Lo scrittore Fabio Genovesi condivide le sue riflessioni su temi diversi, dalla natura all'alimentazione, offrendo spunti interessanti sulla società contemporanea e sul nostro rapporto con il mondo che ci circonda.
L'Ossessione per il Mare e la Meraviglia
Per Genovesi, il mare è un'ossessione, in particolare quello della Versilia, che definisce un "parco giochi per la scrittura". È il posto dove vive tutto l’anno, per lui è tutto. "È una costante di cui ho bisogno. Tu lo guardi e ti aiuta ad allungare tantissimo lo sguardo e il pensiero".
Lo scrittore sottolinea come oggi lo sguardo non sia più abituato a guardare lontano, ma solo a fissarsi sugli schermi del telefonino. "Se non guardi lontano, non pensi neanche lontano".
Genovesi evidenzia l'importanza del meravigliarsi, che è da tutte le parti. "Chi vive in Pianura Padana, ad esempio, deve sapere che può esistere tra le piante del grano e così vale per tutti gli altri posti. Ognuno ce l’ha a suo modo".
Siamo così abbagliati dalla tecnologia che non riusciamo più a vedere le cose belle che ci circondano, perché è tutto coperto, da ogni punto di vista. Ecco, quindi, che arriva - o torna, perché c’è sempre stato - il calamaro gigante, una terapia per troppo tempo negata.
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Il Rapporto con l'Ambiente
Per Genovesi, l'ambiente e il mare, in particolare, sono fondamentali. "A me è stato sempre a cuore l’ambiente e quindi il suo cuore che è proprio il mare, la base di tutto".
Lo scrittore evidenzia come ci faccia sempre effetto vedere un bosco sporco, perché lo vediamo; nel caso del mare, ci son tante cose che non si riescono a vedere e ci si ferma, appunto, sempre alla sua superficie. "Ci capiamo meglio se capiamo il mare e non è infatti un caso se lo conosciamo così poco".
È pieno di cose molto più strane degli alieni di fantascienza, ma non gli diamo importanza. E invece no. Crescendo ho capito l’importanza del meravigliarsi.
Chiunque lotta per l’ambiente ha la sua stima ed ammirazione. Tutto serve, soprattutto alle generazioni future a cui lasciamo un mondo che non è proprio ottimale. Non è questo un mondo migliore, perché a ben vedere, anche se facciamo più campagne di sensibilizzazione, produciamo più plastica e rifiuti che in passato.
Vegetarianismo e Veganismo: Un Approccio Estremo?
Genovesi affronta anche il tema del veganismo, sottolineando come spesso i vegani si sentano portatori di una verità rivelata, ma se sono persone intelligenti possono anche accettare che una compagna metta in discussione le loro certezze, spesso quando si tratta di crescere i figli.
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Secondo lo scrittore, ci sono due versioni del vegano: "il santo" e "il matto". Il primo ti aiuta a essere come lui, il secondo non ti vede proprio, preso dalle sue ossessioni. Però non è facile vivere da vegano in un contesto differente.
Si parte da quello che vendono i supermercati, poi si impara anche ad arrangiarsi molto di più in casa, riducendo i consumi al massimo. Si usa il forno per cucinare più cose tutte insieme, ad esempio.
L’unico problema per cui ci siamo rivolti alla nutrizionista riguarda l’integrazione di vitamina B12, che non si trova facilmente nei cibi.
In generale, Genovesi evidenzia come ci sia un'attenzione quasi ridicola al cibo “sano”, a delle mode che lasciano un po’ il tempo che trovano. Certo, perché si creano delle fazioni assurde. Se capiti vicino a un vegetariano e ordini una bistecca quello ti guarda con terrore, a volte persino con disprezzo.
Il Valore dell'Esperienza e la Critica alla Società Contemporanea
Genovesi sottolinea l'importanza degli anziani, che sono cresciuti con lui fino a quando non iniziò la scuola. Il ritmo della vita oggi è così veloce che gli anziani sono diventati ingestibili e, purtroppo, un peso per la società, ma molti dimenticano che sono loro, in realtà, la nostra risorsa più grande, perché tante cose le hanno già passate e vissute e possono esserci solo di grande insegnamento.
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Lo scrittore critica la tendenza a non riconoscere il diritto di essere diversi e come, pur di vivere una vita tranquilla, ci nascondiamo nella medietà e ne siamo scontenti, perché fingendo di essere ciò che non si è, si è tristi. È tutto un gioco a bastonare gli altri appena fanno qualcosa di diverso, a cercare di farsi vedere per quello che non si è, una battaglia stremante alla fine della quale non c’è nessun vincitore.
Genovesi ha smesso, quindi, di credere che gli adulti siano buoni, non crede più alla loro naturale bontà, anche se ne conosce alcuni che sono buonissimi, ma rappresentano l’eccezione, sono davvero persone rare. Viva essere strani, perché lo siamo tutti, ma attenzione. Se sei strano come tutti e fai finta che non si veda e rinunci a ciò che ti piace davvero, sei infelice.
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