“Hai appena mangiato, devi aspettare almeno tre ore prima di fare il bagno altrimenti ti prendi una congestione!”. Chi è che d’estate al mare non è mai stato assillato da questa frase pronunciata da mamme, nonni, zii, cugini e persino dai vicini d’ombrellone.
La mitologia della mamma italiana in spiaggia a Ferragosto vuole che sia proibito il bagno dopo mangiato (soprattutto se il pasto era abbondante) perché pericolosissimo, perché si rischia una “congestione” fulminante e perché il pericolo di annegamento è dietro l’angolo visto che durante la digestione il flusso sanguigno aumenta nel tratto gastroenterico, diminuendo in polmoni, cervello e cuore (anche se, in realtà, non è che questi ne vengano privati…).
Congestione: Mito o Realtà?
Fare il bagno dopo mangiato non aumenta il rischio di congestione e annegamento. Anzi, volendo essere precisi la “congestione”, termine usato impropriamente per intendere il blocco della digestione dovuto allo sbalzo termico è uno di quei malanni che noi italiani abbiamo da sempre in testa ma che come il “colpo di freddo” e la “cervicale” in verità non sono così reali o almeno non nel senso nel quale li intendiamo noi.
Difatti la “congestione” è più facile prenderla bevendo una bevanda ghiacciata o entrando in una stanza iper condizionata quando la temperatura esterna è molto alta. Non possiamo dare la colpa neppure allo shock termico, infatti questo non si può verificare quando ci si immerge in acque che, nel peggiore dei casi nei mari nordici (figuriamoci i nostri…) d’estate sono fra i 15 e i 20 °C.
A parte qualche brivido e la sgradevolezza dell’esperienza, questo non causa alcuna conseguenza patologica all’organismo umano, che mette subito in atto meccanismi di adattamento adeguati. Il vero shock termico si ha invece, quanto una persona subisce un’immersione improvvisa in acqua ghiacciata, cioè a temperature al di sotto di 0°C, indipendentemente dall’aver mangiato o no.
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Infatti chi si immerge o cade accidentalmente in acqua gelata rischia un infarto a causa dell’afflusso di sangue freddo dalla periferia del corpo al cuore, o l’annegamento per inalazione d’acqua dovuta alla iperventilazione che segue alla sensazione di gelo. Va considerato però, che le persone allenate alle condizioni più estreme queste conseguenze non si verificano.
Tutto questo per dire che no, non è pericoloso entrare in acqua dopo mangiato e no, non serve attendere tre ore dopo il pasto. Fare il bagno dopo mangiato fa male? È una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta, soprattutto con l’inizio della stagione estiva, ma qual è la risposta? Esistono prove del fatto che il bagno dopo mangiato sia pericoloso? Abbiamo dunque perpetuato questa falsa credenza per decenni? Cosa succede se si fa il bagno dopo mangiato?
Con il termine congestione s’intende un blocco digestivo dovuto a un repentino sbalzo termico. Nello specifico, a causa del brusco cambiamento della temperatura esterna, si verificherebbe un minore afflusso di sangue allo stomaco durante la digestione.
Quanto Tempo Aspettare?
Quanto tempo deve passare per fare il bagno dopo mangiato? Quanto tempo ci vuole per digerire un panino al prosciutto? Quanto deve passare per un piatto di pasta? Ci è stato sempre raccomandato di aspettare tre ore prima di fare il bagno dopo aver mangiato, spesso a prescindere da ciò che si è consumato a pranzo.
Se si considerano i tempi medi di permanenza del cibo nello stomaco, appare chiaro che tre ore di digestione sono richieste solo dai pasti particolarmente pesanti. Ma allora quanto tempo dobbiamo far passare tra il pasto e il bagno? I genitori più preoccupati diranno 3 o 4 ore, quelli meno ansiosi si limiteranno a 2 ore. Ma chi ha ragione? Quali sono i rischi reali del bagno in acqua?
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I problemi più severi a livello nervoso e cardiaco sono dovuti a un fenomeno detto idrocuzione, indotto dall’immersione brusca in acque fredde. L’idrocuzione è una sincope improvvisa dovuta alla differenza drastica tra la temperatura corporea e quella dell’acqua.
Nello specifico, è una reazione nervosa automatica che riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, e provoca un arresto della circolazione e dell’ossigenazione cerebrale. Per aggirare questo pericolo, è bene evitare di tuffarsi in acqua di colpo quando si è molto accaldati o sudati.
Pur non esistendo linee guida ufficiali, l'ideale è quindi aspettare di aver terminato la digestione prima di concedersi un bagno rinfrescante.
Consigli Utili per un Bagno Sicuro
Per prima cosa è bene non esagerare con le pozioni ma consumarle più piccole del solito, distribuendole nell'arco della giornata, così da rendere il processo digestivo meno impegnativo. Anche gli alcolici andrebbero evitati completamente prima di entrare in acqua perché essendo ricchi di zuccheri provocano un'eccessiva sudorazione.
Secondo molte stime, inoltre, circa il 70% delle morti per annegamento sembra essere correlato al consumo di alcol e i motivi sono anche collegati all'effetto negativo che le bevande alcoliche hanno su riflessi e capacità di attenzione.
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Prima di tutto è bene valutare le condizioni meteorologiche in corso. Se il mare è molto mosso meglio desistere e non correre rischi inutili. Visto che il nemico numero uno del bagno post pranzo è il freddo, bagnarsi poco alla volta, senza entrare di corsa in acqua, è fortemente consigliato perché così facendo la temperatura corporea si mantiene il più possibile stabile, il corpo si abitua al cambiamento e l'eventualità di shock termico diminuisce.
Infine è utile valutare le proprie capacità natatorie e psicofisiche.
Alimenti FODMAP e Problemi Intestinali
I cibi Fodmap sono una categoria di alimenti che contengono carboidrati fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. Sono tutti glucidi o zuccheri accomunati dalla tendenza a fermentare nell’intestino. L'acronimo Fodmap sta per:
- Fermentable: questi carboidrati sono facilmente fermentati dai batteri presenti nel colon, producendo gas come sottoprodotto, cosa che può causare gonfiore e disturbi intestinali.
- Oligosaccaridi: questo gruppo include fruttani e galattani. Gli alimenti ricchi di fruttani includono alcuni tipi di grano, cipolle e aglio. I galattani sono presenti nei legumi come i fagioli e le lenticchie.
- Disaccaridi: carboidrati costituiti dall’unione di due zuccheri semplici o monosaccaridi. Un disaccaride molto comune è il lattosio, il principale zucchero presente nel latte e nei latticini. L'eccesso di fruttosio può causare problemi a coloro che hanno uno scarso assorbimento di fruttosio.
- Polioli: questo gruppo include zuccheri alcolici come il sorbitolo, il mannitolo, il xilitolo e l'isomalto. Sono spesso utilizzati come dolcificanti artificiali e sono naturalmente presenti in frutta e verdura.
Le persone con sindrome dell'intestino irritabile (IBS - Irritable Bowel Syndrome) o in altre condizioni gastrointestinali critiche, come il morbo di Chron e la colite ulcerosa, spesso reagiscono negativamente ai cibi Fodmap, con sintomi come diarrea improvvisa, ma anche gonfiore, dolore addominale o costipazione.
In alcuni casi, una dieta a basso contenuto di FODMAP può aiutare a ridurre questi sintomi. Tuttavia, è importante sottolineare che la dieta a basso contenuto di Fodmap dovrebbe essere seguita sotto la supervisione di un medico, come un dietista, perché può essere complessa da seguire e potrebbe comportare carenze nutrizionali se seguita in modo improprio.
Il processo di eliminazione e reintroduzione di cibi Fodmap specifici può aiutare a determinare quali alimenti causano sintomi nelle persone con sensibilità ai Fodmap.La dieta a basso contenuto di Fodmap non è destinata a essere seguita a lungo termine, ma è uno strumento di gestione a breve termine per alleviare i sintomi gastrointestinali.
Come Funziona la Digestione?
Alzi la mano chi non ha sentito da bambino almeno una volta la frase: "Non fare il bagno dopo mangiato". Ma è davvero utile aspettare tutto questo tempo? Anche se a sostenerlo sono a volte i medici stessi, la temuta “congestione digestiva” è più che altro una credenza popolare, diffusa non solo in Italia ma anche in altri paesi del mondo e con radici antiche, visto che se ne trova traccia nel manuale dei Boy Scout d’America del 1911.
Al suo interno, si avvertivano i giovani nuotatori di non tuffarsi subito in acqua dopo mangiato, pena il blocco della digestione e dolorosi crampi paralizzanti. Prendendo piede, la credenza è stata declinata su base locale, forse in ragione di differenze culturali: ad esempio, i sobri anglosassoni consigliano mezz’ora di attesa. Italiani e spagnoli, buone forchette, raccomandano almeno 2 o 3 ore.
Sono varie e poco coerenti le spiegazioni sui possibili rischi di una nuotata dopo mangiato: c’è chi sostiene che il corpo, per mantenere la temperatura in acqua e sopportare lo sforzo fisico, mandi più sangue ai muscoli a discapito di stomaco e intestino, bloccando la digestione.
C’è chi invece dice che la digestione va in tilt perché il troppo freddo causerebbe spasmi e malfunzionamento degli organi digestivi, se non addirittura un dannoso ristagno di sangue (cioè una congestione!) a livello di stomaco e intestino. In realtà nessuna di queste ipotesi è stata documentata.
È vero che dopo mangiato la digestione impegna l’organismo, ma il nostro corpo è in grado di gestire sia la termoregolazione sia l’attività fisica in acqua senza grossi rischi, anche dopo mangiato. Quanto dura la digestione? La digestione è un processo piuttosto lento.
Stomaco e intestino possono impiegare poco meno di un’ora per digerire un piccolo spuntino (per esempio, un frutto), 3-4 ore per un pasto normale (un panino farcito, oppure una bistecca con insalata) e svariate ore per un pranzo abbondante (primo, secondo, contorno e dolce). Più si mangia, più il pasto è ricco di proteine e grassi, più la digestione si allunga.
La risposta è che non serve aspettare. Non ci sono prove che aspettare mezz’ora oppure due o tre ore dopo pasto prima di entrare in acqua eviti malesseri, o peggio, ci metta a rischio di annegamento. Se si è mangiato uno spuntino o un pasto normale, il nostro organismo non ha esigenza di attendere di aver digerito.
Un piccolo pasto non impegna così tanto l’organismo da compromettere la digestione o la sicurezza in acqua. Se invece abbiamo mangiato un pasto abbondante, meglio aspettare un po’ prima di impegnarlo in una nuotata impegnativa o in tuffi dagli scogli, specie se l’acqua è fredda. Il rischio non è tanto il blocco della digestione, ma fitte a livello del diaframma, affaticamento, e reflusso.
Che sia prima o dopo mangiato, il vero nemico è il freddo. Immergersi in acqua molto fredda può attivare una risposta automatica del corpo, regolata dal sistema nervoso autonomo. Da un lato, i vasi sanguigni si restringono per conservare il calore; dall’altro, il battito cardiaco può rallentare per ridurre il lavoro del cuore e limitare il consumo di ossigeno.
Questo doppio effetto, se troppo intenso o sbilanciato, può mettere sotto stress il cuore e l’organismo mentre siamo in acqua, causando capogiri, svenimenti e persino rischio di annegamento.
Precauzioni Importanti
Evitare gli alcolici. L’alcol aumenta il rischio di annegamento perché ha un effetto negativo su riflessi e attenzione. Valutare il proprio stato psicofisico. È un consiglio che vale per tutti. Uno stato psicofisico non ottimale può esporre a inutili rischi, specie se le condizioni meteo non sono buone e il mare è mosso. Fare il bagno in compagnia. Se si è da soli in acqua, una piccola difficoltà può trasformarsi in qualcosa di più serio. Non sforzarsi troppo.
Doccia e Digestione: Cosa Sapere
No, non lo è. La doccia è una condizione ancora meno rischiosa del bagno in acqua. Come abbiamo visto, il vero pericolo in acqua è la temperatura molto fredda, che potrebbe causare un shock circolatorio, con perdita di coscienza. Questo rischio, sotto la doccia, non c’è, a meno che non si venga buttati a forza sotto una doccia gelida.
Quando non c’è alternativa ad una doccia fredda, allora, è meglio esporsi gradualmente, bagnandosi prima di tutto il volto, le mani e le braccia, le gambe e poi il resto del corpo.
Bagno Dopo Mangiato: Sì o No?
Fare il bagno dopo mangiato, sì o no? È una questione spinosa, soprattutto se hai figli che proprio non vogliono saperne di stare lontani dall’acqua. Ma quanto tempo è necessario aspettare dopo un pasto per rituffarsi in acqua? Alcune mamme fanno attenzione a lasciar passare quasi tre ore, per altre, invece, mezz’ora o un’ora sono sufficienti.
Uno degli aspetti da tenere presenti quando si fa il bagno dopo mangiato è il fatto che, senza le dovute accortezze, potrebbe interferire con la digestione. Un processo complesso, che inizia pochi minuti dopo l’ingestione del pasto e coinvolge meccanismi neuro-ormonali, chimici e meccanici regolati e coordinati in modo molto articolato.
L’afflusso di sangue verso stomaco e intestino durante la digestione può rendere difficoltose altre attività come il nuoto, perché una parte delle energie è impegnata per digerire, quindi il rendimento fisico è inferiore. Questo, nel migliore dei casi, può causare crampi e malessere.
Nel fare il bagno dopo mangiato, il pericolo maggiore è quello della cosiddetta congestione. Un’eventualità da non sottovalutare mai, perché può portare, in alcuni casi, al collasso e alla morte.
Il problema, infatti, nasce dallo sbalzo termico che il corpo subisce nel passare repentinamente da una situazione di caldo ad una di freddo. Mentre digerisci, una parte del flusso sanguigno è deviato nel tratto gastrointestinale, la cui temperatura è maggiore di quando il sistema intestinale è a riposo.
Di conseguenza, passare bruscamente da una elevata temperatura ambientale ad una più fredda, come quella dell’acqua di mare, può creare delle alterazioni del flusso sanguigno che sono alla base del collasso o di problemi digestivi.
Linee Guida Pratiche
Fermo restando che lo sbalzo termico può essere pericoloso anche lontano dai pasti, non esiste un tempo di attesa specifico da rispettare tra pasto e entrata in acqua. se il bambino ha mangiato poco, può fare il bagno subito ma senza tuffarsi in acqua. E’ importante, però, che non faccia eccessivamente caldo e che l’acqua non sia troppo fredda.
Non c’è un vero e proprio pasto ideale per il mare, ma esistono alcune regole, valide per i più piccoli ma anche per gli adulti, che è importante tenere a mente per godersi al meglio la giornata.
Per prima cosa, cerca di consumare sempre porzioni piccole, quando ti trovi in spiaggia, ma anche prima di andare al mare: se fai pasti piccoli, distribuiti nell’arco della giornata, ricordandoti di masticare sempre bene, sarà più facile digerire, anche quando le temperature salgono.
Per quanto riguarda la colazione dei bambini, privilegia sempre liquidi, cioè succhi e latte, accompagnati da carboidrati complessi come pane, fette biscottate, biscotti e cereali. Per la merenda in spiaggia, invece, puoi scegliere un frutto o una macedonia, ma anche qualche biscotto.
Evita i cibi pesanti ed elaborati, optando per alimenti che proteggono dagli effetti negativi dei raggi solari sia te che il tuo bambino. Privilegia alimenti ricchi di sali minerali come frutta e verdura fresca: ti aiuteranno anche a reintegrare quelli persi con il sudore. Se possibile, mangia spesso cibi crudi come le insalate. Evita cotture troppo elaborate, ma anche le fritture. Non mangiare cibi non conservati perfettamente. Il rischio di contaminazione, soprattutto in estate, è elevato. Limita al massimo il consumo di bibite gasate e zuccherate.
L'Importanza della Regolarità Intestinale
Fare la cacca. È imbarazzante parlarne, eppure è un’attività che ci coinvolge quasi quotidianamente. Ognuno di noi ha caratteristiche fisiche, psicologiche, di abitudine di vita e lavoro, situazioni familiari che condizionano il suo modo di scaricare l’intestino. Il nostro corpo è in grado di regolarsi bene se si trova in condizioni che lo permettano.
In particolare, il nostro intestino ha una sua regola interna per cui spontaneamente si muove facilitando la fuoriuscita delle feci. Queste sono composte dagli scarti alimentari che non utilizziamo, ma anche dai prodotti di tutti i batteri che convivono con noi.
Come Favorire la Regolarità Intestinale
Come fare la cacca regolarmente? Alcuni sentono spontaneamente lo stimolo, ma per condizioni di vita sono costretti a trattenerlo. Nelle donne, inoltre, le varie fasi del ciclo mestruale inducono modi diversi di andare di corpo. Solitamente la stitichezza caratterizza il periodo pre-ciclo e una maggiore facilità all’evacuazione quello che occorre durante il ciclo.
Per prima cosa perciò individuate come andate in bagno. Non stravolgete la vostra routine per andare in bagno. Non esiste, infatti, una “regola” per andare in bagno. Ognuno di noi ha ritmi, stili di vita e condizioni che determinano inevitabilmente la nostra giornata. Gli orari di lavoro, gli spostamenti in auto o mezzi, il numero di bagni in casa, figli o parenti conviventi, attività sportiva.
È necessario trovare un momento nella giornata in cui si possa andare in bagno con tranquillità, senza essere disturbati e senza avere fretta, meglio se alla stessa ora. Per individuare questo momento provate a favorire lo spontaneo movimento intestinale. Cercate, quindi, di assecondarlo dopo i pasti (per esempio dopo cena o dopo colazione) o dopo l’assunzione di bevande stimolanti come il caffè.
Se avete difficoltà ad espellere le feci, può essere che la posizione sul WC (innaturale per il nostro corpo) non vi aiuti. Stare seduti sul water fa sì che l’intestino retto si pieghi e non faciliti quindi l’apertura dello sfintere anale. Quali sono le posizioni più indicate? Provate a mettere uno sgabellino sotto i piedi e a piegarvi in avanti o ad accovacciarvi sulla tazza come fareste in un bagno “alla turca”.