Fattura Biologo Nutrizionista: Esenzione IVA e Regime Forfettario

Le professioni sanitarie non mediche come quelle dello psicologo, del nutrizionista e del fisioterapista sono sempre più richieste, sia in ambito privato che all'interno di contesti multidisciplinari. Molti professionisti, terminato il percorso universitario e ottenuta l’abilitazione, decidono di intraprendere la libera professione, spesso come unica forma di attività. Tuttavia, la burocrazia non è sempre lineare: ogni professione ha specifici obblighi, gestioni previdenziali dedicate, regimi fiscali più o meno vantaggiosi, e un codice ATECO da selezionare con attenzione.

Se stai cercando informazioni su come avviare l’attività di biologo nutrizionista, la domanda che probabilmente ti frulla per la testa è: “Devo aprire partita IVA?” La risposta breve è Sì, se vuoi esercitare la professione in modo autonomo.

Queste figure, infatti, sono professionisti iscritti a un albo (nel caso di psicologi e fisioterapisti) o abilitati all’esercizio dell’attività sanitaria (come i nutrizionisti laureati in biologia o dietistica). Inoltre, i professionisti sanitari sono soggetti a un codice deontologico che impone di esercitare nel rispetto della normativa fiscale e previdenziale. Per questo motivo, è essenziale pianificare con attenzione il proprio avvio di attività.

Requisiti per Esercitare come Biologo Nutrizionista

Prima di concentrarsi sugli aspetti fiscali, occorre ricordare quali sono i requisiti obbligatori per esercitare come biologo nutrizionista. Solo con l’iscrizione all’Ordine, infatti, si ha il diritto legale di redigere piani alimentari personalizzati e di lavorare come libero professionista.

Essere un biologo nutrizionista richiede competenze tecniche e relazionali. Non ha senso perdere tempo con burocrazia e XML. L’iscrizione all’albo non è solo una formalità, ma conferisce il titolo giuridico per svolgere la professione. Inoltre, il D.L. 16 luglio 2020, n. E dato che viviamo nel tempo dei social media, ecco un’altra dritta da sapere: l’attività di nutrizionista non può essere svolta esclusivamente online!

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Prima di proseguire, è necessario soffermarsi su un altro aspetto, ovvero la differenza tra Biologo Nutrizionista, Dietista e Nutrizionista. Spesso, infatti, si fa confusione tra queste figure:

  • Biologo Nutrizionista: Laureato in Biologia (con specifico percorso di studi in nutrizione) o in Scienze dell'Alimentazione. Può autonomamente elaborare piani alimentari per soggetti sani o con patologie accertate (previo accertamento medico).
  • Dietista: Professionista sanitario laureato in Dietistica (Laurea Triennale). Elabora, formula, attua e valuta piani dietetici prescritti dal medico. Non può fare diagnosi né prescrivere farmaci. Collabora con altre figure sanitarie.
  • Nutrizionista (senza ulteriori specificazioni): Termine generico che a volte viene utilizzato impropriamente. In genere, quando si parla di "nutrizionista" ci si riferisce al biologo nutrizionista.

Regime Fiscale Forfettario per Nutrizionisti

Uno dei principali dubbi per chi si appresta ad aprire la partita IVA riguarda il regime fiscale da adottare. Questo sistema consente di beneficiare di un’imposizione semplificata con un’imposta sostitutiva pari al 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti di nuova attività), in sostituzione di IRPEF, addizionali e IRAP.

Il regime forfettario rappresenta una scelta vantaggiosa per i nutrizionisti che intendono avviare la propria attività professionale. Questo regime fiscale, infatti, prevede una semplificazione della contabilità e della tassazione: nel regime forfettario si applica un’aliquota unica e fissa del 15%, oppure per i primi 5 anni di attività questa è ridotta al 5%.

Le persone fisiche che intraprendono l’esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime forfettario. L’art. 1 comma 54 della L. 29.12.2022 n. Il regime è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione, ivi incluse le imprese familiari e le aziende coniugali non gestite in forma societaria che:

  • rispettino i requisiti di accesso e di permanenza previsti all’art. 1 comma 54 della L.
  • non si trovino nelle condizioni ostative (o di esclusione) definite all’art. 1 comma 57 della L.

Le società di persone ed i soggetti equiparati di cui all’art. Sono escluse anche le associazioni professionali, ai sensi del co. 3 lett. c) del citato art.

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È compatibile con il regime forfettario, la fatturazione esente da IVA (ai sensi dell’art. 10, n. È idoneo al regime forfettario e rientra tra le professioni esenti IVA, se qualificabili come prestazioni sanitarie.

Ma perché è così allettante per noi professionisti della nutrizione?

  • Imposta sostitutiva vantaggiosa: Invece delle classiche aliquote IRPEF a scaglioni, pagherai un'unica imposta sostitutiva con un'aliquota agevolata generalmente del 15% (o addirittura del 5% per i primi 5 anni se rispetti determinati requisiti).
  • Esenzione IVA: Non dovrai preoccuparti di addebitare, riscuotere e versare l'IVA.
  • Contabilità semplificata: Dimentica registri complicati e mille scartoffie. Con il forfettario, la contabilità è ridotta all'osso. Non dovrai applicare l'IVA in fattura, non dovrai tenere la contabilità analitica e la dichiarazione dei redditi è semplificata.
  • Determinazione forfettaria del reddito imponibile: Non dovrai calcolare analiticamente costi e ricavi. Il tuo reddito imponibile sarà determinato applicando un coefficiente di redditività (che per le attività professionali è generalmente del 78%) al tuo fatturato nutrizionista.
  • Niente ritenuta d'acconto: Non subirai la ritenuta d'acconto da parte dei tuoi clienti (anche se dovrai specificarlo in fattura).

Il regime fiscale forfettario per un nutrizionista è vantaggioso. Ma attenzione, però. Il forfettario non è per tutti.

Limite di fatturato: Il tuo fatturato da nutrizionista dell'anno precedente (2024) non deve aver superato gli 85.000 euro.

Quali altri requisiti bisogna rispettare? non devi possedere più del 50% delle quote e non devi svolgere il ruolo di amministratore in una S.r.l. Lavori come dipendente e vorresti avviare un’attività come nutrizionista, ma non vorresti lasciare il tuo lavoro da dipendente? Ma attenzione!

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Calcolo del Reddito Imponibile e Tassazione

Nel regime forfettario, la tassazione e i contributi previdenziali sono calcolati in base a specifici criteri. In altre parole, per capire quanto dovrai pagare è necessario prendere in considerazione alcuni fattori.

Come accennato sopra, il regime forfettario prevede una tassazione semplificata: si applica cioè un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, in modo da agevolare coloro che iniziano da zero un’attività.

Vuoi sapere se possiedi i requisiti per accedere all’aliquota del 5%? Ma cos’è il “reddito imponibile”? Ecco perché diciamo sempre che il regime forfettario conviene!

Per i biologi nutrizionisti, il coefficiente di redditività stabilito dall’Agenzia delle Entrate è del 78%. Ad esempio, se un nutrizionista fattura 30.000 € in un anno, il reddito imponibile sarà di 23.400 € (30.000 € x 78%). Se applica l’aliquota ridotta al 5%, pagherà solo 1.170 € di imposta sostitutiva.

Dal reddito soggetto ad imposta sostitutiva sono deducibili i contributi previdenziali (Enpab) versati in ottemperanza a norme di legge, mentre non sono deducibili dal reddito soggetto ad imposta sostitutiva i contributi previdenziali versati per il riscatto degli anni di laurea, in quanto non versati in ottemperanza a disposizioni di legge. Detti contributi potrebbero essere dedotti dal reddito complessivo in caso di possesso di redditi ulteriori a quello soggetto ad imposta sostitutiva, ai sensi dell’art. 10 co. 1 lett.

Contributi ENPAB

La prima voce riguarda l’iscrizione alla Cassa di Previdenza ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi), a cui ogni biologo con partita IVA deve obbligatoriamente aderire.

1) Contributo soggettivo: corrisponde al 15% del reddito imponibile, con un importo fisso minimo di €1.286,00. Ci sono anche buone notizie!

2) Contributo integrativo: corrisponde al 4% del tuo corrispettivo lordo con un importo fisso minimo di €104,00.

Gli iscritti all’Ente devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi che concorrono a formare il reddito imponibile dell’attività autonoma di libera professione, conseguito anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, e devono versare all’Ente il relativo ammontare, indipendentemente dall’effettivo pagamento che ne abbia eseguito colui che si avvale dell’attività professionale.

La maggiorazione dovuta dai beneficiari dell’attività professionale, siano essi pubblici o privati, è del 4% ed è riscossa direttamente dall’iscritto contestualmente ai corrispettivi o proventi, previa evidenza del relativo importo sul documento fiscale. Non è soggetto a ritenuta di acconto ai fini dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) e non concorre alla formazione del reddito imponibile. È soggetto ad IVA fatto salvo il caso delle prestazioni esenti di cui all’art. 10, comma 18 del d.P.R.

ATTENZIONE Ricordiamo che, secondo l’articolo 1 (titolo 1, capo 1) del Regolamento di Disciplina delle Funzioni di Previdenza gli iscritti al FNOB (Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi) nella sezione A e B, che esercitano attività autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa ancorché svolgano contemporaneamente attività di lavoro subordinato, sono obbligatoriamente iscritti al ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Biologi) nel seguito denominato Ente - Fondazione di diritto privato ai sensi del Decreto Legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, pubblicato sulla G.U. n.

Il reddito non può essere superiore al massimale (art. 2, comma 18, della l. Per coloro che svolgono contemporaneamente attività di lavoro dipendente il contributo è ridotto del 50% (non cumulabile), per redditi di attività libero professionale fino alla somma di 5.130,00 €. I dipendenti privati iscritti all’Ente, per almeno sei mesi nel corso dell’anno solare, versano un contributo è ridotto ad un terzo (non cumulabile), per redditi di attività libero professionale fino alla somma di € 3.420,00. Per la prima iscrizione all’Ente (under 30) il contributo è ridotto ad un terzo (non cumulabile), per l’anno solare di iscrizione e per i due anni successivi e per redditi di attività professionale fino alla somma di 3.420,00 €.

Come Aprire la Partita IVA

Aprire la partita IVA è un passaggio gratuito dal punto di vista amministrativo, in quanto non è previsto alcun costo di apertura presso l’Agenzia delle Entrate. Accanto a questo, bisogna considerare i costi del commercialista o della consulenza fiscale, soprattutto se non si desidera gestire in autonomia le comunicazioni con l’Agenzia delle Entrate.

Come avviare la professione di nutrizionista? Aprire la partita IVA è più semplice di quanto pensi.

Scelta del Codice ATECO

Quando si apre la partita IVA, occorre scegliere il codice ATECO adatto. Per te che sei nutrizionista è semplice: essendo iscritto all’Albo, sarai considerato un libero professionista con cassa.

Il codice ATECO identifica in modo univoco l’attività svolta ai fini fiscali e statistici. Non si tratta di un dettaglio burocratico, ma di una decisione fondamentale per il corretto inquadramento del professionista.

Il codice ATECO è come il tuo "timbro fiscale", identifica univocamente la tua attività. È fondamentale scegliere il codice ATECO corretto al momento dell'apertura della partita IVA.

86.90.29 - Altre attività paramediche indipendenti nca Se sei dietista, questo è il codice corretto da utilizzare. Attenzione: anche se sei un biologo nutrizionista, non usare codici generici o riferiti ad altre professioni sanitarie.

Fatturazione Elettronica e Adempimenti Fiscali

Dal 1° luglio 2022, l’obbligo di fatturazione elettronica si è esteso anche ai professionisti in regime forfettario. La fattura elettronica per biologo nutrizionista è oggi obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, anche in regime forfettario. Lo ha stabilito il Decreto Legge n. 36/2022, che inizialmente imponeva l’obbligo solo a chi superava i 25.000 € di compensi annui.

A partire dal 1° gennaio 2024, anche i professionisti in regime forfettario sono obbligati all’uso della fatturazione elettronica, da emettere tramite il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Una volta aperta la partita IVA e avviata l’attività, ogni professionista sanitario si trova a dover gestire una serie di adempimenti fiscali periodici, tra cui la fatturazione, l’eventuale versamento dell’IVA e la corretta deduzione dei costi.

Emettere fatture in regime forfettario è più semplice rispetto al regime ordinario.

Esenzione IVA

Le prestazioni inerenti alla valutazione dello stato nutrizionale e l'elaborazione della dieta ottimale eseguite da un biologo nutrizionista sono, per loro natura, esenti da Iva in base all'articolo 10 del Dpr 633/1972.

La maggior parte delle attività sanitarie rese da psicologi, nutrizionisti e fisioterapisti sono considerate prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione e quindi esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. sulla fattura va riportata l’annotazione “operazione esente da IVA ai sensi dell’art. 10, n.

Attenzione: se si svolgono attività miste (es. formazione, consulenza per aziende, vendita di integratori), queste possono essere soggette a IVA.

Come Compilare la Fattura Elettronica

Ecco gli elementi essenziali per la fattura elettronica:

  • Descrizione della prestazione: Dettagliata (es. "Elaborazione piano alimentare personalizzato").
  • Importo: con eventuale nota di esenzione IVA (es. art. 1, commi 58-89, L. 1. 2.
  • Dicitura obbligatoria: "Regime forfettario di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, della legge n.
  • Assenza di IVA e ritenuta d'acconto: Non devi indicare l'IVA e devi specificare che non applichi la ritenuta d'acconto (es. "Si richiede la non applicazione della ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, della legge n.
  • Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 così come modificato dalla Legge numero 208/2015 e dalla Legge 145/2018 e s.m.

Dopo l’iscrizione dovranno occuparsi della trasmissione dei dati dei pazienti al Sistema Tessera Sanitaria. E se fatturi alle aziende? In questo caso, dovrai obbligatoriamente emettere fatture elettroniche e inviarle al Sistema di Interscambio (SDI). Vuoi sapere se la fattura che hai creato non presenta errori? Vuoi saperne di più?

Un aspetto spesso ignorato è che le fatture emesse dai professionisti sanitari regolarmente iscritti all’albo e titolari di partita IVA possono essere detratte dal cliente nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), per il 19% dell’importo.

La gestione quotidiana di questi adempimenti richiede precisione e aggiornamento continuo. Lo Studio Caggegi&Mazzeo affianca i professionisti sanitari nella gestione della fatturazione elettronica, nella trasmissione al STS, nella pianificazione delle scadenze fiscali e nella deduzione intelligente delle spese, con servizi personalizzati che coprono anche aspetti legali e contrattuali (es. spese per pubblicità e marketing (es.

SUGGERIMENTO Se operi come una Struttura, dovrai inserire anche il C.F. FC: Farmaco, anche omeopatico. TK: Ticket (quota fissa e/o differenza con il prezzo di riferimento). Franchigia.

Esempio di Calcolo del Limite di Ricavi

Si ipotizzi che un professionista inizi la professione di biologo il 1-3-2023, utilizzando il regime forfettario. Considerando che i giorni di esercizio dell’attività nel 2023 sono 306 (dall’1-3-2023 al 31-12-2023), il limite di ricavi per il 2023 è dato dal seguente rapporto: 85.000,00 × (306/365) = 71.260,27 euro.

L’art. 1 comma 65 della L. 190/2014 prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva con aliquota al 5%, per i primi 5 anni dall’inizio dell’attività (STARTUP). Sono escluse dal limite di 85.000,00 euro per l’utilizzo del regime forfettario le somme percepite a titolo di indennità di maternità, non avendo natura di ricavo o compenso (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 30.5.2012 n. 17, § 6.1.1 lett.

Software Gestionali per Nutrizionisti Forfettari

E qui entra in gioco un vero alleato: un software come Forfè Manager, che ti aiuta a gestire contabilità, fatture, scadenze e limiti di fatturato senza perdersi tra mille fogli Excel. Perché sì, il forfettario è semplice… finché non ti ritrovi con la calcolatrice in mano alle 22 di sera.

Conclusioni

Aprire la partita IVA come psicologo, nutrizionista o fisioterapista non è solo un adempimento burocratico, ma un vero e proprio atto fondativo della propria attività professionale. La libera professione nel settore sanitario richiede una solida preparazione, non solo clinica ma anche fiscale, contabile e legale. Per questo motivo, essere affiancati da un team di esperti è la chiave per partire con il piede giusto.

Aprire la partita IVA non significa solo iniziare a fatturare, ma soprattutto costruire un percorso di crescita professionale. Il regime forfettario, con i suoi limiti di fatturato fino a 85.000 €, si adatta bene alle prime fasi della carriera. Tuttavia, quando l’attività cresce e si supera questa soglia, sarà necessario affrontare i cosiddetti scenari di uscita dal forfettario e passare al regime ordinario.

La scelta della partita IVA e del regime fiscale è una decisione che deve essere fatta con attenzione, possibilmente con il supporto di un commercialista esperto in professioni sanitarie. Ad esempio, nel regime ordinario è possibile dedurre spese come l’affitto dello studio, i corsi di aggiornamento, l’acquisto di attrezzature e persino parte delle spese di auto utilizzata per lavoro.

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