Controne: Un Gioiello nel Parco Nazionale del Cilento tra Storia, Natura e il Pregiato Fagiolo

Controne è un piccolo comune della provincia di Salerno, situato tra i monti Alburni e il fiume Calore, all'interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Questo territorio, immerso in una natura rigogliosa, offre le condizioni ideali per la coltivazione del rinomato fagiolo di Controne.

Origini e Storia di Controne

Controne si trova a 210 metri sul livello del mare, alle falde dei Monti Alburni e immediatamente al di sopra del Fiume Calore. Ci sono diverse ipotesi sull’origine del nome: potrebbe derivare dal greco chondros, oppure dal nome di un personaggio longobardo Guntro. Il paese deve le sue origini ad un gruppo di "esuli pestani", rifugiatisi nel IX secolo d.C., dopo che l'allora Poseidonia, l'odierna Paestum, fu invasa da un gruppo di Sibariti. Le monete raffiguranti il dio Nettuno rinvenute sul sito archeologico e i resti ancora visibili di un tempio con pavimenti mosaicati nella località “Pezza”, testimoniano una presenza nel periodo ellenico.

In realtà, l'etimo tradizionale del toponimo può avere un'altra interpretazione. L'erudito spiega che Genestrosola significa Gens extra solem, con riferimento al fatto che il monte (gli Alburni), ostacolando la luce del mattino, rende l'aere meno sana.

Nel corso dei secoli, Controne ha subito diverse dominazioni. Successivamente vennero confiscati i beni dei Fasanella, tra cui anche Controne, Postiglione, Aquara, Castelluccia, Civita Alburno, Corneto, Pantoliano, Serre ed altri feudi esistenti in zona. Dal 1700 in poi Controne passa al Duca di Postiglione Marcantonio Garofalo: la sua presenza è attestata anche da uno stemma di famiglia inciso su pietra, raffigurante due leoni rampanti che reggono tra le zampe due garofani.

Il 20 gennaio 1760 Controne diventa Regia Terra. Veniva stabilito che dal 22 maggio del 1763 "il popolo era esentato nei confronti della badia nullius dal pagamento delle decime di grani, di lino, dal pagamento di un barile di vino per ogni persona che faceva vendemmia; la popolazione veniva esentata, inoltre, dal pagare la quarta parte del prezzo della casa in caso di vendita e dalla tassa per tutti coloro che usufruivano delle canne situate vicino al fiume Calore.

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La cittadinanza aderì nel 1799 alla Repubblica Napoletana: venne piantato in piazza l’albero della libertà con il berretto frigio e fu dato sostegno armato alla colonna del Generale giacobino Giuseppe Schipani, che, attraverso il territorio salernitano, puntava a raggiungere la Calabria per bloccare i sanfedisti del cardinale Fabrizio Ruffo. La caduta della Repubblica comportò per Controne la condanna dei suoi cittadini come ribelli della Corona e l'imposizione da parte dei sanfedisti castelcivitesi di quattromila ducati di risarcimento per le spese sofferte.

Il Fagiolo di Controne: Un'Eccellenza del Territorio

L’economia di Controne è legata fortemente all’agricoltura. Si producono Olio d’oliva e i rinomatissimi Fagioli di Controne grazie ai quali ogni anno si svolge un evento importantissimo per l’economia locale: la Sagra del Fagiolo di Controne. Senza le sorgenti di acqua che provengono direttamente dagli Alburni, senza la consistenza del terreno, senza il sole che riscalda la terra (il nome Controne significa letteralmente “di faccia al sole”), e senza il laborioso impegno dell’uomo, questo genuino frutto della terra non avrebbe le caratteristiche che lo rendono così pregiato e unico.

Caratteristiche del Fagiolo di Controne

Le caratteristiche più importanti, che fanno del Fagiolo di Controne un prodotto pregiato, sono di carattere fisico ed organolettico. Degustando il fagiolo bianco nelle pietanze tipiche - con le scarole, la pasta fresca fatta in casa o su una fresella - se ne apprezzano tutte le proprietà: non necessita di essere messo in ammollo, richiede tempi di cottura molto meno lunghi rispetto ad un comune fagiolo; mantiene la sua consistenza senza spaccarsi e presenta una buccia talmente sottile che pare quasi non averla.

La sua percezione mutò totalmente a seguito della scoperta dell’America, quando in Europa si diffusero delle specie “americane” che divennero protagoniste di molte vicende. Secondo alcune testimonianze, il fagiolo venne scelto addirittura come regalo di nozze. Siamo nel Cinquecento. Caterina de’ Medici sposò Enrico II di Francia e suo fratello Alessandro le regalò proprio alcuni sacchi di fagioli.

Il Fiume Calore e la Valle

La bella, pittoresca e ubertosa valle del Calore in provincia di Salerno, è circoscritta da due catene orografìche: dagli Alburni a nord-est e da una parte dell’Appennino Campano a sud-ovest. La valle a forma di conca ellissoidale si interrompe a nord-ovest, nel tratto Controne -Capaccio Vecchio per lo sbocco del fiume Calore nel fiume Sele.

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Sul contomo nord-est, alle falde degli Alburni, sono collocati i paesi di Controne, Castelcivita, Ottati, Sant’Angelo a Fasanella, Corleto e Sacco. L’interno della valle è occupato da colline su cui sono ubicati i paesi di Fogna, Bellosguardo, Aquara, Altavilla. Il fiume Calore si aprì la via tra quei monti frantumati.

Alle falde di questi versanti i bacini idrici affiorano dando luogo a sorgenti di modesta portata; abbiamo così alcune sorgenti quali: sorgente Malori, che affiora al contatto tra i detriti di falda e le formazioni argillose; ancora la fontana Santa a contatto tra i calcari e le formazioni argillose.

Stemma Comunale

Lo stemma del comune di Controne reca al centro dello scudo un'aquila bicipite, di colore grigio, con le ali spiegate. Secondo alcuni autori una testa rappresenta l'Occidente e l'altra l'Oriente, in particolare le due metà dell'Impero bizantino, una in Europa e una in Asia. Controne è uno dei quattro Comuni Italiani ad adottare un’aquila bicipite nel proprio stemma.

Al di sotto dello scudo si intrecciano due ramoscelli, uno di ulivo ed uno di quercia richiamanti lo stemma della Repubblica Italiana ed aventi, come esso, questo significato: Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale. Il ramo di quercia che chiude a destra l'emblema, incarna la forza e la dignità del popolo italiano.

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