Il Percorso di Salute Psico-Fisica di Noemi con Federica Invernizzi

Dopo gli allenamenti tabata e il metodo Meta, Noemi, la talentuosa cantante, ha intrapreso un nuovo percorso di salute psico-fisica sotto la guida di Federica Invernizzi, professionista di Medicina Preventiva e Personalizzata - Nutrizione Clinica dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

La dottoressa l’ha accompagnata in un nuovo percorso di salute psico-fisica, scelto dalla cantante proprio per prepararsi alla gara e sentirsi forte e in salute.

Questo percorso globale è stato personalizzato proprio sulle sue caratteristiche individuali, spiega Invernizzi, che rivela: “Con Noemi ha svolto un lavoro basato sulla valutazione dapprima del suo stato di salute a 360 gradi e successivamente sulla personalizzazione di uno stile di vita adatto alle esigenze dell’artista che si stava preparando alla kermesse”.

Un Approccio Olistico alla Salute

Grande attenzione è stata data alla nutrizione, ovviamente, ma anche all’attività fisica e al contenimento delle dosi di stress che comporta la preparazione di un simile evento: il Festival di Sanremo, un vortice che non lascia tempo di respirare.

Il segreto del percorso? Un lavoro con un team ben coordinato per affrontare, insieme, ogni aspetto.

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Dopo i 15 chili persi cinque anni fa, e la sua apparizione nel 2022 sul palco dell’Ariston rinnovata, mancava evidentemente ancora qualcosa nella sua vita.

“Ci sono momenti di stallo nella vita di una persona, momenti in cui si ha bisogno di percorrere nuove strade - spiega la dottoressa - e si desidera, nonostante i miglioramenti raggiunti, fare ulteriori passi per arrivare a un benessere totale. Il concetto che noi veicoliamo non è solo nutrizionale”.

La Medicina Personalizzata di Federica Invernizzi

“Ogni singolo individuo, nella nostra visione, è protagonista della sua salute”, risponde Invernizzi.

Specifica il concetto così: “Non esiste in questa nostra visione un professionista che dia indicazioni al paziente attenendosi a linee guida generali, ma ogni paziente diventa soggetto attivo del percorso.

Le linee guida vengono costruite attorno a lui/lei come l’abito di un sarto sulla persona per cui crea. Si chiama infatti ‘medicina personalizzata’ ed è un percorso che si attiene a linee guida scientifiche ma personalizzato sull’identità specifica”.

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Come è stato cucito questo percorso su Noemi? E confessa che non è stato difficile lavorare con Noemi sullo stile di vita: “Aveva già fatto un percorso di cambiamento e aveva già lavorato su sé stessa.

L'Importanza dell'Attività Fisica e dell'Alimentazione

Quanto conta l’attività fisica? “Conta ma non è l’unico aspetto. Se vogliamo però parlare solo dell’aspetto riguardante l’attività fisica, Invernizzi ci dice che Noemi ha praticato in questi mesi Hiit, pesistica e corpo libero: “Unione fra esercizio aerobico ad alta intensità ed esercizio muscolare”.

E il regime alimentare? “Per l’obiettivo richiesto, a breve termine, ci siamo concentrati su una dieta sana mediterranea ma con una riduzione calorica per ottenere un equilibrio fra massa grassa e magra”.

I Segreti della Dieta di Noemi

Ma i segreti delle settimane precedenti ci sono eccome e la dottoressa ce li svela: “Abbiamo considerato l’apporto glicemico degli alimenti scegliendo un basso indice glicemico, niente farine bianche o prodotti industriali, cereali come quinoa e avena, zero zuccheri semplici e farine raffinate, carboidrati a basso indice di zuccheri.

Passiamo alla colazione: è vero che è il pasto più importante della giornata? Anche in questo caso Invernizzi sfata le certezze che pensiamo di avere e dice: “Ci sono cose che non valgono per tutti. Quello che conta è come distribuire l’apporto calorico nel corso della giornata. Potrebbe persino non essere necessario fare colazione abbondante, dipende dallo stile di vita della persona”.

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A cosa non rinuncerebbe mai Noemi? “Al dolce gratificante nei momenti di debolezza, di scarsità energia.

Ma lei, Federica Invernizzi, cosa ha pensato quando ieri sera ha visto cantare Noemi? “Che è stupenda e che spero vinca il Festival! Mi sono sentita fiera del rapporto di reciproca stima e fiducia che abbiamo instaurato”.

Poi aggiunge, come un piccolo vanto: “Torno a ribadire non solo l’importanza di un lavoro di squadra e di un approccio medico in questo settore da cui possono partire tutti gli apporti delle altre figure professionali per un coordinamento di equipe, ma anche la determinazione a crescere della persona che ci si affida.

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