Salutare e sostenibile, innalzata a bandiera del viver bene: stiamo parlando della dieta mediterranea. Lodata in tutto il mondo per il suo potenziale di prevenzione nei confronti di numerose patologie, la dieta mediterranea è diventata il simbolo di una terra, l’Italia, che ha fatto dei propri prodotti l’espressione della sua storia e della sua cultura. Oltre alla comunità scientifica, anche le istituzioni internazionali hanno convenuto sull’importanza della dieta mediterranea: nel 2010 dall’Unesco è stata riconosciuta Patrimonio culturale immateriale dell’umanità come esempio di ricchezza culturale legata al territorio e alla società, che ha saputo associare il mangiar bene alla convivialità e alla condivisione.
In questo articolo affronteremo tutto quello che c’è da sapere sulla dieta mediterranea: dalle sue origini alle sue caratteristiche, dai benefici sull’organismo alla piramide alimentare e alla sua sostenibilità.
Le Origini della Dieta Mediterranea
Quando si parla delle origini della dieta mediterranea, in realtà si fa riferimento ad uno sviluppo progressivo di tradizioni alimentari, che si sono andate via via ad affermare in alcuni paesi dell’Europa meridionale: Italia, Spagna e Grecia. Fu il medico italiano Lorenzo Piroddi a parlare per primo del concetto di dieta mediterranea, intorno al 1939. Ma fu il fisiologo statunitense Ancel Keys a dare visibilità internazionale a questo modello alimentare, pubblicando la ricerca Seven Countries Study (Studio dei sette paesi).
Nella sua analisi Keys dimostrò l’esistenza di una relazione tra alimentazione e salute. La ricerca, che prese avvio nel 1958, venne realizzata su un gruppo di 12mila persone, di età compresa tra i 40 e i 60 anni, residenti in: Stati Uniti d’America, Olanda, Croazia-ex-Jugoslavia, Serbia-ex- Jugoslavia, Finlandia e Italia. Keys si rese così conto che le popolazioni mediterranee sviluppavano malattie di tipo cardiovascolare o patologie quali diabete, colesterolo alto e obesità molto meno frequentemente rispetto alle popolazioni degli altri Paesi, USA in primis.
Perché? Keys osservò che le popolazioni che vivevano lungo il bacino del Mar Mediterraneo conducevano un’alimentazione più salutare rispetto alle altre. Così dimostrò che la dieta mediterranea, ricca di carboidrati, fibre, acidi grassi monoinsaturi e a basso consumo di grassi saturi, era la diretta responsabile della salute e benessere degli italiani.
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Le conclusioni della ricerca di Keys diventarono un libro, Eat well and stay well, the Mediterranean way, che il fisiologo pubblicò negli Stati Uniti con l’intento di promuovere uno stile alimentare salutare tra la popolazione americana. Ancel Keys, che visse in Italia per oltre 20 anni, nel 2004 venne insignito della Medaglia al merito alla salute pubblica dello Stato Italiano. Qualche mese dopo morì all’età di cento anni, segno che la dieta mediterranea ha funzionato perfettamente sul suo inventore.
Dieta Mediterranea: la Piramide Alimentare
La dieta mediterranea è un regime alimentare che si basa su un apporto bilanciato di macronutrienti a scopo energetico così ripartito:
- tra il 45 ed il 60% dell’energia quotidiana deve provenire dai carboidrati, con una netta prevalenza di quelli complessi (cereali e verdure) sugli zuccheri semplici (zucchero da tavola e dolci in generale);
- il 10-12% da proteine, principalmente vegetali (verdure e legumi);
- il 20-35% dai grassi, con una percentuale di grassi saturi (che sono prevalentemente contenuti nella carne) inferiore al 10%.
Questi principi sono strutturati nella piramide alimentare, che si configura come un modello di alimentazione che descrive delle regole nutrizionali “impilando” gli alimenti in una struttura piramidale alla base della quale troviamo i cibi che devono essere consumati in quantità maggiori e all’apice quelli che devono essere assunti con moderazione per assicurare un corretto fabbisogno energetico e uno stile di vita salutare.
Alla base della piramide alimentare della dieta mediterranea ci sono le verdure, la frutta e i cereali. Ogni giorno si dovrebbero consumare cinque porzioni di frutta fresca e verdura, e due di cereali (pane, pasta, riso, ecc…) privilegiando i prodotti integrali, ricchi di fibre e non sottoposti a processi di raffinazione.
Oltre agli alimenti, alla base della piramide troviamo i consigli da seguire per condurre uno stile di vita salutare:
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- bere tanta acqua;
- fare attività fisica;
- convivialità;
- stagionalità degli alimenti;
- privilegiare i prodotti locali.
Salendo al secondo gradino della piramide troviamo:
- il latte e i suoi derivati a basso contenuto di grassi (come lo yogurt), da assumere quotidianamente in due porzioni da 125 ml;
- la frutta a guscio, come noci, nocciole e mandorle, semi e olive, da mangiare 1-2 volte al giorno;
- l’olio extravergine di oliva, da consumare 3-4 cucchiai al dì meglio se a crudo insieme ad aglio, cipolla, erbe e spezie per ridurre l’utilizzo del sale.
Salendo verso il vertice della piramide, troviamo gli alimenti da consumare non ogni giorno, ma durante la settimana. Si tratta dei cibi proteici, da alternare nei giorni per ricevere il corretto apporto di proteine quotidiano. Nel dettaglio:
- pesce, almeno due porzioni alla settimana;
- legumi, anche questi da consumare almeno due volte ogni 7 giorni;
- carne bianca, 2-3 porzioni alla settimana;
- uova, da 1 alle 4 volte;
- formaggi, massimo due porzioni da 100 grammi ogni 7 giorni che si riduce a 50 se sono stagionati.
Al vertice della piramide della dieta mediterranea ci sono i cibi da assumere con moderazione:
- carne rossa, 1-2 volte alla settimana;
- salumi, massimo una volta alla settimana;
- dolci, 1-2 volte alla settimana massimo.
Dieta Mediterranea: Tutti i Benefici
Moltissimi studi dimostrano che seguire la dieta mediterranea aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro, obesità, diabete, aterosclerosi, ipertensione e malattie digestive. I benefici di questo regime alimentare sono collegati a molti fattori, quali il consumo giornaliero di alimenti poco calorici e ad alto valore nutrizionale (frutta, verdura e legumi), che mantengono in forma e assicurano all’organismo tutte le sostanze di cui ha bisogno per vivere bene, come le fibre. Non solo, la dieta mediterranea è a basso contenuto di grassi, che sono per la maggioranza dei casi insaturi, ed è caratterizzata da ingredienti dalle proprietà antiossidanti.
Tutte condizioni, queste, che aiutano il corpo a tenere sotto controllo i valori di colesterolo e trigliceridi nel sangue, il che contribuisce a mantenere in salute il cuore, a limitare il rischio di infarto, a ridurre l’ipertensione ed a evitare l’insorgenza di malattie metaboliche, come obesità e diabete. Ricerche più nuove hanno dimostrato anche che la dieta mediterranea protegge il sistema cerebrale dal declino cognitivo. Dunque, sembrerebbe proprio che questo modello alimentare riduca il rischio di Alzheimer e Parkinson. Infine, gli esperti concordano sul fatto che chi conduce una dieta di tipo mediterraneo ha il 20% di possibilità di vivere più a lungo di chi segue altri regimi alimentari, il che si concretizza in due/tre anni di aspettativa di vita in più.
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Il successo della dieta mediterranea sta nel fatto che questa è inquadrata all’interno di un modello di vita fatto non solo di alimentazione genuina e nutriente, ma anche di abitudini salutari che aiutano a vivere bene, prima fra tutte fare attività fisica. Basta anche una camminata di mezzora al giorno per mantenersi in forma e in salute.
Una Curiosità sulla Dieta Mediterranea: È Sostenibile
Quanta salute, e quanta sostenibilità! Perché sì, la dieta mediterranea è anche sostenibile. È stimato che per ricavare 100 calorie, la dieta mediterranea ha un impatto ambientale inferiore del 60% rispetto alle alimentazioni nordeuropee e statunitensi, che consumano più carne e grassi animali rispetto a vegetali e cereali.
In che senso, dunque, la dieta mediterranea è sostenibile da un punto di vista ambientale? Questo regime alimentare, fatto principalmente di frutta, verdura, cereali e legumi, usa meno risorse naturali (acqua e suolo) e porta ad una inferiore emissione di gas serra rispetto a diete che fanno un consumo maggiore di alimenti di origine animale.
La dieta mediterranea predilige frutta e verdura di stagione. Questo fa bene all’ambiente per vari motivi, per esempio perché si evita la coltivazione in serra, non si usano (o si usano poco) concimi chimici e pesticidi, e per la conseguente riduzione dei costi di trasporto da Paesi lontani. Il modello alimentare mediterraneo rispetta la biodiversità, grazie, in primo luogo, alla roteazione delle culture sui medesimi campi. La dieta mediterranea predilige alimenti freschi e integrali, non raffinati e poco trasformati. E anche questo riduce gli impatti ambientali rispetto ad alimentazioni in cui il consumo di cibo trasformato è più elevato.
Non solo sostenibilità ambientale, ma anche economica. La dieta mediterranea infatti:
- riduce le spese sanitarie. Come detto sopra, la dieta mediterranea ha molti benefici sulla salute e riduce il rischio di insorgenza di numerose malattie. Più le persone sono in salute, meno avranno bisogno di cure mediche;
- riduce la spesa delle famiglie. Privilegiare alimenti vegetali, di stagione e tipici del territorio ha un impatto nettamente inferiore sulla spesa alimentare dei nuclei familiari rispetto a diete in cui abbondano cibi fuori stagione, trasformati e di origine animale;
- la dieta mediterranea crea reddito e occupazione: guardando all’Italia, il settore primario gioca un ruolo fondamentale all’interno dell’economia del Paese;
- la dieta mediterranea ha rilanciato il turismo in Italia, fortemente legato all’offerta enogastronomica del Bel Paese.
Dieta mediterranea e prevenzione oncologica
Oggi sappiamo che fino al 40% dei casi di cancro potrebbe essere evitato agendo su comportamenti, abitudini modificabili, alimentazione inclusa.L’effetto protettivo offerto dalla dieta mediterranea sembra ormai una certezza anche contro i tumori. Sicuramente uno degli effetti più importanti è la riduzione dell’infiammazione. Oggi sappiamo che l’infiammazione è in grado di favorire la trasformazione delle cellule normali in tumorali e di sostenere la loro crescita incontrollata.
Un altro effetto è legato al controllo del peso corporeo. Troppi chili in eccesso innescano infatti una serie di meccanismi - dall’aumento dell’infiammazione stessa a quello della glicemia e dei livelli di insulina circolanti - che alimentano lo sviluppo e la proliferazione cellulare in senso tumorale. Quanto sia importante controllare il proprio peso - attraverso l’aumento dell’attività fisica e la riduzione del consumo di alimenti ad alta densità energetica - lo si deduce dalla lista dei tumori associati al sovrappeso e all’obesità. Sono almeno 12, responsabili solo in Italia di oltre 150.000 nuove diagnosi all’anno: si tratta dei tumori del cavo orale, dello stomaco, del colon-retto, della mammella, del pancreas, della colecisti, del fegato, dell’ovaio, del rene, dell’esofago, della prostata, della cervice e del corpo dell’utero.
A ciò occorre aggiungere che i nutrienti che entrano nell’organismo con gli alimenti possono svolgere azioni anche sui geni, compresi alcuni di quelli che ci proteggono dallo sviluppo di un tumore. Grazie ai risultati ottenuti dalla comunità scientifica, oggi sappiamo che determinate abitudini alimentari non salutari possono compromettere tali meccanismi di controllo e favorire la proliferazione delle cellule malate.
La dieta mediterranea protegge da almeno 11 forme di cancro
Gli studi finora condotti, quasi tutti di tipo epidemiologico, hanno confermato che chi segue la dieta mediterranea ha un rischio più basso di ammalarsi di almeno 11 forme di cancro. Tra questi, tutti quelli dell’apparato digerente: stomaco, colon-retto, fegato, cistifellea e pancreas. Ma non solo. I risultati di diverse ricerche sembrano mostrare che l’adesione regolare alla dieta mediterranea protegga anche dal rischio di sviluppare tumori al seno, alla prostata, al rene, all’utero, alle ovaie e agli organi del distretto testa-collo (bocca, gola, naso, laringe, faringe, ghiandole salivari e tiroide).
Una revisione di studi pubblicata sulla rivista Npj Aging ha evidenziato inoltre che il medesimo effetto protettivo (in termini di incidenza, non di mortalità) si registra anche nella popolazione anziana, che di solito è quella maggiormente colpita dal cancro. La maggior parte degli studi considerati aveva indagato la relazione tra la dieta mediterranea e 3 dei tumori più diffusi: quelli del seno, del colon-retto e della prostata.
Sono stati proposti diversi meccanismi per spiegare l'effetto protettivo della dieta mediterranea sul rischio oncologico. Considerando l’alto contenuto di flavonoidi, acidi grassi omega-3 e acido folico, questo regime alimentare potrebbe ostacolare l'infiammazione subclinica, ritardando così il processo di invecchiamento cellulare che facilità la formazione dei tumori. Un’altra ipotesi è che aiuti a mantenere un miglior controllo glicemico, in grado di ridurre le probabilità di avere il diabete. Il diabete di tipo 2, tipico negli anziani, è infatti associato a un rischio maggiore di sviluppare alcuni tipi di tumore, tra cui quelli al pancreas, fegato, endometrio, colon-retto, seno e vescica.
Vi sono infine evidenze che le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti della dieta mediterranea possano avere un impatto sulla lunghezza dei telomeri, le strutture che si trovano alle estremità dei cromosomi e tendono ad accorciarsi nel corso della vita. Questo processo sembra essere rallentato nelle persone che seguono la dieta mediterranea.
Abitudini e comportamenti più salutari in chi segue la dieta mediterranea
Tra i meriti della dieta mediterranea vi è anche il fatto di favorire una serie di abitudini salutari che favoriscono, per esempio, il consumo regolare di frutta e verdura. Una conseguenza è l’apporto di sostanze antiossidanti e minerali, che hanno un ruolo protettivo contro i tumori al seno, al colon-retto, alla prostata e ai polmoni. La dieta mediterranea promuove anche un’elevata assunzione di fibre, riducendo il rischio di insorgenza dei tumori del colon-retto, e una più moderata di latte e latticini, contrastando i rischi per i tumori del polmone, dello stomaco, del seno, dell’esofago e del cavo orale.
Questo regime alimentare prevede inoltre un moderato consumo di carni rosse e lavorate, alimenti che, se assunti in eccesso, sono un fattore di rischio per l’insorgenza di tumori soprattutto a carico degli organi dell’apparato digerente. Ma l’azione preventiva, come detto, non dipende soltanto da ciò mangiamo. A contribuire a una riduzione del rischio oncologico sarebbe anche l’attitudine, da parte di chi segue un regime alimentare vario ed equilibrato, a praticare attività fisica con maggiore regolarità, a evitare il fumo di sigaretta e a moderare il consumo di bevande alcoliche.
Dieta mediterranea ideale anche per chi sta già curando un tumore
Negli ultimi anni sono diverse le ricerche che hanno valutato l’impatto della dieta sullo stato di salute delle persone già colpite da un tumore. Le indicazioni nutrizionali, in questo caso, devono essere fornite in base alle condizioni individuali dei pazienti, considerando la malattia da cui sono stati colpiti, lo stato fisico in cui si trovano e i tipi di trattamento cui sono sottoposti.
Dopo la conclusione delle terapie, il tipo di alimentazione più indicato è quello mediterraneo sia per chi ha perso peso (ma non ha problemi nutrizionali) sia per chi rischia di aumentare di peso (è il caso delle pazienti trattate per un tumore al seno). Nell’ambito delle strategie di prevenzione secondaria, si punta così a limitare le probabilità di insorgenza di ulteriori malattie o fattori di rischio che potrebbero rendere più probabile la comparsa di una recidiva.
L’apporto calorico - così come quello di determinati alimenti - varierà in base alle esigenze, ma l’indicazione a seguire un’alimentazione varia e bilanciata e a praticare attività fisica è valida per tutti. I nutrizionisti clinici, con il supporto degli oncologi, forniranno le indicazioni per ogni paziente.
Per chi è già alle prese con una malattia oncologica, tali indicazioni prevedono in genere un ridotto consumo di zuccheri, sale e di grassi animali (salumi, affettati, carne grassa di bovino, suino o agnello, uova, burro, formaggio e intingoli) e un aumento del consumo di verdura, frutta e cereali.
Immunoterapia più efficace se si segue la dieta mediterranea?
Sul piano del contributo alle cure, la dieta mediterranea potrebbe determinare anche un beneficio nella risposta all’immunoterapia. Si tratta di un’ipotesi formulata per la prima volta nel 2017 e che negli anni è stata confermata a più riprese.
Di recente ciò è stato avvalorato da uno studio i cui risultati sono stati pubblicati nel 2022 sulla rivista Science da un gruppo di ricercatori dell’MD Anderson Cancer Center di Houston, in Texas. Dal loro lavoro è emerso che la risposta alle cure dei pazienti affetti da un melanoma metastatico è maggiore se questi assumono una quantità adeguata di fibre alimentari. I risultati, ottenuti sia in animali di laboratorio sia in una sperimentazione clinica con i pazienti, sembrano confermare la capacità del microbiota intestinale di influire sul funzionamento del sistema immunitario.
La dieta mediterranea, in questo caso, sembrerebbe avere un impatto sulla varietà di batteri ospitati nell’organismo, creando il "terreno" più adatto affinché si registri una migliore risposta all’immunoterapia. Questo aspetto è di grande interesse sia per la comunità dei ricercatori sia per i clinici, considerando che l’immunoterapia ha cambiato radicalmente l’approccio ad alcune malattie oncologiche e allungato la prospettiva di vita per pazienti che prima non avevano molte speranze.
La dieta mediterranea fa bene anche al cervello
L’adesione regolare e prolungata nel tempo a un regime dietetico di tipo mediterraneo sembra avere effetti positivi anche per quanto riguarda la prevenzione ...
Principi della Dieta Mediterranea
Per riassumere tutti i princìpi della dieta mediterranea e far presa sulla popolazione fu proposta negli anni '90 una semplice piramide alimentare che riportava la distribuzione in frequenza e quantità degli alimenti nell'arco della giornata. Nota: i cereali alla base della piramide, da consumare ad ogni pasto, sono considerati integrali.
La dieta mediterranea è incentrata soprattutto sulla corretta scelta degli alimenti, mentre l'aspetto calorico gioca un ruolo di secondo piano. Il consumo di carne bianca è prevalente rispetto a quella rossa, ed è comunque limitato a una o due volte la settimana. I pomodori per esempio oltre ad essere ingredienti tipici della dieta mediterranea sono ricchi di antiossidanti ed in particolare di licopene, una sostanza in grado di proteggere dal cancro alla prostata. Anche la fibra alimentare è una componente molto importante della dieta. Con la sua azione previene l'iperalimentazione dando un precoce senso di sazietà, regola le funzioni intestinali, modula l'assorbimento dei nutrienti e i processi metabolici. Il pesce è uno degli alimenti più completi in quanto ricco di proteine, grassi amici del cuore e sali minerali come fosforo, calcio, iodio e ferro. I piatti tipici della dieta mediterranea rappresentano dunque un'eccellenza gastronomica e nutrizionale di prim'ordine.