I grani di lunga vita sono considerati un toccasana per la salute intestinale e offrono numerosi benefici, soprattutto grazie alla loro ricchezza di probiotici. Questa volta parleremo dell’inulina, delle sue proprietà e di come agisce sulla salute intestinale. Al giorno d’oggi è usuale trovarla tra i praticanti di bodybuilding e discipline correlate. A volte mangiare grandi quantità di cibo provoca alterazioni nel microbiota intestinale.
Cos'è il Microbiota Intestinale?
È l’insieme di microorganismi vivi nel nostro intestino che favoriscono la digestione e l’assimilazione dei nutrienti, la produzione di vitamine del gruppo B, favorendo l’integrità della mucosa intestinale ed evitando lo sviluppo di permeabilità che ostacoli l’assorbimento dei nutrienti. Un classico esempio di permeabilità intestinale è il caso dei celiaci. Una persona che non è capace di digerire il glutine agendo come una barriera immunitaria.
È sempre più frequente riscontrare condizioni patologiche come la sindrome dell’intestino irritabile, l’infiammazione intestinale, disturbi metabolici e persino il cancro del colon-retto come risultato di un coinvolgimento cronico del microbioma causato da fattori ambientali (Guinane e Cotter, 2013).
Cos'è l'Inulina e Quali Effetti Ha?
L’inulina è un polisaccaride composto da catene di fruttosio, un fruttano. È presente in natura nelle radici di piante spermatofite. Di solito viene estratta per la commercializzazione come integratore alimentare della cicoria. Viene realizzata mediante un processo noto come “campo elettrico pulsato”, purificato e isolato per la sua presentazione micronizzata.
Questi sono i polisaccaridi non strutturali più abbondanti in natura (sono contenuti in piante, funghi e batteri) e sono catalogati come oligosaccaridi, cioè, raggruppamenti semplici di poche molecole di zuccheri semplici. La loro molecola, molto idrosolubile, la integrano catene non ramificate formate da una cifra fra le 40 e le 100 molecole di fruttosio (lo zucchero semplice fà da nucleo della sua composizione).L’inulina può essere definita come un carboidrato di riserva energetica con caratteristiche strutturali e funzionali di fibra solubile, che la differenzia da quelli, come l’amido, che mancano di questa particolare struttura.
Leggi anche: Consulenze nutrizionali con Daniela Grani
Origine dell'Inulina
Fù isolata e purificata come sostanza agli inizi del XIX secolo, a partire dalla specie Inula helenium (comunemente enula campana), una pianta di foglia perenne, con profilo di erba rigida, molto estesa nelle isole britanniche, sud e centro di Europa e Asia. Più di 36 000 specie hanno in comune la presenza di inulina come carboidrato di riserva, che dà l’idea dell’importanza che ha per il metabolismo vegetale.
La maggior parte delle specie vegetali che possiedono distaccati contenuti di inulina non lo fanno nella loro parte vegetativa, ovvero, gambo, foglie, ma nella parte ipogea o sotterranea (radice, bulbo, tubero, rizoma…). Di questo sono eccezioni le appartenenti alla famiglia delle graminacee, che imagazzinano alti contenuti nelle loro strutture verdi. Di fatti, non abbondano le piante che si possano considerare adatte per l’approvvigionamento industriale come fonte di fruttosani.
Se andiamo indietro di dieci anni, ricorderemo che l’inulina era possibile ottenerla solamente a partire dal topinambur (pianta tuberosa affine al girasole) e cicoria, con chiaro predominio di quest’ultima.
Azione Prebiotica dell'Inulina
L’inulina esercita un’azione prebiotica. Favorisce la crescita dei microorganismi vivi dei batteri intestinali, oltre ad una azione concettualizzata come bifidogenica favorendo lo sviluppo di bifidobatteri tra altre specie di batteri. L’inulina è considerata nutrizionalmente come fibra. L’organismo non è capace di idrolizzare la sostanza mancando di enzimi capaci di agire su di essa.
In questo modo, l’inulina raggiunge il colon praticamente intatta, dove i batteri sono in grado di fermentare e degradare la sostanza e quindi servire come “alimento” per la sua crescita e sviluppo (García, Bourcourt, Albelo e Núñez, 2007). Realmente, l’inulina svolge diversi ruoli nell’organismo dopo la sua ingestione, potendo favorire un controllo della glicemia, agendo come fibra favorendo il transito intestinale potendo mitigare costipazioni e condizioni derivanti da un sistema immunitario indebolito (Shoaib et al, 2017). Ma in realtà tutto questo deriva dall’azione che esercita sui batteri intestinali e dal miglioramento della sua integrità.
Leggi anche: Proprietà Nutrizionali dei Grani di Lunga Vita
Inulina e Azione Bifidogenica
Non dobbiamo cadere nell’equivoco che tutti i ceppi di batteri presenti nel nostro intestino siano da considerare “buoni batteri”. Esistono più di 400 tipi di batteri e certi gruppi pueden considerarse como patogénicos o potencialmente patogénicos (Eckburg et al., 2005; Kamarul Zaman,Chin, Rai & Majid, 2015, citado en Shoaib et al., 2017):
- Benefici per la salute: Latobacilli e Bifidobatteri
- Dannosi per la salute: Clostridia, tra gli altri
- “Misti”, con effetti tanto benefici come dannosi per la salute: Batteroidi.
Tuttavia, l’inulina stimola l’ambiente e l’attività di un numero limitato di batteri nel colon. Soprattutto quelli del primo gruppo, quindi è un buon strumento per migliorare la salute intestinale e generale.
“L’inulina e l’oligofruttosio hanno dimostrato che nei pazienti affetti da irregolarità intestinale e da alcune gravi malattie hanno ripristinato la stabilità microbica quando la loro popolazione ha cambiato la causa dell’ambiente colpito dalle malattie” (Shoaib et al., 2017).
La somministrazione congiunta di inulina e oligofruttosio ha dimostrato una riduzione della colite e una crescita benefica dei bifidobatteri e dei lattobacilli intestinali nei ratti transgenici. “Ciò è dovuto ad una riduzione della produzione di citochine pro-infiammatorie nella mucosa intestinale e ad un aumento della regolazione immunitaria attraverso la trasformazione del TGF-β” (Schultz et al., 2004, citato in Shoaib et al., 2017).
Usi Medici dell'Inulina
L’inulina accumula già una lunga carriera nella pratica di misurazione di un parametro clinico denominato indice di filtrazione glomerulare, utile per estrarre i dati sulla capacità renale di volume sanguigneo filtrato per unità di tempo. A questo scopo, ha una speciale capacità di essere refrattaria all’azione degradante degli enzimi. Questa caratteristica produce una filtrazione di praticamente il 100% nel glomerulo renale, senza riassorbimento o escrezione.
Leggi anche: La Dieta di Bruce Fife: Un'Analisi
Nell’ambito terapeutico, si è proposto di regolare la sua somministrazione in trattamenti specifici contro patologie come il morbo di Crohn, colite ulcerosa, ipercolesterolemia primaria e stitichezza cronica. Fissando l’attenzione sul primo di questi, sembra controverso che interviene nel mantenimento di una densità appropriata nella matrice delle ossa, circostanza di somma importanza nello sviluppo dell’osteoporosi.
Si rende consigliabile l’assunzione regolare nei bambini (particolarmente interessante per assicurare una corretta mineralizzazione ossea), adolescenti, donne incinte e persone di età avanzata. Aiuta a stabilizzare il ritmo di sintesi dell’insulina e, di conseguenza, il livello di questa e il glucosio nel sangue, qualcosa che le conferisce un ruolo importante nel controllo e la prevenzione del diabete. Per il colesterolo LDL a sua volta, è uno strumento efficace per tenere a bada i livelli di colesterolo (fondamentalmente del LDL, comunemente chiamato “colesterolo cattivo”) e inibire l’accumulo di trigliceridi a livello epatico.
Per questo, può agire come coadiuvante nella strategia di prevenzione del rischio di soffrire arteriosclerosi e le susseguenti malattie cardiache e ictus. Ottimizza l’assorbimento delle vitamine, principalmente quelle del gruppo B, il cui intervento nell’organismo comprende quasi la totalità delle sue funzioni. In persone obese, una assunzione adeguata di inulina può modificare favorevolmente la popolazione della flora batterica intestinale. Può rappresentare un punto di partenza per iniziare la perdita di peso (la metabolizzazione di un grammo di inulina fornisce 1,5 kilocalorie). Così come mitigare il rischio di finire con l’essere vittima del diabete, per il cui scatenamento l’obesità agisce come fattore predisponente (all’interno di un folto gruppo).
Controllo del Diabete II
Una seconda via di controllo del diabete di tipo II potrebbe essere attraverso l’effetto antiossidante diretto esercitato dall’inulina. Si considera che il cosiddetto stress ossidativo provocato da una prolungata azione di alti livelli di insulina circolante nel flusso sanguigneo risulta un fattore determinante per lo sviluppo del diabete e delle complicazioni inerenti allo stesso. Sembra che l’inulina sia capace di neutralizzare questo fenomeno per il suo potere antiossidante.
Due sono le conseguenze prioritarie che occorre evidenziare assicurando un approvvigionamento alimentare sufficiente di questo fruttosano: la garanzia di un sistema immunitario forte e una maggiore fluidità del tratto gastrointestinale, dalla cui sinergia segue un freno all’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo.
La Sua Partecipazione in Alimenti Funzionali
L’inulina è riconosciuta come sostanza sicura dagli organismi di controllo ufficiali degli alimenti datando la sua autorizzazione nel 2007 per l’inclusione nei processi alimentari in Europa. La lista di questo gruppo di alimenti è molto lunga e i loro profili nutrizionali coprono uno spettro molto diverso, in quanto ognuno può contenere diversi principi attivi che gli conferiscono questa caratteristica peculiare.
Altri oligosaccaridi funzionali:
- Oligosaccaridi: contenuti in proteaginose come la soia, fra i quali possiamo citare il raffinosio e lo stachiosio
- Isomaltooligosaccaridi: sono estratti da un processo di idrolisi dell’amido che si trova in abbondanza nei grani dei cereali e nei tuberi; possiamo beneficiarne consumando alimenti fermentati come il miso di riso (preparato con soia e riso integrale) o il sake (bibita alcolica di origine giapponese a base di riso)
- Galattooligosaccaridi: sono sostanze che si ottengono a partire dal galattosio (uno zucchero) del latte
- Lattulosio: a sua volta ottenuto dal latte, in questo caso mediante un trattamento del lattosio ad alte temperature
Usi Industriali dell'Inulina
L’inulina è un composto ampliamente riconosciuto nell’industria alimentare per i suoi attributi tecnologici. È idonea come miglioratore della composizione e stabilità degli alimenti molto differenti tra loro come i prodotti caseari, le paste cotte al forno, i cereali processati e anche alcuni prodotti di carne trattati con il calore come possono essere i prosciutti.
La domanda del consumatore va a poco a poco dirigendosi verso prodotti light ma che a loro volta mantengano un gusto squisito, obiettivo raggingibile in gran parte ricorrendo all’inulina. Infatti, i prodotti a base di carne che la contengono come sostituto dei grassi saturi mantengono un sapore integro e il suo basso contenuto di grassi li rende molto più sani. Per questo, è crescente l’incorporazione dell’inulina come ingrediente, non come additivo, in processi di elaborazione di vari alimenti, cercando nella sua inclusione effetti diversi come mobilizzare i grassi saturi, specialmente nei prodotti di carne, caseari e gelati.
Questa operazione di sostituzione del grasso con magro, in principio, si ripercuoterà negativamente nel palato o nella sensazione in bocca generata dagli alimenti, ma è proprio l’inuilina che lo impedisce. Come? Semplicemente, sulla base della formazione di un gel a contatto con l’acqua e sottoposta a un taglio che solleva la pressione di taglio. Questo gel conferisce al prodotto finito una composizione in bocca completamente paragonabile a quella prodotta da globuli grassi sostituiti.
Questa attitudine tecnologica dell’inulina la differenza marcatamente dalle fibre insolubili, in quanto può sostituire il grasso grazie alla sua capacità di immobilizzazione dell’acqua durante la formazione del gel, del quale esse mancano. Un altro vantaggio in più è non interferire nel sapore grazie alla sua neutralità in questo aspetto.
Prodotti Nei Quali Si Utilizza L'Inulina
- Wurstel di Francoforte: si riduce al 5% il contenuto grasso di questo prodotto.
- Wurstel di fegato e patè: l’inulina gli apporta una eccellente untuosità che migliora la loro possibilità di essere spalmati sul pane. Il contenuto grasso non oltrepassa il 10%.
- Salame: migliora la sua struttura, il che rende possibile la sua fabbricazione con un 12% di materia grassa.
Quali Prodotti Contengono Inulina?
Non esiste un grande ventaglio di prodotti che contengono inulina, però qui ne evidenziamo alcuni:
- Topinambur: Il carciofo di Gerusalemme si caratterizza nutrizionalmente perchè l’inulina rappresenta fra il 14 e il 20% del suo peso, dato che la posiziona come un alimento stella nell’approvigionamento di questo nutriente. Come riferimento, si pensi che il carciofo normale raggiunge un massimo dell’8% del suo peso in inulina.
- Cicoria: Il percentuale di partecipazione dell’inulina nella sua composizione è molto simile a quello del tupinambur, per cui condivide la leadership come fonte di questa fibra naturale. Ovviamente, la radice di cicoria non è una materia prima di facile trattamento in cucina, ma questo non dovrebbe essere un ostacolo nell’utilizzarla come alimento visto che ci sono alimenti trasformati che la contengono, ad esempio alcune barrette consumabili come snacki, che ci permettono di beneficiare inoltre delle proprietà dell’inulina.
- Porro, cipolla e aglio: Fra un 3 e un 10% del peso del porro, dal 2 al 6% nel caso della cipolla e dal 9 al 16% nell’aglio sono le percentuali di presenza dell’inulina. Per questo non dobbiamo disprezzare, nella preparazione di stufati, zuppe e salse, l’inclusione di questi ingredienti di lusso.
- Asparagi: È un ortaggio molto abbondante in minerali di alto valore metabolico, folato e, ovviamente, in inulina, con approssimativamente un 3%. Da ciò si deriva un fatto ampiamente conosciuto: l’assunzione regolare di asparagi fomenta la popolazione di questi batteri benefici.
Grani Di Lungavita Fiuggi: Un Integratore per il Transito Intestinale
Riscopri il benessere intestinale con l'essenza pura di Fiuggi. Questo integratore in pratici grani è formulato per favorire un regolare transito intestinale con ingredienti naturali selezionati. Ideale per chi cerca una soluzione naturale ai disturbi intestinali, Grani Di Lungavita Fiuggi offre una risposta efficace e delicata.
Perché Acquistare Grani di Lunga Vita Fiuggi?
Grani di Lunga Vita Fiuggi è un integratore alimentare ad azione lassativa utilizzato per il trattamento della stitichezza occasionale o ricorrente. È consigliato associare all'utilizzo di questi integratori uno stile di vita sano, seguire un'alimentazione equilibrata, bere molta acqua e praticare esercizio fisico costantemente.
Perchè acquistare Granis Fiuggi? Granis Fiuggi è un integratore alimentare in grani ad azione purificante, drenante e diuretica, molto usato per regolare il transito intestinale in caso di intestino pigro o come lassativo in caso di stitichezza occasionale o abituale.
A che serve Granis Fiuggi?
- Stitichezza occasionale o abituale.
- Drenante.
- Purificante.
- Regolazione del transito intestinale.
- Intestino pigro.
Come e quando si prende Granis Fiuggi? Deglutire con un bicchiere d'acqua da 1 a 5 grani mezz'ora prima di cenare a seconda della sensibilità intestinale.
Composizione di Granis Fiuggi
INGREDIENTI: Cassia foglie (Cassia angustifolia M. Vahl.) plv e estratto secco , Lino semi (Linumusitatissimum L. semi),(Triphala (Phyallantus emblica L. frutto, Terminalia chebula Retz. frutto, Terminalia bellerica (Gaertn.) Roxb.frutto), Tarassaco estratto secco (Taraxacum officinale estratto secco (L.) Weber radice), PXILIUMC/3® polvere (miscela di Plantago psyllium L. semi neri, semi grigi e cuticola dei semi). senza glutine.
Controindicazioni e Avvertenze
- Non superare la dose giornaliera consigliata. Se ne sconsiglia l'uso in gravidanza e durante l'allattamento.
- Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni.
- Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di un sano stile di vita.
Non assumere in caso di: occlusione intestinale, dolori addominali acuti, nausea, vomito, grave disidratazione.
Possibili Effetti Collaterali e Irritazione Intestinale
Nonostante i numerosi benefici, alcune persone potrebbero riscontrare sintomi di irritazione intestinale dopo aver iniziato a consumare i grani di lunga vita.
- In alcuni casi, l'eccessiva produzione di gas durante la fermentazione nell'intestino può causare gonfiore addominale.
- Alcune persone possono sperimentare episodi di diarrea o crampi, specialmente se iniziano con dosi elevate di grani di lunga vita.
- In rari casi, chi soffre di intolleranze alimentari o ha un intestino particolarmente sensibile potrebbe notare un peggioramento dei sintomi.
Grani di Lunga Vita: Domande Frequenti
- I grani di lunga vita sono colture di batteri e lieviti che, fermentando in acqua zuccherata, producono una bevanda ricca di probiotici.
- In alcune persone, i grani di lunga vita possono causare gonfiore, gas o leggeri crampi addominali, soprattutto nelle fasi iniziali del consumo. Questi sintomi sono generalmente temporanei e diminuiscono con l’uso regolare.
- Sì, molte persone consumano i grani di lunga vita quotidianamente per mantenere in salute il proprio intestino.
- I grani di lunga vita possono essere utili per chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile, poiché contribuiscono a bilanciare la flora intestinale.
I grani di lunga vita offrono numerosi benefici per la salute digestiva, ma come per ogni integratore, è importante considerare le reazioni individuali.
Alternative ai Lassativi
Il colon ha funzione eliminatoria: si occupa di eliminare le scorie prodotte dalla digestione degli alimenti. Se l’evacuazione è regolare, queste scorie non hanno modo di fermarsi a lungo nell’intestino, anche se qualche detrito potrebbe comunque fermarsi nelle pieghe, sensibilizzando le mucose e diventando causa di infiammazione (colite). Tenere libero l’intestino, quindi, è molto importante: meglio se evitando i lassativi, che possono irritare le pareti e, nel tempo, indebolire il colon.
Come Sostituire i Lassativi?
Consumando varie porzioni di frutta e verdura ogni giorno, cereali integrali, fonti vegetali di proteine ricche naturalmente di fibre. E poi bevendo più acqua, almeno 1,5-2 litri al giorno: la mancanza dissecca le feci, rendendone più complessa l’espulsione. Anche la mancanza di esercizio fisico può causare il cattivo funzionamento intestinale.
Se l'ingestione occasionale di un purgante difficilmente si rivela dannosa per la salute, non si può dire altrettanto per l'uso abituale o frequente. Mentre nella normale defecazione si elimina solamente il materiale presente nel colon discendente, i purganti promuovono lo svuotamento di tutto il colon, richiedendo alcuni giorni per la comparsa di un nuovo e spontaneo stimolo a evacuare. Questo fatto viene spesso interpretato come un fenomeno anomalo, spingendo verso una nuova assunzione di lassativi.
| Alimento | Percentuale di Inulina |
|---|---|
| Topinambur | 14-20% |
| Cicoria | Simile al Topinambur |
| Porro | 3-10% |
| Cipolla | 2-6% |
| Aglio | 9-16% |
| Asparagi | Circa 3% |