Morti nel Fiume Calore: Analisi delle Cause e Fattori Influenzanti

Il fiume Calore è stato, in diverse occasioni, teatro di tragici eventi che hanno portato alla perdita di vite umane. Questo articolo si propone di analizzare alcuni di questi casi, esaminando le possibili cause dei decessi e i fattori che possono influenzare la determinazione del momento del decesso, come il raffreddamento cadaverico.

Recenti Ritrovamenti e Indagini

Negli ultimi anni, diversi corpi sono stati ritrovati nelle acque del fiume Calore, ognuno con la propria storia e circostanze da chiarire. Tra questi:

  • Il cadavere di un pensionato 76enne, ritrovato all’altezza di via Vittime di Nassirya. L'uomo, originario di Torrecuso, si era allontanato da casa alcuni giorni prima. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella del suicidio per una presunta depressione.
  • Il corpo di Sandhu Gurmeet Singhi, 25enne di origine indiana, rinvenuto lungo la riva del fiume a Serre, nascosto tra i rami. Tre le ipotesi al vaglio degli inquirenti: omicidio, suicidio o caduta accidentale.
  • La salma di Andrea Pelliccio, un 27enne napoletano, deceduto durante una festa privata a Postiglione. Si cerca di capire anche se l’allarme dato ai soccorsi sia partito in ritardo. Dall’autopsia sulla salma del 27enne dovranno arrivare risposte sulla causa del malore e l’eventuale assunzione - per ora non smentita - di sostanze stupefacenti. Verifiche e accertamenti tecnici sul contesto della festa da parte dei militari dell’Arma completeranno il quadro investigativo.
  • Il corpo di Vittorio Pierro, un 21enne di Battipaglia, trovato cadavere nelle acque del Calore in località Remolino nel territorio del comune di Felitto. Il suo corpo è stato trovato immerso ad una profondità di circa due metri, le cause della morte sono probabilmente da attribuire ad un malore o ad una caduta improvvisa.

Il Caso di Vittorio Pierro: Dettagli e Testimonianze

Il corpo di Vittorio Pierro è stato ritrovato da alcuni turisti alle prime luci del giorno di Ferragosto. Il ragazzo, a detta degli amici, sarebbe giunto sul posto la sera prima per trascorrere la notte in tenda sulle rive del Calore. I suoi amici non si sono accorti di nulla, stavano ancora dormendo nelle tende quando i turisti hanno ritrovato il corpo senza vita.

Amici e conoscenti hanno lasciato messaggi di affetto e ricordo:

"Eri un pazzoide e ti volevamo bene anche quando diventavi indisponente con chi ti voleva bene. Mi sono sempre sentito un fratello maggiore e mi piaceva rimproverarti. Volevo insegnarti qualcosa e per un po ti avevo preso sotto la mia ala protettrice. Poi le cose sono cambiate ma il bene è rimasto immutato."

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"Spaghetto, domani vengo a farti un ultimo saluto..ma so che non è un addio, è solo un arrivederci. So benissimo che te la stai spassando leggendo queste frasi tenere che da me non ti saresti mai aspettato. Ti voglio bene..ci mancherai."

"Ci siamo divisi i soldi, il cibo, il sonno, i sogni, le stronzate, la vita. Ricordo i caffè all’Agip..le scorribande sui motorini..la Sambuca ad orari improponibili. So che eri un ragazzo che nascondeva la sua timidezza con l’arroganza e che quando ti piaceva una ragazza perdevi il senno della ragione ed eri disposto a farti lasciare a terra sanguinante pur di averla …. Resterai sempre nel mio cuore."

Il Raffreddamento Cadaverico: Un Fattore Determinante

Il raffreddamento cadaverico rientra tra i fenomeni cadaverici consecutivi. Con la morte cessa la termoregolazione, che mantiene la temperatura interna corporea attorno ai 37 °C, ed essendo poco significativa la termogenesi conseguente alle residue attività cellulari, il corpo comincia a perdere calore, andando ad uniformarsi alla temperatura ambiente. Si tratta di un decremento che è influenzato da molteplici fattori.

Fattori Intrinseci

  • Età
  • Quantità di adipe
  • Sviluppo della massa corporea
  • Causa e modalità della morte

Fattori Estrinseci

  • Temperatura ambientale
  • Umidità
  • Ventilazione
  • Presenza o meno di indumenti
  • Qualità degli indumenti che ricoprono il corpo
  • Presenza di mezzi più o meno isolanti (come coperte)
  • Posizione del cadavere (ad esempio se esposto al sole)

È quindi estremamente importante rilevare ogni dato circostanziale possibile per cercare di studiare il decremento termico. Va rilevata la temperatura corporea interna utilizzando strumenti che consentano una misurazione oggettiva e confrontabile, non avendo alcuna utilità il dato del tutto soggettivo della percezione al tatto: deve essere pertanto utilizzato un termometro del tipo a bulbo da introdurre all’interno del corpo (di solito si usa la via rettale); va ovviamente rilevata la temperatura ambientale anche se più utili sarebbero i dati relativi alle ore precedenti.

Per valutare il decremento termico si dà per scontato che la temperatura interna al momento della morte sia 37 °C; da ricordare, però, che il decesso può avvenire in condizioni di ipotermia (congelamento; si ricordi che un corpo con una temperatura inferiore a 22-24 °C è sicuramente un cadavere perché sono valori incompatibili con la vita) ovvero di ipertermia (stati febbrili, ma anche morte per intossicazione da cocaina, in cui la temperatura corporea può raggiungere i 40 °C). Del pari variabile è la temperatura esterna ed è importante conoscere esattamente la collocazione del cadavere (ambiente refrigerato d’estate o riscaldato d’inverno, ambiente chiuso, ambiente ventilato) e le escursioni termiche che si sono succedute.

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Un cadavere esposto al sole può raggiungere temperature assai elevate: ad esempio, all’interno di un’autovettura esposta al sole d’estate si possono raggiungere i 45 °C e oltre. Importanti sono anche le condizioni del cadavere (vi è una notevole differenza nel decremento se è nudo o coperto da indumenti o addirittura sotto le coperte in un letto) e lo stato di nutrizione del soggetto, in quanto la dispersione del calore dipende dalla superficie corporea: un obeso disperderà meno il calore di un soggetto magro. Occorrerebbe quindi poter conoscere, oltre alla lunghezza del cadavere, il peso corporeo.

In condizioni particolari poi il raffreddamento è più veloce: nel cadavere immerso in acqua fredda corrente (ad esempio in un fiume) il decremento termico è doppio rispetto al cadavere all’aperto.

Fasi del Raffreddamento Cadaverico

Una schematizzazione ragionevole per cadaveri in condizioni medie è quella che prevede:

  1. Fase di discesa lenta della temperatura, con decremento di circa ½ °C l’ora nelle prime 4 ore.
  2. Fase di discesa rapida della temperatura, con decremento di 1 °C l’ora per altre 4-6 ore.
  3. Fase di nuova discesa lenta della temperatura, con decremento di ½ °C l’ora, poi di ¼ °C, sino ad uniformarsi con la temperatura esterna, che si raggiunge dopo circa 24 ore dalla morte.
  4. Fase dell’equilibrio termico oltre la 24a ora.

Il cadavere livella la propria temperatura sempre in 18-24 ore, sia che si trovi a 30 °C sia che si trovi a 4 °C; ciò che cambia è la velocità con cui si raggiunge l’equilibrio termico.

Tramite un nomogramma che è uno schema in cui si inseriscono i vari dati (temperatura rettale, temperatura ambientale, peso corporeo, ecc.) si può avere un intervallo di tempo entro cui indicare la morte del soggetto.

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Fasi del Raffreddamento Cadaverico
Fase Decremento Termico Durata
Discesa Lenta Circa 0.5°C/ora Prime 4 ore
Discesa Rapida 1°C/ora 4-6 ore successive
Nuova Discesa Lenta 0.5°C/ora, poi 0.25°C/ora Fino all'equilibrio con la temperatura esterna
Equilibrio Termico - Oltre 24 ore

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