Il tumore del colon-retto è una patologia oncologica frequente, rappresentando il 14% del totale dei tumori in Italia. Nel sesso maschile si trova al terzo posto, preceduto da prostata e polmone, mentre nel sesso femminile è al secondo posto, preceduto dal tumore alla mammella. La neoplasia colorettale rappresenta inoltre la seconda causa di morte oncologica sia per gli uomini che per le donne.
Cos'è il Tumore del Colon-Retto?
Il tumore del colon-retto è un cancro che si forma nei tessuti del colon, la parte più lunga dell’intestino crasso, o del retto, la parte dell’intestino crasso più vicina all’ano. Colon e retto fanno parte dell'intestino, l’organo che assorbe le sostanze nutritive assunte con il cibo. Come tutti i tumori, anche il tumore del colon-retto è una conseguenza della crescita incontrollata di cellule, in questo caso di quelle epiteliali della mucosa che riveste internamente la parete dell’intestino.
Quanto è Diffuso?
Secondo le stime GLOBOCAN 2023, il tumore del colon-retto rappresenta circa il 9,6% di tutti i tumori diagnosticati nel mondo, posizionandosi al terzo posto per incidenza dopo il cancro al seno (11,6%) e al polmone (11,4%). È inoltre la seconda causa di morte per tumore a livello globale, con tassi più elevati nei Paesi ad alto reddito.
Secondo i dati riportati nel rapporto “I numeri del cancro in Italia 2024” di AIOM e AIRTUM sono stati stimati circa 48.706 nuovi casi di tumore del colon-retto, di cui 27.473 negli uomini e 21.233 nelle donne. La malattia è più frequente tra i 60 e i 75 anni, ma negli ultimi anni è stato osservato un aumento delle diagnosi tra i giovani adulti.
Sintomi del Tumore al Colon-Retto
Una buona parte di neoplasie viene però ancora diagnosticata solo in seguito all’insorgenza dei sintomi, che sono quelli che poi portano il paziente all’osservazione medica. Ai loro esordi, i sintomi del tumore al colon-retto potrebbero confondersi con i sintomi delle emorroidi o di un'enterite.
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- Sanguinamento rettale: Nelle fasi iniziali, il sintomo che più è evidente e spaventa il paziente, è senz’altro la presenza di sangue nelle feci. Le lesioni del colon discendente, sigma e retto avranno quindi più spesso la possibilità di manifestarsi con sanguinamento rosso vivo.
- Alterazioni dell'alvo: Caratteristica è la comparsa del cosiddetto “alvo alternante”, ovvero dall’alternarsi di periodi di stipsi di 2-3 giorni, seguiti poi da diarrea con abbondante espulsione di feci poco formate , con muco e tracce più o meno evidenti di sangue.
- Perdita di peso: In tutte le neoplasie, la crescita tumorale porta a sottrarre nutrimento all’organismo. Quando viene colpito un organo digestivo come l’intestino, diventa abbastanza naturale che il paziente riduca l’apporto di cibo: tutto questo si evidenzia quasi sempre con un certo calo ponderale. Nel giro di pochi mesi la perdita di peso può essere evidente, nell’ordine di alcuni chili.
- Anemia: In genere, la prima manifestazione clinica è una forma di anemia, dovuta alla perdita cronica di piccole quantità di sangue.
- Occlusione intestinale: L’occlusione intestinale può rappresentare il quadro di esordio in circa il 20% dei tumori del colon, soprattutto a carico del colon sinistro.
Tumore al Colon e Perdita di Peso Involontaria
Quando arriva una diagnosi di tumore e si intraprende un percorso di cura si entra spesso in una fase di grandi cambiamenti emotivi e fisici. Fra questi ultimi vi sono anche i cambiamenti nel peso corporeo, che possono essere significativi e non vanno mai sottovalutati. Quando i chili diminuiscono, e non perché ci si è messi “a dieta”, si parla di perdita di peso involontaria. Si stima che fino a 8 pazienti su 10 con un tumore in fase avanzata sperimentano una perdita di peso non voluta. È la manifestazione più evidente di cachessia, il disturbo nutrizionale correlato al cancro dovuto alle alterazioni metaboliche provocate dal tumore e dalle difficoltà ad alimentarsi causate dalla malattia e dalle terapie.
È importante monitorare la perdita di peso, raccomanda Elena Dogliotti: «Anche nel caso di persone in sovrappeso l’ago della bilancia che si sposta non è sempre un bene, perché può essere l’effetto di una perdita di massa magra. Quindi la perdita di peso va valutata sempre con attenzione».
Quando Preoccuparsi?
Una perdita di peso involontaria, pari ad almeno il 10% del proprio peso corporeo, potrebbe essere la spia di un tumore ed in particolare di una neoplasia del tratto gastrointestinale. Analizzando i dati è emerso che una perdita di peso involontaria pari al 10% del peso corporeo nei due anni precedenti, si associava ad un maggior rischio di andare incontro a diagnosi di tumore nei 12 mesi successivi.
Diagnosi del Tumore al Colon-Retto
Nei Paesi ad alto reddito il tumore del colon-retto viene diagnosticato sempre più precocemente grazie ai programmi di screening e all’adozione di nuove tecnologie diagnostiche. Oltre al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci e alla colonscopia, sono in fase di sviluppo test del DNA fecale più sensibili e nuovi strumenti diagnostici basati sull’intelligenza artificiale.
- Esame delle feci: L’esame, molto semplice, prevede la raccolta (eseguita a casa) di un piccolo campione di feci e la ricerca di tracce di sangue non visibili a occhio nudo.
- Colonscopia: La colonscopia rimane l’esame di riferimento per la diagnosi del tumore del colon-retto, perché permette non solo di individuare la malattia, ma anche di eseguire la biopsia, ovvero il prelievo di un campione di tessuto sospetto.
Prevenzione del Tumore al Colon-Retto
Più in generale, la prevenzione del tumore del colon-retto passa dall’intervenire sui fattori di rischio modificabili per ridurre la probabilità di ammalarsi, un traguardo che con un po’ di impegno tutti possono raggiungere. I consigli comprendono seguire una dieta con pochi grassi, poca carne e ricca di fibre, vegetali e frutta, mantenersi attivi, evitare sovrappeso e obesità, non fumare e in genere mantenere uno stile di vita sano.
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Da non dimenticare inoltre che in Italia è attivo un programma di screening nazionale dedicato alla diagnosi precoce del tumore del colon-retto. Questo tipo di programma permette di tenere sotto controllo la salute del colon-retto e aumenta in modo rilevante le possibilità di arrivare a una diagnosi precoce del tumore, migliorando di conseguenza anche le possibilità di cura. Lo screening è completamente gratuito e può svolgersi con modalità diverse a seconda delle Regioni.
Alimentazione e Cancro del Colon-Retto
Una dieta ad alto contenuto di grassi animali e proteine sembra favorire la trasformazione maligna di eventuali polipi del colon preesistenti. Le fibre alimentari, in particolare quelle che non vengono digerite, come la crusca, sembrano avere un effetto protettivo.
Trattamento del Tumore al Colon-Retto
Il programma terapeutico per i tumori del colon-retto vede nella chirurgia il cardine del trattamento. Il tipo di intervento dipende per i tumori del colon dalla localizzazione anatomica e dallo stadio della malattia e per quelli del retto dalla localizzazione, dalle dimensioni e dall’estensione del tumore rispetto all’ano.
Chemioterapia, radioterapia e farmaci biologici sono utilizzati anche dopo l’intervento chirurgico nella maggior parte dei pazienti e pure per prolungati periodi di tempo.
Per ridurre il rischio di malnutrizione legato alla terapia, è importante che il paziente venga inserito in un percorso terapeutico che preveda anche la consulenza nutrizionale da parte del medico nutrizionista e/o del dietista. La perdita di peso e di muscolo deve essere considerata un effetto collaterale indesiderato della terapia ed essere rapidamente diagnosticata ed efficacemente trattata.
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Raccomandazioni Nutrizionali Post-Operatorie
Se il paziente è sottoposto a resezione intestinale e/o confezionamento di colostomia, è opportuno che si attenga ad alcune raccomandazioni nutrizionali. Inoltre, alcuni alimenti ricchi di fibre, come frutta e verdura, possono alterare il normale funzionamento dell’intestino o della colostomia, diminuendo la consistenza delle feci.
In particolare, ai pazienti portatori di colostomia si consiglia di evitare gli alimenti responsabili della formazione di gas intestinali e/o cattivi odori (ad es. legumi, carni grasse, bevande gassate, dolcificanti artificiali come il sorbitolo, alcune verdure tra cui cavoli, cavolfiori, broccoli) e di consumare quelli che ne prevengono la formazione (yogurt, succo di mirtillo, prezzemolo, lattuga e spinaci bolliti).