Federazione delle Società Italiane di Nutrizione (FeSIN): Cos'è e Perché è Importante

La nutrizione è definita come "il complesso dei processi biologici che consentono o condizionano la crescita, lo sviluppo e l’integrità dell’organismo vivente (animale o vegetale) in relazione alle disponibilità di energia, nutrienti e altre sostanze d’interesse nutrizionale". L'alimentazione, invece, è "la scelta e il consumo consapevole da parte dell’individuo di alimenti e bevande nelle loro varie combinazioni". L’alimentazione naturale è “l’atto mediante il quale l’individuo apporta energia e nutrienti all’organismo attraverso la via naturale, ossia la bocca.

L’alimentazione riveste un ruolo importante per la qualità di vita ed è molto più che un’esigenza fisica. Il pasto rappresenta un momento fondamentale, imprescindibile e piacevole della vita familiare e sociale.

Il Ruolo della FeSIN nella Nutrizione e nell'Oncologia

Grazie alla crescente consapevolezza del problema malnutrizione nel paziente oncologico, per mano della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) in collaborazione con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e la Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE), è nata la “Carta dei Diritti del Malato Oncologico all’Appropriato e Tempestivo Supporto Nutrizionale” per consentire al paziente di essere informato, consapevole e proattivo.

In Italia sono circa 3,5 milioni i pazienti oncologici che vivono dopo una diagnosi di cancro. Di questi, un terzo è guarito e il 23% è in trattamento terapeutico: numeri che dimostrano l’efficacia delle terapie antitumorali innovative e sempre più personalizzate.

Malnutrizione nel Paziente Oncologico

I malati oncologici, in particolare quelli affetti da tumori dell’apparato gastrointestinale e del polmone, come anche la maggior parte di quelli in fase avanzata di malattia, hanno spesso difficoltà ad alimentarsi in maniera adeguata. La ridotta alimentazione, insieme alle alterazioni metaboliche che il tumore provoca nell’organismo, è responsabile della malnutrizione per difetto, caratterizzata da perdita di peso corporeo e di massa muscolare. Ciò riduce la tolleranza ai trattamenti, peggiora la qualità di vita e fa aumentare la mortalità.

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La perdita di peso rappresenta il primo e anche il più frequente segno dell’evoluzione del paziente verso un quadro di malnutrizione. Questo complesso di reazioni può causare una condizione di anoressia, con conseguente perdita di peso. Se non si adottano misure adeguate può subentrare anche la cachessia, la condizione più estrema della malnutrizione, di cui soffre fino all’80% dei pazienti con tumori in stadio avanzato.

Va detto che la malnutrizione non è una conseguenza ineluttabile del tumore e non è neppure un effetto collaterale inevitabile delle terapie antitumorali.

Purtroppo, la consapevolezza della prevalenza e delle conseguenze negative della malnutrizione nel malato oncologico è ancora molto scarsa tra gli operatori sanitari, ma anche tra i pazienti. È necessario che lo screening e la valutazione nutrizionali entrino a far parte della valutazione multidimensionale del malato oncologico, durante tutto il percorso terapeutico.

La “presa in carico nutrizionale del malato oncologico va effettuata al momento della diagnosi di malattia e proseguita successivamente, nel cosiddetto Percorso Parallelo metabolico-nutrizionale nel malato oncologico”, come prescritto anche dalle Linee d’Indirizzo sui Percorsi Nutrizionali nei Pazienti Oncologici, recentemente emanate dal Ministero della Salute e approvate in Conferenza Stato-Regioni.

L'Importanza della Valutazione Nutrizionale Personalizzata

La valutazione nutrizionale consiste in una procedura articolata e standardizzata che utilizza informazioni della storia clinica, dell’esame obiettivo, della composizione corporea, di laboratorio e funzionali. Evitare il fai-da-te, anche se in queste condizioni è spesso la prima scelta. Non esistono alimenti che possano o non possano essere consumati quando si è ricevuta una diagnosi di tumore. C’è chi evita gli zuccheri, chi la carne rossa e i formaggi a vantaggio degli alimenti di origine vegetale.

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La situazione è complessa ed è importante comprendere che non si deve fare da soli e soprattutto è bene intervenire sulla dieta fin quando possibile con un approccio personalizzato fin dall’inizio delle cure.

Consigli Nutrizionali Generali

Quando si impegna parte della propria attività clinica al cercare di educare il paziente ad una alimentazione corretta, spesso si sottostima o sovrastima l’effetto di alcuni specifici comportamenti. Per esempio, un consiglio costantemente fornito è quello di aumentare il consumo di vegetali, specie frutta e verdura.

Questo suggerimento si basa sulla constatazione epidemiologica che il consumo di frutta e verdura è usualmente associato ad un ridotto rischio cardiovascolare. Le diete ricche in frutta e verdura sono fondamentalmente quelle consigliate dalle linee guida per la prevenzione delle malattie cardiovascolari: la dieta Mediterranea e la dieta DASH.

In prima battuta, la prescrizione della dieta è un atto complesso che non può focalizzarsi su di un singolo item, in questo caso specifico il consumo di vegetali. Poi qualunque pattern dietetico salutistico ha un effetto sulla pressione arteriosa proporzionale al calo del peso corporeo ottenuto e riduzione dell’intake dietetico di sale.

Ergo, una dieta ricca in vegetali ma non controllata per carico calorico totale e intake di sodio non ha necessariamente un impatto significativo sui livelli di pressione arteriosa. Questo sembra particolarmente vero nel paziente sovrappeso/obeso, considerato nella metanalisi in oggetto, specie perché la frutta di per sé costituisce fonte calorica da quantificare e perché alcune verdure, quando cotte, aumentano il loro indice glicemico (es.: carote, zucca, zucchine).

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In ultima battuta, nella dieta possono esistere anche componenti bioattivi in grado di modulare positivamente i livelli di pressione arteriosa. Alcuni di questi sono concentrati in alcuni (ma non tutti!) i vegetali, come diversi flavonoidi e i nitrati (precursori del monossido d’azoto). Altri sono presenti prevalentemente in alimenti di origine animale, come numerosi peptidi bioattivi presenti nei prodotti caseari, e (meno) nel pesce e nel rosso d’uovo.

Quindi, nel counseling nutrizionale breve del paziente sovrappeso/obeso con pressione normale-alta/alta il suggerimento di aumentare il consumo di frutta e verdura deve essere integrato in un approccio più globale finalizzato al calo di peso e sartoriale per massimizzarne l’effetto. In particolare nel soggetto sovrappeso/obeso deve essere considerato il carico calorico associato alla frutta, mentre per la verdura la modalità di preparazione.

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