Bere la giusta quantità di acqua ogni giorno è indispensabile, scegliendo però quella più adatta a ciascuno. Negli adulti più del 50% del peso corporeo è costituito da acqua e nei bambini la percentuale sale quasi all'80%. La sua azione è indispensabile perché regola la digestione, il livello della temperatura corporea e la corretta lubrificazione di pelle, polmoni e tessuti degli occhi.
Il fabbisogno giornaliero è di circa 2 litri, 2 litri e mezzo, di cui almeno 1 e mezzo da ingerire tramite acqua, mentre il resto può provenire da altre bevande e alimenti, come frutta e verdura.
L'Importanza dell'Acqua per l'Organismo
Ricordiamo che l'acqua rappresenta il componente principale delle cellule e dei tessuti del nostro organismo, che però NON è in grado di produrne a sufficienza per soddisfare il nostro fabbisogno. L’acqua assunta, quindi, attraverso la dieta deve essere considerata un nutriente essenziale per la nostra alimentazione.
Inoltre “bere circa due litri di acqua al giorno favorisce il corretto funzionamento del tessuto epidermico aiutando a veicolare nelle cellule molte delle sostanze nutritive e a eliminare quelle di scarto", spiega la dottoressa Elisabetta Bernardi, biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino.
I sali minerali sono talmente importanti per l'organismo umano da essere definiti elementi essenziali. Se pur in quantità variabili, tutte le acque contengono sali minerali. L'acqua particolarmente ricca di sali, infine, ha un residuo fisso superiore a 1.500 mg/litro e l'assunzione è consigliata sotto controllo medico perché può avere caratteristiche terapeutiche. Le acque minerali possono essere classificate anche per prevalenza di uno dei sali rispetto agli altri.
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Quale Acqua Bere?
Acqua Gassata o Naturale?
La migliore acqua da bere è...Acqua gassata? Ni. "Le bevande gassate a base d'acqua vanno bene, ma non devono sostituire in generale l'acqua. L'acqua frizzante aromatizzata, ora molto in voga, è una scelta più sana rispetto alle bibite zuccherate, ma concediamocene massimo un bicchiere al giorno. Idratiamoci, invece, con semplice acqua, tè, frutta e verdura e zuppe", suggerisce Andrea Moss, consulente di nutrizione olistica e fondatrice di Moss Wellness.
Quando si tratta di scegliere tra acqua naturale e acqua frizzante, può sorgere la domanda: quale è la migliore scelta? Ecco alcuni fattori da considerare per decidere quale tipo di acqua bere:
- Gusto: L’acqua naturale ha un sapore pulito e fresco, mentre l’acqua frizzante ha un sapore frizzante e leggermente acido.
- Assorbimento: L’acqua naturale viene assorbita più rapidamente dal corpo rispetto all’acqua frizzante.
- Costi e disponibilità: L’acqua naturale è generalmente più economica e facile da trovare rispetto all’acqua frizzante.
- Acidità: L’acqua frizzante può avere un livello di acidità superiore rispetto all’acqua naturale.
In generale, la scelta tra acqua naturale e acqua frizzante dipende dalle preferenze personali e dalle esigenze di ogni individuo. L’acqua naturale è la scelta migliore per coloro che hanno bisogno di idratazione immediata e preferiscono il sapore pulito e fresco. L’acqua frizzante, invece, può essere la scelta giusta per chi vuole un’esperienza di gusto diversificata ed effervescente.
Un’altra distinzione che possiamo fare è quella tra l’acqua frizzante o gassata, ottenuta tramite l’aggiunta artificiale di anidride carbonica (o biossido di carbonio), e quella effervescente naturale, nella quale invece, il gas è naturalmente presente alla sorgente.
Acqua del Rubinetto o in Bottiglia?
"La differenza sostanziale tra un’acqua di rubinetto e un’acqua minerale è che la prima deriva per lo più da falde superficiali e viene resa salubre e pulita, ossia idonea al consumo, attraverso trattamenti di potabilizzazione come la clorazione. La mineralizzazione dell’acqua è, invece, un processo molto lungo e complesso che è in grado di conferire all’acqua un contenuto salino particolare. È consuetudine classificare le acque minerali sulla base del residuo fisso", spiega Silvia Parola, dottoressa in Scienze Biologiche con specializzazione in Patologia Clinica e Direttore Tecnico e Responsabile Qualità dell'Azienda Acqua Sant’Anna Fonti di Vinadio.
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Acqua e Residuo Fisso
Questa espressione esprime sostanzialmente la quantità di sali presenti nell'acqua: si parte dalle minimamente mineralizzate, con RF < 50 mg/l, particolarmente indicate nell’alimentazione dei lattanti e nella reidratazione e nel ricambio idrico, per arrivare ad acque a medio contenuto salino, spesso caratterizzate da un contenuto ionico prevalente e pertanto associate a specifici effetti fisiologici, per esempio lassativi (acque solfate), o indicate nei processi digestivi (acque bicarbonate), per arrivare ad acque ricche in sali, il cui residuo fisso è > 1500 mg/l, vere e proprie fonti di minerali, da consumarsi in condizioni specifiche per esempio durante l'attività fisica.
Acqua e Nitrati
Composti presenti in natura, queste sostanze costituite da azoto e ossigeno sono indice di inquinamento di natura organica, dovuto alle deiezioni animali provenienti da allevamenti intensivi, oppure di natura inorganica, proveniente dagli insediamenti industriali e dai fertilizzanti utilizzati in agricoltura.
Il decreto 31/2001 relativo alle acque acque potabili ha fissato un limite massimo di 50 mg/l; il decreto 176/2011 relativo alla qualità delle acque minerali ha abbassato il livello a 45 mg/l, riducendolo ulteriormente a 10 mg/l per le acque destinate all’infanzia. All’interno del nostro organismo i nitrati si riducono a nitriti che, a contatto con le ammine, possono dare origine alle nitrosammine, composti cangerogeni.
Acqua per Lattanti
"Nel neonato è necessario un maggior introito idrominerale per potere soddisfare le richieste metaboliche e per assicurare uno stato di benessere clinico. È importante, quindi, che questo apporto avvenga attraverso un'acqua la cui composizione rispecchi e soddisfi le esigenze della crescita. Nel lattante è probabile che sia la sola acidità gastrica a intervenire nei processi digestivi, pertanto nella ricostituzione di una formula lattea è preferibile l’utilizzo di un’acqua oligominerale, meglio minimamente mineralizzata, che possiede un potere tampone minore rispetto a quelle mediominerali o ricche di sali e di conseguenza richiede un minor impiego secretivo da parte dello stomaco per raggiungere il pH ottimale a livello gastrico.
Acqua e Ritenzione Idrica
La ritenzione idrica è un accumulo eccessivo di liquidi nei tessuti del corpo, che provoca gonfiore e sensazione di pesantezza, soprattutto in aree come gambe, caviglie, mani e viso. Per combattere la ritenzione idrica, è importante scegliere un’acqua che aiuti il corpo a eliminare i liquidi in eccesso e a mantenere un corretto equilibrio idrico.
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- Basso residuo fisso: il residuo fisso acqua è un parametro che indica la quantità di sali minerali disciolti nell’acqua.
- Povertà di sodio: l’acqua povera di sodio è consigliata per chi soffre di ritenzione idrica poiché il sodio è uno dei principali responsabili dell’accumulo di liquidi.
- Ricchezza di potassio e magnesio: è importante scegliere un’acqua con un buon contenuto di calcio e magnesio, due minerali che aiutano a regolare l’equilibrio idrico e a migliorare la funzione muscolare.
Quando si tratta di scegliere l’acqua migliore per combattere la ritenzione idrica, spesso ci si chiede se sia preferibile optare per l’acqua naturale o frizzante.
- Acqua naturale: è generalmente la scelta più indicata per chi soffre di ritenzione idrica. Le acque oligominerali, con basso contenuto di sodio e ricche di minerali come magnesio e potassio, favoriscono la diuresi, aiutando il corpo a eliminare i liquidi in eccesso in modo più efficiente.
- Acqua frizzante: pur essendo una scelta gustosa per molte persone, può non essere l’opzione migliore per chi soffre di ritenzione idrica. L’anidride carbonica presente nelle acque frizzanti può infatti provocare gonfiore addominale, aumentando la sensazione di pesantezza.
Come Bere Acqua Correttamente
Bere acqua in modo corretto è fondamentale per combattere la ritenzione idrica e favorire una buona eliminazione dei liquidi in eccesso.
- Bevi regolarmente durante la giornata: distribuisci l’assunzione di acqua nell’arco della giornata, piuttosto che bere grandi quantità tutte in una volta. L’obiettivo è di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, ma la quantità può variare in base a fattori come il clima, l’attività fisica e lo stato di salute.
- Bevi al mattino appena sveglio: bere un bicchiere d’acqua al risveglio è un ottimo modo per attivare il metabolismo e iniziare a stimolare il sistema linfatico e renale.
- Bevi prima dei pasti: bere un bicchiere d’acqua 20-30 minuti prima dei pasti non solo aiuta la digestione, ma contribuisce anche a migliorare l’eliminazione dei liquidi.
- Sorseggia acqua durante l’attività fisica: è importante compensare le perdite bevendo acqua regolarmente durante l’esercizio fisico, soprattutto se l’attività è prolungata.
Acqua Povera di Sodio: Quali Scegliere?
Si possono definire commercialmente acque a basso contenuto di sodio (o iposodiche) quelle acque che hanno una concentrazione di sodio < 20 mg/L.
Il sodio regola il passaggio di fluidi e dei nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule e partecipa alla trasmissione dell’impulso nervoso. Permette all’organismo di mantenere l’equilibrio dei liquidi nella norma, perché interviene nella regolazione del meccanismo della diuresi.
Il fabbisogno di sodio è compreso tra 0,6 e 3,5 grammi al giorno. Con la nostra normale alimentazione è molto semplice arrivare a coprire tale fabbisogno. Succede molto più spesso di assumere un eccesso di sodio piuttosto che un difetto.
Non è sbagliato dire quindi che consumare un’acqua iposodica, in ogni caso, male non fa, perché può aiutarci a tenere sotto controllo l’introito di sodio giornaliero. Può essere quindi consumata da tutti, ma ancora di più è consigliata per le persone ipertese, con problemi renali.
Classifica delle Acque Iposodiche
Andando a guardare le etichette delle principali acque in commercio è venuta fuori la classifica seguente. Per ogni acqua abbiamo riportato vicino il contenuto di sodio espresso in mg/L, e le abbiamo ordinate partendo da quelle a contenuto di sodio più basso:
| Acqua | Sodio (mg/L) |
|---|---|
| Eva | 0,3 |
| Flavia | 0,7 |
| Lauretana | 0,88 |
| Sant’Anna | 1,5 |
| Levissima | 1,9 |
| Vera | 2 |
| Norda Ducale | 3 |
| Vitasnella | 3,7 |
| Rocchetta | 3,8 |
| Lete | 5,1 |
| Fiuggi | 6,4 |
| Panna | 6,4 |
| Evian | 6,5 |
| Guizza | 7,7 |
| Fabia | 17,03 |
Tutte le acque sopra riportate sono classificate tra le iposodiche, perché hanno una concentrazione di sodio inferiore a 20 mg/L.
Non dobbiamo però erroneamente pensare che l’acqua Sant’Anna sia migliore dell’acqua Rocchetta perché ha meno sodio, ma più invece che l’acqua Sant’Anna sia l’acqua migliore per una particolare situazione o periodo della vita e l’acqua Rocchetta per altre. E dobbiamo anche tenere conto del fatto che il sodio è solo un elemento, mentre nella scelta dell’acqua è importante guardare tutta l’etichetta.
L'Acqua Fa Dimagrire?
Bere acqua aiuta a dimagrire? Bere poco fa ingrassare? La maggioranza delle diete e di chi le prescrive sottolinea con enfasi l'importanza dell'acqua in una sana alimentazione.
Se l'acqua viene bevuta al posto di alcolici, succhi di frutta, bevande dolcificate ecc., il minor introito calorico non può che giovare al dimagrimento. Bere uno o due bicchieri di acqua prima dei pasti contribuisce a stimolare il senso di sazietà, diminuendo la quota di cibo ingerita.
Anche in questo caso potrebbe esserci un fondo di verità. Sappiamo, ad esempio, che il tessuto adiposo è assai povero di acqua, che abbonda invece in quello muscolare; non a caso, i soggetti obesi hanno una percentuale di acqua corporea inferiore a quelli magri.
Una corretta assunzione di acqua, inoltre, favorisce l'eliminazione delle tossine dall'organismo, che in virtù della loro lipofilia tendono ad accumularsi nel tessuto adiposo.
Tutte le acque da bere sono prive di calorie e non esistono studi comparativi sulla loro maggiore e minore efficacia per perdere peso. Spesso siti, riviste e pubblicità consigliano a chi è a dieta marche di acqua minimamente mineralizzata o oligominerale a basso contenuto di sodio. Utilizzando il database delle acque italiane è possibile conoscere tutte le acque in commercio con queste caratteristiche: basta selezionare le categorie “minimamente mineralizzata” e “oligominerale” nel menu del residuo fisso e spuntare la casella “iposodica”.
Stimola il metabolismo: ogni volta che beviamo acqua il nostro organismo brucia calorie per mantenere costante la nostra temperatura corporea. Diversi studi hanno inoltre dimostrato che le persone che bevono poco hanno più probabilità di sviluppare obesità e sovrappeso. Lo attesta ad esempio una ricerca condotta dall’Università del Michigan, che ha riscontrato nelle persone scarsamente idratate un maggiore indice di massa corporea.
Bere un bicchiere di acqua e limone al mattino è diventata una routine per molte persone grazie ai suoi benefici digestivi e metabolici. Questa semplice bevanda aiuta ad attivare il sistema digestivo e a purificare l'organismo, ma è importante non esagerare per evitare danni allo smalto dentale.
Il tè verde, particolarmente nella combinazione con il limone, è un potente alleato per chi cerca di perdere peso. Questa bevanda favorisce il drenaggio dei liquidi corporei e l'equilibrio del peso grazie alle sue proprietà antiossidanti e tonificanti.
L'acqua di cocco merita un'attenzione particolare perché ha pochi grassi e carboidrati, e rappresenta una scelta a basso contenuto calorico ricca di vitamine e minerali.
Seppur semplice, rimane la soluzione più efficace per chi cerca di perdere peso. Abbiamo visto che senza il controllo di quello che si mangia, dimagrire è sempre difficile se non si segue un regime dietetico sano e controllato, preferibilmente accompagnato da attività fisica regolare.
Se non bastasse, bere tanta acqua aiuta a dimagrire perché mantiene attivi il fisico e la mente e aiuta anche ad affrontare meglio regimi dietetici controllati che inizialmente, quando i risultati sono lenti, possono rappresentare una fonte di stress.