Dopo la nascita del bambino, la donna deve ritrovare l’equilibrio e il benessere del proprio corpo. Le conseguenze dei cambiamenti ormonali e fisici riguardano l’apparato respiratorio, circolatorio, scheletrico, muscolare e non solo. Il lavoro del corpo è quindi faticoso e merita grande attenzione. È importante dunque capire cosa può favorire o meno il recupero.
Per quanto riguarda la zona addominale, può una pancera post parto aiutare la ripresa addominale e muscolare? C’è chi la chiama semplicemente pancera post parto, chi fascia addominale, chi guaina modellante. Ha senso questa distinzione per tipologie?
Pancera Post Parto: Supporto o Ostacolo?
Partiamo col precisare che la pancera post parto è pensata per dare sostegno ai muscoli e ai tessuti addominali nel periodo che segue il parto. La risposta non è sempre chiara e univoca ed è spesso oggetto di opinioni contrastanti.
Da una parte, chi la consiglia sostiene che la pancera post parto rappresenti un valido supporto per i muscoli addominali, che riduca il dolore post operatorio dovuto al cesareo e che permetta un recupero molto più rapido del tono muscolare perché combatte l’effetto “pancia molle” che può mettere a disagio le neomamme.
Secondo uno studio coreano, l’utilizzo di una pancera post parto, soprattutto se rigida, modifica l’inclinazione pelvica anteriore e ha dunque effetti sul pavimento pelvico. I dati raccolti mostrano che la pressione addominale esercitata dalla pancera restringerebbe la circonferenza della vita, riducendo lo spazio all’interno della cavità addominale e causando rigidità a livello della colonna vertebrale. Questa modifica meccanica avrebbe conseguenze anche sulla postura e sulle articolazioni.
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La pancera post parto si sovrappone quindi al lavoro degli addominali che di fatto smettono di lavorare. Dopo un parto spontaneo l’uso della pancera post parto è generalmente sconsigliato, poiché la donna può riprendere la mobilità liberamente e non ci sono inoltre studi che dimostrano effetti benefici nell’esercitare una compressione addominale.
Nel caso di un taglio cesareo la donna deve affrontare un decorso post operatorio che può richiedere un recupero più o meno veloce, a seconda di vari fattori. Secondo alcuni studi, dopo un taglio cesareo la pancera post parto può avere una sua utilità e apportare alcuni benefici, in particolare: diminuire il dolore post operatorio nei primi giorni e permettere una guarigione più rapida della ferita chirurgica, con minor perdita di sangue. La pancera può infatti facilitare la ripresa della mobilità della donna nei giorni seguenti all’intervento.
Pancera in Gravidanza: Sì o No?
Quando si nomina la pancera, la mente corre immediatamente a quelle specie di “strumenti di tortura” che, in fondo ad un cassetto, più o meno tutte noi abbiamo. Che sofferenza quando decidiamo di contenere le pancette un po’ troppo prominenti e infilarci in quel tubino nero che ci piace tanto! Tutt’altro scenario si apre se parliamo della pancera in gravidanza. È un accessorio indispensabile o se ne può fare a meno? Quali modelli esistono? Quando si può utilizzare? Che fare dopo il parto? Togliamoci insieme un po’ di curiosità.
Come tantissimi altri argomenti, anche questo è uno dei temi più dibattuti nell’ambito della gravidanza, un po’ come il sushi, per fare un paragone un tantino azzardato. C’è chi è favorevole, chi è contrario, chi si astiene da qualsiasi giudizio.
Partiamo da una considerazione fondamentale: la pancera in gravidanza non è contenitiva. Non serve cioè a comprimere il pancione (è piuttosto inutile, oltre che potenzialmente pericoloso per il feto) perché la funzione è assolutamente diversa. La pancera ha l’obiettivo di sostenere la pancia quando diventa ingombrante e pesante. È quindi un supporto per far stare meglio la futura mamma alle prese con uno dei più classici disturbi della gravidanza: il mal di schiena. Il problema sta proprio lì e la pancera è, almeno in parte, una soluzione.
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Mal di Schiena in Gravidanza
Il mal di schiena è uno dei fastidi più comuni della gravidanza. Anche se non sempre in modo continuativo, quasi tutte le donne in attesa ne soffrono.
I Benefici della Pancera in Gravidanza
La pancera va utilizzata quando l’addome diventa più grande e il peso comincia a ricadere sulla schiena, creando qualche problema. In genere questo accade a partire dal secondo trimestre di gravidanza in poi. In effetti non c’è alcuna ragione per acquistarla o usarla prima. Non è detto che servirà.
Quando Usare la Pancera in Gravidanza
Non fate di testa vostra: se pensate che la pancera possa essere utile, chiedete consiglio al ginecologo. A dire il vero, in certi casi potrebbe suggerirla direttamente lui, spiegandovi come usarla nel modo corretto. Sì perché la parola d’ordine è moderazione. Non si deve esagerare, insomma.
Per Quanto Tempo Usare la Pancera in Gravidanza
Chi effettivamente trova beneficio dall’impiego della pancera deve seguire un accorgimento importante: non va tenuta tutto il giorno. Vero è che la sensazione di benessere potrebbe farvi venire la tentazione di non toglierla mai, ma non si fa. In questo modo, i muscoli della schiena non lavorano perché sono sorretti dalla pancera e, a lungo andare, questo comporterebbe il loro indebolimento. Ma non sarebbero gli unici distretti muscolari a risentirne. Anche il pavimento pelvico così non si allena e il rischio è quello dell’incontinenza urinaria.
Per quanto tenerla quindi addosso? Solo per il tempo davvero necessario. Ad esempio, se si esce per una passeggiata, se si svolge una professione che costringe a stare molto tempo in piedi, se in casa si devono fare lavori un po’ più pesanti del solito (siete proprio sicure di volervi cimentare in questa operazione?). Quando rientrate o finite dovrete toglierla.
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Tipi di Pancera per la Gravidanza
In commercio esistono vari modelli di pancere e prodotti simili. I tessuti sono sempre abbastanza morbidi e non devono mai stringere, ma al contrario essere molto confortevoli. Ecco i modelli principali:
- Guaina: protegge il pancione e sostiene la zona lombare. Solitamente è costituita da una mutandina e da una fascia che si apre e si chiude con il velcro, adattandosi quindi alla crescita dell’addome. Il pancione è scoperto.
- Pancera: ha la stessa funzione della guaina, però solitamente è un unico pezzo che arriva fino sotto al seno e copre interamente la pancia.
- Fascia: è una semplice striscia in velcro che si mette sopra i normali slip e sotto il pancione, così da sostenerlo.
Dove Comprare una Pancera per la Gravidanza
Le alternative per acquistare una pancera sono tante: si va dalle farmacie alle sanitarie, da negozi specializzati in gravidanza e prima infanzia fino agli shop online. Basta solo scegliere.
Fasce Addominali Snellenti: Funzionano?
Quante volte, guardandoci allo specchio, abbiamo desiderato una soluzione rapida ed efficace per eliminare i rotolini di troppo su pancia e fianchi? Di seguito avremo modo di conoscere meglio questo tipo di attrezzatura e valutare i pro e i contro del suo utilizzo.
Si tratta di cinture, o meglio fasce avvolgenti elastiche, note anche come fascia brucia grassi, sono realizzate in materiale sintetico, che agiscono sulla pancia, i fianchi e sul punto vita.
È doveroso premettere, che i risultati maggiori si possono ottenere solo se seguiamo un’alimentazione sana ed equilibrata e pratichiamo un’attività fisica costante. Il grasso localizzato infatti, è molto spesso associato a cattive abitudini alimentari e uno stile di vita sedentario. Il principio si basa sull’effetto sauna generato dalla fascia a contatto con la pelle. Il calore provoca una maggiore sudorazione e quindi la possibilità di snellire le parti interessate.
In linea generale, le fasce dimagranti sono abbastanza comode da indossare, quindi perfette da associare ad un’attività fisica di qualunque genere. Con la fascia dimagrante infatti, è possibile arrivare a triplicare l’efficacia dell’esercizio fisico, ma non a sostituirlo. Si tratta dunque, di attrezzi adatti ad intensificare le normali attività che si svolgono per tonificare e rassodare pancia, fianchi e snellire il punto vita.
Tipologie di Fasce Dimagranti
- Xtreme Power Belt Classic: Realizzata in neoprene, garantisce un efficace supporto lombare per evitare traumi alla muscolatura e alle vertebre in fase di allenamento. La sudorazione provocata dalla fascia a contatto con la pelle aiuta a snellire il punto vita e l’addome.
- Relefree: Anche questa è realizzata in neoprene, un materiale morbido che non limita i movimenti, ma aumenta l’efficacia dell’esercizio fisico sino a 3 volte. Ideale per donna e uomo, da associare a fitness, yoga, ciclismo, jogging, ecc.. La cintura dimagrante Relefree viene fornita con le fasce tergisudore per la testa e per i polsi.
Come Funzionano le Fasce Dimagranti?
La reclame dei produttori in base alla quale la fascia dimagrante rimuove il grasso localizzato sulla pancia e tonifica i muscoli addominali si basa sull’assunto che il materiale elastico di cui è fatta la fascia, unita al lavoro di contrazione o di vibrazione (a seconda dei modelli), aumentino la temperatura corporea nella zona interessata, andando così ad innalzare il tasso metabolico della zona addominale e di conseguenza a bruciare i grassi.
Non solo: ogni modello, grazie alla possibilità di regolarne la circonferenza, può essere applicata anche in altre zone del corpo, come nella zona lombare dove il massaggio ed il calore sviluppato agevola a rilassare la muscolatura della schiena, ma anche su glutei e cosce, per ottenere un dimagrimento localizzato anche in altre parti del corpo ritenute critiche e difficili da snellire e tonificare.
Sudore e Perdita di Peso
Innanzitutto riflettiamo sul fatto che da più parti si sente dire che il sudore è un segnale di dimagrimento: capita infatti spesso di vedere gente che si allena sotto il sole cocente, in orari caldissimi, o con addosso felpe, tute, abbigliamento atto alla sudorazione, proprio perché parte dalla convinzione che sudore e perdita di peso siano strettamente correlati.
Tale presupposto è stato addirittura sviluppato negli ultimi anni negli Stati Uniti, dove si sta diffondendo sempre di più il concetto di fitness in ambienti surriscaldati, fino a quaranta gradi, per riprodurre in allenamento l’effetto sauna e velocizzare il dimagrimento. Ecco quindi fiorire lezioni di yoga, pilates, spinning, cardio fitness in ambienti caldissimi, obiettivo: perdere liquidi e bruciare grassi.
Ma perdere liquidi corrisponde davvero a dimagrire e a perdere grassi? La risposta potrebbe essere sì, ma sarebbe una risposta esatta a metà, vediamo perché.
Perdere liquidi favorisce, è vero, una diminuzione di peso corporeo, ma a danno unicamente dei tessuti muscolari che si disidratano; quindi quella che noi riduciamo con la disidratazione è unicamente massa magra.
Come detto, il peso certamente diminuisce se togliamo acqua al nostro organismo, ma questa condizione è solo momentanea: il nostro corpo reintegrerà la perdita di peso trattenendo i liquidi che torneremo successivamente ad introdurre con l’equilibrata alimentazione, bevendo acqua o mangiando frutta e verdura. Se così non fosse, la sudorazione produrrebbe una cospicua perdita di minerali elettroliti, causando una grave disidratazione.
Sudare in modo eccessivo non conduce ad alcuna diminuzione di grasso, ma può invece provocare astenia, crampi muscolari e cali di pressione improvvisi che possono anche indurre lo svenimento.
Come Bruciare i Grassi in Eccesso
Per perdere i chili di troppo in modo sano e funzionale bisogna agire sul tessuto adiposo. È quindi opportuno conoscere la propria percentuale di massa grassa.
Per bruciare il grasso superfluo occorre non introdurre più calorie di quelle che effettivamente consumiamo, ridurre gli zuccheri in eccesso (zucchero aggiunto a cibi e bevande, dolci, etc.) che, se non utilizzati dal corpo, si trasformano in grassi, oltre che svolgere una regolare attività fisica (ottimali 300 minuti a settimana, minimo 150 minuti), alternando esercizi aerobici e anaerobici.
Fasce Addominali Dimagranti: Cosa Considerare Prima dell'Acquisto
Le fasce addominali dimagranti sono accessori pensati per chi vuole ridurre il grasso addominale e lavorare su una pancia piatta. Si presentano come cinture elastiche, realizzate in materiali come neoprene o nylon, da indossare intorno alla vita con una chiusura a strappo regolabile. Alcuni modelli, oltre a favorire la sudorazione, garantiscono anche un buon supporto lombare, utile negli esercizi con i pesi e nelle attività quotidiane.
Tipi di Fasce Addominali
- Fasce con supporto lombare: più larghe e strutturate, con stecche flessibili che aiutano a mantenere la postura.
- Modelli con elettrostimolazione (dual shaper): inviano impulsi che inducono contrazioni muscolari passive, simulando un lavoro addominale leggero.
Esempi di Fasce Addominali Dimagranti
Di seguito sono riportati alcuni esempi di fasce addominali dimagranti disponibili sul mercato, con i relativi pro e contro:
| Fascia Addominale | Valutazione Media | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Bracoo SE22 Fascia Addominale Dimagrante | 4.2/5 | Resta ferma durante i movimenti, chiusura a strappo solida e regolabile, materiale robusto. | N/A |
| Corsetto Addominale da Palestra | 4.2/5 | Resistente, ben regolabile, buon effetto di compressione. | Forte odore di plastica al primo utilizzo, vestibilità più stretta del previsto. |
| Cambivo - CINTURA UOMO DONNA REGOLABILE PORTABILE | 4.2/5 | Funzionale, curata nei dettagli, buon rapporto qualità-prezzo. | Dopo un utilizzo prolungato, la fascia tende a cedere o a rovinarsi. |
Le Fasce Addominali Dimagranti Funzionano Davvero?
Molte persone credono che sudare faccia dimagrire, ma è un’idea sbagliata. Quando si utilizza una fascia addominale o ci si allena in ambienti molto caldi, il corpo produce più sudore per abbassare la temperatura interna. Appena ci si reidrata, il corpo recupera i fluidi persi e il peso torna quello di prima. Per questo le fasce addominali non possono sostituire un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica costante.
Come Scegliere la Fascia Giusta
La scelta della fascia dipende da alcuni aspetti: materiali, vestibilità, livello di compressione e funzioni extra. Il materiale influenza comfort ed efficacia. Il neoprene trattiene il calore e stimola la sudorazione, quindi è indicato per chi vuole intensificare l’”effetto sauna”. La vestibilità è altrettanto importante: la fascia deve aderire bene senza comprimere troppo. Il livello di compressione va scelto in base all’uso. Per chi si allena con i pesi o ha bisogno di maggiore stabilità esistono modelli con doppia chiusura a strappo e inserti rinforzati nella zona lombare.
Consigli per l'Uso
- Dopo ogni uso lavale con acqua fredda e sapone neutro, quindi risciacqua bene.
- Evita di metterle in lavatrice, usare la candeggina e l’ammorbidente; se l’etichetta lo consente, usa solo un ciclo delicati a freddo in sacca protettiva e con il velcro chiuso.
- Strizza con delicatezza e lascia asciugare all’aria, all’ombra e lontano da fonti di calore.
- In caso di gravidanza, ernia addominale, disturbi gastrointestinali (es.
- Non stringere troppo e non indossarla per molte ore poiché la compressione prolungata può ostacolare la respirazione profonda, favorire il surriscaldamento e la disidratazione.
Conclusioni
Le fasce addominali dimagranti non sono una scorciatoia per perdere peso, ma possono diventare un alleato utile se integrate in un percorso fatto di alimentazione equilibrata, idratazione corretta ed esercizi mirati per ridurre la massa grassa e tonificare il core. Scegliere la fascia giusta significa quindi trovare il compromesso ideale tra comfort, funzionalità e utilizzo quotidiano.