Marcello Pamio: Nutrizionista, Scrittore e Divulgatore

Marcello Pamio è un rinomato scrittore e insegnante nel campo della nutrizione, con una vasta esperienza come docente in diverse scuole di Naturopatia.

Da molti anni, divulga informazioni su argomenti spesso ignorati o censurati dalle fonti d'informazione tradizionali, diventando un punto di riferimento essenziale per coloro che cercano informazioni al di là delle "verità" ufficiali.

È anche autore di diversi saggi di successo che esplorano in profondità vari aspetti della salute, del benessere e della critica sociale.

La Dieta Alcalina: Un'Analisi Critica

Era da tempo che volevo scrivere qualche cosa sulla cosiddetta “dieta alcalina”, e di come sia completamente priva di supporto scientifico.

Come tante altre diete altrettanto prive di supporto scientifico (come quella dei gruppi sanguigni o quella crudista) ha comunque un inspiegabile successo grazie al passaparola, a qualche infelice trasmissione TV, e a internet.

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Di quanto fosse priva di senso ne avevamo accennato brevemente nei commenti all’articolo sugli alimenti acidi e alcalini: alcuni lettori si erano stupiti nell’apprendere che praticamente il solo alimento alcalino comunemente utilizzato è l’albume mentre quasi tutti gli altri (sia di origine vegetale che animale) sono acidi.

Questa “dieta” non spiega perché un alimento acido dovrebbe essere “alcalinizzante”. E poi alcalinizzare che cosa? Il sangue? Le urine? Genericamente “il corpo”?

Spesso le case editrici “cartecee” non sanno cosa avviene in rete, e a volte la snobbano pure . Salvo fa egregiamente in campo medico quello che io cerco di fare in campo alimentare/gastronomici: smascherare le bufale.

A pagina 141 del libro scopro che Di Grazia dedica una capitolo alle diete “miracolose”, e tra queste trovo alcune pagine sulla dieta alcalina.

Quando poi ieri, nell’ultima puntata della trasmissione Le Iene (ormai tristemente nota per la faccenda Stamina) sento una oncologa nutrizionista dell’Ospedale S. Raffaele di Milano parlare di alimenti acidificanti e addirittura di “acqua alcalina“ come strumento terapeutico ho pensato che era giunto il momento di mettere online il pezzo.

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Con il permesso di Salvo Di Grazia riporto qui parte del capitolo di Salute e bugie sulle diete miracolose.

Negli ultimi anni, soprattutto in «ambienti alternativi», spopolano le affermazioni secondo cui la dieta (e le terapie) «deacidificante» o «alcalinizzante» avrebbe poteri curativi innumerevoli, arrivando persino a sconfiggere il cancro.

Cosa significa? È vero che «alcalinizzando l’organismo» si vive meglio?

Bisogna partire dall’inizio, ed essendo l’argomento molto tecnico proverò un po’ a semplificarlo.

Il motivo di tante leggende che vedono in questa dieta la soluzione di tutti i mali sta nella banalizzazione di qualcosa che di banale non ha nulla e quindi, come spesso capita, è una sciocchezza.

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Il pH del Sangue

Partiamo da un dato: il nostro sangue è lievemente alcalino.

Cos’è «l’alcalinità»? Ogni soluzione ha un suo pH.

Si tratta della scala di misura dell’acidità o basicità (detta anche alcalinità) di un composto.

Questa scala nell’uso pratico va da 0 a 14. L’acidità o basicità di una soluzione si misura con appositi strumenti (anche molto semplici, come le cosiddette «cartine tornasole»: delle striscette di carta che reagiscono colorandosi in maniera differente secondo il pH riscontrato).

Il succo del limone è acido (definiamo così anche il suo sapore), il bicarbonato è basico (ma l’alcalinità ha un sapore amarognolo).

Aggiungo io che i succhi gastrici presenti nel nostro stomaco contengono acido cloridrico e hanno pH tra 1 e 2, più acidi di qualsiasi alimento normalmente ingerito.

Il nostro sangue ha un pH lievemente alcalino: più o meno di 7,4.

Se questo valore diminuisse (quindi andasse verso lo 0) o aumentasse (verso il 14) anche di poco, non potremmo sopravvivere, perché la maggioranza dei processi che ci consentono la vita non funzionerebbe e verrebbe danneggiata nel giro di poco tempo.

Quello più «imponente» è la respirazione: espirando (quindi emettendo aria) eliminiamo delle sostanze in modo da riportare il pH nella norma.

I nostri polmoni riescono a ripristinare il pH normale in tempi brevissimi (si pensi all’apnea, il respiro «affannoso» che la segue ha questo scopo: i recettori incaricati di regolare la respirazione reagiscono a un aumento dell’anidride carbonica, CO2).

I reni hanno un ruolo meno «importante», ma molto più raffinato: eliminano con l’urina gli elementi che condizionano il pH.

Quantitativamente, questi ultimi sono meno di quelli emessi dai polmoni, ma si tratta di sostanze «organiche» non volatili e che quindi non «evaporano».

Se per qualsiasi motivo il pH del nostro organismo non è stabile (quindi va oltre o sotto la normalità del 7,4) si entra in uno stato patologico: se si va verso l’acidità si parla di «acidosi metabolica», al contrario di «alcalosi metabolica».

Ecco il perché di un sistema tanto complicato: altrimenti basterebbe mangiare un pomodoro per rendere acido il plasma sanguigno e morire o assumere un cucchiaio di bicarbonato di sodio per avvelenarsi.

Ecco! Aggiungo io. Se proprio volete ingerire qualche cosa di alcalino sciogliete un cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere d’acqua. Non morirete.

Il nostro corpo quindi «lavora» senza sosta per mantenere il pH ai valori fisiologici: quando assumiamo una sostanza acida, i recettori avvertono la novità e mettono in moto i meccanismi che permettono al pH di rimanere stabile.

L'Inefficacia della Dieta Alcalina

Ma allora perché seguire una «dieta alcalina» o voler «alcalinizzare il corpo»? A cosa serve? Sarebbe davvero un beneficio per la salute?

Sono tanti i siti pseudoscientifici e i «naturopati» che consigliano una dieta ricca di alcali per migliorare la condizione del nostro organismo ed evitare spiacevoli disturbi; molti fanno risalire l’origine di questa bizzarra teoria alle idee di un certo Robert Young, presunto medico (ha ottenuto una «laurea» online da un’università non riconosciuta che in seguito è stata chiusa per aver truffato i propri allievi) autore di un libro sull’argomento.

Qualcuno sostiene che questa dieta prevenga e curi (!) alcune malattie, anche gravi. In realtà è una bugia, non serve a nulla, è semplicemente una truffa inutile: una bufala.

In realtà l’eventuale acidità o basicità di un alimento che introduciamo con la dieta non ha alcuna influenza sul pH del nostro sangue.

Qualcuno che ha seguito questa «dieta» riferisce di benefici evidenti e sostiene di godere di un migliore stato di salute: probabilmente non pensa al fatto che non è il «bizzarro» regime alimentare a farlo stare meglio ma la maggiore attenzione a ciò che ingerisce, evitando cibi grassi e pesanti.

  1. Una pietanza alcalina, subito dopo l’ingestione, viene a contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco che, come tanti sanno, sono molto acidi.
  2. Nel caso (ipotetico e inesistente) di un alimento commestibile che dopo aver sorpassato indenne l’acidità gastrica e non aver scatenato i meccanismi di regolazione del pH, riuscisse a rendere «basico» il nostro sangue, basterebbero pochi minuti di questa condizione per andare in alcalosi metabolica.

Qualche studioso ha notato che una dieta «alcalina» può apportare benefici di vario tipo alla salute, e ha realizzato anche degli studi che sembrerebbero confermare la teoria; il problema di questo tipo di analisi sta nel confondere l’azione dell’alimento alcalino con quella delle sostanze che esso contiene.

In una ricerca, ad esempio, si nota come una dieta ricca di frutta e verdura alcaline migliori le prestazioni muscolari per l’aumentata concentrazione di potassio e magnesio. Il fatto è che sono questi minerali a sortire l’effetto (ed è noto da tempo), e non certo l’alcalinità degli alimenti.

Purtroppo questo tipo di correlazioni (il titoletto è mio) è molto diffuso in campo medico e nutrizionistico. Troppo spesso vengono confuse delle semplici correlazioni statistiche, che potrebbero essere solo frutto di coincidenze, con un rapporto di causa ed effetto.

Esistono anche alcuni «integratori» in vendita che avrebbero lo scopo di «alcalinizzare» l’organismo. Visto quello che sappiamo a proposito del pH sono due le cose: o questi integratori non fanno nulla o sono molto pericolosi per la salute.

PS: Se avete intenzione di postare l’ennesimo commento relativo al premio Nobel Warburg, vi prego CALDAMENTE di leggere prima i commenti, per non dover ripetere per l’ennesima volta che il modo con cui viene descritta in rete la scoperta di Warburg e’ sbagliata, confondendo la causa con l’effetto, e che non c’e’ alcun complotto per “tenere nascosta la notizia” come si legge in un delirante appello che “come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca”.

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