Francesca Siepi: Nutrizione, Salute e Benessere

Incontro con Francesca D'Emilio, Medico chirurgo e Nutrizionista, libera professionista, per esplorare il mondo della nutrizione, il suo significato e la sua importanza nella vita delle persone.

Nutrizione: una funzione biologica e culturale

Francesca spiega che la nutrizione è una funzione biologica involontaria che si distingue dall'alimentazione, un atto volontario. La nutrizione riguarda le sostanze vitali e i principi nutritivi contenuti negli alimenti, che compiono il loro lavoro attraverso il metabolismo.

Con il termine ‘mangiare’ infatti noi indichiamo assunzioni non solo di cibo come pezzi solidi ma noi mangiamo anche la tradizione, anche le regole: per esempio mangiamo con la forchetta.

Il cibo come simbolo

Il cibo non è solo nutrimento, ma anche un simbolo. Feuerbach diceva: “siamo ciò che mangiamo”. Il rifiuto del cibo può essere una forma di protesta o una manifestazione di disagio interiore. Oltre al valore nutrizionale e alla funzione biologica, il cibo rappresenta usanze, tradizione, affetto, solidarietà, ma anche frustrazione, fallimento, rabbia e sofferenza.

Prevenzione, diagnosi precoce e cura

Francesca sottolinea l'importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della buona cura. La medicina preventiva, supportata dalla scienza dell'alimentazione e della nutrizione, aiuta a prevenire le patologie e ad agire sui fattori di rischio, attivando i fattori di protezione. "UOMO AVVISATO MEZZO SALVATO".

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Il legame tra uomo, ambiente e cibo

L’uomo fa parte del sistema: sistema uomo-ambiente. Non viviamo soli e “nessun uomo è un’isola”. Riscopriamo il nostro istinto e le nostre tradizioni. Anche la nostra genetica, per esempio, ci dice molto sull'imprinting e su quello che mi può far bene e mi può far male, quello che può essere dannoso o può essere invece operoso per me.

La conoscenza di noi stessi deve essere abbinata, secondo me, alla conoscenza del territorio e di quello che ci offre la natura in base alle stagioni.

L'importanza dell'esperienza e della consapevolezza

Oltre alla visita ambulatoriale, è importante fare esperienza diretta, visitando aziende agricole e giardini officinali per scoprire gli aromi e le proprietà degli alimenti. Questo aiuta a motivare il cambiamento e a creare un rapporto di fiducia.

Per esempio ridurre il sale - nella dieta iposodica - può essere visto come un sacrificio ma se io so che il semino di sesamo comunque dà gusto ugualmente al mio cibo, che la fogliolina di basilico in questa stagione mi dà un profumo in più e al tempo stesso capisco che c'è un atto d'amore che faccio nei miei confronti perché metto meno sale in quanto scelgo di volermi bene, in questo modo attribuisco a quella scelta una motivazione più forte, una consapevolezza maggiore.

Andare anche alla fattoria didattica, scoprire il miele, la cera, sono tutte esperienze che vengono inserite nella dieta e quindi poi nel nuovo menù settimanale, nella nuova ricetta, nel nuovo abbinamento.

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Tradizione contro industria alimentare

Si recuperano anche le tradizioni che purtroppo abbiamo perduto. Sono in realtà le tradizioni e la storia alimentare nostra, dei nostri nonni, della nostra famiglia. Mi ricordo il chiodo di garofano nel sugo di mia nonna. C’era questa usanza, questa conoscenza, questa saggezza popolare per cui si usavano alimenti naturali in cucina che non rappresentavano fondamentalmente delle miscele di grassi, di sale e di zuccheri come accade oggi.

I ricchi producono il cibo per i poveri e che i poveri producono il cibo per i ricchi. È accaduto proprio questo: che le classi più deboli, anche culturalmente più sofferenti, mangiano cibo industrializzato che poi è un cibo svuotato di nutrienti. È un cibo prodotto da chi fa esclusivamente profitto (dai ricchi) e riempito invece di questi surplus di cui dicevo prima che c’intossicano in realtà.

Obesità da malnutrizione

Anche questa epidemia di obesità non è più un obesità da iper-alimentazione ma un'obesità invece da malnutrizione. Cioè noi ci riempiamo di cibi fortemente calorici ma fortemente anche impoveriti di quello che invece ci nutre e nutre una flora batterica sana e quindi tutto il proprio stato di salute.

Invece i ricchi, giustamente, si nutrono di queste eccellenze prodotte da chi fa ancora sacrifici e quindi da chi tratta il cibo come un dono, come frutto del sacrificio e come qualcosa di non scontato, ancora di raro, di stagionale, offerto dalla terra. Non è più un cibo impoverito ma un cibo integro di tutte quelle fibre, quelle vitamine e minerali che in realtà ne caratterizzano proprio il valore nutrizionale e quindi è quello che solo madre natura sa fare in questa sua sinergica perfezione.

Quando la farina fu raffinata, iniziarono ad esserci i dolci soffici e mangiare dolce soffice era indicativo di appartenenza alla borghesia, cioè significava “io non sono quello che va a zappare la terra ma appartengo ad una classe più alta”, e torniamo al simbolismo di cui si accennava in precedenza.

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I valori irrinunciabili della professione

I valori irrinunciabili che sono alla base della professione di Francesca sono l'onestà intellettuale e professionale, che si riflette nel giuramento di Ippocrate, e l'attenzione alle mode. È importante diffidare di chi si improvvisa un mestiere e di chi dà consigli senza una valutazione scientifica e personalizzata.

Attenzione anche allo stesso ‘dottor Google’! Perché tutti ci improvvisiamo medici di noi stessi. Bisogna ascoltare il nostro istinto, però attenzione a questo tipo di approccio un po’ poco scientifico che quindi ci può soltanto fuorviare.

Ascolto, osservazione e piacere dell'incontro

Un consiglio per un giovane che vuole fare questa bellissima professione è quello di avere sempre un atteggiamento da discente, quindi umile, sempre in ascolto anche nei confronti dei pazienti che ci raccontano cose che siamo tentati di pensare che non siano vere.

È sempre un ascolto, un’attenzione, un’osservazione, un piacere di incontrare l’altro. Questo è alla base di tutto, prima ancora di voler fare qualcosa di bene dal punto di vista professionale, è il piacere dell’incontro con gli altri e del nutrimento che ci diamo insieme.

Nel cibo c’è tutto ciò. Nel cibo in realtà incontriamo l’altro, il suo mondo, la sua storia, anche le sue...

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