Felitto e il Fiume Calore: Un Tesoro Naturalistico e Storico

Felitto, situato nel cuore dell’alta Valle del fiume Calore, è un borgo maestoso e signorile di circa 1300 abitanti. Questo incantevole paese è custodito e avvolto da un ricchissimo patrimonio naturale e paesaggistico, ed è caratterizzato da numerose testimonianze storiche, urbanistiche ed architettoniche.

Origini e Storia di Felitto

Le origini di Felitto risalgono agli albori della civiltà italica ad opera di popoli che si insediarono lungo le rive del fiume Calore, attratti dalla fertilità del terreno e dalla mitezza del clima. Il centro abitato, costruito su uno sperone roccioso, era ben protetto da eventuali invasori: a sud ovest da un’alta ed inaccessibile rupe, ad est e a nord da una poderosa cinta muraria fortificata con tredici torri e quattro porte, di cui ancora restano valide testimonianze.

Le Gole del Calore: Un Paradiso Naturalistico

Felitto custodisce gelosamente uno dei paesaggi più incantevoli che si possono ammirare in Campania: si tratta dell’area protetta delle “Gole del Calore”. Incastonate in una profonda vallata a picco sul fiume, le Gole del Calore costituiscono un paesaggio ancora integro nella sua selvaggia bellezza. In questi 120 ettari di terreno protetto, dal ponte medievale situato a valle di Felitto fino ai confini con il territorio di Magliano, regna un silenzio irreale ove emergono sensazioni ormai dimenticate.

Le gole strette e profonde formate lungo il corso del fiume Calore, da Felitto a Magliano Vetere, sono oggi un’area protetta, classificata dall’Unione Europea come sito di interesse comunitario (SIC). Di enorme interesse naturalistico per l'elevata biodiversità di fauna e flora le gole sono famose in particolare per la presenza della lontra, della trota fario e di alcune rare specie di felci.

Flora e Fauna delle Gole del Calore

L’orientamento delle gole SE - NW, la loro strettezza e profondità, la verticalità o quasi delle pareti, hanno creato particolarissimi ambienti caratterizzati da una specializzazione climatica legata alla ridotta durata dell’insolazione, al mantenimento di temperature minime, ad una sempre elevata umidità. Da qui la presenza di specie vegetali, cactus, carrubo ma soprattutto una notevolissima varietà di felci ed equiseti che costituiscono delle associazioni pressoché uniche.

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Un censimento, promosso dal Ministero dell’ambiente e dalla Comunità Europea e condotto da ricercatori del WWF dall’agosto del 1988 al luglio 1989 ha identificato, nelle Gole del Calore, 372 specie diverse di felci di cui 73 e 3 rarissime. Diffusi sono anche la valeriana, il frassino, l’orniello, il viburno, l’alloro, il mirto, il lentisco, il corbezzolo, la ginestra, l’alaterno, l’erica, l’acero, il maggiociondolo, l’edera, il salice, l’ontano, i carpini.

L’altezza e la ripidità delle pareti rocciose, costituiscono un ambiente ottimale per diversi rapaci quali il falco pellegrino, la poiana, l’astore, il gheppio. Non sono rari il picchio verde, la ghiandaia, il merlo acquaiolo, il martin pescatore, il passero solitario. L’abitante però più esclusivo delle Gole del Calore è la lontra che trova in esse l’habitat naturale più congeniale. Questo simpatico mustelide ha trovato una calorosa ospitalità negli ambienti fluviali del Parco, e, in particolar modo nel fiume Calore.

Lungo il cammino si incontrano boschi di ornello, viburno, alloro, ontano, maggiociondolo, acero, roverella intervallati alla macchia mediterranea composta da mirto, lentisco, corbezzolo, ginestra, erica, valeriana, aglio orsino. In queste forre non è raro avvistare l’astore, la poiana, il gheppio, la ghiandaia, il martin pescatore, il passero solitario.

Le Marmitte dei Giganti

Degne di nota sono le marmitte dei giganti, particolari conformazioni assunte dalle pareti calcaree, generate, nel corso dei secoli, dall’azione erosiva prodotta dal tormentoso scorrere delle acque del fiume. A partire dal ponte di Felitto, su entrambe le sponde del fiume, sono numerose le cosiddette marmitte dei giganti. Il nome è senza dubbio appropriato se si pensa che alcune di esse hanno la circonferenza di alcuni metri e una capacità di parecchi litri.

In questo tratto di Calore sprofonda in una forra molto stretta, scavata in una roccia calcarea dura e compatta ed il letto è ingombro di ciottoli e massi di grandi dimensioni, anche di qualche decina di metri cubi: tali condizioni, unite al profilo accentuato del letto fluviale, generano movimenti vorticosi, coinvolgendo anche sabbia, ghiaia, ciottoli che con la loro azione abrasiva scavano la roccia e con un lavorio che si protrae per moltissimo tempo, formano delle grandi scodelle, le marmitte dei giganti veri e propri vortici pietrificati.

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Il Ponte di Pretatetta

Da non perdere poi il Ponte di Pretatetta: un collegamento naturale tra le sponde del fiume costituito da due enormi massi che franando dalle opposte pareti della vallata e incastrandosi tra di loro hanno generato un ponte naturale.

Il Ponte Medievale

Immediatamente a valle del ponte più grande della S.S. 488, proprio alla fine della Gola di Felitto, ormai fotografato migliaia di volte, questo ponticello, sicuramente di costruzione medioevale, snello, essenziale, pur essendo stato tracimato diverse volte dalle piene del Calore, conserva intatta la sua solidità, ovviamente riferita all’epoca in cui fu costruito ed ai carichi che si prevedeva dovesse sopportare.

Attività e Visite

Nel tratto tra i paesi di Felitto e Magliano Nuovo il fiume Calore raggiunge l'apice della sua spettacolarità formando le Gole del fiume Calore. Qui il fiume va ad infiltrarsi tra pareti rocciose, acclivi che ricadono direttamente nel letto fluviale. Le Gole del fiume Calore rappresentano una delle meraviglie naturali più belle dell'Italia meridionale.

Qui è possibile fare diverse attività all’aria aperta, come il torrentismo, la canoa, il kajak e il trekking. Inoltre, nei mesi di luglio e agosto si possono praticare anche escursioni in pedalò, il modo perfetto per ammirare la bellezza del paesaggio circostante.

Un sentiero costeggia il fiume Calore e le sue gole partendo da Località Remolino, dove si trova un’area ristoro e un’area attrezzata con possibilità di noleggiare canoe e pedalò. Seguendo il corso del fiume dal lato di Felitto, s’incontrano due mulini ad acqua completi ancora del condotto adduttore dell’acqua ed è possibile scendere nel greto del fiume per osservare da vicino le “marmitte dei giganti”.

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Dove il fiume diventa più profondo e le acque più quiete, è possibile intravedere il guizzo argenteo delle trote e poi si attraversano boschetti di carpine, di lauro, qua e là qualche residuo di selciato e ciò che rimane di qualche vecchia mulattiera, e poi ancora boschi di salice e infine lo slargo di Remolino, lo splendido laghetto artificiale che s’incunea tra le altissime pareti di roccia rossa su cui si conficcano le macchie verde scuro dei lecci e delle farne, lo spumeggiare della cascata artificiale in cui si intravedono le luci dell’arcobaleno.

A Remolino sono intatte la “diga”, le saracinesche, la vasca di carico e da qui iniziava il canale di alimentazione che, passando a monte del fiume dalla parte della montagna percorreva la Gola del Calore per tutta la sua lunghezza e andava ad alimentare la vecchia centrale idroelettrica, circa cento metri più a valle del ponticello medioevale: il canale è ormai a secco e franato in più punti ma costituisce, percorrendolo un buon sentiero per attraversare la gola costeggiando il fiume dalla parte della montagna.

Oltre alle attività sportive, le Gole del fiume Calore offrono anche la possibilità di scoprire alcune importanti emergenze storiche e naturalistiche. L'Oasi delle Gole del Calore, situata vicino al borgo di Felitto, è una meta imperdibile per gli amanti della natura e delle attività all'aria aperta. È consigliabile munirsi di attrezzatura adeguata e portare acqua. La prima parte del percorso è relativamente semplice e conduce a un ponte che attraversa le gole. Dopo la camminata, è possibile immergersi nelle acque fresche del fiume Calore per un ristoro meritato. L'area offre diverse zone pianeggianti ideali per il relax e il bagno, complete di tavoli, bagni e giochi per bambini.

Durante il mese di agosto, l'Oasi delle Gole del Calore attrae molti visitatori, rendendola particolarmente affollata. Per godere al meglio dell'esperienza, si consiglia una visita infrasettimanale nei mesi di giugno o luglio. L'Oasi offre diversi sentieri escursionistici per tutti i livelli di esperienza. Il Sentiero delle Gole del Calore, il più lungo e impegnativo, si estende per circa 8,8 chilometri lungo il fiume, offrendo scorci mozzafiato delle gole.

Risalendo il corso del fiume dallo slargo di Remolino e fino sotto Magliano s’incontrano:

  • Il ponte di Pretatetta: è un ponte naturale costituito da due enormi blocchi di calcare franati dalle pendici ripidissime della valle, che in questo tratto è uno strettissimo budello, accavallatisi e incastratisi.
  • Ponte medioevale di Magliano.

Informazioni Utili per le Visite

Il centro visite è situato presso il Comune. In località Remolino, si trovano l’area attrezzata per la sosta ed il sentiero natura.

Orari del museo: il museo è visitabile su prenotazione il giovedì, il sabato e la domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00. Il museo nasce con l’intento di raccogliere, custodire e tramandare la memoria degli oggetti caratteristici della quotidianità della civiltà rurale. Nelle varie stanze è stato ricostruito l’aspetto degli ambienti domestici, dalla cucina alla stanza da letto, servendosi di oggetti ed arredi originali, recuperati dalle abitazioni del centro storico e del territorio.

Visite: Aperta tutto l’anno, visite la domenica alle ore 10.00 e alle 14.00 (ora legale 15.00). Gruppi e scolaresche tutti i giorni, su prenotazione.

Come si svolge la visita: La visita inizia partendo dal municipio, nel centro del paese, e prosegue scendendo lungo un sentiero panoramico che costeggia il fiume. Lungo il percorso si incontreranno il vecchio mulino ad acqua ed il ponte della tortora fino a giungere in località Remolino dove sarà possibile stazionare presso l’area attrezzata oppure proseguire fino al ponte di Pietratetta per poi tornare indietro.

Per le scuole: Gli ambienti sono particolarmente adatti alle scuole di ogni ordine e grado e con percorsi privi di grosse difficoltà. E’ anche possibile tenere lezioni all’aperto.

Per gli studiosi: Dal punto di vista geologico, faunistico e floristico l’area si presenta molto interessante. In particolare è possibile lo studio della lontra, dell’astore e delle innumerevoli felci.

Lunghezza: circa 8 Km (andata e ritorno)

Tempo di percorrenza: 4 -5 ore

Periodo consigliato: Primavera - Autunno

Difficoltà: Media

Equipaggiamento: Scarpe da trekking, borraccia, maglioncino, binocolo, macchina fotografica.

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