I chetoni esogeni sono diventati un argomento popolare nel mondo del fitness e della perdita di peso. Questi prodotti sono proposti per ottenere i benefici di una dieta chetogenica, eliminando le difficoltà e le rinunce connesse a un regime alimentare decisamente rigido. Ma cosa sono realmente i chetoni esogeni e funzionano davvero per dimagrire? Cerchiamo di fare chiarezza.
Cosa Sono i Chetoni Esogeni?
I chetoni esogeni sono sostanze che ci fabbrichiamo efficientemente da soli in certe condizioni particolari. Tecnicamente, è la concentrazione di chetoni nel sangue a definire questo stato. In ogni caso, tutte queste diete - accomunate da un ridottissimo apporto di carboidrati, mentre l’apporto calorico può variare in funzione degli obiettivi - innescano una via metabolica caratteristica delle cellule epatiche che permette di utilizzare i lipidi per produrre corpi chetonici, piccole molecole che sono avidamente metabolizzate dal cervello, dal cuore e dal tessuto muscolare.
Esistono due formati principali di chetoni esogeni:
- Esteri chetonici
- Sali chetonici: in genere si tratta di sali sodici β-idrossibutirrato.
L’utilizzo di una dose di questi composti - corrispondente a 280 mg di β-idrossibutirrato per kg di peso corporeo, circa 20 g di sali o esteri per un soggetto di 70 kg - può portare il livello ematico dei chetoni intorno a 3 mmol/L dopo 30-60 minuti per gli esteri, dopo 60-90 minuti per i sali: per questi ultimi la concentrazione raggiunta pare essere minore, intorno a 1 mmol/L.
Come Funzionano i Chetoni Esogeni?
I chetoni esogeni possono determinare un rapido aumento della concentrazione plasmatica di chetoni e, se consumati nelle quantità adeguate e con la giusta tempistica, possono mantenere il soggetto che ne fa uso in uno stato che tecnicamente possiamo definire chetosi. I chetoni esogeni assolvono primariamente un ruolo energetico.
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L’integrazione di sali di BHB consente al tuo corpo di raggiungere la chetosi più velocemente e di raccogliere i benefici della produzione di chetoni, come una maggiore funzione cerebrale, livelli di energia più elevati e perdita di peso. In una dieta chetogenica, la restrizione dei carboidrati porta all’esaurimento delle riserve di energia del glucosio. A sua volta, il tuo corpo inizia a cercare una fonte alternativa di carburante: il grasso.
Tuttavia, è importante notare che l’essere in chetosi non è una condizione magica, che scioglie via i grassi per incanto. In definitiva, se non fate attenzione, molta attenzione a quello che mangiate, utilizzare chetoni esogeni non servirà a nulla.
Chetoni Esogeni e Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica nasce per trattare alcune forme di epilessia farmaco resistente in età pediatrica. Per indurre la chetosi, è necessario seguire una dieta chetogenica che, nel caso di applicazioni terapeutiche, può essere difficile da seguire nel lungo periodo. In alcuni modelli utilizzati per il trattamento dell’epilessia oltre l’80% delle calorie consumate devono provenire da grassi e l’assunzione di carboidrati deve essere inferiore a 10-20 grammi al giorno.
La dieta chetogenica è un modello alimentare che fonda il suo principio su una forte riduzione nell’apporto di carboidrati, la cui assunzione si avvicina molto allo zero. In questo modo l’organismo è obbligato a produrre autonomamente il necessario per fornire energia, e lo fa sotto forma di corpi chetonici. Questi vengono prodotti anche a partire da un aumentato consumo energetico dei grassi contenuti nel tessuto adiposo. La produzione di corpi chetonici permette all’organismo di entrare in uno stato di chetosi, condizione favorevole alla perdita di peso e alla regolazione del senso di fame e sazietà.
Chetoni Esogeni nello Sport
I corpi chetonici sono carburanti molto efficienti, probabilmente in grado di migliorare la resa energetica a livello dei mitocondri, e nel muscolo possono essere utilizzati come alternativa al glucosio, riducendo quindi il ricorso al glicogeno e anche agli acidi grassi. È stato tentato l’utilizzo di chetoni esogeni anche negli sport di endurance, quali ciclismo, nuoto, sci di fondo e corsa. Al momento i dati dimostrano che il loro utilizzo non risulta efficace e non sono indicati negli sport di alta intensità in quanto riducono le performance, in particolare gli sprint.
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Rischi ed Effetti Collaterali
L’uso dei sali, sia che si tratti di sodio, calcio o potassio, altera l’equilibrio idrico salino dell’organismo, un dato non trascurabile quando vengano utilizzati in presenza di patologie. Ovviamente se lo stato di chetosi deve essere permanente sarà necessario assumere più dosi al giorno di questi prodotti, da 3 a 6-8, a seconda della quantità di chetoni presente nella singola porzione, e in alcuni casi queste ingenti quantità hanno creato fastidi, gonfiore e mal di testa, ai soggetti così trattati.
Inoltre, allo stato di chetosi si associa un aumento della filtrazione renale, della diuresi e quindi una maggior tendenza alla disidratazione. Quando queste sostanze acide superano i valori-limite si verifica una condizione negativa per la salute chiamata chetoacidosi. «Il Ph dei tessuti e del sangue, che normalmente è neutro (compreso tra 7 e 7,4) scende progressivamente verso valori acidi, come 5 o anche 4», prosegue la dottoressa Scatozza. «Tale acidosi tissutale comporta un sovraccarico di lavoro per i reni, chiamati a smaltire una marea di scorie acide, specie se l'utilizzo degli integratori è associato a una dieta iperproteica fortemente sbilanciata e penalizzante i carboidrati.
Esempi di Integratori a Base di Chetoni
Esistono diversi integratori a base di chetoni disponibili sul mercato:
- Integratore a base di chetoni di lamponi: Formulato con estratto di lampone e fibra di acacia, utile per le sue proprietà digestive.
- WeightWorld - Chetoni di Lampone: Un integratore vegano pensato per sostenere il metabolismo e ridurre la stanchezza, contiene una miscela potente di chetoni di lampone, vitamina C, tè verde, aceto di sidro di mele e altri superfood.
- Olio Ketosource: Composto da Olio C8 MCT (Acido Caprilico), ideale per mantenere sotto controllo l'energia.
- Keto Notte (ALOHALABS): Contiene Carruba, Griffonia, Fieno Greco e Mate, progettato per supportare chi segue una dieta chetogenica, aiutando il corpo ad entrare in uno stato di chetosi in modo più semplice.
Conclusioni
La ricerca su questi prodotti, per quanto riguarda utilizzo a scopi terapeutici o come integrazione nello sport, è ancora in fase preliminare: diversi studi su modelli animali, alcuni incoraggianti, pochi studi clinici sull’uomo, con risultati che necessitano di ulteriore approfondimento. Non esistono comunque indicazioni o linee guida per l’utilizzo di queste sostanze, vista la ridotta disponibilità di dati. Invece di affaticare il corpo con queste sostanze di scarto, è bene seguire una dieta equilibrata lasciando che sia lui stesso ad attivare la chetogenesi per far fronte ai propri bisogni energetici.
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