L'alimentazione gioca un ruolo cruciale nella prevenzione e nella cura delle malattie che colpiscono la mente. Con l’Expo all’orizzonte e la Settimana mondiale del cervello dietro l’angolo, i neurologi accendono i riflettori sull’importanza dell’alimentazione nella prevenzione e cura delle malattie che colpiscono la mente.
Il Ruolo della Dieta nel Parkinson e nell'Alzheimer
Per i 200 mila italiani con Parkinson, il presidente della Sin Aldo Quattrone, rettore dell’università degli Studi ‘Magna Græcia’ di Catanzaro, elenca “almeno 5 buone ragioni a supporto della scelta di una dieta ad alto contenuto ‘verde’”. Su tutte “la possibile interazione delle proteine con l’assorbimento e l’ingresso nel cervello del farmaco di riferimento per questa patologia, la levodopa”.
Per contrastare poi la perdita di peso legata agli importanti movimenti involontari cui vanno incontro i pazienti e alle difficoltà di deglutizione, “una dieta vegetariana è idonea perché ad alto contenuto di carboidrati e basso di grassi”. E aiuta anche contro le fluttuazioni motorie, specie post-prandiali, e le carenze di alcuni minerali e vitamine.
Carlo Ferrarese, direttore scientifico del Centro di neuroscienze di Milano (università di Milano-Bicocca, ospedale San Gerardo di Monza) spiega che un’alimentazione povera di colesterolo e ricca di fibre, vitamine e antiossidanti presenti in frutta e verdura e di grassi insaturi contenuti nell’olio di oliva, viene collegata da studi di popolazione a una ridotta incidenza anche della malattia di Alzheimer.
Rischi delle diete vegane e integrazione di nutrienti
Ma se gli specialisti promuovono la tavola ‘green’, lanciano invece un monito sulle scelte alimentari più estreme. In una fase in cui in Italia (dati Eurispes) si contano 3,8 milioni di vegetariani e 400 mila vegani. "Il rischio di regimi così stretti come quello vegano che esclude anche uova e latte è che portino a carenze di alcuni nutritenti essenziali - rileva Mario Zappia, direttore della Clinica neurologica del Policlinico dell’università di Catania - Circa il 50% dei vegani ha bassi livelli plasmatici di vitamina B12. Disfunzioni neurologiche si manifestano quando, in seguito al diminuito introito alimentare di questa vitamina, i depositi corporei si esauriscono. Un ritardo di 5-10 anni può separare l’inizio di una dieta estrema dall’insorgenza dei disturbi neurologici”.
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In considerazione “delle attuali condizioni geo-politiche planetarie e di tendenze culturali sempre più diffuse tendenti al veganesimo, è possibile che nei prossimi anni si assista a un incremento di deficit neurologici dovuti a condizioni carenziali”.
Vitamina B12 e Anemia
Un'alimentazione che escluda il consumo di carne può portare a carenza di vitamina B12, essenziale per la sintesi dell'emoglobina. La vitamina B12 si ritrova nei lieviti alimentari e nei vegetali. La vitamina C contenuta nella frutta fresca e nella verdura favorisce l'assorbimento del ferro a livello intestinale.
Spesso i vegani sono denutriti e mancano di nutrienti essenziali. Una dieta razionale, può esporre al rischio di anemie. Per prevenire le anemie, è importante consumare alimenti biologici e biodinamici, e favorire l'assimilazione del ferro non-emetico combinando diversi alimenti vegetali.
Omega-3 e Malattie Autoimmuni
Ad oggi non esistono dati solidi e conclusivi sull’efficacia degli omega-3 (sia marini sia da fonti vegetali) nel trattamento o nella modulazione delle malattie autoimmuni.
Nutrizione Enterale e Orale con Proteine Vegetali
Esistono alimenti a fini medici speciali come Compleat Plant Protein, nutrizionalmente completo, ipercalorico e iperproteico, a base di proteine esclusivamente vegetali e arricchito con fibra, indicato per la nutrizione orale e enterale con SNG - PEG di pazienti con problemi di masticazione e deglutizione.
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È particolarmente indicato quando si voglia fornire una nutrizione 100% vegetale a base di proteine dei piselli, per la gestione dietetica di pazienti con aumentato fabbisogno calorico-proteico e con capacita limitata di ingestione, digestione, assorbimento e metabolismo, malnutriti o a rischio di malnutrizione.
Altri Fattori Importanti per la Salute del Cervello
Fuori dalla tavola non va trascurato “il sonno, che faciliterebbe la rimozione di proteine tossiche dal cervello riducendo l’accumulo di beta-amiloide”. E l’esercizio fisico che “può aumentare la produzione di fattori di crescita del cervello”.
Il cervello va nutrito anche di cibo ‘immateriale’.“La densità dei contatti sinaptici in grado di generare network cerebrali alternativi, la cosiddetta ‘riserva cognitiva’, dipende da istruzione, rapporti sociali e attività lavorative - spiega Gioacchino Tedeschi, ordinario di Neurologia alla II università di Napoli - E sembra che tutto ciò sia funzionale a mantenere il cervello attivo e a controbilanciare, nelle neurodegenerazioni, la perdita progressiva di neuroni”. L’impegno in attività ludiche e fisiche e un lavoro complesso e stimolante, variabile e innovativo possono avere un effetto protettivo.
Tabella Riassuntiva: Nutrienti Chiave e Fonti
| Nutriente | Fonti Vegetali | Considerazioni |
|---|---|---|
| Vitamina B12 | Alimenti vegetali fortificati, integratori | Essenziale per la funzione neurologica; integrazione spesso necessaria in diete vegane. |
| Ferro | Legumi, verdure a foglia verde scuro, frutta secca | Assorbimento migliorato con vitamina C; considerare integratori in caso di anemia. |
| Omega-3 | Semi di lino, noci, olio di lino, alghe | Benefici potenziali per l'infiammazione; valutare integrazione in caso di malattie autoimmuni. |
| Proteine | Legumi, tofu, tempeh, seitan, quinoa | Assicurare un apporto adeguato per la salute muscolare e generale. |
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