Tiroide e Difficoltà a Dimagrire Dopo Tiroidectomia

Il rapporto tra malattie tiroidee e peso è un frequente e crescente argomento di consulto medico. Lo specialista endocrinologo offre al paziente nozioni e informazioni aggiornate su questo tema e scredita fake news e falsi miti circolanti in rete e/o in altri ambiti. In linea generale, tutti i pazienti che notano difficoltà a perdere peso o un aumento di peso, apparentemente non giustificato, dovrebbero sottoporsi a una valutazione da uno specialista endocrinologo che includa la valutazione dello stato di funzione tiroidea e indaghi, ove indicato, la presenza di altre malattie endocrine che ne possono essere la causa.

Le persone sottoposte a rimozione della tiroide, tiroidectomia totale o parziale, spesso riportano un rallentamento del metabolismo e un aumento del peso corporeo.

La Tiroidectomia

La tiroidectomia è l'intervento chirurgico praticato per rimuovere tutta o solo una parte della tiroide. I motivi che rendono necessaria l'asportazione di quest'organo, situato nella regione anteriore del collo, possono essere diversi; la tiroidectomia, ad esempio, si può praticare per un cancro alla tiroide, per la presenza di un nodulo tiroideo, per una condizione di ipertiroidismo o per una situazione di gozzo. Senza la tiroide non si può vivere; quindi, dopo un intervento di tiroidectomia totale, occorre pianificare un'adeguata terapia sostitutiva a base di ormoni tiroidei sintetici.

Tiroidectomia Totale

La tiroidectomia totale è la completa estrazione della ghiandola tiroidea, eseguita per cancro alla tiroide, gozzo grande, noduli sospetti e inefficacia dei trattamenti per ipertiroidismo. A seguito di una tiroidectomia totale, il paziente dovrà assumere sostitutivi sintetici dell’ormone tiroideo, in quanto la funzione della tiroide, fondamentale per mantenere l’equilibrio omeostatico del nostro organismo, viene completamente a mancare.

Il medico può raccomandare la tiroidectomia totale se si hanno condizioni come:Tumore alla tiroide, ingrossamento non canceroso della tiroide (gozzo), tiroide iperattiva (ipertiroidismo).

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Tiroidectomia Parziale

La tiroidectomia parziale rimuove solo il lobo o l’istmo della tiroide, nei casi in cui la patologia coinvolga solo questi punti. A seguito di una tiroidectomia parziale, la parte di tiroide che rimane, svolge normalmente le sue funzioni, quindi produce gli ormoni di cui ha bisogno l’organismo.

Tiroidectomia: Conseguenze e Come Gestirle

Un problema che potrebbe presentarsi alla conclusione dell’intervento di tiroidectomia totale o parziale, è l’ipotiroidismo, se il paziente trascura di assumere con regolarità gli ormoni tiroidei sintetici o quando la terapia pianificata è inadeguata. L’ipotiroidismo rallenta il metabolismo, per questo è spesso correlato all’aumento di peso. La correzione dell’ipotiroidismo mediante la terapia sostitutiva con ormoni tiroidei (tiroxina) quando adeguatamente prescritta non ha effetti netti sul peso ma previene i rischi di peggioramento metabolico e di progressione di malattia.

Il 50% dei pazienti affetti da ipotiroidismo grave lamentano un aumento di peso, seppur di grado lieve. Studi epidemiologici indicano che i pazienti con lievi alterazioni di funzione tiroidea (ipotiroidismo subclinico) non sono più a rischio di sviluppare sovrappeso ed obesità. Piuttosto, è dimostrato che l’obesità si associa ad alterazioni di funzione tiroidea che sono conseguenti all’aumento di peso. Inoltre, aumenti di peso seppur di lieve entità si possono spesso verificare dopo trattamento dell’ipertiroidismo.

È quindi utile conoscere quali sostanze siano in grado di migliorare la qualità della vita di chi è affetto da ipotiroidismo e in quali alimenti si possano reperire naturalmente.

Nutrienti Chiave per la Funzione Tiroidea

  • Iodio: È un oligoelemento di fondamentale importanza per garantire il corretto funzionamento della tiroide. La dose giornaliera di iodio raccomandata per gli adulti è pari a 150 mcg/die (valore di riferimento europeo). Le principali fonti di iodio sono: sale marino, uova, cereali e latte vaccino. Importanti quantità di iodio si trovano anche in crostacei, pesce di mare e molluschi.
  • Selenio: È un oligoelemento la cui presenza è fondamentale per garantire il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea. A livello tiroideo, il selenio funge da cofattore di un gruppo molto importante di enzimi noti come selenoproteine principalmente note per la funzione antiossidante. Il selenio è contenuto in numerose fonti alimentari quali: gamberi, tonno, manzo, tacchino, pollo, uova, prosciutto, fiocchi d’avena e cereali integrali.
  • Zinco: È un nutriente necessario per la produzione dell’ormone tiroideo ed è cruciale per la nostra salute. Gli alimenti ricchi di zinco includono: manzo, maiale, pollo, ostriche, granchi, legumi, semi di zucca e yogurt.

Alimenti da Evitare o Moderare

Alcuni alimenti contengono sostanze che sono in grado di modificare l’assorbimento o l’utilizzo dello iodio, riducendone, di fatto, la disponibilità. Sono pertanto definite “gozzigene”: tra questi i composti organici solforati, gli idrocarburi policiclici aromatici, gli ftalati, e il litio, che agiscono con diversi meccanismi. Cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, broccoli, verze, rape e soia sono i principali alimenti contenenti queste sostanze, tuttavia il loro consumo moderato all’interno di una dieta varia non causa il manifestarsi di una disfunzione a livello della tiroide, ma potrebbe modificare l’effetto della terapia medicinale o ormonale. È molto importante però ricordare come questi alimenti offrano anche molti benefici per la salute. Le persone affette da ipotiroidismo possono assolutamente godere di questi cibi se assunti con moderazione: gli scienziati ritengono che questi cibi influenzino solo gli ormoni di chi ne consuma in eccesso. Va aggiunta l’importante informazione che il processo di cottura sembra disattivare gli effetti negativi sulla tiroide delle sostanze gozzigene. Gli alimenti processati, noti come cibo spazzatura o junk food, tendono ad essere densi di calorie e di grassi saturi offrendo pochi benefici nutrizionali. Una sana alimentazione, a maggior ragione in caso di ipotiroidismo, prevede l’esclusione di tali cibi.

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Il glutine è una proteina contenuta nel grano e in altri cereali, tra cui orzo, avena e segale. Recenti studi hanno associato l’ipotiroidismo all’intolleranza al glutine e alla celiachia. Chi soffre di ipotiroidismo può quindi essere più a rischio di altri di sviluppare altre condizioni autoimmuni come la celiachia che causa infiammazione cronica e danni all’intestino tenue.

Cosa Comporta l'Asportazione della Tiroide?

La tiroide è affiancata da altre quattro piccole ghiandole denominate paratiroidi, le quali possono subire ripercussioni in seguito a una tiroidectomia. Molte persone potrebbero ancora avere sintomi legati alla tiroide anche quando i loro test ormonali sono normali. Le malattie della tiroide sono particolarmente comuni. Si stima che una persona su due abbia noduli tiroidei. Questo perché le malattie della tiroide hanno un importante background metabolico. La funzione principale della ghiandola tiroidea è quella di regolare il metabolismo. La ghiandola tiroidea regola costantemente il metabolismo e soprattutto la velocità con cui avvengono i processi metabolici. La somministrazione esogena di ormoni è uno strumento vitale in grado di migliorare il quadro clinico e la qualità della vita del paziente.

Peso Corporeo e Altri Sintomi

Uno dei problemi più comuni affrontati dai pazienti con ipotiroidismo è la notevole difficoltà a ridurre il proprio peso corporeo, nonostante gli sforzi sinceri e continui. Altri sintomi comuni includono:

  • Fatica e bassa energia
  • Disturbi della funzione intestinale
  • Sbalzi d’umore e diminuzione della lucidità mentale
  • Dolori diffusi ai muscoli e alle articolazioni

La sostituzione ormonale corregge la carenza di ormoni tiroidei, ma non tratta la parte metabolica della malattia. L’identificazione e il trattamento dei disturbi metabolici possono essere effettuati solo eseguendo test specialistici che analizzano piccole molecole nel sangue. Questa tipologia delle analisi non è paragonabile ai comuni test di laboratorio. Misurano molecole molto piccole che partecipano alle reazioni chimiche del corpo.

Importante: L’impiego di ormoni tiroidei a scopo dimagrante è una pratica inefficace. Inoltre, tale approccio possiede molti effetti deleteri sulla salute, non riduce il grasso corporeo ma piuttosto riduce la massa magra.

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Stile di Vita e Dieta Dopo la Tiroidectomia Totale

Mantenere un'alimentazione equilibrata e un adeguato apporto di iodio è essenziale per supportare il metabolismo post-tiroidectomia. Inoltre, i pazienti possono beneficiare di:

  • Dieta ricca di calcio: per coloro che sono a rischio di ipocalcemia, incrementare l'assunzione di alimenti ricchi di calcio può aiutare a mantenere i livelli necessari;
  • Attività fisica regolare: aiuta a migliorare l'energia e il benessere generale.

Sebbene la vita dopo la tiroidectomia possa richiedere alcuni aggiustamenti, molti pazienti conducono una vita piena e attiva, esattamente come prima della chirurgia. È importante, tuttavia, essere consapevoli del modesto ma possibile rischio di condizioni associate, come variazioni del peso, sensibilità al freddo e cambiamenti nell'umore, che possono richiedere ulteriori modifiche nello stile di vita o nel trattamento.

La vita dopo la tiroidectomia può essere ben gestita attraverso un attento monitoraggio medico, adeguamenti della terapia ormonale, una dieta sana e un buon supporto emotivo. Con le giuste precauzioni e cure, i pazienti possono continuare a vivere una vita piena, affrontando le sfide che possono sorgere con fiducia e supporto informato.

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