La fava, scientificamente nota come Vicia faba, appartiene alla famiglia delle Leguminose o Fabacee. Si tratta di una pianta erbacea annuale che può raggiungere un'altezza di un metro e mezzo, caratterizzata da fiori bianchi o cremisi in rari esemplari. Il frutto è un baccello che, nelle varietà moderne, può arrivare a una lunghezza di 25 cm, rivestito internamente da uno strato spugnoso biancastro, che contiene dai 3 ai 10 semi schiacciati di grandi dimensioni, dai 2 ai 5 cm di lunghezza, il cui colore varia dal verde al rosso, al bruno a seconda delle diverse cultivar.
La varietà utilizzata per l’alimentazione umana è soprattutto la Vicia faba var. major, con baccelli e semi di grandi dimensioni. Vicia faba var. minor è utilizzata per il sovescio, ossia per arricchire di azoto il terreno, vista la presenza di batteri azotofissatori nei noduli radicali, carattere comune a tutte le leguminose, mentre Vicia faba var.
La fava è un legume davvero antico, con un sorprendente contenuto di sostanze dalle notevoli proprietà, a partire dalla L-DOPA. Più che un semplice legume, la fava è stata per secoli una delle risorse alimentari più importanti per intere popolazioni e per i poveri del Mondo.
Le fave sono protagoniste assolute nell’alimentazione vegetariana e vegana. Forniscono, infatti, importanti nutrienti come sali minerali, fibre, vitamine e proteine di buon valore biologico. Sono ancora troppo poco presenti sulle nostre tavole, nonostante le sue proprietà nutrizionali, la versatilità in cucina e il loro inconfondibile gusto.
Proprietà Nutrizionali delle Fave
La fava appartiene ai legumi ed è particolarmente ricca di proteine e fibre vegetali, oltre che povera di grassi. Come detto, è un ingrediente della cucina naturale ricchissimo di fibre, acqua (80%), vitamine e proteine.
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Con appena 51 kcal per 100g di prodotto fresco, le fave sono un alimento ideale per chi è a dieta. Sono legumi scarsamente calorici (51 kcal/100 g), quindi ottimi alleati per chi vuole dimagrire, ma ricchi di vitamine, sali minerali e fibra (5 g/100 g). Sono presenti, nello specifico, minerali come potassio (200 mg/100 g), fosforo (93 mg/100 g), ferro e calcio.
La presenza di vitamine del gruppo B, invece, facilita l’attività metabolica e la produzione di energia, mentre la vitamina A e la C svolgono un’importante azione antiossidante e di sostegno al sistema immunitario.
Benefici delle Fave
- Favoriscono la perdita di peso: grazie al contenuto bilanciato di proteine e fibre vegetali, le fave sono spesso inserite all’interno delle diete dimagranti.
- Fanno bene al cervello: le fave contengono anche L-Dopa, un precursore di alcune sostanze presenti nel cervello come la dopamina e l’epinefrina.
- Migliorano l’aspetto della pelle: grazie alla vitamina A.
- Abbassano il colesterolo e la glicemia: Grazie alle fibre, è minore l’assorbimento del colesterolo; ciò comporta un vantaggio per l’apparato cardiovascolare, evitando la formazione delle placche aterosclerotiche. La conseguenza più immediata è la riduzione del rischio di incorrere in infarti e ictus.
- Depurative e diuretiche: È soprattutto il potassio a contrastare la ritenzione idrica, favorendo la diuresi e sostenendo l’attività renale. Ciò comporta un effetto benefico per chi soffre di pressione alta e per chi combatte la cellulite, causata soprattutto dalla tendenza ad accumulare liquidi nei tessuti.
- Fonte di folati necessari in gravidanza: Inserire le fave nella dieta quotidiana delle donne in gravidanza aiuta a contrastare la carenza di acido folico. Sono legumi, infatti, ricchi di folati, una sostanza fondamentale per le gestanti che aiuta a prevenire alcune malformazioni fetali a carico della colonna vertebrale (come la spina bifida) e del cervello (alterazione del tubo neurale).
Grazie ai tanti nutrienti che contengono, le fave sono dei veri alleati dello stare bene. Sono quindi tanti i motivi per introdurre nella nostra alimentazione quotidiana le fave, soprattutto quelle di stagione, le migliori dal punto di vista vitaminico.
Ecco una tabella riassuntiva dei valori nutrizionali delle fave fresche (per 100g):
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Calorie | 51 kcal |
| Fibre | 5 g |
| Potassio | 200 mg |
| Fosforo | 93 mg |
Come Consumare le Fave
Le fave possono essere acquistate sia fresche (nei mesi primaverili) che secche (pressoché tutto l’anno). Una volta raccolti, i baccelli freschi vengono portati sui banchi dei mercati, dove potranno essere acquistati indicativamente tra aprile e maggio. Se sono fresche, si presentano racchiuse in baccelli di un bel colore verde e si raccolgono in primavera.
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Si possono mangiare con o senza la buccia, ma e se sono un po’ più grandi, è meglio toglierla insieme alla protuberanza che si trova a lato della fava, vicino al cosiddetto “occhio”. Sono gustose cotte al vapore o appena sbollentate, condite con un filo di olio extravergine e prezzemolo o basilico fresco, oppure cotte lentamente in padella con cipolla e lattuga tagliata a listarelle. Si possono anche frullare ottenendo una purea da associare alle verdure (la famosa ricetta di fave e cicoria tipica della cucina pugliese) oppure abbinandole ai cereali per un piatto proteico completo.
Una volta acquistate possono essere conservate in frigorifero qualche giorno, anche se dopo un po’ inizieranno a indurire. Le fave secche, invece, devono essere tenute in ammollo prima di essere cucinate.
Oltre che crude, le fave possono essere abbinate a formaggi, come pecorino, salumi (pancetta o prosciutto) e trasformarsi in antipasti succulenti. Cotte, possono arricchire minestroni e zuppe, magari abbinate ad altri legumi e ortaggi. Dalle nostre parti, infatti, l’abbinamento gastronomico per antonomasia è con il Pecorino, come vogliono le ricette sarde e laziali.
Controindicazioni
L’assunzione di Fave, però, deve essere ben ponderata. Alcune persone, infatti, soffrono di una patologia chiamata “Favismo”. Tale malattia si trasmette per via ereditaria tramite il cromosoma X, e consiste in un difetto congenito all’interno di un enzima solitamente contenuto nei globuli rossi.
Il consumo di fave è fortemente sconsigliato se si soffre di favismo o in caso di diarrea o disturbi intestinali, visto l’effetto lassativo di questi legumi. Ma cos’è il favismo? Si tratta di una condizione caratterizzate dalla carenza o la riduzione della funzione di un enzima (sostanze che sostengono le reazioni chimiche dell’organismo) chiamato glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).
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I responsabili del favismo sono, in particolare, due sostanze contenute solo nelle fave: la vicina e la convicina.
Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate.
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