Falsa Dietologa smascherata: Truffa e Abusivismo a Novara e Palermo

Un giro di truffe e abusivismo professionale nel settore della dietologia è stato scoperto a Novara e Palermo, portando alla luce un'organizzazione ben strutturata.

Operazione "Light Diet": Sviluppi e Dettagli

Arrivano nuovi sviluppi dell'operazione "Light Diet", che già un anno e mezzo fa portò alla scoperta di una falsa nutrizionista. In azione, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, i finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un decreto emesso d’urgenza dal giudice.

Dodici persone sono state denunciate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e per esercizio abusivo della professione e nei loro confronti la Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo ha eseguito il sequestro preventivo di 135mila euro.

I 135 mila euro sequestrati sono ritenuti profitto dei reati di associazione a delinquere, finalizzata alla truffa e all’esercizio abusivo della professione.

Il Sistema Fraudolento

Promettevano diete sicure e veloci, in realtà avevano messo in piedi una vera organizzazione a delinquere in uno studio di Cruillas. In quella occasione i finanzieri avevano scoperto un vero e proprio studio professionale abusivo di dietetica e nutrizione.

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Le successive indagini hanno consentito di ipotizzare l’esistenza "di un vincolo associativo stabile, risalente almeno al 2013, fra la messinese, i due figli e altre nove collaboratrici, finalizzato alla commissione dei reati di truffa e di esercizio abusivo della professione di dietologo, nutrizionista o dietista", dicono dalla guardia di finanza.

Le dodici persone denunciate risultano già coinvolte nell'operazione che a ottobre 2018 aveva consentito di sequestrare la sede di un'associazione gestita dalla donna, una 69enne messinese.

Insomma, tutto avveniva come nel famoso film degli anni Ottanta con Carlo Verdone e Renato Pozzetto, "Sette chili in sette giorni", con strani professori e "pappe" dimagranti.

I "Pazienti" e le Pratiche Illegali

Sono stati identificati circa 1.090 “pazienti”, di cui 55 minorenni, che si erano incautamente affidati alle prescrizioni alimentari dei membri della "banda". "Dietro il pagamento di una cifra di 50 euro - spiegano dalla guardia di finanza - apparentemente come quota associativa, i “pazienti”, dopo una preliminare visita, ricevevano veri e propri piani alimentari, calibrati sulle singole esigenze rappresentate e accertate nel corso di specifiche visite.

Gli ignari pazienti venivano, inoltre, convinti ad abbinare alla dieta l’assunzione di integratori alimentari di origine americana, venduti dagli indagati mediante il noto sistema del multi-level marketing. Alcune vittime hanno dichiarato di essere state indotti addirittura a sostituire farmaci loro prescritti con gli integratori proposti dagli indagati".

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Il giudice ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza.

Il Ruolo dei Responsabili

Giuseppa Anastasi, per tutti "la zia Pina", ex dipendente dell’ospedale Cervello, aveva ai suoi ordini altre nove donne: Ester Orofino, Maria Lopez, Concetta Santoro, Claudia Mutolo, Maria Iacona, Giovanna Gelardi, Rita Baucina, Antonina Favaloro e Cinzia Beluto.

Nello specifico, sul banco degli imputati, ci saranno Giuseppa Nastasi, impiegata amministrativa dell'ospedale Cervello e presidente dell'associazione, e le sue presunte aiutanti Ester Onofrio, Maria Lopez, Concetta Santoro, Claudia Mutolo, Maria Iacona, Giovanna Gelardi, Rita Baucina, Antonina Favaloro e Cinzia Beluto.

Le Accuse e le Difese

Le imputate hanno sempre respinto le accuse, sostenendo che si sarebbero limitate a dare consigli sull'utilizzo degli integratori. Il tribunale del Riesame aveva annullato parzialmente i sequestri per una parte di loro, difesi tra gli altri dagli avvocati Cinzia e Antonio Pecoraro, Carmela Re e Giusi Scrudato.

Il Caso di Novara

Non aveva alcun titolo di studio né documento di abilitazione medica. Eppure una donna si spacciava, e con discreto successo, come dietista, prescrivendo diete a vittime ignare della sua truffa. Aveva adibito parte del suo appartamento come studio medico, ora posto sotto sequestro dalle fiamme gialle, insieme a tutto l'appartamento. Non solo, faceva collaborazioni con farmacie del posto, dove con tanto di camice bianco addosso dava consigli di salute per perdere chili in eccesso. Durante le perquisizioni le fiamme gialle hanno trovato nell'appartamento della donna documentazione di tipo medico e fiscale relative a molti dei “pazienti” della donna. Procede la Procura di Novara.

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É il commento del presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Novara Federico D'Andrea, che interviene sul caso della dietologa abusiva scoperta dalle fiamme gialle nel novarese. "Un fatto grave - ha sottolineato D'Andrea - che una persona, in assenza di titolo di studio, prescrivesse delle vere e proprie diete, indicando il regime alimentare da seguire.

"Se davvero poi gli organi competenti confermeranno quanto emerso dalle indagini - ha aggiunto D'Andrea - siamo anche oltre il fenomeno dell'abusivo che spesso si riscontra in ambito medico, dove chi non è titolato svolge attività tipicamente medica: la persona in questione non aveva una laurea riconosciuta. Se anche chi non è un medico specialista può suggerire consigli per un'alimentazione corretta, tuttavia la prescrizione di una dieta ipocalorica si identifica come un reale atto terapeutico conseguente ad una attenta valutazione del paziente tramite un'anamnesi, una visita medica con esame obiettivo e poi si arriva a una diagnosi. Solo successivamente si prescriverà la terapia, in questo caso dietetica.

La Truffatrice di Milano

E' stata però smascherata e ora si trova agli arresti domiciliari a Rozzano in attesa del processo. La storia inizia verso la fine di giugno: Cristina Soresina, cinquantenne, denuncia (al Commissariato milanese di Porta Ticinese) lo smarrimento di tutti i documenti. Poi, come Cristina Colombo, ha iniziato a svolgere (senza averne i titoli) l'attività di dietista e nutrizionista, in privato e anche, come detto, nel poliambulatorio del centro di Milano.

Nel frattempo sono cominciati gli accertamenti. Che hanno portato all'arresto della truffatrice, che ora risponde di vari reati: esercizio abusivo di professione, truffa, sostituzione di persona e anche falsità idelogica commessa dal privato in atto pubblico, per la denuncia e la dichiarazione del falso cognome. La donna, che ha precedenti, è stata condannata ai domiciliari con il rito direttissimo all'inizio di settembre. La reale dottoressa Cristina Colombo può ora tirare un sospiro di sollievo.

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