Carboidrati e Liquido Amniotico: L'Importanza di una Dieta Equilibrata in Gravidanza

Durante la gravidanza, una dieta equilibrata è fondamentale per il benessere sia della madre che del bambino. Quando si parla di formulare una dieta per la gravidanza si parte dal presupposto che il maggior introito nutrizionale in gravidanza è finalizzato a soddisfare il giusto apporto di nutrienti necessari al corretto accrescimento e sviluppo del feto in una condizione di salute e benessere della madre.

Fabbisogno Nutrizionale Durante la Gravidanza

Lungo tutto il periodo della gravidanza, in genere, la madre richiede un supplemento energetico di 70-80.000 Kcal. Tuttavia, l’entità dell’apporto energetico varia in base alle condizioni della madre a inizio gravidanza. Si precisa che, l’aumento del fabbisogno energetico deve essere il più possibile graduale e seguire le fasi fisiologiche della gravidanza stessa.

Nel primo trimestre infatti, l’incremento ponderale è dovuto principalmente alla crescita dell’utero e all’aumento del volume di sangue, che nel loro insieme non rappresentano più di un chilo di aumento ponderale. Pertanto, durante questo periodo, non è necessario incrementare il fabbisogno energetico. A partire dal secondo trimestre, invece, con l’aumento dei tessuti materni e della crescita fetale, la donna in gravidanza inizia ad avere la necessità di aumentare l’introito energetico di circa 340 Kcal/die (con attività fisica mantenuta stabile).

Infine, nel terzo trimestre, con l’ulteriore aumento di volume della placenta e la crescita del feto il fabbisogno calorico per la donna in gravidanza arriva ad aumentare anche di circa 450 Kcal/die (con attività fisica mantenuta stabile). È importante specificare che quando si parla di un aumento del fabbisogno calorico, non è necessario aumentare l’apporto energetico, ma è importante considerare anche la qualità della dieta in gravidanza, riducendo le calorie vuote e aumentando l’apporto di nutrienti, in particolare di micronutrienti e oligoelementi necessari per lo sviluppo del feto.

Raccomandazioni Nutrizionali Durante la Gravidanza

In gravidanza è necessario seguire una dieta equilibrata e varia in nutrienti: proteine, grassi, carboidrati, vitamine e sali minerali. In uno schema dieto terapico, per tutta la fase gestazionale, non variano le proporzioni tra gli introiti energetici relativi alle tre principali classi di nutrienti:

Leggi anche: Consigli per torta low carb

  • Proteine: 15-20%
  • Carboidrati: 55-60%
  • Grassi: 25-30%

Ciò che cambierà sarà l’apporto energetico totale, ovvero la quantità di calorie introdotte, che deve aumentare in relazione al peso iniziale della donna tenendo in considerazione anche alcuni fattori individuali (stile di vita, lavoro, abitudini alimentari, fattori ambientali, sociali ecc.).

Norme Dietetiche da Seguire in Gravidanza:

  • Seguire una dieta varia e bilanciata, possibilmente elaborata da un biologo nutrizionista.
  • Fare in tutto 5 pasti al giorno, i 3 principali più i 2 spuntini per ripartire le calorie in modo omogeneo in tutta la giornata.
  • Mangiare ogni giorno 3 porzioni di frutta, 2 porzioni di verdure per assumere la quantità necessaria di vitamine e sali minerali.
  • Consumare proteine dette “nobili”: carne, pesce, uova, latte e derivati, legumi consumati coi cereali.
  • Preferire cibi integrali per un miglior controllo glicemico e per aumentare l’introito di fibre.
  • Consumare una adeguata quantità di fibra per mantenere attivo l’intestino (l’assunzione giornaliera di fibre dovrebbe essere di circa 30 g che corrispondono a 4-5 porzioni di frutta e verdura).
  • Bere almeno 1,5 litri di acqua a piccoli sorsi durante la giornata per una corretta idratazione e per prevenire o curare la stipsi (mentre durante i pasti con un po’ di bicarbonato per favorire la digestione).

Comportamenti Dietetici da Evitare in Gravidanza:

  • Evitare il consumo di dolci o alimenti troppo grassi per ridurre il rischio di diabete gestazionale.
  • Escludere dalla dieta tutti gli alimenti di origine animale crudi o poco cotti compresi gli insaccati, i frutti di mare e i formaggi molli, che potrebbero far contrarre toxoplasmosi.
  • Evitare il consumo di cibi troppo elaborati e di difficile digestione quali fritture o intingoli, e preferire cibi cotti in modo semplice: alla piastra, al vapore, lessi.
  • Evitare l’eccessivo consumo di sale che facilita la ritenzione idrica (i primi alimenti comuni che aggiungono più sale alla nostra dieta sono: salumi e insaccati, formaggi, pizza, pane e grissini, zuppe pronte, cibo in scatola, salsa di soia, capperi, dado per brodo e salse in genere come ad esempio il ketchup).
  • Evitare alimenti come l’alcool, la caffeina, le bibite.

L’alcool è una sostanza teratogena, in grado di provocare malformazioni al feto, pertanto l’utilizzo sconsiderato di alcool durante la gravidanza, ha alte probabilità di far sviluppare la sindrome feto-alcolica, che comporta: basso peso alla nascita, ritardo mentale e dismorfismi facciali. Inoltre, la sindrome feto-alcolica provoca il mancato assorbimento di sostanze essenziali come la vitamina B12 e l’acido folico.

Il caffè non fa male al feto e può essere bevuto anche in gravidanza ma con moderazione. Da numerosi studi effettuati si è dedotto che non esiste alcuna significativa differenza tra i figli di donne che assumono caffè decaffeinato e quelli di donne che bevono caffè normale. Tuttavia, si consiglia l’assunzione fino ad un massimo di tre tazzine al giorno che equivalgono a un contenuto di caffeina inferiore a 300 mg.

Attenzione che anche alcuni farmaci, per esempio quelli contro l’influenza, possono contenere caffeina pertanto, se ne consiglia l’assunzione solo dopo aver consultato il proprio medico. Alcune bevande come l’acqua tonica e il bitter-lemon possono contenere chinino. Gli effetti indesiderati possono essere neurotossici, in particolare la madre può accusare: disturbi alla vista, problematiche gastrointestinali, disturbi nella conduzione dell’eccitazione a livello cardiaco, un calo della pressione arteriosa, problemi ematologici e, in generale, reazioni di ipersensibilità della pelle, febbre e broncospasmi.

Macronutrienti per la Gravidanza

In una dieta ottimale per la gravidanza, le proteine coprono il 15-20% dell’introito energetico giornaliero. Le proteine sono indispensabili per un corretto sviluppo del feto, infatti il fabbisogno proteico durante la gravidanza aumenta progressivamente con il procedere della gravidanza stessa. Dalle linee guida sui fabbisogni viene consigliato un incremento medio di circa 6 g/die, che corrisponde ad un fabbisogno giornaliero pari a 1,2 g/Kg di peso considerato ideale. Sono da preferire le proteine dette “nobili”, ad alto valore biologico (come ad esempio il latte e derivati, uova, carne, pesce), ma anche legumi associati ai cereali, latte di soia, tofu e frutta secca per le donne che seguono o intendono seguire una dieta vegetariana o vegana.

Leggi anche: Quali sono i carboidrati "cattivi"?

Carboidrati

I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia di cui disponiamo e questo vale anche nella dieta in gravidanza. Normalmente la quota di carboidrati giornaliera dovrebbe ricoprire il 55-60 % dell’intero fabbisogno energetico. Tuttavia, in caso di sovrappeso, obesità o diabete gestazionale tale apporto energetico può essere ridotto fino al 45%. È necessario distinguere le due classi di carboidrati che si dividono in:

  • Carboidrati semplici (la cui quota giornaliera non dovrebbe superare il 10-20 % dell’intero fabbisogno energetico di carboidrati) da consumare con attenzione: zucchero, miele, marmellata, dolci, frutta, bibite.
  • Carboidrati complessi da prediligere, specie quelli integrali: riso, cereali, pasta, pane, patate ecc.

I cereali integrali o a basso indice glicemico aiutano a prevenire il diabete gestazionale e protraggono il senso di sazietà grazie al tempo maggiore impiegato per la loro digestione e assorbimento a livello intestinale.

Grassi

I grassi rappresentano il 20-30% dell’introito energetico giornaliero consigliato in una dieta corretta per la gravidanza. In gravidanza è fondamentale introdurre acidi grassi essenziali, ovvero nutrienti che l’organismo non è in grado di produrre da solo e che devono pertanto essere necessariamente assunti con la dieta. Fanno parte degli acidi grassi essenziali:

  • Acidi grassi polinsaturi (omega 3 ed omega 6).
  • Acidi grassi monoinsaturi, presenti soprattutto nel pesce.

Tra gli omega 3 è necessario che figurino almeno 250 mg di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) + altri 100-200 mg di DHA al giorno. Gli acidi grassi polinsaturi, nello specifico gli omega 3, sono importanti per un corretto accrescimento del feto, in particolare nel primo trimestre di gravidanza durante il quale avviene lo sviluppo del sistema nervoso centrale e del sistema cardiovascolare del futuro nascituro. Sono inoltre fondamentali anche per la formazione di nuovi tessuti e in particolare delle membrane cellulari. Il DHA è utile invece per lo sviluppo del sistema nervoso e retinoico del feto. La carenza di grassi omega 3 nella donna in gravidanza verrebbe posta in relazione con la comparsa di patologie come: ipertensione, parto pre-termine, depressione post partum.

Ma dove è possibile trovare gli acidi grassi essenziali della serie omega 3 e il DHA? In primis nei pesci, in particolare in quelli piccoli e dalle carni scure come: sarde, acciughe e sgombri. Anche aguglia, palamita, sugarello e lanzardo sono buone scelte e fanno parte della famiglia di quel “pesce azzurro” dalle tante virtù ma che purtroppo latita poco sulle nostre tavole. Se si preferisce il pesce rispetto alla carne bianca si ha solo l’imbarazzo della scelta: spigola, orata, ombrina, cefalo, gallinella, sogliola o mormora. Per quanto riguarda il pesce di acqua dolce la scelta dovrebbe ricadere nella trota, nel pesce persico o nel luccio.

Leggi anche: Approfondimento sulla formula dei carboidrati

Il pesce è da preferire fresco o surgelato e di questo, quello pescato, in quanto nutrendosi di plancton contiene più omega 3 rispetto al pesce di allevamento. È bene privilegiare il consumo di pesci di piccola taglia come sardine, alici, merluzzo, trota. È bene invece limitare il consumo di pesci grassi quali spada, tonno, palombo (per le contaminazioni di mercurio) e pesci quali aringhe e salmoni del mar Baltico (per la contaminazione da diossina).

Nel caso dei prodotti sott’olio (tonno, sgombro, salmone, alici o sardine) è bene assicurarsi che per la conservazione sia stato utilizzato olio extravergine di oliva e non una miscela di oli di origine e tipologia sconosciute. Per la cottura del pesce la temperatura dovrebbe superare i 170° per tempi sopra i 30 minuti. Sono da preferire cotture leggere come in padella, al forno o alla griglia. Per la cottura alla griglia è necessario fare attenzione ad alcuni accorgimenti in quanto il calore molto intenso e prolungato produce la formazione nell’alimento di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) che sono sostanze tossiche e cancerogene. Si consiglia pertanto la cottura con la pelle che protegge la parte commestibile dalla bruciatura (evitando poi il consumo della pelle stessa, anche se piacevolmente croccante).

Tabella riassuntiva con le raccomandazioni da seguire

Durante la gravidanza, il corpo di una donna subisce cambiamenti fisiologici, il più importante è l’aumento di peso accompagnato poi da modificazioni che interesseranno diversi apparati come il respiratorio, cardiovascolare, gastrointestinale, renale, scheletrico e le ghiandole mammarie. In gravidanza, il metabolismo si modifica richiedendo un certo aumento del nostro fabbisogno energetico, proprio per questo motivo è importante che la gestante segua una dieta equilibrata. Alla base della piramide troviamo l’acqua: durante la gravidanza, e non solo, è indispensabile idratare il nostro corpo bevendo durante la giornata almeno 1,5 -2 litri (= 8-10 bicchieri) d’acqua meglio se minerale. Non dimentichiamo che il feto si sviluppa nel liquido amniotico, composto prevalentemente da acqua.

Programmare l’attività fisica in gravidanza (se non sussistono controindicazioni mediche) aiuta al controllo del peso corporeo e migliora la funzionalità muscolare, polmonare e dei vasi sanguigni. Salendo sul secondo gradino della piramide troviamo i carboidrati rappresentati dalla pasta, pane, riso, cereali (mais, orzo, farro), patate, frutta, zucchero, miele e marmellate che costituiscono la principale fonte energetica del nostro corpo. È preferibile consumare giornalmente carboidrati integrali a discapito di quelli raffinati che, nel tempo, possono rendere difficile il controllo del peso e della glicemia (scompensi dei livelli di glicemia possono portare all’insorgenza del “Diabete Gestazionale”). Le Fibre, rappresentate dalle verdure e dagli ortaggi, non devono mai mancare perché indispensabili per il corretto funzionamento intestinale.

Come condimenti, preferire l’olio extra vergine d’oliva, ricco di grassi “buoni”, vitamine e antiossidanti rispetto al burro, olii vegetali, margarina e strutto. Salendo ancora sul gradino successivo della piramide troviamo le Proteine “salutari” in particolare carne bianca, pesce e legumi. In cima alla piramide troviamo alimenti il cui consumo andrebbe ridotto per il loro maggior apporto di calorie: L’indicazione generale è quella di ridurre il consumo di carne e formaggi sostituendoli con altre fonti proteiche come pesce, legumi e uova (non più di 2 volte a settimana).

Micronutrienti per la Gravidanza

Una donna in gravidanza che segue una dieta corretta e quindi che rispetta i livelli di assunzione quotidiana di tutti i macronutrienti, soddisfa appieno il fabbisogno di vitamine, fatta eccezione per l’acido folico. In gravidanza, un’adeguata assunzione di micronutrienti:

  • Favorisce la prevenzione di malformazioni fetali.
  • Riduce il rischio di parto prematuro e basso peso alla nascita del futuro nascituro.
  • Favorisce il corretto sviluppo del sistema nervoso del feto.
  • Protegge la salute della mamma.

L’acido folico, termine derivante dal latino “folium” (che significa foglia), è presente: negli ortaggi (spinaci, asparagi, broccoli), nella frutta (banane, meloni, limoni), nei cereali integrali e nei legumi. La carenza di acido folico può portare a: difetti del tubo neurale, danni cerebrali, spina bifida, rallentamento della crescita e delle capacità di apprendimento del bambino. Ma anche tossiemia, parto prematuro, emorragie post-partum e anemia megaloblastica sia alla madre che al bambino. Alle donne che desiderano concepire un figlio, si consiglia di iniziare a controllare l’alimentazione ricca in acido folico almeno un mese prima del concepimento e fino alla dodicesima settimana di gestazione attraverso il consumo di alimenti che lo contengono e sotto forma di integratori, previo il consenso e l’indicazione del medico.

Ciascuna vitamina svolge un ruolo ben specifico anche per il feto, ecco le principali e i processi nei quali sono implicate:

Vitamina B12 e Acido Folico

Acido folico e vitamina B12 lavorano in sinergia e sono indispensabili per la sintesi dei globuli rossi. Una loro carenza dietetica o un relativo difetto digestivo-metabolico della madre, possono portare ad anemia megaloblastica che si contraddistingue per la formazione di globuli rossi di forma maggiore e a basso contenuto di emoglobina. L’assunzione raccomandata di acido folico è pari a 200 mg/die, quota che raddoppia per la donna in gravidanza, al fine di prevenire le complicanze neurali del neonato. L’assunzione raccomandata di vitamina B12 è 2 mg/die.

Vitamina A

La vitamina A è implicata nella rigenerazione della pelle, nella crescita dello scheletro e dei denti. È contenuta in particolare in carote, pomodori, lattuga, uova, latte e derivati, fegato. Una carenza di vitamina A nella madre provoca nascite premature, ritardi nella crescita intrauterina e bassi pesi ponderali alla nascita.

Vitamina D

La vitamina D interviene nei processi di ossificazione. È contenuta nel latte, formaggi, uova, olio di fegato di merluzzo, sardine, tonno, salmone. Una sua carenza provoca disturbi al metabolismo del calcio sia nella madre che nel nascituro.

Vitamina C

La vitamina C svolge un’azione antiossidante ed anti-infettiva. È contenuta in particolare nei peperoni, pomodori, cavolo, spinaci, agrumi, ribes nero, kiwi, fragole. Per le donne in gravidanza, si raccomanda un’assunzione supplementare di 10 mg/die di vitamina C; tale fabbisogno può aumentare notevolmente (100 mg/die) nelle donne che fumano.

Iodio

La carenza di iodio nella madre può causare ipotiroidismo fetale che porta al cretinismo. Se una carenza si manifesta a fine gravidanza il danno neurologico risulta inferiore rispetto ad una carenza verificatasi nei primi mesi. Si può evitare il problema consigliando alla madre una quantità di iodio pari a 175 μg/die.

Ferro

Il ferro lo troviamo in: carne, uova, legumi, cereali integrali, verdure verdi. Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero di ferro aumenta notevolmente: in questo periodo vengono infatti spesi circa 1.180 mg di questo elemento. Il ferro non sempre è facilmente biodisponibile negli alimenti. Si consiglia pertanto una supplementazione di ferro a partire dalla dodicesima settimana di gravidanza.

Calcio

Il calcio è fondamentale per la formazione dello scheletro. Il calcio entra, inoltre, nei meccanismi di contrazione muscolare e cardiaca, nei processi di coagulazione e nel funzionamento del sistema nervoso. Il calcio è contenuto in latte, formaggi, verdure verdi, legumi, polpi, cal.

Durante la gravidanza cresce il fabbisogno di ferro per l'aumento dell'eritropoiesi (cioè il processo di formazione dei globuli rossi) con un picco nel III trimestre: la supplementazione non è necessaria di routine ma verrà valutata dal medico curante in base ai valori di emoglobina e di ematocrito che si registrano. Dal punto di vista alimentare bisogna considerare che le fonti vegetali di ferro contengono la forma non-eme, meno biodisponibile rispetto a quello contenuta nelle fonti animali.

Il fabbisogno di calcio aumenta di circa 200mg/die e può essere raggiunto attraverso l'alimentazione, non solo consumando i latticini (il cui calcio presente non è sempre il più biodisponibile), ma anche aumentando le fonti vegetali di calcio come: Brassicacee, cicoria, agretti, cime di rapaverdure a basso contenuto di ossalati (o cotte in acqua e aceto per ridurne il contenuto)mandorlesemi di sesamocereali integralilegumiacqua ricca di calcio.

Carboidrati e Liquido Amniotico

Allo sviluppo del feto e dell'utero si accompagnano la formazione della placenta e del liquido amniotico, un aumento di liquidi trattenuti ed il deposito di tessuto adiposo che porteranno ad un graduale e costante aumento di peso che comunque, per esser considerato nella norma, dovrebbe essere compreso tra 9 - 12 Kg. Per lo sviluppo del feto e per la salute della gestante assume un ruolo fondamentale la alimentazione pre concepimento e durante tutta la gravidanza.

Il liquido amniotico è un fluido protettivo che circonda il feto durante la gravidanza all'interno della sacca amniotica. È composto da acqua, proteine, carboidrati, lipidi, enzimi e vari nutrienti. Il glucosio rappresenta il principale substrato energetico per la crescita fetale e poiché il feto non è in grado di sintetizzarlo autonomamente, viene trasportato attraverso la placenta grazie ai meccanismi di diffusione facilitata.

Perché avvenga questo si assiste nel corso della gravidanza ad un aumento della produzione di insulina e contestualmente un'aumentata condizione di insulino-resistenza che, se mantenuta in uno stato fisiologico, è necessaria per convogliare il giusto quantitativo di glucosio al feto.L'aumento della secrezione dell'insulina, insieme agli estrogeni circolanti, ha come effetto anche di inibire la lipolisi e di promuovere la formazione di riserve lipidiche che dalla seconda metà della gravidanza verranno usate come fonte alternativa di energia dai tessuti materni e serviranno per affrontare il parto e avviare l'allattamento.Inoltre il giusto quantitativo di grassi buoni è fondamentale per la corretta crescita fetale, per lo sviluppo cerebrale e la funzione visiva.

È importante bere un po' di più per soddisfare i bisogni del feto e per rifornire il liquido amniotico. I fosfolipidi sono un tipo di lipide costituito da una testa idrofila (che ama l'acqua) e due code idrofobe (che respingono l'acqua). I fosfolipidi sono componenti chiave del surfattante, una sostanza prodotta nei polmoni del feto che aiuta a ridurre la tensione superficiale all'interno delle sacche alveolari. Attraverso un processo di amniocentesi, i medici possono prelevare un campione di liquido amniotico per testare vari parametri, inclusi i livelli di fosfolipidi. I fosfolipidi nel liquido amniotico giocano un ruolo critico nel garantire il corretto sviluppo fetale e nel ridurre i rischi associati alla nascita. La loro importanza, non solo per lo sviluppo polmonare, ma anche per la protezione contro infezioni e danni cellulari, li rende oggetto di continuo studio e interesse medico.

Gestione dei Carboidrati per Livelli Ottimali di Liquido Amniotico

In alcuni casi, come evidenziato da consulti medici, un eccessivo consumo di carboidrati può influenzare i livelli di liquido amniotico. Anche se la curva glicemica risulta nella norma, è possibile che una dieta sbilanciata a favore dei carboidrati crei livelli glicemici elevati in determinati momenti della giornata. Questo può portare il feto a produrre più urina, aumentando così il volume del liquido amniotico.

Pertanto, è consigliabile:

  • Limitare il consumo di carboidrati semplici e raffinati, preferendo quelli complessi e integrali.
  • Monitorare l'assunzione di carboidrati durante la giornata, distribuendoli in modo equilibrato tra i pasti.
  • Consultare un medico o un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato che tenga conto delle specifiche esigenze individuali e dei livelli di liquido amniotico.

Ricorda, non è necessario eliminare completamente i carboidrati, ma piuttosto fare scelte consapevoli per garantire una gravidanza sana e un corretto sviluppo del bambino.

tags: #carboidrati #e #liquido #amniotico

Scroll to Top