Marika Moro è una nutrizionista con dieci studi tra la Valle Seriana e Milano. La sua esperienza professionale e la sua passione per lo sport si fondono in un approccio unico, particolarmente apprezzato dagli atleti.
L'esperienza di un'atleta con Marika Moro
Un'atleta, che pratica sport da anni, ha raccontato come l'incontro lavorativo con il suo attuale coach Efrem Mattivi ha cambiato la sua prospettiva: "Mi ha insegnato ad allenarmi come si deve".
L'atleta ha poi deciso di affrontare una sfida con se stessa: "Ho pensato che o lo faccio adesso, o non lo faccio più. Ed è stato anche un po’ una sfida con me stessa, perché pensavo di non avere le capacità e avevo addosso molti gufi, persone vicine che dicevano che tanto non ce l’avrei mai fatta. Alla fine però ho avuto ragione io…".
Nel 2021 ha affrontato la prima gara e nel giro di neanche due anni è arrivata al titolo più ambito, quello di campionessa del mondo: “La prima gara l’ho fatta l’anno scorso, per capire come fosse l’ambiente. Mi ero qualificata per gli italiani, poi non ero fisicamente pronta, ma mi è piaciuta l’esperienza. Lo scorso ottobre abbiamo iniziato la preparazione per quest’anno: a giugno abbiamo fatto le selezioni Natural per gli italiani, poi a ottobre ho fatto gli italiani dove sono arrivata seconda, ho preso un terzo posto agli europei di Monaco e un mese dopo a Los Angeles ho vinto”.
L'importanza dell'alimentazione
L’alimentazione non è mai stata un problema per lei, essendo già parte del suo quotidiano lavorativo (ha 10 studi tra la Valle Seriana e Milano), anche se l’aiuto del suo allenato è stata fondamentale: “Essere una professionista in quest’ambito mi ha sicuramente aiutata, Efrem mi ha spiegato tanti concetti su come gestirmi”.
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“Qualsiasi atleta ha dei paletti da rispettare, ma io l’ho sempre vissuta in modo sereno. Per mesi non ho fatto neanche un pasto libero, ma l’ho vissuta in modo equilibrato. Stai talmente bene che non è un sacrificio”.
Il ruolo del nutrizionista nello sport
La gara è uno show, perché si parla di uno sport estetico nel quale cambiano i metri di giudizio anche a seconda della federazione. “Ci sono dei canoni, ma cambiano di anno in anno e bisogna anche sapersi regolare sotto quell’aspetto”, spiega.
“Bisogna arrivare sul palco nella miglior condizione, bisogna fare delle pose, c’è una specie di passerella davanti ai giudici. Poi ci sono criteri di classificazione: oltre che di preparazione fisica come muscolarità, tiraggio, simmetria, bilanciamento muscolare, c’è anche un lato estetico, quindi di pose, saper stare sul palco, camminare, ci sono molti dettagli da curare”.