A 24 anni, Nadia Battocletti, mezzofondista di Cles, è già considerata una delle più grandi atlete italiane di sempre. Studentessa di architettura, cresciuta in una famiglia di sportivi, la sua storia è di grande ispirazione. Le mezzofondiste, in Europa, sono merce rara, e anche per questo Nadia Battocletti è come una perla, scovata fra mille granelli di sabbia, in mezzo a un deserto. Anche per questo il suo argento di Parigi, in una distanza, i 10.000 metri, che peraltro corre da appena un anno e mezzo, significa molto di più che un semplice piazzamento in una gara.
Origini e Passioni di Nadia Battocletti
Certo, è giusto da dire che hanno il loro peso anche i cromosomi, se è vero che Nadia Battocletti non nasce in una famiglia qualsiasi, ma da genitori che della corsa hanno fatto la loro ragione di vita. La madre, Jawhara Saddougu, è stata invece un'ottocentista di tutto rispetto, campionessa marocchina sulla distanza e una carriera messa in pausa proprio alla nascita di Nadia, che al Marocco, peraltro, è legatissima. D’altronde è anche grazie alle sue origini nordafricane che Nadia ha deciso di professare la religione musulmana, la stessa di entrambi i genitori: si tratta di un aspetto della sua vita privata che più volte ha dichiarato essere cruciale e che sente avere un ruolo anche nei suoi successi sportivi.
Alimentazione: Un Pilastro Fondamentale
In tutto questo un ruolo importante lo gioca l'alimentazione. "La dieta mediterranea - ha detto - è ottima per chi pratica sport.
I Piatti Preferiti di Nadia
Arriva dal Marocco anche uno dei piatti preferiti di Nadia Battocletti, il tajine con pollo e olive, uno stufato di carne tipico del Nord Africa e cotto in una particolare pentola di coccio, il tajine appunto. Molto italiano invece è il risotto con taleggio, tartufo e zafferano, un’altra grande passione dell’atleta azzurra. L’unico divieto assoluto riguarda il cibo spazzatura: niente fritti da McDonald insomma.
Per il resto, la sua è una vita che si snoda attraverso appuntamenti sportivi quotidiani, con allenamenti da tenersi sempre all'aperto, a meno di condizioni atmosferiche impossibili. Gli 800, invece, sono la distanza che proprio non le piace correre, mentre in futuro, da quel che sembra, potrebbe cimentarsi con distanze più lunghe, vale a dire maratona e mezza maratona, sulle orme del padre, con cui ha già discusso di questo passaggio sul lungo periodo. La strada, insomma, è segnata.
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L'Importanza del Team e della Mentalità
Nadia Battocletti, con il suo carattere determinato e semplice, con le sue corse emozionanti, è il condensato splendido di uno sport, l’atletica leggera, che sta vivendo una rinascita.
Il Ruolo dello Staff
L’importanza del gruppo di lavoro è fondamentale. "Siamo una decina. Papà è l’allenatore, mentre Armando Defant si occupa della preparazione in palestra: è davvero bravissimo. Nella parte medica troviamo Armando Diana (dottore nutrizionista), Pier Luigi Fiorella (analisi dell’allenamento, strategie), Gianluca Carretta (osteopata, entrato nell’ultimo anno), Paolo Ruatti (fisioterapista) e Carlo Ranieri (fisioterapista e osteopata della nazionale). C’è la psicologa Elisabetta Borgia e poi la parte manageriale con Marcello Magnani e DMTC. Ultimi, ma non meno importanti, la mamma e il fidanzato".
La Sfera Mentale
Parlando dei suoi allenamenti Nadia Battocletti ha sottolineato come l'aspetto mentale sia importante quanto l'aspetto fisico. "La sfera psicologica ha un ruolo molto importante nella carriera di un atleta, soprattutto se pratica mezzofondo e rimane sotto sforzo per un bel periodo. Il rischio più grande è quello di avere ricadute, o pensieri negativi. Sono felice di aver iniziato un percorso con Elisabetta Borgia, ormai sono tre anni. Mi trovo bene, sono cresciuta tanto mentalmente. L’aspetto più importante è stato quello di rendersi conto che l’atletica è semplice. Un tempo la vedevo più difficile: gli allenamenti, forse non ce la faccio. L’allenamento, il fisioterapista, lo scarico. Poi la routine: mangiare, bere, riposare, il riscaldamento. È tutto estremamente più tranquillo".
Allenamento e Preparazione Atletica
Proviamo quindi ad analizzare il suo programma di allenamento a lungo termine impostato dal padre Giuliano nelle categorie giovanili. E cioè, in un arco di tempo di sei anni.
- Cadetta- In questa categoria, Nadia si è impegnata su varie discipline come siepi, i 1000 ed i 2000 metri, il cross e la corsa in montagna.
- Allieva- Basta con le altre discipline. Niente più gare di corsa in montagna, ma parecchi allenamenti anche in salita. Poi, lavori a giorni alterni.
- Juniores- Anche in questa categoria, i mezzi di lavoro non cambiano per Nadia. In compenso aumentano i giorni, passando da allenamenti alternati a uno schema di lavoro che prevede due sedute consecutive e un successivo giorno di riposo.
Esempi di allenamento:
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- 30 minuti di corsa + 3 circuiti di potenziamento con 12 stazioni + 1 prova con recupero di 1 minuto.
- 50 minuti di fondo lento
- Riscaldamento 20 minuti + medio di 6-8 km a 4.08/4.10 al km
- 50 minuti di fondo lento
- Riposo
- 20 minuti di riscaldamento + 3 x 1000/500 metri recuperi di 1.30 e 3 minuti.
- 50 minuti di fondo lento
- Riposo
- 20 minuti di riscaldamento + 6 km di medio a 4.05/4.10 al km
- 50 minuti di fondo lento
- Riscaldamento 20 minuti + 2 x 5 x 400 recuperi 1.30 e 3 minuti.
Controllo dell'Intensità
Il punto di contatto tra i due programmi, molto diversi, è certamente il controllo dell'intensità. Mai troppo elevata. Fisiologicamente compresa fra le 2 e le 4 millimoli di lattato anche per la campionessa azzurra.
Parigi 2024: Alimentazione al Villaggio Olimpico
Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Parigi ospiterà circa 15.000 atleti e offrirà circa 60.000 pasti al giorno. La mensa, aperta 24 ore su 24, avrà circa 3.500 posti a sedere. L'obiettivo è contribuire alle performance degli atleti con menù adatti allo sport d'élite, soddisfacendo le aspettative di atleti di ogni continente.
Food Vision: La Dieta Sostenibile
La Food Vision, un documento che racchiude le sei linee guida e le relative 60 sottocategorie utili a raggiungere obiettivi di sostenibilità e sicurezza alimentare:
- Raddoppiare gli elementi vegetali per dimezzare le emissioni di CO2.
- Alimenti certificati al 100%, dei quali almeno l’80% di origine francese (sicuramente carne, latticini, uova e pesce) e il 30% di prodotti biologici.
- Dimezzare l’uso di plastica monouso in fase di consumo.
- Limitare gli sprechi alimentari.
- Garantire una seconda vita al 100% delle attrezzature e delle infrastrutture usate.
- Almeno il 10% del personale addetto alla ristorazione in tutti i luoghi deve provenire da programmi di integrazione professionale.
Cosa Mangeranno gli Atleti
Agli sportivi saranno serviti in totale circa 13 milioni di pasti. Verranno proposti menù a base vegetale (circa il 60% delle opzioni), con cibo per lo più sostenibile e di provenienza francese. Un’enfasi particolare su piatti nutrienti e gustosi a base di cereali integrali, legumi, verdure e frutta. Questo riflette l’impegno verso la sostenibilità e l’allineamento con le tendenze alimentari attuali.
Oltre alle opzioni vegetariane, saranno disponibili anche piatti provenienti da culture diverse, offrendo agli atleti una varietà di sapori e familiarità con cibi di casa. Con circa 40 piatti diversi al giorno, divisi in 4 tipi di cucina diversi (francese, asiatica, afro-caraibica e internazionale) gli atleti avranno la flessibilità di scegliere menù adatti alle loro esigenze individuali e preferenze dietetiche, mentre il vino e gli alcolici saranno banditi.
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Agli atleti verranno offerti anche pasti gourmet esclusivi pensati e cucinati dagli chef francesi Charles Guilloy, Stéphane Chicheri, Akrame Benallal, Amandine Chaignot e Alexandre Mazzia, definito lo chef delle Olimpiadi. A quest’ultimo, inoltre, è stata affidata la responsabilità di guidare le cucine del Villaggio Olimpico.
Ramadan e Disciplina
“A marzo ho portato tutto all’estremo. Gli ultimi giorni sono stati pesanti. Ma, eredità della cultura di mamma, che è marocchina, sono felice di osservarlo. Le chiavi sono disciplina e autocontrollo. Non è semplice, ma mi stimola, mi apre ad altre prospettive, mi serve in tutto”. La campionessa dell’atletica italiana ha svelato la sua routine durante il mese del digiuno islamico: “Mi svegliavo tra le 3 e le 4 per un’abbondante colazione dolce o salata, facevo un pasto leggero tra le 18 e le 19 con un piatto arabo, per esempio di datteri che adoro e, verso le 21.30, uno più serio a base di pasta, carne o pesce. I liquidi, non da assumere di giorno, superavano i 3 litri nelle 24 ore“.
“Per chiarire: non soffrivo né la fame, né la sete.
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