Diverticoli: Cosa Sono, Cause, Sintomi e Cura

I diverticoli sono un'anomalia anatomica delle pareti dell'intestino piuttosto diffusa, soprattutto con l'avanzare dell'età. Se non si infiammano, non danno disturbi e non richiedono alcun trattamento.

Cosa Sono i Diverticoli?

I diverticoli sono piccole estroflessioni di forma simile a quella di una sacca o di una tasca che si formano lungo la superficie della parete intestinale. I diverticoli sono piccole escrescenze (a forma di tasche) che si formano nella parete intestinale, a livello del colon. La condizione di avere i diverticoli è definita diverticolosi e va distinta dalla diverticolite: quest’ultima, infatti, è una condizione in cui i diverticoli si infiammano, provocando sintomi più o meno riconoscibili.

I diverticoli possono essere presenti lungo tutto l’intestino, ma sono più frequenti nell’intestino crasso, in particolare nel tratto finale del colon, detto sigma, subito prima del retto. Inoltre, possono formarsi a qualunque età e, anche se raramente, possono essere presenti fin dalla nascita (in questo caso si parla di diverticoli congeniti).

La probabilità di svilupparli cresce, però, rapidamente con l’avanzare dell’età, tanto che circa il 50% delle persone al di sopra dei 70 anni presenta diverticoli, contro circa il 10% della popolazione di età inferiore ai 50 anni. Come già accennato, la comparsa di questa anomalia in persone molto giovani è un’evenienza rara, ma in potenziale crescita per via del peggioramento complessivo delle abitudini alimentari. Inoltre, se i diverticoli si sviluppano in giovane età è più alto il rischio di complicanze.

Diverticolosi, Malattia Diverticolare e Diverticolite: Quali Sono le Differenze?

È importante distinguere tra:

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  • Diverticolosi: presente in meno del 10% degli individui con età inferiore ai 40 anni, e in oltre il 50% degli individui con età superiore ai 60 anni, è caratterizzata dalla presenza, asintomatica, di diverticoli; nell’80% dei casi, infatti, questi si scoprono per caso durante una colonscopia, un’ecografia o un altro esame radiologico a livello addominale eseguiti per altri motivi.
  • Malattia diverticolare con diverticolite acuta: fino al 5-10% dei soggetti portatori di diverticolosi possono sviluppare infezione/infiammazione dei diverticoli che comporta sintomi come dolore addominale forte e prolungato, associato a stipsi/diarrea, meteorismo, nausea, calo dell’appetito, ed accompagnato a febbre.

Sintomi dei Diverticoli

Tuttavia, nella grande maggioranza delle persone i diverticoli non comportano sintomi e non provocano disturbi, se non, in alcuni casi, crampi e gonfiore addominale occasionali. Alcune persone, però, presentano alcuni sintomi cronici correlati ai diverticoli, anche quando la diverticolite è assente.

È fondamentale ricordare che molte altre condizioni, quali la sindrome del colon irritabile, possono provocare una sintomatologia simile; quindi, il fatto di riscontrare questi segnali non è necessariamente indicativo della presenza dei diverticoli.

Quando i diverticoli causano disturbi, si parla di malattia diverticolare sintomatica, con sintomi quali:

  • Dolore o fastidio addominale, spesso localizzato nella parte sinistra inferiore dell’addome;
  • Gonfiore o meteorismo;
  • Alterazioni dell’alvo (stipsi, diarrea o alternanza di entrambe);
  • Nausea o malessere generale.

In caso di complicanze, come la diverticolite, possono comparire:

  • Dolore addominale intenso e persistente, soprattutto a sinistra;
  • Febbre;
  • Nausea e vomito;
  • Cambiamenti nell’alvo;
  • In casi gravi, segni di peritonite o infezione sistemica.

Molti di questi sintomi sono comuni anche ad altri disturbi intestinali e, in generale, ad altre malattie a carico degli organi del tratto digerente, come la gastrite, la gastroenterite, la pancreatite, la colecisti, l’appendicite e molte altre condizioni. È bene notare che, solitamente, il dolore provocato dalla diverticolite è grave e si manifesta improvvisamente, anche se può presentarsi in maniera lieve e peggiorare gradualmente nell’arco di alcuni giorni.

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Cause e Fattori di Rischio

Le esatte cause dello sviluppo dei diverticoli sono ancora oggi sconosciute. Si sa, però, che queste protusioni tendono a formarsi soprattutto nelle aree in cui la muscolatura intestinale è debole e la pressione è elevata; proprio per queste caratteristiche, infatti, il colon sigmoideo è solitamente la zona d’insorgenza più interessata da tale manifestazione.

Sebbene le cause non siano ancora del tutto chiare, sono noti alcuni fattori di rischio che possono favorire la formazione dei diverticoli. Per quanto riguarda in particolare il possibile ruolo di cibi e stitichezza (stipsi) nella formazione dei diverticoli, un’ipotesi piuttosto accreditata, anche se non del tutto provata, indica che il consumo di una dieta povera di fibre (contenute principalmente in frutta, verdura, legumi e cereali integrali), che è strettamente correlata a problemi di transito intestinale, può favorire la diverticolosi: le feci che rimangono troppo a lungo nell’intestino e lo sforzo necessario per l’evacuazione in presenza di stipsi, infatti, possono provocare un aumento della pressione sulla parete intestinale, che può portare alla formazione dei diverticoli.

Le cause, invece, per cui i diverticoli si infiammano scatenando la diverticolite non sono ancora del tutto chiare. La loro infiammazione è causata dalla proliferazione di alcuni ceppi di batteri. Oppure si verifica quando si produce un piccolo strappo nella sottile parete del diverticolo, noto anche come microperforazione.

Diagnosi

Durante la visita, quindi, il medico chiederà al paziente informazioni in merito ai sintomi, ai movimenti intestinali, alle abitudini alimentari, alle condizioni di salute e ai farmaci abitualmente assunti.

La diagnosi si basa su:

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  • Visita medica ed esame obiettivo;
  • Esami del sangue per valutare la presenza di infiammazione;
  • Ecografia addominale o TC addome, particolarmente utili in caso di sospetta diverticolite;
  • Colonscopia (indicata a distanza da un episodio acuto), utile per confermare la presenza di diverticoli e per escludere altre patologie.

L’esame diagnostico più indicato, in caso di diverticolite, è la colonscopia. Altri esami utili sono:

  • TAC dell’addome con mezzo di contrasto endovenosa.
  • Ecografia delle anse intestinali (o dell’apparato digerente). Questo esame, a differenza della TAC, non dà radiazioni ionizzanti né rende necessario il mezzo di contrasto iodato. Utilizza le onde sonore per creare immagini dell’intestino e consente di vedere se sono presenti i diverticoli o le loro complicanze. È necessario che venga svolta da un operatore esperto e il limite è dato da una parete addominale troppo spessa.

Complicanze della Diverticolite

Se trascurata, la diverticolite può comportare diverse complicanze: la più comune è la formazione di ascessi (accumulo di pus sulla parete esterna del colon) e fistole (canali anomali che collegano tra loro diversi tratti dell’intestino oppure l’intestino e altri organi). Altrettanto comune è la perforazione del diverticolo dovuta all’infiammazione, che solitamente non porta alla diffusione delle feci negli altri organi.

Inoltre, a causa dell’infiammazione i diverticoli possono sanguinare. Il sanguinamento diverticolare non è un evento frequente nelle persone che presentano diverticoli, mentre il rischio aumenta se questi si infiammano (diverticolite). Il sanguinamento diverticolare riguarda il 10-15% dei pazienti colpiti da diverticolosi, ed è indolore. I soggetti colpiti da sanguinamento diverticolare sono più esposti alla possibilità di incorrere in nuovi episodi emorragici.

Le principali complicanze della diverticolite sono:

  • Diverticolite acuta (infiammazione dei diverticoli);
  • Ascessi addominali;
  • Perforazione intestinale con peritonite;
  • Stenosi o restringimenti del colon;
  • Fistole intestinali;
  • Emorragia diverticolare (sanguinamento rettale).

Trattamento e Cura

Nella maggior parte dei casi non è necessario adottare particolari trattamenti per curare la diverticolosi, ma è bene ricordare che salute e alimentazione vanno a braccetto sia per il trattamento che per la prevenzione. Per cercare di evitare l’infiammazione dei diverticoli, e quindi i disturbi e le possibili complicazioni che ne conseguono, è importante mantenere regolare l’attività intestinale seguendo una dieta bilanciata, con il giusto apporto di fibre.

È importante quindi seguire una dieta ricca di frutta e verdura, legumi, cibi contenenti semi e cereali integrali, oltre che idratarsi a sufficienza introducendo nell’organismo il corretto quantitativo di liquidi.

A seguito della diagnosi di diverticolosi o di malattia diverticolare sintomatica non complicata, il paziente non è solitamente tenuto a rispettare una dieta particolare, anche se in genere si consiglia di aumentare l’assunzione di acqua, cereali, frutta e verdura, ed eventualmente di utilizzare anche sostanze formanti massa fecale soffice (ad esempio psyllium o macrogol), così da incrementare l’apporto di fibre (almeno 30 grammi al giorno) e quindi ridurre la pressione interna del colon (per questo sono utili anche i farmaci antispastici), promuovere la motilità intestinale e contrastare la stitichezza.

In caso sia nota la presenza di diverticoli, il medico consiglierà una dieta povera o ricca di fibre in base al loro stato di infiammazione. In caso di meteorismo, è normale che inizialmente si presentino disturbi dovuti all’aumento delle fibre.

Solo nei rari casi di comparsa di sintomi cronici, su indicazione del medico, è possibile affiancare alla dieta una terapia con antibiotici, probiotici o medicinali per ridurre l’infiammazione.

L’alimentazione pensata per le persone affette da diverticolosi prevede una serie di accorgimenti e rimedi per evitare la stipsi. Di base, è raccomandata una cucina magra, a basso contenuto di grassi. Per quanto riguarda la frutta e verdura, sono necessari alcuni distinguo. Va infatti evitata la verdura con fibre dure e filamentose, come ad esempio finocchi e fagiolini.

Il trattamento dipende dalla gravità:

  • Nei casi lievi e asintomatici: dieta ricca di fibre, idratazione adeguata e attività fisica regolare;
  • In caso di sintomi moderati: modifiche dietetiche, probiotici e farmaci antispastici;
  • In caso di diverticolite lieve: terapia antibiotica, riposo intestinale, dieta liquida;
  • Nei casi gravi o complicati (ascesso, perforazione, peritonite): ricovero ospedaliero e, se necessario, intervento chirurgico.

Nella maggior parte dei casi i sintomi si attenuano in pochi giorni; se il dolore addominale e gli altri disturbi persistono invece più a lungo, può essere necessario il ricovero per la somministrazione di antibiotici e liquidi per via endovenosa, mantenendo il paziente a digiuno. In caso, invece, di diverticolite acuta può rendersi necessario il ricovero ospedaliero: nella maggior parte dei casi comunque la problematica si risolve senza ricorrere alla chirurgia (riservata ai casi che sviluppano complicanze o ripetuti attacchi di diverticolite acuta).

Intervento Chirurgico

Soltanto in una bassa percentuale di casi è necessario ricorrere all’intervento chirurgico. L’intervento in questione è la colectomia, durante il quale si rimuove la porzione di colon che presenta i diverticoli e la si ricostruisce tramite la sutura dei tratti sani.

L’intervento può essere indicato in caso di:

  • Perforazione o peritonite;
  • Ascessi non drenabili per via percutanea;
  • Stenosi o occlusione intestinale;
  • Episodi ricorrenti di diverticolite con ridotta qualità di vita;
  • Emorragie massicce o persistenti.

L’intervento, in elezione o in urgenza, prevede generalmente la resezione del tratto di colon interessato (sigmoidectomia), preferibilmente eseguita in laparoscopia.

Tempi di Recupero Post-Operatorio

Dopo una resezione laparoscopica non complicata:

  • Il ricovero ospedaliero dura circa 4-7 giorni;
  • Il ritorno alle normali attività quotidiane avviene entro 2-4 settimane;
  • Il recupero può richiedere più tempo nei casi operati in urgenza o in presenza di complicanze.

Prevenzione

Si può prevenire la diverticolite? Una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali), un’adeguata idratazione e uno stile di vita attivo possono ridurre il rischio di sviluppare diverticoli o limitarne le complicanze. Generalmente, per tenere a bada tale condizione, è sufficiente adottare uno stile di vita sano, prediligendo alimenti ricchi di fibre, praticando adeguata attività fisica e idratandosi a sufficienza.

I soggetti che soffrono di diverticolosi dovrebbero seguire una dieta ricca di fibre, a base quindi di frutta, verdura e cereali integrali, e bere un adeguato quantitativo d’acqua. Questi accorgimenti contribuiscono, infatti, ad ammorbidire le feci e rendere più agevole il loro passaggio nell’intestino.

Domande Frequenti

  • La diverticolite può peggiorare? Sì. Anche se molti convivono senza sintomi, in alcuni casi i diverticoli possono infiammarsi o dare luogo a complicanze come la diverticolite.
  • La diverticolite si può curare senza intervento? Nella maggior parte dei casi sì, con terapia antibiotica e riposo intestinale. Tuttavia, le forme gravi o complicate richiedono spesso un intervento chirurgico.
  • Dopo quanti episodi di diverticolite si consiglia l’intervento? Non esiste una regola fissa. Si valuta caso per caso, tenendo conto della frequenza degli episodi, della loro gravità e dell’impatto sulla qualità della vita.
  • Si può convivere con i diverticoli senza problemi? Sì, molte persone hanno diverticoli senza mai sviluppare sintomi o complicanze.
  • Cosa fare in caso di sanguinamento da diverticoli? In presenza di sangue rosso vivo nelle feci, è fondamentale rivolgersi al medico o al pronto soccorso. Nella maggior parte dei casi, il sanguinamento si arresta spontaneamente, ma in alcuni casi può essere necessario un trattamento endoscopico, radiologico o chirurgico.
  • Quali sono i sintomi da non sottovalutare? Dolore addominale intenso e persistente, soprattutto in basso a sinistra; Febbre; Nausea e vomito; Gonfiore addominale importante; Sangue nelle feci.
  • Cosa mangiare in caso di diverticolosi? Si raccomanda una dieta ricca di fibre, con abbondanza di frutta, verdura e cereali integrali, salvo diverse indicazioni mediche. Durante un episodio acuto, la dieta sarà temporaneamente più restrittiva.
  • È possibile che la diverticolite si ripresenti? Sì, la recidiva è possibile, soprattutto nei soggetti con fattori di rischio non corretti (alimentazione inadeguata, obesità, sedentarietà).
  • L’intervento chirurgico è risolutivo? Nella maggior parte dei casi, la resezione del tratto di colon malato previene nuove infiammazioni.

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