L'obesità è una delle sfide sanitarie più importanti del nostro tempo, con un aumento globale significativo dal 1975, come denunciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2021. Questo problema, che colpisce anche bambini e adolescenti, è spesso associato a diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari e tumori. Fortunatamente, obesità e sovrappeso possono essere prevenuti e superati attraverso percorsi terapeutici olistici che affrontano il problema da diverse angolazioni, con un'attenzione particolare alla persona.
Agopuntura e Dimagrimento
L'agopuntura, parte integrante della medicina tradizionale cinese, è una delle pratiche terapeutiche più antiche. Si basa su principi millenari come il Qi e il bilanciamento tra Yin e Yang.
L'agopuntura non tratta solo i sintomi, ma affronta anche le cause profonde del malessere, considerando l'individuo nella sua interezza. Oggi, l’agopuntura è supportata da studi che ne dimostrano l’efficacia dal punto di vista scientifico, e la medicina tradizionale cinese è riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come un valido supporto per numerose condizioni cliniche. Tra queste:
- Disturbi psichiatrici: Ansia, depressione, insonnia e stress.
L’agopuntura è una terapia sicura e personalizzabile.
Dimagrire con l’agopuntura si può, secondo numerosi studi. L’effetto dell’agopuntura sul dimagrimento è mediato da una reazione antinfiammatoria e dal miglioramento della sensibilità insulinica e conseguentemente da un utilizzo più efficiente degli zuccheri.
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L’elettroagopuntura è utile per modificare la percezione dell’appetito e per controllare la fame nervosa. Diversi studi hanno dimostrato che esercitata su specifici punti può modulare efficacemente la percezione dell’appetito. Il più recente studio del 2022 ha valutato in 46 soggetti obesi l’effetto dell’elettroagopuntura sui meccanismi cerebrali di ricompensa connessi con il senso di sazietà.
Per controllare la fame nervosa, come anche per dimagrire, è fondamentale rispettare tutte le regole di una sana alimentazione, a partire da una prima colazione abbondante. Ciò che si mangia entro un’ora dal risveglio viene interamente trasformato in energia, attiva il metabolismo e riduce il senso di appetito durante la giornata. Inoltre, occorre associare correttamente carboidrati e proteine a tutti i pasti.
L’insulina è uno degli ormoni che controllano la glicemia e agisce riducendo i livelli di zuccheri nel sangue: se viene liberata in eccesso, ha un’azione tanto dirompente da portare la glicemia al di sotto della normalità, dando luogo a quella che viene definita “ipoglicemia reattiva”. Quando la glicemia è troppo bassa, istintivamente si va alla ricerca di fonti di zucchero, e perdere il controllo sulla dieta è la prima conseguenza.
Tai Chi Ch'üan: Armonia e Benessere
Il Tai Chi Ch'üan (o Tai Chi), è una disciplina millenaria nata in Cina oltre 3000 anni fa. Originariamente sviluppata come tecnica marziale, oggi viene praticata in tutto il mondo per i suoi effetti benefici su corpo e mente. A differenza delle attività sportive convenzionali, il Tai Chi non mira alla prestazione o alla competizione. Ogni gesto è pensato per promuovere l'armonia interna, aumentare la consapevolezza corporea e migliorare l'equilibrio psicofisico.
Il Tai Chi è composto da sequenze di movimenti continui, lenti e controllati. Contemporaneamente, i neuroni specchio osservano e riproducono i movimenti appresi, facilitando l'apprendimento motorio anche solo guardando un maestro esperto. Il Tai Chi, dunque, è un allenamento completo: coinvolge mente, sistema nervoso e muscoli. Migliora la coordinazione, la fluidità dei gesti e la consapevolezza del corpo nello spazio. È un'attività accessibile, dolce ma intensa, che lavora in profondità su mente e corpo. Il Tai Chi si adatta a tutte le età e condizioni fisiche.
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Il Tai Chi, con i suoi oltre 3000 anni di storia, dimostra come una disciplina lenta e consapevole possa avere impatti sorprendenti sulla salute metabolica, muscolare e mentale. A differenza degli allenamenti intensivi che spesso scoraggiano chi è fuori forma, il Tai Chi è inclusivo, adattabile, efficace.
Massaggi Rassodanti e Linfodrenanti
Molte persone si avvicinano all’arte dei massaggi linfodrenanti perché desiderano snellire la figura, come se fossero massaggi modellanti, oltre che con delle proprietà anticellulite. A livello clinico, le manipolazioni del linfodrenaggio sostengono il circolo linfatico, ovvero la circolazione della linfa nel corpo.
Il massaggio rassodante agisce in particolare su glutei, cosce e accumuli di grasso localizzato, in particolare nella zona addominale. I massaggi rassodanti ossigenano i tessuti e riattivano la circolazione, in combinazione con quelli linfodrenanti, per seguirli con un effetto modellante.
Anche per snellire la pancia, i massaggi rassodanti stimolano il micro-circolo e combattono la ritenzione idrica tramite pizzicotti e facendo scorrere la pelle tra le dita. Si può lavorare anche con creme e oli essenziali per sciogliere i grassi, con movimenti circolari sull’addome.
Il massaggio a pizzicotto aiuta anche ad eliminare i liquidi in eccesso e contrastare la cellulite. Si prende la pelle tra indice e pollice, pizzicandola con una leggera pressione. Il massaggio a tamburo, rappresenta un metodo di rigenerazione dei tessuti che permette l’ossigenazione e la riattivazione circolatoria. Si mettono le mani concave e si picchietta sulla pelle, agendo su tutto il corpo. Si esegue schiaffeggiando le gambe con i palmi aperti dal ginocchio in su, dopo di che si procede con pizzicotti energici e movimenti circolari di stimolo alla circolazione.
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Chitosano e Berberina: Supporto Naturale
L’utilizzo di prodotti naturali capaci di ridurre l’assorbimento di grassi e il senso di fame è una delle varie azioni che si potrebbero mettere in campo per contrastare l’obesità. Tra le sostanze in esame, il chitosano sostiene il dimagrimento in adolescenti obesi.
Un team iraniano ha valutato l’efficacia del chitosano su 62 pazienti con età media di circa 13 anni e tutti in sovrappeso, se non obesi. Lo studio, randomizzato e controllato, ha previsto la creazione di due gruppi di studio, uno trattato con chitosano in dose di 3 g al giorno per 12 settimane, e l’altro con placebo per lo stesso periodo. Gli autori hanno tenuto conto di cambiamenti nelle misure antropometriche (peso, grasso addominale e BMI), nei profili lipidi e glicemici e nei livelli di ormoni dell’appetito.
L’integratore sembra, infatti, aver determinato effetti maggiori nel gruppo di studio rispetto al controllo, in particolare per quel che riguarda il peso, il BMI, la circonferenza addominale, l’insulina, l’adiponectina e la leptina, due ormoni prodotti dal tessuto adiposo. L’adiponectina è chiamata anche “ormone della carestia”, perché facilita l’utilizzo dell’energia corporea. Si trova più abbondante nelle persone magre e meno in quelle sovrappeso.
Ovviamente, come suggerito dagli stessi autori, questi esiti non devono portare a pensare al chitosano come a un integratore magico: i suoi effetti maggiori se integrati in un contesto di vita sana, aumento dell’attività sportiva e riduzione dell’apporto calorico. Tuttavia, in queste condizioni potrebbe favorire il raggiungimento di risultati in termini di dimagrimento, attivando un circolo virtuoso: meno peso significa meno fatica, il che porta a maggiore attività fisica e a ulteriore dimagrimento.
La berberina è un alcaloide originariamente estratto da Huanglian (Coptis chinensis), un’antica erba cinese, che è stata applicata nella medicina tradizionale cinese per migliaia di anni per trattare l’obesità e i disturbi correlati. La berberina ha molti benefici terapeutici ben stabiliti. In Cina la berberina è usata principalmente come antidiabetico.
Utilizzando una piccola popolazione caucasica, la sicurezza della berberina è stata valutata utilizzando ematologici, cardiovascolari, auto-rapporti di effetti collaterali e i principali test di funzionalità epatica e renale. L’efficacia terapeutica della berberina è stata studiata misurando il peso corporeo, il colesterolo, i trigliceridi e l’espressione differenziale dei fattori infiammatori prima e dopo 12 settimane di trattamento.
Nello studio pilota condotto su soggetti caucasici, il trattamento con berberina per 12 settimane ha prodotto una perdita di peso media di 5 libbre/soggetto (caucasico). Questi dati sono stati completamente coerenti con i risultati dei precedenti studi clinici, i quali mostrano che tre mesi di trattamento con berberina hanno prodotto una perdita di peso di 5,1 libbre/soggetto, una perdita di peso significativamente maggiore di quella nel gruppo placebo (p = 0,034).
Il trattamento con berberina è stato segnalato per inibire l’infiammazione in coltura macrofagi, adipociti 3T3-L1 e nel tessuto adiposo del topo. Si è, quindi, ipotizzato che la berberina avrebbe inibito l’infiammazione in soggetti umani. Tuttavia, in questo studio non si è osservato alcun effetto antinfiammatorio del trattamento con berberina come riflesso dal livello di CRP nel siero o dalla velocità di eritrosedimentazione (ESR).
Concludendo, lo studio ha dimostrato che il trattamento con berberina per 12 settimane ha diminuito significativamente i livelli di lipidi nel sangue sia nei soggetti umani obesi che nei ratti. La berberina ha anche prodotto una lieve perdita di peso e ha aumentato i livelli di calcitriolo nel sangue.
| Parametro | Gruppo Chitosano | Gruppo Placebo | Significatività Statistica |
|---|---|---|---|
| Peso | Miglioramento significativo | Nessun cambiamento significativo | Si |
| BMI | Miglioramento significativo | Nessun cambiamento significativo | Si |
| Circonferenza Addominale | Miglioramento significativo | Nessun cambiamento significativo | Si |
| Insulina | Miglioramento significativo | Nessun cambiamento significativo | Si |
| Adiponectina | Miglioramento significativo | Nessun cambiamento significativo | Si |
| Leptina | Miglioramento significativo | Nessun cambiamento significativo | Si |
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