La Dieta Metabolica Italiana: Cos'è e Come Funziona

Come molte altre diete nate negli ultimi anni, la dieta metabolica promette di ottenere risultati eccezionali in brevissimo tempo ed è sostenuta da numerosi studi scientifici che ne testimonierebbero l'efficacia. La dieta metabolica viene spesso presentata come una dieta per dimagrire rapidamente, e, come altri regimi alimentari - ad esempio la dieta chetogenica, si basa sulla forte riduzione di alcuni nutrienti.

È bene spiegare cos'è la dieta metabolica perché si parla tanto di diete low-carb, ossia a basso contenuto di carboidrati, e tra quelle più gettonate ce n'è una che promette di far perdere peso e migliorare la ricomposizione corporea grazie all’accelerazione del metabolismo: la dieta metabolica, appunto.

Cos'è la Dieta Metabolica?

La dieta metabolica è un regime alimentare ipocalorico che promette di "ottimizzare il metabolismo", causando una perdita di peso relativamente rapida mantenendo la massa muscolare. La dieta metabolica è un regime alimentare che alterna periodi a ridotto contenuto di carboidrati e ad elevato contenuto di grassi e proteine a periodi a normale contenuto di carboidrati, ideata nel 2000 dal medico canadese di origini italiane, il Dott. Mauro Di Pasquale. È stata ideata dal medico Mauro di Pasquale, attorno al 2000.

Secondo la dottoressa Laura Ferrero, medico chirurgo specialista in dietologia, «Ideata più di vent’anni fa da Mauro De Pasquale, la dieta metabolica è un regime alimentare che si basa sull’assunzione ciclica dei carboidrati».

Il filo conduttore della dieta metabolica si può spiegare con un semplice paragone: il nostro corpo è una macchina che può funzionare sia a benzina (carboidrati) che a metano (grassi). Tuttavia lo stile di vita attuale porta il nostro organismo ad utilizzare prevalentemente benzina (carboidrati), accumulando metano nel serbatoio (grassi).

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Come Funziona la Dieta Metabolica?

Sostanzialmente, in questa dieta si alternano ciclicamente dei periodi in cui l'apporto di carboidrati è nullo o fortemente ridotto, e periodi in cui è possibile assumerli normalmente. La dieta metabolica si basa su periodi in cui non si consumano carboidrati, o si consumano in maniera fortemente ridotta, e periodi in cui, invece, vengono consumati normalmente. Questo, secondo i suoi sostenitori, “costringerebbe” l’organismo a bruciare i grassi per ottenere energia. Si divide in due fasi:

Fase 1: Adattamento Metabolico

Tale fase, che dura all'incirca 4 settimane, è caratterizzata da una drastica riduzione dell'apporto glucidico. Nella prima fase della durata di 12 giorni consecutivi si riduce il consumo di carboidrati e si aumenta quello degli altri nutrienti. A questa segue una seconda fase di due giorni in cui si aumenta il fabbisogno dei primi e si riduce quello degli altri nutrienti. Tale fase, che dura all'incirca 4 settimane, è caratterizzata da una drastica riduzione dell'apporto glucidico. In questa prima fase il piano alimentare sarà così strutturato: 12 giorni di scarico (pochi carboidrati e molti grassi) seguiti da 2 giorni di ricarica (molti carboidrati).

La fase 1, che dura 2-3 settimane (il cosiddetto “schema dei 14 giorni”), è a sua volta divisa in due sezioni:

  • 12 giorni di scarico, con un consumo ridotto se non nullo di carboidrati.
  • 2 giorni di carico con un consumo leggermente maggiore di carboidrati.

Se durante la fase di scarico ci si sente particolarmente stanchi, la dieta metabolica prevede tutta una serie di soluzioni relazionate al tipo di sintomi manifestato. La linea generale che accomuna tutte queste soluzioni prevede un aumento graduale dell'apporto glucidico, fino alla scomparsa degli effetti indesiderati.

Cosa si mangia nella prima fase?

«Nella prima fase i carboidrati secondo la dieta metabolica devono essere in tutto all’incirca 30 grammi al giorno (pari a 3 fette biscottate, una fettina di pane da 50 grammi oppure 300 grammi di frutta fresca) e vanno consumati a colazione. A tavola si devono quindi prediligere fonti a elevato contenuto di grassi e proteine tra cui le uova, il pesce azzurro, lo yogurt intero, i formaggi. Si possono consumare poi le verdure, eccetto quelle glucidiche come carote, legumi, zucca, mais dolce e cavoli, broccoli e tutte le varietà della famiglia delle crucifere. Si può consumare il caffè e il tè con moderazione e senza zucchero o dolcificanti».

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Fase 2: Mantenimento

Nella seconda fase della dieta metabolica l'organismo è diventato un'efficiente macchina brucia grassi e, per mantenere tale caratteristica, occorre far seguire a 5 giorni di scarico altri 2 giorni di ricarica. Nei cinque giorni di scarico verrà mantenuta la ripartizione calorica sperimentata con successo durante la fase di prova.

La seconda fase dura sette giorni, con:

  • 5 giorni di scarico in cui si consumano pochissimi carboidrati.
  • 2 giorni di carico in cui è possibile consumarne delle quantità maggiori.

I Presunti Benefici

Tra i presunti benefici che vengono solitamente elencati dai sostenitori della dieta metabolica ricordiamo:

  • Una perdita di peso rapida, causata dal fatto che l’organismo, senza carboidrati, sarebbe “costretto” a bruciare i grassi. In realtà non vi sono prove scientifiche del fatto che ciò, effettivamente, avvenga.
  • Il mantenimento della massa muscolare, che avverrebbe grazie al fatto che vengono comunque assunte delle proteine.
  • Il miglioramento della glicemia, causato appunto dalle ridotte quantità di carboidrati.

Rischi e Controindicazioni

Detto questo, passiamo ai numerosi rischi e alle controindicazioni che incorre chi decide di “provare” questa dieta:

  • Si tratta di un piano alimentare senza valenza scientifica. Dunque, ciò che viene promesso non è stato in alcun modo confermato da prove concrete.
  • La perdita di peso è temporanea. La dieta metabolica è infatti fortemente sbilanciata: ciò significa che il peso perso verrà recuperato tutto dopo aver ripreso una alimentazione regolare. Questo potrebbe a sua volta avere degli effetti negativi sulla psiche, e potrebbe potenzialmente portare a cercare nuove restrizioni alimentari per perdere nuovamente peso.
  • Sbilanciamento dei macronutrienti, come accennato. Si favoriscono grassi e proteine a discapito dei carboidrati, i quali tuttavia sono fondamentali perché il nostro organismo possa produrre efficacemente energia.
  • Apporto quasi nullo di fibre.

Inoltre, Di Pasquale dà libero spazio al consumo di formaggi e di carni ad alto contenuto proteico e lipidico (pancetta affumicata, salsiccia, maionese, burro, uova ecc). Risulta evidente la scarsità di fibre imposta dalla dieta metabolica. Frutta e verdura, infatti, contengono un certo quantitativo di carboidrati e viene pertanto consigliato di non eccedere con il loro consumo.

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Errori Comuni

Secondo alcuni esperti, ci sono diversi errori che si commettono seguendo questa dieta:

  1. Incolpare i carboidrati di far ingrassare. È l‘eccesso calorico che ci fa aumentare di peso, infatti puoi dimagrire mangiando i carboidrati se la dieta è ipocalorica.
  2. Aspettare 5 giorni per riassumere carboidrati. Un lasso di tempo troppo lungo per riabituarsi correttamente ai carboidrati (a livello enzimatico).
  3. Approccio senza contare calorie e macronutrienti.

Dieta metabolica: Menù settimanale

Riportiamo qui quello che potrebbe essere il menù durante la settimana di metabolica. Nel piano del Dr Di Pasquale non si prevede di contare le calorie. Dal lunedì al venerdì basta scegliere un secondo con verdure a pranzo e cena, mentre nel weekend un primo.

Consigli Finali

Insomma, se si desidera perdere peso è sì necessario ripensare il proprio piano alimentare, ma è fondamentale che ciò venga fatto in maniera sana ed equilibrata. “Tagliare” uno o più macronutrienti non fa altro che provocare danni, e rischia di innescare un effetto yo-yo, con cali e recuperi di peso, che può avere ripercussioni anche gravi non solo sul fisico, ma anche sulla psiche.

È quindi sempre utile consultare un professionista dell'alimentazione, come un dietista o un dietologo o un nutrizionista - rigorosamente specializzato. Se si desidera iniziare una dieta per dimagrire è fondamentale rivolgersi ad un professionista, come un nutrizionista, che possa ascoltare le nostre necessità e fornirci un piano alimentare personalizzato e bilanciato.

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