Dieta Chetogenica: Opinioni e Rischi a Trieste

La dieta chetogenica è tra le più discusse e seguite degli ultimi anni: promette dimagrimenti rapidi, “disintossicazioni” miracolose e una via facile per rimettere in ordine il metabolismo. Una formula semplice, immediata, che cattura l’attenzione e conquista soprattutto chi cerca scorciatoie veloci.

Ma dietro questa facciata così seducente si nasconde una realtà molto più complessa, fatta di rischi per la salute, difficoltà di mantenimento e false illusioni. Eppure, la chetogenica non nasce come dieta di moda. La sua origine risale agli anni ’20, quando fu sviluppata in ambito medico per trattare forme di epilessia resistenti ai farmaci, un utilizzo che ancora oggi conserva una validità clinica.

Solo in tempi più recenti questa terapia è stata “trasformata” in dieta dimagrante fai-da-te, alimentata dal marketing e dal passaparola social, fino a diventare una delle soluzioni più gettonate per chi desidera perdere peso in fretta.

Cos'è la Dieta Chetogenica?

La dieta chetogenica, detta in inglese Keto Diet, si basa sulla riduzione dei carboidrati al fine di portare l'organismo a produrre chetoni, ovvero le sostanze che si ottengono dalla scomposizione metabolica dei grassi nel fegato. Da un lato c'è una drastica riduzione dei carboidrati, come pane, pasta e cereali, e dall'altro un elevato consumo di proteine e grassi; l'obiettivo? Oggi, accanto alla classica chetogenica sta spopolando la versione vegana.

Intervista al Medico Nutrizionista Febo Quercia

Per capire meglio perché abbia così tanto successo e quali insidie possa nascondere, abbiamo intervistato Febo Quercia, medico nutrizionista, che invita alla prudenza: “La chetogenica non parla alla testa, ma alla pancia delle persone: offre velocità e controllo, ma sono illusioni a breve termine. A lungo andare lascia cicatrici sul metabolismo e sulla psiche”.

Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina

Perché la chetogenica ha tanto successo?

“Perché parla alla pancia delle persone, non alla testa. La chetogenica promette dimagrimenti rapidi e visibili, lascia intendere che basta evitare i carboidrati (i tanto odiati/amati pane e pasta) per purificarsi e rimettere in ordine il metabolismo. Viviamo in un’epoca in cui la promessa di dimagrire in fretta o di “disintossicarsi” conquista più della pazienza di costruire un vero stile di vita. La chetogenica ha il grande vantaggio di essere facile da raccontare: “Taglia i carboidrati e bruci grassi”, “mangi tutto quello che vuoi senza limiti”. Sono frasi che catturano subito. E sui social, dove vincono semplicità, immediatezza e assenza di senso critico, queste parole diventano virali e una terapia medica si trasforma in una infallibile dieta miracolosa. Ma dietro quella semplicità si nasconde una complessità che, se ignorata, può diventare dannosa”.

Quali sono i veri rischi?

“Sono molti e vanno compresi bene. Il primo è la sostenibilità. Un regime che taglia quasi tutti i carboidrati - quindi pane, pasta, frutta, legumi, una buona parte di verdure - non è compatibile con la vita sociale e culturale di un Paese come l’Italia. Si riesce a resistere qualche settimana, a volte qualche mese, poi la frustrazione prende il sopravvento. Il secondo rischio è l’effetto rebound: appena si torna a mangiare in modo normale, il peso risale, spesso più di prima. Non è un caso, succede perché il metabolismo si adatta al regime restrittivo e poi reagisce “accumulando”.

Poi ci sono i problemi clinici veri e propri. In chi ha una predisposizione, l’eccesso di proteine e grassi può mettere sotto pressione i reni, aumentare i livelli di colesterolo e trigliceridi, affaticare il fegato. Non sono rischi teorici: ho visto persone presentarsi con valori del sangue completamente sballati dopo pochi mesi di fai-da-te chetogenico. Inoltre, la carenza di fibre impoverisce il microbiota intestinale, con conseguenze su digestione, infiammazione e persino umore. E non dimentichiamo i sintomi quotidiani: cefalea, stanchezza cronica, sbalzi d’umore, costipazione, alito cattivo. Alcuni li tollerano, altri li vivono come un peso insopportabile”.

Funziona davvero?

“È vero che funziona, ma il punto è: a che prezzo e per quanto tempo? Se una persona ha bisogno di perdere qualche chilo, esistono strade più sicure e sostenibili. La chetogenica resta una terapia, utile in ambiti precisi, come l’epilessia o alcuni casi di diabete, e va gestita da professionisti. Trasformarla in dieta “fai-da-te” e alla moda è come prendere un farmaco potente senza ricetta: può fare bene a qualcuno, male a molti”.

Ha basi scientifiche?

“Hanno basi reali, questo va detto. La chetogenica nasce come terapia medica negli anni ’20 per trattare l’epilessia resistente ai farmaci, e ancora oggi in neurologia pediatrica è una risorsa preziosa. Il digiuno intermittente, invece, si ispira a studi che mostrano come l’organismo, nei periodi di digiuno, attivi meccanismi di risparmio energetico e di “autopulizia cellulare”. Non sono quindi invenzioni. Il problema nasce quando queste strategie vengono proposte come soluzioni universali per chiunque voglia dimagrire o stare meglio, ignorando differenze individuali e rischi”.

Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa

Perché è così popolare?

“Perché offre ciò che la gente vuole: velocità e controllo. La chetogenica promette risultati immediati… quei risultati che alla fine sono l’unica cosa che nell’immediato conta: perdere peso. Anche a discapito della salute. Ma sono illusioni a breve termine. A lungo andare lasciano cicatrici, sia sul metabolismo che sulla psiche. E la cosa più grave è che il marketing e i social li spacciano come stili di vita innocui, quando in realtà sono strategie che richiedono monitoraggio medico”.

È pericolosa?

“Non direi “pericolose” in assoluto. Direi “delicate”. Sono strumenti che in alcuni casi hanno un senso preciso e possono dare risultati importanti. Ma hanno bisogno di guida, monitoraggio e personalizzazione. Quando diventano addirittura fai-da-te, lì sì che diventano pericolose. La gente crede che leggere due post online equivalga a una prescrizione medica. Non è così. La non è semplice come bere più acqua o mangiare più frutta: sono regimi che modificano profondamente il metabolismo e che, se gestiti male, lasciano strascichi”.

Consigli per chi vuole provarla

“Sì: informatevi, ma non improvvisate. Se avete patologie, farmaci o anche solo dubbi, non fate da soli. La chetogenica può essere considerata salvavita ma nel caso di patologie accertate, non indispensabile per entrare nel vestito del matrimonio comprato l’anno precedente. La chetogenica non è per tutti. Chiunque si cimenti a perseguire questa strada senza controllo, ed è finito con più problemi e peso di prima, lo sa bene. L’alimentazione è cura, non moda. E la vera dieta vincente, quella che resiste alle mode e che ha più prove scientifiche di qualsiasi altra, resta la dieta mediterranea. Non promette miracoli, ma garantisce salute e sostenibilità. E questo, a lungo termine, è il vero segreto”.

Alternativa più sicura

“L’alternativa non è affascinante, non è virale, non promette miracoli: è il mangiare sano e consapevole. Non servirà per far perdere tre chili in una settimana, ma costruisce salute giorno dopo giorno, protegge il cuore, il cervello, l’intestino. Non c’è bisogno di regole rigide, ma di equilibrio. E soprattutto bisogna vivere il cibo come piacere e relazione, non come prigione”.

Diffidare delle scorciatoie

“Assolutamente. Le mode passano, ma i danni restano”.

Leggi anche: Benefici di una dieta sana

tags: #dieta #chetogenica #trieste #opinioni

Scroll to Top