Allergia alle Proteine del Latte Vaccino: Informazioni Dettagliate

L’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) è la più comune forma di allergia alimentare nei neonati e lattanti, con una prevalenza stimata tra il 2% e il 5%. L'APLV è un problema d’ipersensibilità agli alimenti caratteristici dei primi mesi e della prima infanzia.

A differenza dell'intolleranza al lattosio, l’intolleranza alle proteine del latte è una forma di allergia nei confronti delle proteine del latte. È diversa dall’intolleranza al lattosio, in quanto non si tratta di una difficoltà digestiva dovuta alla mancanza di un enzima.

Compare in genere verso il 2° mese di vita, se il bambino è allattato artificialmente; se il bambino è allattato al seno, in genere, compare al momento dello svezzamento o del passaggio al latte di proseguimento.

L’APLV richiede una gestione personalizzata, che integri approccio medico, dietetico e, nei casi opportuni, anche osteopatico. Il sostegno alla relazione madre-bambino, il rispetto della fisiologia digestiva e la capacità di lavorare in rete tra professionisti sono le vere risorse per accompagnare il lattante verso la risoluzione del quadro e il benessere globale.

Classificazione Immunologica dell'APLV

L’APLV può essere classificata immunologicamente in due tipi:

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  • IgE-mediata: risposta acuta con sintomi entro 2 ore dall’assunzione. Può causare orticaria, vomito, broncospasmo, e addirittura anafilassi.
  • Non IgE-mediata (immunità cellulare): reazioni ritardate (da 2 ore a più giorni dopo l’assunzione), prevalentemente gastrointestinali.

Sintomi dell'Intolleranza alle Proteine del Latte

I sintomi sono svariati, possono coinvolgere diversi organi e apparati e comparire anche per dosi apparentemente insignificanti. Le reazioni possono essere immediate o ritardate. Shock e angioedema sono le reazioni immediate più gravi e pericolose.

Tra i sintomi più comuni dell’intolleranza alle proteine del latte ricordiamo:

  • i sintomi gastrointestinali, come gonfiore e flatulenza, vomito, nausea, reflusso, crampi e coliche addominali e sangue nelle feci
  • i sintomi dermatologici, come eczemi, acne o comparsa di rossore e macchie rosse sulla pelle;
  • i sintomi respiratori, come difficoltà respiratorie accompagnate da tosse e respiro sibilante.

Nei casi più gravi si rischia lo shock anafilattico, e per questo è necessario rivolgersi tempestivamente ad un medico, soprattutto qualora il soggetto affetto sia un infante o un bambino molto piccolo.

Può manifestarsi con un ampio spettro di sintomi gastrointestinali, cutanei e respiratori, influendo sulla crescita, sul benessere e sulla regolazione neurovegetativa del bambino.

Diagnosi dell'Intolleranza alle Proteine del Latte

Qualora si sospetti un’intolleranza, è necessario rivolgersi ad un medico che effettuerà dei test appositi. È particolarmente importante sottoporre a dei test per l’ intolleranza alle proteine del latte un neonato che ha manifestato una sintomatologia sospetta.

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La diagnosi si basa esclusivamente sull’abolizione temporanea ma scrupolosa dalla dieta delle PLV (proteine del latte vaccino) e sulla dieta di esclusione seguita da test di provocazione orale, considerato il gold standard, soprattutto nei casi non IgE-mediati.

Tipi di Formula in Caso di APLV

La scelta del latte artificiale dipende dalla gravità dei sintomi, dal tipo di reazione immunologica e dalla risposta clinica:

  1. Adatti nella maggior parte dei casi non complicati poiché altamente tollerabili
  2. Indicate nei casi gravi, intolleranti a eHF, refrattari o con anafilassi, enteropatia grave, ipoproteinemia o scarso accrescimento
  3. Il riso idrolizzato è un’opzione in caso di intolleranza a eHF e in assenza di anafilassi
  4. Formule AR (anti-reflusso) Contengono addensanti (es. Utili nei reflussi persistenti, ma non indicate in caso di esofagite: aumentano la permanenza del refluito in esofago

Non indicati in caso di APLV: la struttura proteica del latte di capra è simile a quella del latte vaccino e può causare reazioni crociate. I latti “delattosati” eliminano il lattosio, non le proteine.

Allattamento al Seno e APLV

Il latte materno è sempre la prima scelta nei neonati, anche in presenza di APLV. Tuttavia, in presenza di danni alla mucosa intestinale (es. enteropatia eosinofila), può comparire una lattasi secondaria → malassorbimento del lattosio → meteorismo, crampi, diarrea.

Gestione dell'Intolleranza alle Proteine del Latte: Consigli Pratici

Per gestire l’intolleranza alle proteine del latte occorre evitare il contatto con le stesse, escludendo di conseguenza latte e derivati dalla dieta. Il consiglio principale è di controllare con attenzione le etichette degli alimenti in quanto spesso sono presenti anche all’interno di alimenti all’apparenza “insospettabili”.

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Qualora il soggetto affetto sia un lattante è necessario valutare con il proprio medico quale formula di latte fornirgli: si tratta di tipologie di latte artificiale formulato appositamente per casi di intolleranza, che nella maggior parte dei casi non creano disturbi ai piccoli e che gli forniscono al contempo tutti i nutrienti necessari.

Bisogna leggere attentamente le etichette di ogni cibo acquistato per verificare che non contenga l’allergene o suoi derivati. Occhi aperti perché le “sostanze incriminate” possono nascondersi in alimenti insospettabili come salsicce, wurstel, insaccati, ragù e legumi in scatola.

Alternative Senza Latticini per una Dieta Sana

Per una dieta sana, qualora si soffra di sensibilità alle proteine del latte, è necessario consultare un professionista che possa assisterci nel passaggio a una dieta priva di latticini. Tuttavia, le alternative esistono.

Dunque, cosa mangiare se si ha un’intolleranza alle proteine del latte? Oltre a fare attenzione alle etichette, come già accennato, tendenzialmente i prodotti per vegani sono prive delle proteine che causano il disturbo.

Altre alternative possibili sono:

  • Formaggi e dolci vegani;
  • Bevande a base di mandorle, soia o riso (se non si è intolleranti al riso);
  • Yogurt vegetali;
  • Formaggi vegetali privi di proteine del latte;
  • Legumi.

Differenza tra Intolleranza al Lattosio e Allergia al Latte

Qual è la differenza tra intolleranza e allergia al latte? L’intolleranza al lattosio o allergia al lattosio non riguarda le proteine, ma il lattosio: uno zucchero contenuto all’interno del latte. I disturbi in alcuni casi sono simili e i sintomi sono fastidiosi ma tendenzialmente innocui, può essere individuata con il test del respiro e, a differenza dell’allergia alle proteine del latte non tende a sparire con l’età.

Impatto dell'Intolleranza alle Proteine del Latte sui Bambini

Nei bambini, soprattutto se molto piccoli, l’intolleranza alle proteine del latte può avere un impatto importante, ma, come accennato, nella maggior parte dei casi passeggero. Normalmente occorre fare attenzione perché il piccolo non venga esposto alle proteine del latte, in quanto potrebbe causare disagi importanti e, in alcuni casi, rallentamento della crescita. Tuttavia, a seguito di un’alimentazione controllata l’intolleranza regredisce da sola nella maggior parte dei casi, e non causa danni o disagi a lungo termine.

L’intolleranza alle proteine del latte è una condizione che può influire significativamente sulla qualità della vita, ma con la giusta diagnosi e gestione è possibile condurre una vita normale e sana.

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