Frequentemente la cronaca segnala casi di bambini ricoverati in ospedale, in condizioni anche gravi, per aver seguito regimi alimentari scorretti o diete estreme, in luogo di quella onnivora caratteristica della nostra cultura. Le dimensioni del problema e le relative implicazioni etiche ci impongono di guardare con attenzione a questo fenomeno per comprenderlo e, possibilmente, governarlo.
Premessa sulle Diete Vegetariane e Vegane
Tra le numerose varietà di diete alternative concentreremo la nostra attenzione sulle diete vegetariane, in particolare sulla dieta vegana, più frequentemente accusata di provocare gravi disturbi nutrizionali. Dal punto di vista terminologico distinguiamo (Tabella 1) la dieta vegana, che prevede esclusivamente l’assunzione di alimenti di origine vegetale, dalla dieta latto-ovo-vegetariana (LOV), che prevede il consumo di cibi vegetali e di cibi animali indiretti (uova, latte vaccino e derivati, miele).
Dati Demografici e Motivazioni
Secondo i dati Eurispes 2017, se la popolazione che segue una dieta vegetariana è stabile (circa il 7,6%), è in forte aumento il numero di coloro, circa il 3%, che praticano una dieta vegana (nel 2016 erano 1%), mentre diminuisce al 4,6% il numero dei vegetariani LOV (nel 2016 erano il 7,1%). Nelle famiglie italiane le scelte alimentari vegetariane o vegane dipendono nel 47,6% dalla convinzione che le proteine vegetali siano più salutari di quelle animali, mentre nel 31,7% il profondo rispetto negli animali è la molla che innesca il cambiamento. Nei casi restanti si fa appello a ragioni religiose, filosofiche, economiche o ambientali.
Rischi Nutrizionali della Dieta Vegana nei Bambini
La minore varietà di alimenti che caratterizza la dieta vegana rende più complesso l’approvvigionamento dei nutrienti necessari al bambino, e con maggiore facilità si possono manifestare carenze nutrizionali sub-cliniche o palesi, clinicamente significative soprattutto nei bambini della prima infanzia, quando l’organismo è in crescita e sono ancora rilevanti i processi di sviluppo degli organi.
Opinioni Contraddittorie tra Società Scientifiche
Nonostante ciò, si trovano in letteratura giudizi contrastanti sulla dieta vegana in età pediatrica e sono stati diffusi sia messaggi che ne esaltano l’adeguatezza nutrizionale, appropriata in ogni fase della vita, in gravidanza, nel lattante e nel bambino (ADA), sia opinioni che invitano a non utilizzarla nella prima infanzia (European Society for Paediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition - ESPGHAN). Questa disparità di vedute tra prestigiose società scientifiche può essere spiegata, forse, dalla maggiore importanza che i pediatri dell’ESPGHAN - a differenza dei dietologi dell’ADA - danno alla prima infanzia, un’età in cui ogni bambino non solo ha bisogno di crescere, ma anche di completare la maturazione dei vari organi.
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Ruolo Strategico della Nutrizione
Non bisogna sottovalutare, in questo periodo della vita, il ruolo strategico della nutrizione quale stimolo epigenetico per la programmazione della salute futura del bambino, tale da condizionarne la resilienza o la suscettibilità ad ammalarsi da adulto. Nel recente Position Paper dell’ESPGHAN sull’alimentazione complementare si afferma che i genitori devono essere consapevoli di quanto gravi siano le conseguenze di una dieta vegana per il proprio figlio (scarsa crescita, rachitismo, deficit cognitivi irreversibili, atrofia cerebrale fino alla morte), nel caso non si somministrino adeguati supplementi di vitamina B12 e non si arricchisca la dieta con vitamina D, ferro, zinco, folati, LC-PUFA Omega 3, proteine e calcio.
È per tale motivo che riteniamo la dieta vegana non adatta a un bambino, non è opportuno affidarsi a scelte dietetiche sbilanciate, così distanti dalla nostra cultura, che necessitano di supplementazioni e dove ogni errore può influire in modo profondo sul futuro del bambino. Se i genitori però scelgono la dieta vegana per il proprio figlio, è necessario non lasciarli soli dopo questa difficile decisione e aiutarli a non commettere errori nutrizionali pregiudizievoli. Tale disponibilità va manifestata in modo convinto, allo stesso modo con cui aiutiamo una famiglia onnivora a svezzare il proprio bambino, o a programmare una dieta a un bambino di genitori aderenti a gruppi religiosi (hindu, ebrei, musulmani, ecc.) che prevedono restrizioni alimentari ai propri fedeli.
Un atteggiamento diverso potrebbe comportare la fine dell’alleanza medico-paziente, la perdita di fiducia nel pediatra e la decisione di impostare una dieta fai-da-te seguendo consigli presi dalla rete o da qualche conoscente con scarse competenze e compromettere così la crescita e lo sviluppo del bambino. Ogni pediatra deve avere nel proprio bagaglio culturale le conoscenze utili a pianificare una dieta vegana bilanciata dal punto di vista nutrizionale.
Alimenti Chiave nella Dieta Vegana
La conoscenza dei gruppi di alimenti più comuni della dieta vegana ci aiuta a pianificare un’alimentazione bilanciata e ad assistere i genitori che scelgono per i propri figli tale tipo di dieta.
- Cereali: Riso, frumento, mais, farro, miglio, orzo, avena, segale, quinoa, grano saraceno e amaranto.
- Legumi e alimenti proteici: Fagioli, lenticchie, piselli, ceci, semi di soia, latte di soia, yogurt, tofu e tempeh.
- Frutta e verdura: Essenziali per minerali, vitamine, fibre e fitocomposti.
- Frutta secca e semi oleaginosi: Noci, mandorle, nocciole, semi di zucca, lino, canapa, girasole, sesamo, ecc.
- Grassi: Olio di oliva e olio di lino.
Carenze Nutrizionali e Come Prevenirle
Densità Calorica
I bambini vegani assumono minori calorie rispetto ai coetanei onnivori, per la minore densità calorica degli alimenti utilizzati. Per questo è opportuno aggiungere alle pappe un cucchiaino di frutta secca grattugiata (es: mandorle, noci, nocciole, ecc.). Se la crescita di coloro che seguono una dieta LOV è paragonabile a quella dei bambini onnivori, quella dei bambini vegani è più lenta. Bisogna tener conto, tuttavia, che non c’è molto in letteratura sugli effetti della dieta vegana sulla crescita.
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Studio Finlandese
Uno studio dettagliato condotto dall’Università di Helsinki ha quantificato la presenza di molti nutrienti essenziali nel sangue e nelle urine di bambini vegani, vegetariani e onnivori. I risultati hanno mostrato che i bambini vegani, nonostante l'integrazione di vitamina D e B12, avevano valori sotto soglia di vitamina D, vitamina A, DHA e di diversi aminoacidi essenziali.
Gli autori invitano la comunità scientifica a studiare meglio queste situazioni, per fornire indicazioni dettagliate e proteggere la salute dei bambini, poiché gli squilibri sono più ampi e in parte diversi da quelli già descritti negli adulti vegani, e chiamano in causa alcuni dei processi fondamentali dello sviluppo e della crescita.
Raccomandazioni e Strategie Nutrizionali
Alcune Società Scientifiche consigliano ai soggetti che seguono diete vegetariane l'adozione di alcune strategie per aumentare la biodisponibilità di questi micronutrienti quali la lievitazione acida del pane e la germinazione, la macinazione e l'ammollo dei cereali e dei legumi (ognuna di queste azioni riduce il contenuto e gli effetti dell'acido fitico, grazie anche all'attivazione di fitasi endogene). Nelle diete vegetariane occorre verificare che l'apporto di lipidi sia adeguato alle necessità nutrizionali delle varie età.
Consigli sull'Assunzione di Lipidi
L'assunzione di lipidi deve essere pari al 40% (dell'energia totale) nei lattanti di 6-12 mesi, al 35-40% nei bambini di 1-3 anni e al 20-35% dopo i 4 anni. Nessuna restrizione dell'apporto lipidico totale giornaliero deve essere imposta nei primi due anni vita sia perché non ha valore preventivo per le età successive sia perché questa età ha particolari necessità metaboliche.
Omega-3
Le diete vegetariane non presentano un adeguato apporto di omega 3 ossia di acido alfa-linolenico (ALA), ma soprattutto dei suoi derivati acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA). I vegetariani dovrebbero pertanto assumere regolarmente buone fonti di ALA (es. Invece l'assunzione di ALA (omega 3) da 0 a 2 anni dovrebbe essere inferiore al 3%.
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Zinco, Calcio e Iodio
I bambini che seguono una dieta vegana sono considerati a potenziale rischio carenziale di zinco e devono essere controllati. Per soddisfare il giusto fabbisogno di calcio, i soggetti vegani devono pertanto ricorrere ad una specifica supplementazione ed eventualmente adottare alcuni accorgimenti (es. I bambini a dieta vegana sono a rischio maggiore di carenza iodica perché il contenuto di iodio nella frutta e nella verdura dipende dalla quantità del minerale nel terreno, nei fertilizzanti e nei prodotti utilizzati per l'agricoltura per cui devono assumerlo con integratori.
Vitamine A, B12 e D
La vitamina A è presente come tale negli alimenti di origine animale e, come precursore (i carotenoidi) in quelli di origine vegetale ed il suo assorbimento è condizionato dalla quantità e qualità di lipidi assunti. La vitamina B12 è essenziale per la produzione di globuli rossi, per la rimozione di molecole potenzialmente dannose dal circolo, in particolare i residui di acido cianidrico, per il metabolismo dell'omocisteina e per la sintesi della guaina mielinica dei neuroni. Nessun regime alimentare garantisce un adeguato apporto di vitamina D.
Sembra che la carenza di vitamina B12, anche prima del concepimento, esponga le donne gravide ad un fattore di rischio indipendente di pre-eclampsia e aborto spontaneo. Purtroppo il trattamento con vitamina B12 non sempre permette il totale recupero delle funzioni neurologiche poiché, a lungo termine, può manifestarsi un ritardo nello sviluppo cognitivo e del linguaggio, nonché un minore livello di intelligenza fluida, ridotta memoria a breve termine e ridotta vigilanza. In questi casi è fondamentale dunque integrare la dieta della nutrice con alimenti addizionati (cereali e formule a base di soia) e/o eventualmente con supplementi farmacologici.
Adolescenza e Dieta Vegana
L'età dello sviluppo puberale (dopo il primo anno di vita), è quella della maggior crescita corporea e si associa a importanti cambiamenti endocrino-metabolici. Negli adolescenti vegetariani, indipendentemente dal tipo di regime seguito, andrebbero attentamente controllati gli apporti di ferro, iodio, vitamina D e B12. Anche quando l'assunzione totale di ferro non è risultata diverso tra vegetariani e onnivori, gli studi hanno registrato valori più bassi di emoglobina, o di ferritina, o una riduzione del volume corpuscolare medio dei globuli rossi (tipica della carenza di ferro) fra i vegetariani. Risultati analoghi erano riferibili a una carenza di zinco.
La vitamina D è presente in particolare nel pesce, tuorlo d'uovo e nei latticini. Gli adolescenti vegani possono essere carenti, soprattutto se poco esposti al sole o di pelle scura. È stato osservato un'assunzione di vitamina D e di calcio due volte più basso nei vegetariani rispetto al gruppo di controllo, e la concentrazione ematica di 25 OH vitamina D era due volte inferiore nei vegetariani. Anche la osteocalcina (marker di deposizione ossea) presenta una significativa carenza nei vegetariani.
Conclusioni
Una dieta a base vegetale può far bene alla salute per la presenza di un buon apporto di fibra, Sali minerali, vitamine idrosolubili e cereali integrali ma bisogna comunque porre attenzione al consumo di alimenti eccessivamente trasformati, nel variare il più possibile le scelte alimentari quotidiane.
A oggi un pediatra non ha motivo di sconsigliare l’alimentazione vegana o vegetariana nei bambini, dal momento che la letteratura scientifica si è espressa favorevolmente, tuttavia deve ricordare ai genitori l’importanza di una dieta bilanciata, completa e pianificata ma anche dell’integrazione.
Le famiglie vegane potrebbero incontrare alcune difficoltà nel percorso, come l’adattamento del menù scolastico o dei ristoranti. Nonostante il 10% della popolazione segua questa alimentazione sono ben poche le scelte fuori casa, eccezion fatta per le grandi città. Ciò può rendere difficile la quotidianità dei bambini vegani e vegetariani e certamente anche di questo dovranno tenere conto i genitori.
Consiglio sempre ai genitori vegani o vegetariani di vivere con molta normalità la propria alimentazione, senza etichettarsi come diversi dagli altri e soprattutto senza proiettare sui figli quella che è stata una scelta molto personale, che fa parte del loro cammino e della loro sensibilità. Ogni bambino ha il suo percorso personale e un giorno è destinato a trarre le sue conclusioni. L’elasticità è molto importante durante la loro crescita, mentre la rigidità è un boomerang.
Come in tutte le scelte che i genitori operano per i figli ci sarà un momento in cui questi le passeranno al vaglio, alcune le faranno proprie e altre no.
Tabella 1: Terminologia delle diete vegetariane
| Tipo di Dieta | Descrizione |
|---|---|
| Vegana | Esclusivamente alimenti di origine vegetale |
| Latto-ovo-vegetariana (LOV) | Cibi vegetali e cibi animali indiretti (uova, latte e derivati, miele) |