L'anoressia nervosa, secondo la classificazione diagnostica del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, è un comune disordine del comportamento alimentare caratterizzato dal controllo dell'alimentazione per ricercare la magrezza, a causa di una visione distorta della propria immagine corporea, che porta ad una grave sindrome da malnutrizione con esiti anche letali.
Cos'è l'Anoressia Nervosa?
Si tratta di un grave disturbo e un disagio psichiatrico che induce la persona a rifiutare di alimentarsi e che la porta ad avere un peso corporeo significativamente basso rispetto all'età, allo sviluppo e alla salute fisica. Non si tratta pertanto di una diminuzione o di una mancanza di appetito per cause fisiopatologiche ma di una volontaria riduzione o interruzione dell'alimentazione.
Diagnosi dell'Anoressia Nervosa
Non è facile definire la soglia di peso che permette di diagnosticare l’anoressia. In linea di massima si adotta il criterio di un peso corporeo inferiore di oltre il 15% al peso normale per età e sesso oppure un Indice di Massa Corporea (IMC) uguale o inferiore a 17 (calcolato come rapporto tra il peso in chilogrammi e il quadrato dell’altezza in metri). La gravità del quadro anoressico è maggiore a mano a mano che l’IMC si abbassa.
Tipi di Anoressia Nervosa
- Anoressia restrittiva: l’alimentazione è ipocalorica, vengono evitati tutti i cibi che fanno ingrassare e l’obiettivo di avere un peso inferiore alla norma viene raggiunto con un rigido controllo alimentare e, talvolta, con la pratica di uno strenuo esercizio fisico.
- Anoressia con abbuffate e/o condotte di eliminazione: caratterizzato dall’alternanza di episodi di iperalimentazione compulsiva (le cosiddette “abbuffate”) e di strategie compensative per eliminare le calorie ingerite (come il vomito autoindotto e l’assunzione di lassativi e diuretici).
Cause e Fattori di Rischio
L’incidenza dell’anoressia nervosa è progressivamente aumentata durante il secolo scorso. Nella popolazione generale degli Stati Uniti sono stati rilevati tassi di prevalenza dello 0,9% per l’anoressia. Nelle donne, la prevalenza del disturbo è di circa 10 volte superiore rispetto agli uomini. Anche in Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, la prevalenza riportata dai diversi studi va dallo 0,2 allo 0,8%. La massima incidenza si registra nelle ragazze tra i 15 e i 19 anni. In rari casi l’esordio è in età infantile o dopo la menopausa.
Fattori Socio-Culturali
La spiegazione di questo incremento va ricercata nell’influenza di fattori culturali: in tutti i Paesi che adottano il cosiddetto “modello occidentale” i criteri estetici enfatizzano sempre di più la magrezza. Le persone particolarmente vulnerabili in termini di autostima e di identità sociale possono reagire a queste pressioni culturali modificando in modo disfunzionale le proprie abitudini alimentari. Inoltre, le atlete di certe discipline sportive, le danzatrici e le modelle hanno un rischio maggiore di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare di questo tipo.
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Predisposizione Genetica e Fattori Psicologici
Oltre a questi fattori culturali hanno un peso anche la predisposizione genetica (l’ereditabilità dell’anoressia è stata stimata attorno al 58%). Infine, anche la dipendenza psicologica dalle figure genitoriali, in particolare dalla madre, può giocare un ruolo. Secondo recenti studi, le adolescenti che hanno una forma di attaccamento insicuro riferiscono livelli anormali di preoccupazione per il loro aspetto fisico.
Complicanze dell'Anoressia
Le complicanze mediche dell’anoressia, anch’esse legate al grave stato di denutrizione, sono soprattutto anomalie dell’ematopoiesi (leucopenia e linfocitosi relativa), osteoporosi con conseguente fragilità ossea (causata dal ridotto apporto di calcio e dalla ridotta produzione di estrogeni) e, nei casi più avanzati, problemi cardiovascolari (aritmie cardiache e fibrillazione ventricolare).
Il Percorso di Recupero e la Rialimentazione
Il ristabilimento del peso e la rialimentazione possono essere un processo difficile per i pazienti che si riprendono da un’alimentazione irregolare, in particolare dall’anoressia nervosa. Il recupero del peso e dello stato nutrizionale è un passaggio fondamentale per il recupero e il mantenimento di uno stile di vita sano. Con l’aumento di peso necessario e il mantenimento del nuovo peso salutare, i pazienti hanno più probabilità di riscontrare una migliore guarigione a lungo termine.
Ipermetabolismo e Sfide nella Rialimentazione
Una delle sfide che possono accompagnare la rialimentazione dei pazienti con anoressia è la complessa questione dell’ipermetabolismo. Una persona in recovery che è considerata ipermetabolica può manifestare una serie di sintomi. Queste persone perdono facilmente peso a causa della necessità di un maggiore apporto calorico per aumentare e mantenere il peso. Le persone in fase di recupero possono avvertire una sensazione di caldo e di sudorazione all’inizio del processo di alimentazione, soprattutto di notte. Questo è dovuto al fatto che il corpo è estremamente inefficiente dal punto di vista energetico durante le prime fasi di recupero di un peso normale. Anche l’esercizio fisico influisce durante il processo di alimentazione sulla necessità di un aumento dell’apporto calorico. Per riuscire ad aumentare e mantenere il peso, i pazienti devono aumentare gradualmente il loro apporto calorico.
Il periodo di ipermetabolismo può durare dai tre ai sei mesi anche dopo che il cliente è tornato a un peso salutare. Il metabolismo alla fine si normalizza, nonostante queste forti oscillazioni che una persona può subire durante il recupero. Per alcuni, il percorso di rialimentazione durante l’ipermetabolismo è la parte più difficile del recupero. Per coloro che non hanno familiarità con i sintomi dell’ipermetabolismo, i pazienti hanno descritto il periodo di rialimentazione come disorientante, stressante e scoraggiante. Tenendo a mente queste esperienze, è importante ricordare durante il processo di recupero che sintomi come una rapida sensazione di pienezza, costipazione e gonfiore sono una componente tipica.
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Piano Alimentare e Supporto Psicologico
Il processo di recupero dall'anoressia prevede di seguire un piano alimentare personalizzato che favorisca il recupero della massa muscolare persa e il risveglio del metabolismo senza trascurare l'importanza del supporto psicologico. Affrontare la paura di ingrassare e accettare i cambiamenti del proprio corpo sono aspetti altrettanto importanti per arrivare ad una guarigione completa.
Difficoltà nel Recupero del Peso
Le difficoltà nel recupero del peso dopo l'anoressia sono legate alle caratteristiche della persona, al suo complessivo stato di salute e allo stadio della malattia. Il fisico anoressico si trova in uno stato di grave deperimento con una perdita significativa di massa muscolare e grasso corporeo. Ricominciare a mangiare dopo l'anoressia può scatenare una serie di sintomi sgradevoli tra cui gonfiore, dolori addominali e problemi digestivi che possono scoraggiare il processo di recupero. Inoltre la paura di ingrassare troppo velocemente o in modo incontrollato può alimentare resistenze psicologiche rendendo difficile seguire un piano alimentare adeguato.
Linee Guida per la Rialimentazione
Le attuali linee guida per la rialimentazione delle persone malnutrite con anoressia femminile ed anoressia maschile raccomandano di iniziare con bassi apporti energetici e di aumentarli con cautela vista la possibilità di incorrere nella sindrome da rialimentazione. Uno studio condotto di recente ha analizzato l’impatto di questo modello di recupero osservando che tra i suoi effetti ci sono una fame prolungata e la necessità di ricorrere a lunghi ricoveri ospedalieri. Di recente sono stati sperimentati protocolli di rialimentazione ad alto contenuto energetico per il ripristino nutrizionale che hanno dimostrato di essere sicuri ed efficaci per adolescenti e giovani adulti con grave malnutrizione. Il modello di rialimentazione più rapida che utilizza protocolli di rialimentazione ad alto contenuto energetico sta diventando una pratica standard per il trattamento dell’anoressia in queste fasce d'età (Salter et al., 2024).
Quanto Tempo Ci Vuole a Riprendere Peso?
Le testimonianze di persone con anoressia rendono evidente la grande differenza individuale nei tempi di recupero. Per qualcuno è possibile ingrassare velocemente dopo l’anoressia mentre per altre persone la ripresa del peso è molto lenta e altalenante. Non è possibile stabilire con esattezza dopo quanto tempo il peso si stabilizza per via delle diverse caratteristiche del metabolismo dopo l’anoressia. I fattori che incidono sui cambiamenti del peso nell’anoressia sono la durata e la gravità del disturbo, l'età, il sesso, il livello di attività fisica e la velocità con cui avviene il recupero della massa muscolare dopo l’anoressia.
Tabella: Sintomi e Comportamenti più Comuni nei Soggetti Anoressici
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| Sintomo/Comportamento | Descrizione |
|---|---|
| Ossessione per la bilancia | Controllo compulsivo del peso corporeo. |
| Tendenza a mangiare da soli | Isolamento durante i pasti per controllare l'assunzione di cibo. |
| Consumo di piccole quantità di cibo | Riduzione drastica delle porzioni alimentari. |
| Scelta esclusiva di alimenti ipocalorici | Selezione rigida di cibi a basso contenuto calorico. |
L'Importanza del Supporto Psicologico
Il recupero dall'anoressia non è solo una questione fisica ma richiede un lavoro intenso anche sul piano psicologico. Affrontare la paura di ingrassare, accettare i cambiamenti del proprio corpo e sviluppare un rapporto sano con il cibo sono sfide che non possono essere superate senza un adeguato supporto psicologico. Il lavoro terapeutico si concentra soprattutto sulla ricostruzione dell'autostima, sull'elaborazione delle emozioni legate alla malattia e sulla prevenzione delle ricadute.
La Dieta per l'Anoressia Nervosa
La dieta per l'anoressia nervosa NON è finalizzata alla guarigione dal disturbo mentale, ma si tratta comunque di un aspetto necessario alla sopravvivenza del soggetto.
La dieta per l'anoressia nervosa deve possedere alcune caratteristiche fondamentali, che interessano la sfera nutrizionale, organica, psicologico-educativa e comportamentale:
- Frazionamento dei pasti in porzioni molto piccole e digeribili. Lo stomaco dell'anoressico è spesso di dimensioni e funzionalità ridotta. Ammesso che il soggetto accetti di mangiare, sarebbe utile che non avvertisse sensazioni negative di pienezza gastrica o difficoltà digestiva.
- E' necessario che gli alimenti siano cotti al naturale (lessi, al vapore ecc) e con pochi grassi aggiunti.
- Atteggiamento non aggressivo. Il pasto dev'essere proposto con delicatezza, senza imposizioni che potrebbero scatenare un rifiuto istantaneo. D'altro canto, spesso gli anoressici hanno un temperamento difficile da gestire.
- Ricchezza di nutrienti essenziali. Per quanto scarsa, la dieta per l'anoressia dev'essere più ricca possibile di nutrienti essenziali.
- Inserimento graduale degli alimenti. Spesso, inizialmente risulta più proficuo lasciare che sia l'anoressico a scegliere quali alimenti mangiare.
- Varietà. La dieta per l'anoressia nervosa dev'essere personalizzata al 100%.
- Quando possibile, la dieta per l'anoressia nervosa deve comprendere un piano di integrazione alimentare.