritta non ha effetti netti sul peso ma previene i rischi di peggioramento metabolico e di progressione di malattia. L’impiego di ormoni tiroidei a scopo dimagrante è una pratica inefficace. Inoltre, tale approccio possiede molti effetti deleteri sulla salute, non riduce il grasso corporeo ma piuttosto riduce la massa magra.

Tiroide e Alimentazione: Cosa Portare in Tavola

Per sintetizzare gli ormoni la tiroide ha bisogno innanzitutto di iodio. «Il nostro corpo non è in grado di produrlo da solo e bisogna perciò fornirglielo quotidianamente, nelle giuste quantità, attraverso l’alimentazione», precisa il dottor Di Leo, che con la professoressa Lucia Santarsiero, chef e tecnologa alimentare, ha scritto un libro dal titolo significativo La dieta amica della tiroide (Demetra, 16 €).«Il sale iodato è il rimedio migliore per mantenere in forma la tiroide: costa poco ed è un ingrediente facile da usare per condire e cucinare. In 1 g di sale “arricchito” ci sono 30 microgrammi di iodio, pari a un quinto dei 150 indicati come fabbisogno giornaliero per la popolazione adulta (ai bambini ne servono da 90 a 120 mcg e alle donne in gravidanza 200 mcg). Ma non bisogna abusare del sale: se consumato in eccesso, può infatti causare ritenzione idrica, affaticare i reni, aumentare la pressione sanguigna e danneggiare la salute del cuore e delle arterie».L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda di non superare i 5 g al giorno di sale, comprendendo in questa dose anche quello naturalmente presente negli alimenti.«Per garantire alla tiroide lo iodio di cui ha bisogno non possiamo perciò avvalerci solo del sale arricchito (dovremmo usarne giusto 5 grammi), ma inserire nel menu altri cibi che contengono l’indispensabile micronutriente», chiarisce la professoressa Santarsiero. «Tra questi le alghe, il pesce, il latte e le uova, mentre la frutta e la verdura ne contengono dosi minime. Le alghe vanno però utilizzate con attenzione, per evitare di stimolare troppo la tiroide passando da una situazione di ipo a una di iperfunzionamento. Pochi grammi di nori e pochi centesimi di grammo di kombu bastano per coprire l’intero fabbisogno giornaliero».

Selenio: Un Alleato Essenziale

Oltre allo iodio, a tavola non devi farti mancare il selenio. «La tiroide ne contiene una quantità (per grammo di tessuto) maggiore di ogni altro organo», precisa il dottor Di Leo. «Questo micronutriente serve per difendere le cellule dallo stress ossidativo. Se non ne assumiamo a sufficienza, il suo deficit (combinato con quello dello iodio) comporta un aumento del danno a livello del tessuto tiroideo, con progressiva fibrosi della ghiandola e insorgenza di ipotiroidismo».Aggiunge la professoressa Santarsiero: «Le migliori fonti di selenio sono broccoli, funghi, cavoli, sedano, cetrioli, cipolle, aglio, ravanelli, lievito di birra, granaglie, pesce, alghe e interiora. Questi alimenti vanno tutti consumati preferibilmente crudi, per mantenere intatto il loro contenuto di nutrienti, oppure cotti al vapore, così da minimizzare le perdite».

Alimenti da Evitare

«Tra i cibi che sono invece da evitare, soprattutto nei casi di ipotiroidismo conclamato, ci sono quelli che contengono i tiocianati (sostanze prodotte anche dal fumo di sigaretta), che interferiscono con l’assorbimento dello iodio. Occhio quindi all’olio di colza, ai vari tipi di cavolo, alla senape, al rafano, al crescione e al ravanello. E poi a pere, pesche, fragole, mandorle, pinoli, soia, patate dolci e manioca. È infine importante ricordare che il calore distrugge in parte i dannosi tiocianati: meglio quindi mangiare questi cibi cotti o, quando non è possibile, starne alla larga».

Menu Settimanale per la Tiroide

Ecco cosa portare in tavola per fare il pieno di iodio, selenio e antiossidanti (i nutrienti indispensabili alla tiroide per funzionare al meglio). Per condire e cucinare usa l’olio evo e il sale iodato (aggiunto a crudo).
  • Colazione
    • Yogurt o latte fresco parzialmente scremato o un’altra bevanda calda o fredda.
    • Fette biscottate (o pane o gallette di riso o altri sostituti del pane) con la marmellata oppure (al posto delle fette biscottate con la marmellata) una piccola porzione di dolce (ogni tanto) con frutta di stagione (non cotta).
  • Spuntino
    • 1 manciata di frutta secca a guscio (noci brasiliane, noci) o semi oleosi (di chia, sesamo, lino).
    • Latte fresco parzialmente scremato o yogurt bianco senza zucchero o 1 spremuta di frutta (senza aggiunta di zuccheri) o 1 frutto fresco di stagione.
  • Merenda
    • 1 frutto di stagione
    • 1 tisana a piacere.
  • Pranzo
    • Pasta secca o riso con condimento di pesce o molluschi (ricetta a destra) o di legumi o di verdure o di carne oppure zuppa di cereali e 1 secondo a base di pesce, carne, uova, formaggio fresco.
    • Ortaggi o verdura di stagione (crudi o cotti al vapore).
  • Cena
    • Minestre brodose o creme di verdura o riso cotto al vapore o zuppa di legumi oppure 1 secondo a base di pesce o molluschi, carne, uova, formaggio fresco.
    • Insalata mista o verdura cotta.
    • Frutta di stagione.

Ricette Ricche di Iodio

Risotto con vongole, gamberi e lime

Ingredienti per 4 Persone: 280 g di riso Carnaroli, 300 g di gamberi, 300 g di vongole veraci, 100 ml di spumante secco, 30 g di burro, 4 cucchiai di olio evo, 1 spicchio d’aglio, 1 lime, 1/2 cipolla, 1 mazzetto di prezzemolo tritato. Per il fumetto di gamberi: 2 l di acqua, 1 costa di sedano, 2 carote, 1/2 cipolla, teste e gusci dei gamberi e sale iodato.

Metti tutti gli ingredienti per il fumetto in una pentola. Fai cuocere per almeno 30 minuti, filtra e tieni da parte. Cospargi con l’olio un tegame a doppio fondo e fai soffriggere uno spicchio d’aglio schiacciato, le vongole (già fatte spurgare) e del prezzemolo tritato. Sfuma con metà dello spumante secco e chiudi con il coperchio fino a quando le valve dei molluschi non si saranno schiuse. Recupera il fondo di cottura, filtra e unisci al fumetto di gamberi. Tieni da parte le vongole. In una casseruola con un po’ di olio e una parte del burro fai imbiondire 1/2 cipolla tritata; aggiungi il riso e lascialo tostare. Sfuma con il restante spumante e versa, a poco a poco, il fumetto preparato. A metà cottura aggiungi i gamberi sgusciati e termina insaporendo con succo di lime. Manteca con il rimanente burro e servi decorando con le vongole con guscio, alcune code di gamberi e prezzemolo.

Impepata di cozze allo zenzero

Ingredienti per 4 Persone: 1 kg di cozze fresche, 300 g di pomodorini datterini, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 100 ml di vino bianco secco, 4 crostoni di pane fresco di Matera Igp (o altro tipo di pane casereccio), 2 spicchi d’aglio, 1/2 peperoncino, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1/4 di cucchiaino di zenzero in polvere, sale fino iodato, pepe.

Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina

Pulisci e lava le cozze e taglia in quattro i pomodorini. In una padella, fai soffriggere nell’olio 1 spicchio di aglio schiacciato, il prezzemolo e il peperoncino a pezzetti. Aggiungi le cozze, copri con un coperchio e aspetta che si schiudano. Sfuma con il vino bianco, lascia evaporare e unisci i pomodorini; aggiusta di sale e pepe e completa con una spolverata di zenzero. Servi l’impepata contornando con i crostoni di pane passati sulla piastra e strofinati con lo spicchio d’aglio che è rimasto.

Tiroidite di Hashimoto e Peso Corporeo

La tiroidite di Hashimoto è una delle cause principali al mondo di ipotiroidismo, in cui si assiste a bassi livelli degli ormoni tiroidei T3 e T4. Ricordiamo che gli ormoni tiroidei sono fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo, in quanto controllano la crescita, il metabolismo, la composizione corporea, la sintesi di proteine, enzimi ed altri ormoni. Molte persone con problemi tiroidei hanno grosse difficoltà a mantenere un peso salutare ed hanno un indice di massa corporea (IMC o BMI) ed una circonferenza vita tendenzialmente più elevati rispetto a chi ha un buon funzionamento tiroideo. Nei casi più gravi di ipotiroidismo l’abbassamento del dispendio energetico può essere fino al 50% in meno. Ciò favorisce l’aumento del peso e predispone all’obesità qualora non cambi lo stile di vita, l’alimentazione, l’attività fisica e non si tratti adeguatamente il disturbo tramite terapie mirate.In caso di tiroidite di Hashimoto si raccomanda di rivolgersi ad uno specialista al fine di impostare una cura adeguata sulla base non solo dei sintomi e dei dosaggi ormonali/anticorpali, ma anche dell’effettivo stato di salute complessivo della persona (non solo tiroideo). È opportuno, infatti, prendersi cura degli aspetti nutrizionali, metabolici, immunitari, ormonali e gastrointestinali che influenzano l’ipotiroidismo autoimmune.

Alimentazione e Tiroidite di Hashimoto

Se da un lato un’alimentazione specifica per la persona (e non standard o valida per tutti) supporta le cure e le terapie, dall’altro ciò è ancora più vero per chi è in sovrappeso o in una condizione di franca obesità. Quando il peso è eccessivo dimagrire richiede la motivazione a cambiare diversi aspetti della vita. In particolare risulta fondamentale adottare un’alimentazione equilibrata sulla base dei propri fabbisogni, svolgere regolarmente attività fisica ed avere cura di uno stile di vita corretto. I benefici di una sana alimentazione non sono dovuti solo alle calorie ed ai vari nutrienti, ma anche all’insieme di molecole bio-attive che hanno effetti su vari sistemi fisiologici. Premettendo che non esiste una dieta valida per tutti (soprattutto se si soffre di qualche disturbo o malattia) è possibile far riferimento alle seguenti linee generali. È importante che l’alimentazione sia innanzitutto il più varia possibile e prestando attenzione ai cibi ipercalorici, ma privi di nutrienti essenziali. È bene limitare il più possibile il consumo di zuccheri semplici, dolciumi, bevande zuccherate (anche con il miele), marmellate e frutta candida, energy drinks anche se privi di zuccheri ma di edulcoranti.

Dieta e Tiroide: I Cibi Fortificati

Young soy plant, germinating from soy seeds. Secondo la Fondazione Umberto Veronesi in I cibi fortificati che salvano la tiroide, gli alimenti che aiutano il funzionamento della tiroide sono - come detto prima - quelli ricchi di iodio. Via libera al pesce azzurro, sardine, sgombri, salmone e merluzzo, crostacei e molluschi. Sono ottimi anche le uova, i latticini e la carne, legumi, semi oleosi e frutta secca.

Consulta il tuo medico di fiducia e ordina i piatti più adatti in base alletue esigenze.

Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa

Leggi anche: Benefici di una dieta sana

tags: #dieta #dimagrante #eutirox

Scroll to Top