Granita al Pistacchio: Un Delizioso Piacere Siciliano con un Occhio alle Calorie

La granita al pistacchio è una ricetta estiva tipica della cucina siciliana. Se dovessimo pensare all'estate e al modo migliore per renderla meno calda, la granita siciliana sarebbe la protagonista delle nostre giornate. Ancora oggi, assaporare una granita per i siciliani è una sorta di rito, un momento conviviale e di relazioni sociali dai quali restano escluse calorie e diete.

Introduzione: Il mondo delle granite è ricco di sapori e varianti, ma quando si parla di alimentazione e controllo del peso, è fondamentale conoscere il valore calorico di ciò che si consuma. Le granite sono una scelta popolare durante i mesi estivi, offrendo un rinfrescante sollievo dal caldo. Tuttavia, nonostante la loro apparente leggerezza, il loro contenuto calorico può variare significativamente in base agli ingredienti utilizzati. La base di acqua e zucchero è arricchita con vari aromi, tra cui il pistacchio, che aggiunge non solo gusto ma anche calorie.

Valore Calorico della Granita al Pistacchio

Una porzione standard di granita al pistacchio può contenere tra le 150 e le 250 calorie, a seconda della quantità di zucchero e della concentrazione di pistacchi utilizzata nella preparazione. I pistacchi, essendo frutti secchi ricchi di grassi buoni, contribuiscono significativamente al valore calorico totale. L’apporto calorico rilasciato dalla frutta secca oleosa è però piuttosto elevato, si consiglia quindi di limitarne il consumo.

Confronto con Altri Dolci Estivi

Confrontando la granita al pistacchio con altri dolci estivi, si nota che può essere una scelta relativamente moderata in termini calorici. Ad esempio, un gelato alla crema può facilmente superare le 200 calorie per porzione, mentre una fetta di torta alla frutta può arrivare fino a 300 calorie o più.

Fattori che Influenzano il Contenuto Calorico

Diversi fattori possono influenzare il contenuto calorico di una granita al pistacchio. La quantità di zucchero aggiunto è uno dei principali determinanti; riducendola, è possibile abbassare significativamente le calorie. Inoltre, la qualità e la quantità dei pistacchi utilizzati possono variare, influenzando non solo il sapore ma anche le calorie.

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Il pistacchio ha proprietà antiossidanti: aiuta ad abbassare il colesterolo, ha un indice glicemico piuttosto basso ed è ricco di omega 3 e omega 6.

Come Ridurre le Calorie della Granita al Pistacchio

Per chi desidera godere della granita al pistacchio senza eccessivi sensi di colpa, ci sono diverse strategie per ridurne le calorie. Scegliere ricette con minori quantità di zucchero o sostituti dello zucchero a basso contenuto calorico può fare una grande differenza.

Se siete attenti alla linea, vi farà piacere scoprire come le calorie della granita siciliana non siano tali da compromettere la dieta. Non, almeno, gustandola senza panna e senza brioche col tuppo (che per i siciliana è un’eresia, ma va beh…).

La Tradizione Siciliana della Granita

In Sicilia, la granita al pistacchio, viene in genere servita a colazione accompagnata dall’immancabile brioche col tuppo. Mangiare la vera granita è un rito: non si può fare di testa propria, verreste subito “scoperti”. Per sapere come mangiare al meglio tale accoppiata, protagonista indiscussa della colazione siciliana tipica in estate, vi diamo qualche dritta. Nel caso di granita e brioche, invece, il tuppo (ovvero la piccola pallina che sormonta quest'ultima) va intinto nel bicchiere prima di ogni altra cosa.

Si tratta di una granita molto cremosa da realizzare sia con la gelatiera che senza. La granita al pistacchio si può conservare nel congelatore per alcune settimane. Possiamo servire la granita semplice, senza nessuna aggiunta, oppure accompagnarla con un po’ di panna montata e della granella di pistacchio.

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La granita siciliana al pistacchio è tra i fiori all’occhiello della pasticceria sicula estiva. Ritrovarsi l’inestimabile oro verde sotto forma di cremoso composto freddo e goloso non ha prezzo, così come non lo ha immergerci il tuppo e portarlo alla bocca. Se siete fan del pistacchio, dovete assolutamente provarla una volta approdati sull’isola, o comunque farla in casa. Non potete neanche immaginare ciò che vi perdereste.

Storia della Granita Siciliana

Sai da dove proviene l'originale granita siciliana? Da tempi lontani, quando ancora la Sicilia era sotto la dominazione araba. Dove nasce la vera granita siciliana? La tradizione vuole che si sia evoluta prima sul versante orientale dell’isola per poi “invaderla” interamente da costa a costa.

Fin dal Medio Evo, inoltre, esisteva una professione molto particolare, quella dei “nivaroli”. Chi erano? Uomini che durante l’inverno si occupavano di raccogliere la neve sull’Etna, sui monti Peloritani, Iblei o Nebrodi, e tutto l’anno, la conservavano nelle “neviere”, preservandola dal calore estivo, per poi trasportarla sino in riva al mare nei mesi estivi. Chi consumava tutta la neve raccolta nei mesi freddi? I nobili locali, patrizi, i quali acquistavano la neve dell’Etna nei periodi di maggiore arsura, per poi conservarla in apposite “case neviere”. La neve veniva infine grattata e utilizzata per la preparazione di sorbetti e gelati da degustare nei momenti di afa. Per renderla più gustosa, versavano sopra spremute di limone o sciroppi di frutta o di fiori.

Altri gusti? La sua realizzazione era diffusa fino ai primi del Novecento con il nome “rattata” (grattata). Nacque anche il “pozzetto” una botte di legno con all'interno un secchiello di zinco, che poteva essere girato con una manopola. Lo spazio vuoto veniva riempito con la miscela di sale e neve chiusa da un sacco di juta arrotolato e schiacciato.

La preparazione della granita siciliana è unica e riesce a dare una consistenza “a fiocchi” al prodotto. Nel corso del XX secolo, la neve è stata rimpiazzata dall’acqua, e il miele con lo zucchero, il pozzetto manuale raffreddato da ghiaccio (o neve) e sale.

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Dopo aver parlato della storia passiamo alla ricetta della granita siciliana e lo facciamo iniziando da quella al limone, la più comune e diffusa in ogni provincia. Se ci pensiamo bene, gli ingredienti imprescindibili di ogni granita sono acqua, zucchero e la materia prima responsabile del gusto di turno. Non è incredibile come dalla loro combinazione possano venire fuori tali capolavori? Mescolate lo zucchero con l’amido ed unite il succo di limone e l’acqua. Mescolate bene per fare sciogliere lo zucchero.

La granita alla fragola messinese fa parte del patrimonio culinario siciliano. Fate un giro tra le gelaterie dell’isola durante la bella stagione: non potrete non notare, ai tavoli, un’invasione di bicchieri bianchi e rosa (i colori della panna montata e delle fragole, per intenderci) pronti a finire affondati da impazienti cucchiaini.

La ricetta della granita alla fragola con il kit di Sicilyaddict è a prova di principianti. Prendete un contenitore e versate 3/4 di contenuto al suo interno, la restante parte riponetela in frigo. Tiratelo fuori dal frigo e versatene un po' in un frullatore. Unite la parte congelata a quella liquida. La granita siciliana alla fragola è pronta!

Chi ce l’ha, sa che realizzare la granita con il Bimby è un gioco da ragazzi. Non richiede altro che inserire gli ingredienti nel robot da cucina nell’ordine specificato impostando, di volta in volta, le funzioni e le tempistiche richieste per la preparazione. In poche mosse, otterrete il dolce estivo siciliano da poter gustare in una calda giornata di sole.

I gusti della granita siciliana sono pronti ad accontentare tutte le preferenze. La granita al caffè e quella alla fragola sono specialità tipiche del messinese. In entrambi i casi, la morte loro è essere sormontate da uno strato più o meno spesso di panna. La granita ai gelsi è un’altra delle chicche siciliane che si fa a gara ad ordinare durante il periodo di tali deliziosi frutti.

In un magico territorio, quello delle Madonie (precisamente a Piano Principessa, a 1900 metri sopra il livello del mare) vi è ancora una niviera, l’unica nella quale è possibile fare il gelato come lo si faceva un tempo.

Ci sono innumerevoli modi di dire siciliani associati alla granita: "comu ‘na nivera” si utilizza per indicare un ambiente particolarmente freddo e inospitale per gli esseri umani.

C'è anche una leggenda che riguarda la granita. E' quella legata ad una principessa fenicia di nome Oxiria che arrivò in Sicilia per cercare il suo amato. Al fine di conservare la propria bellezza, sembra proprio che facesse incetta di una miracolosa miscela a base di neve dell’Etna, miele e agrumi canditi. Sembra molto simile alla granita che tutti conosciamo, no?

Sapete che gli unici gusti riconosciuti dai laboratori di pasticceria siciliana sono: mandorla, caffè, cioccolato, limone, fragola, pesca, pistacchio e gelsi? Tutti gli altri sono brutte copie.

La panna deve essere obbligatoriamente zuccherata con un tocco di vaniglia (niente panna vegetale) e può essere mangiata in soli due modi, ma questi te li abbiamo già svelati sopra.

tags: #kcal #granita #pistacchio

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