Esplorando le Gole del Calore: Natura, Storia e Funzionamento

Felitto custodisce gelosamente uno dei paesaggi più incantevoli che si possono ammirare in Campania: si tratta dell’area protetta delle “Gole del Calore”. Incastonate in una profonda vallata a picco sul fiume, le Gole del Calore costituiscono un paesaggio ancora integro nella sua selvaggia bellezza.

Un'Oasi di Biodiversità

In questi 120 ettari di terreno protetto, dal ponte medievale situato a valle di Felitto fino ai confini con il territorio di Magliano, regna un silenzio irreale ove emergono sensazioni ormai dimenticate. Le alte pareti rocciose a strapiombo sul fiume, la persistente umidità, la scarsa luce del sole hanno determinato particolari condizioni climatiche che hanno reso possibile lo sviluppo e la sopravvivenza di particolarissime associazioni vegetali tra equiseti e felci appartenenti a specie rarissime ed in alcuni casi autoctone.

Lungo il cammino si incontrano boschi di ornello, viburno, alloro, ontano, maggiociondolo, acero, roverella intervallati alla macchia mediterranea composta da mirto, lentisco, corbezzolo, ginestra, erica, valeriana, aglio orsino. In queste forre non è raro avvistare l’astore, la poiana, il gheppio, la ghiandaia, il martin pescatore, il passero solitario. Ma la vera star è la lontra, che si aggira, invisibile all’uomo, fra queste gole che le offrono dimora e riparo. Questo simpatico mustelide ha trovato una calorosa ospitalità negli ambienti fluviali del Parco, e, in particolar modo nel fiume Calore. Questo, per la sua bellezza e per la suggestione dei luoghi che attraversa è il “Fiume Principe” del Parco.

L’orientamento delle gole SE - NW, la loro strettezza e profondità, la verticalità o quasi delle pareti, hanno creato particolarissimi ambienti caratterizzati da una specializzazione climatica legata alla ridotta durata dell’insolazione, al mantenimento di temperature minime, ad una sempre elevata umidità.

Da qui la presenza di specie vegetali, cactus, carrubo ma soprattutto una notevolissima varietà di felci ed equiseti che costituiscono delle associazioni pressoché uniche. Un censimento, promosso dal Ministero dell’ambiente e dalla Comunità Europea e condotto da ricercatori del WWF dall’agosto del 1988 al luglio 1989 ha identificato, nelle Gole del Calore, 372 specie diverse di felci di cui 73 e 3 rarissime. Diffusi sono anche la valeriana, il frassino, l’orniello, il viburno, l’alloro, il mirto, il lentisco, il corbezzolo, la ginestra, l’alaterno, l’erica, l’acero, il maggiociondolo, l’edera, il salice, l’ontano, i carpini.

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L’altezza e la ripidità delle pareti rocciose, costituiscono un ambiente ottimale per diversi rapaci quali il falco pellegrino, la poiana, l’astore, il gheppio. Non sono rari il picchio verde, la ghiandaia, il merlo acquaiolo, il martin pescatore, il passero solitario.

Aspetti Geomorfologici e Architettonici

Degne di nota sono le marmitte dei giganti, particolari conformazioni assunte dalle pareti calcaree, generate, nel corso dei secoli, dall’azione erosiva prodotta dal tormentoso scorrere delle acque del fiume. A partire dal ponte di Felitto, su entrambe le sponde del fiume, sono numerose le cosiddette marmitte dei giganti. Il nome è senza dubbio appropriato se si pensa che alcune di esse hanno la circonferenza di alcuni metri e una capacità di parecchi litri.

In questo tratto di Calore sprofonda in una forra molto stretta, scavata in una roccia calcarea dura e compatta ed il letto è ingombro di ciottoli e massi di grandi dimensioni, anche di qualche decina di metri cubi: tali condizioni, unite al profilo accentuato del letto fluviale, generano movimenti vorticosi, coinvolgendo anche sabbia, ghiaia, ciottoli che con la loro azione abrasiva scavano la roccia e con un lavorio che si protrae per moltissimo tempo, formano delle grandi scodelle, le marmitte dei giganti veri e propri vortici pietrificati.

Immediatamente a valle del ponte più grande della S.S. 488, proprio alla fine della Gola di Felitto, ormai fotografato migliaia di volte, questo ponticello, sicuramente di costruzione medioevale, snello, essenziale, pur essendo stato tracimato diverse volte dalle piene del Calore, conserva intatta la sua solidità, ovviamente riferita all’epoca in cui fu costruito ed ai carichi che si prevedeva dovesse sopportare.

Da non perdere poi il Ponte di Pretatetta: un collegamento naturale tra le sponde del fiume costituito da due enormi massi che franando dalle opposte pareti della vallata e incastrandosi tra di loro hanno generato un ponte naturale.

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Nei dintorni di questo luogo, la roccia, scavata dalle acque nel corso dei secoli, presenta figure e disegni che evocano nella mente immagini mitiche di mostri e di meandri misteriosi di caverne primitive. Tutta questa ininterrotta formazione rocciosa può essere fatta risalire all’ultimo periodo e sistema dell’era mesozoica, caratterizzata, appunto, dalla presenza di molluschi e rettili e dalle piante angiosperme.

Risalendo il calore dalla parte sinistra della diga artificiale situata in località Remolino è possibile raggiungere il ponte medievale a schiena d’asino ai piedi del paese di Magliano Nuovo. Risalendo il corso del fiume dallo slargo di Remolino e fino sotto Magliano s’incontrano: - il ponte di Pretatetta: è un ponte naturale costituito da due enormi blocchi di calcare franati dalle pendici ripidissime della valle, che in questo tratto è uno strettissimo budello, accavallatisi e incastratisi - ponte medioevale di Magliano.

A fianco al paese si trova la famosa “Pretra Perciata”; si tratta di un passo di cui si servivano i viaggiatori nel Medioevo e sino agli inizi dell’epoca moderna, per spostarsi dalla Valle del Calore alla Valle dell’Alento, verso il mare e viceversa. Tale passo presupponeva il pagamento di una gabella, il cui destino fu sempre collegato alle vicende delle varie case regnanti a Napoli o alle autorità preposte alla guida dello Stato di Magliano e dell’Università.

Itinerari e Visite

L’escursione vi porterà a visitare uno dei luoghi più suggestivi del Cilento, le bellissime Gole del Calore: si parte dal centro di Felitto da dove si prende un sentiero che nella prima parte è in discesa per poi proseguire in piano lungo un muretto che fu costruito per convogliare le acque di alimentazione di un vecchio mulino ormai in disuso. Lungo il percorso è possibile osservare la particolare conformazione della roccia, conosciuta col nome di “marmitte”, scavata dal corso dell’acqua e dalla forza del vento.

Seguendo il corso del fiume dal lato di Felitto, s’incontrano due mulini ad acqua completi ancora del condotto adduttore dell’acqua. Dove il fiume diventa più profondo e le acque più quiete, è possibile intravedere il guizzo argenteo delle trote e poi si attraversano boschetti di carpine, di lauro, qua e là qualche residuo di selciato e ciò che rimane di qualche vecchia mulattiera, e poi ancora boschi di salice e infine lo slargo di Remolino, lo splendido laghetto artificiale che s’incunea tra le altissime pareti di roccia rossa su cui si conficcano le macchie verde scuro dei lecci e delle farne, lo spumeggiare della cascata artificiale in cui si intravedono le luci dell’arcobaleno.

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A Remolino sono intatte la “diga”, le saracinesche, la vasca di carico e da qui iniziava il canale di alimentazione che, passando a monte del fiume dalla parte della montagna percorreva la Gola del Calore per tutta la sua lunghezza e andava ad alimentare la vecchia centrale idroelettrica, circa cento metri più a valle del ponticello medioevale: il canale è ormai a secco e franato in più punti ma costituisce, percorrendolo un buon sentiero per attraversare la gola costeggiando il fiume dalla parte della montagna.

Il tratto è facilmente percorribile fino a Remolino. Si affronta un primo tratto in discesa con forte pendenza (circa 500 m) e si giunge sulla sponda del Fiume Calore. Si prosegue verso Magliano Vetere con un percorso che, costeggiando il letto del fiume, (circa 5 km) arriva ai piedi del centro abitato di Magliano Nuovo.

Giunti a Remolino il cammino riprende fino a raggiungere il ponte di “Pietratetta”, un particolare ponte naturale formatosi attraverso l’incastro di due enormi massi che consente di passare da una sponda all’altra del fiume. Dopo la visita al ponte si prosegue fino a raggiungere il Ponte Medievale di Magliano, uno storico ponte a schiena d’asino che segna l’ingresso delle gole del Calore. Dopo una pausa sulle rive del fiume ed il pranzo al sacco si fa ritorno a Felitto.

Il centro visite è situato presso il Comune. In località Remolino, si trovano l’area attrezzata per la sosta ed il sentiero natura.

Informazioni Utili per la Visita

  • Apertura: Aperta tutto l’anno, visite la domenica alle ore 10.00 e alle 14.00 (ora legale 15.00). Gruppi e scolaresche tutti i giorni, su prenotazione.
  • Come si svolge la visita: La visita inizia partendo dal municipio, nel centro del paese, e prosegue scendendo lungo un sentiero panoramico che costeggia il fiume. Lungo il percorso si incontreranno il vecchio mulino ad acqua ed il ponte della tortora fino a giungere in località Remolino dove sarà possibile stazionare presso l’area attrezzata oppure proseguire fino al ponte di Pietratetta per poi tornare indietro.
  • Lunghezza: circa 8 Km (andata e ritorno)
  • Tempo di percorrenza: 4 -5 ore
  • Difficoltà: Media
  • Equipaggiamento: Scarpe da trekking, borraccia, maglioncino, binocolo, macchina fotografica

Consigli Utili

Necessario indossare abbigliamento tecnico adatto al trekking, scarpe da trekking e bastoncini telescopici, mantellina antipioggia, cappellino. Dotarsi di almeno di 1,5 lt di acqua.

Le Gole del Calore per le Scuole e gli Studiosi

Gli ambienti sono particolarmente adatti alle scuole di ogni ordine e grado e con percorsi privi di grosse difficoltà. E’ anche possibile tenere lezioni all’aperto.

Dal punto di vista geologico, faunistico e floristico l’area si presenta molto interessante. In particolare è possibile lo studio della lontra, dell’astore e delle innumerevoli felci.

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