Fiume Calore: Un Viaggio tra Bellezza Irpina, Tradizioni e Sfide Ambientali

La massiccia presenza di fiumi è uno dei tratti maggiormente caratteristici della meravigliosa Irpinia, terra di aria salubre e di paesaggi mozzafiato, di bellezza naturale e di flora, tutte risorse che da millenni assicurano materie prime, biodiversità e spazi vitali. La ricchezza idrografica costituisce dunque una componente rilevante dell’identità irpina.

I Fiumi Irpini: Un Patrimonio Idrografico

Entrando nel merito dei fiumi irpini, i 4 più significativi sono: il Sabato e il Calore che scorrono ad ovest, l’Ofanto che giace nella zona orientale, segnando il confine con la Basilicata e il Sele, presso il margine sud-orientale.

E sapevi che la storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio attraversa ben tre di questi fiumi? Infatti, il treno storico - un viaggio nel verde da 118 km che anche Info Irpinia ha contribuito a ripristinare per fini turistici - oltre a toccare ben tre regioni (Campania, Puglia e Basilicata) sormonta e costeggia il Sabato, il Calore e l’Ofanto, dando modo a chi viaggia di sentirsi totalmente immerso in un contesto fluviale.

Il Fiume Calore: Un'Analisi Dettagliata

Il Sabato raggiunge, nei pressi di Benevento, il Calore (anche detto “Calore Irpino” o “Beneventano”). Lungo 115 km, esso sviluppa il proprio corso parallelamente a quello dello stesso Sabato, ricevendo le acque dell’Ufita, per poi gettarsi nel Volturno e alimentare condutture di uso civile e industriale, oltre ad avere importanti finalità idropotabili e agricole.

Il Calore investe per i suoi primi 50 km la nostra provincia: nello specifico, ad occidente è rivolto verso l’hinterland del capoluogo e il Napoletano, mentre verso oriente guarda all’Alta Irpinia. Scorrendo entro sponde perlopiù naturali, il fiume nasce dalle sorgenti situate nel territorio di Montella, nel cuore del Parco dei Monti Picentini, fluendo da Nusco a Luogosano senza attraversare centri abitati, fatta eccezione per Ponteromito, piccolo centro irpino in cui peraltro per i ragazzi del posto, fino a qualche anno fa, resisteva la tradizione di fare il bagno e di andare a pesca.

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Le realtà interessate dal bacino in questione si ergono a territori da conoscere e visitare, in quanto sono caratterizzati dalla presenza non solo di eccellenze paesaggistiche (dalle montagne dei Picentini alle colline del Taurasi), ma anche di aree dedicate alla viticoltura di qualità (Fiano DOCG e Taurasi DOCG), oltre che di siti di interesse archeologico (area dell’Eclanese).

Tradizioni e Usanze Legate al Fiume Calore

Anche in Irpinia, in un’epoca non troppo lontana - quella della pre-industrializzazione - i fiumi svolgevano significativi ruoli di socialità ed erano in grado di stabilire rapporti profondi con gli abitanti delle varie comunità, oltre che con una più ampia gamma di fruitori.

“In effetti - ha ammesso - anche in Irpinia, come in tanti altri luoghi, i corsi d’acqua ricordano il rapporto con la vita e il fluire del tempo. Oggi non si vive più il fiume come lo si faceva fino agli anni Settanta, quando addirittura esso poteva ergersi a luogo di divertimento per i giovani”.

Siamo a Montella, cuore dell’Irpinia, alle sorgenti del fiume Calore. Nel folto di una vegetazione fitta si dipana il corso d’acqua tra anse e piccole spiaggette da cui è comodo fare il bagno.

Oasi e Bellezze Naturali Lungo il Calore

Un esempio è l’oasi Wwf Valle della Caccia nel comune di Senerchia, al confine con la provincia di Salerno, lato Contursi: con soli 5 euro si accede a una vera meraviglia di 450 ettari distribuiti su alture e boschi. Il protagonista è l’Acquabianca, un torrente che disegna rivoli da sogno sul comodo sentiero - di circa venti minuti - che si conclude in una cascata.

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L'Oasi delle Gole del Calore, situata vicino al borgo di Felitto, è una meta imperdibile per gli amanti della natura e delle attività all'aria aperta. Il percorso di trekking verso le Gole del Calore è un'esperienza unica che offre panorami suggestivi. È consigliabile munirsi di attrezzatura adeguata e portare acqua.

Sfide Ambientali e Inquinamento

Bagnanti nel Calore, nonostante l’assoluto divieto di balneazione nel fiume. Raramente, qualcuno ha avuto il coraggio di tuffarsi in quelle acque. L’auspicio, ora, è che questa giornata di spensieratezza non generi problemi per la salute dei ragazzi a causa degli scarichi diretti urbani non depurati e la presenza di batteri e sostanze inquinanti nel corso d’acqua”. A far riflettere è infine un altro aspetto segnalato nel testo della lettera: sotto il ponte Vanvitelli c’è anche chi ha scelto di accamparsi temporaneamente, scegliendo l’argine come casa.

Una delle fonti del Calore Irpino si trova su un versante del Monte Accellica, dalla parte di Montella, in provincia di Avellino. Un luogo naturalistico straordinario, incontaminato, che racconta migliaia di anni di eventi, e dove per fortuna le acque del fiume sono cristalline, tanto da poterle bere, come lo era un tempo per buona parte del percorso del fiume. Che oggi, in altre zone, come nel Medio Calore, vive una condizione spesso mortificante.

Parte della politica ritiene che determinate attività possano essere ben regolamentate: ma se si tolgono le pietre purtroppo resta la melma, se non si regola meglio l’agricoltura, se non si controllano le attività e non funzionano i depuratori resta il liquame. E i contratti di fiume un miraggio.

L’accoglienza qui si concretizza spesso in un dono, e oggi non è mancato: del vino rosso di Montemarano per accompagnare il ritorno in una terra dove purtroppo le acque delle sorgenti giungono alterate, tanto da non poterle bere e non poter fare neanche un bagno.

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