Supporto Nutrizionale nel Percorso Oncologico: Un Approccio Multidisciplinare

I pazienti in terapia oncologica devono ricevere un adeguato supporto nutrizionale alla luce delle loro condizioni e tale supporto dovrebbe essere supervisionato dall’oncologo. Tuttavia, nella realtà la maggioranza degli oncologi non ritiene di essere sufficientemente preparata o sicura quando si tratta di prescrivere al malato una corretta nutrizione.

Pertanto, l’impostazione nutrizionale del paziente oncologico richiede un approccio multidisciplinare in cui oncologo ed endocrinologo collaborano insieme per garantire la migliore assistenza nutrizionale al paziente. In generale, i pazienti per i quali si sospetta uno stato di malnutrizione vengono inviati al servizio di Endocrinologia e Nutrizione, dove si effettua la valutazione dello stato nutrizionale e si prescrive la terapia nutrizionale adeguata a ciascun paziente.

Nutrizione Enterale: Cos'è e Quando è Necessaria

Mentre la normale digestione si verifica quando il cibo viene scomposto nello stomaco e nell'intestino tenue, quindi assorbito nell'intestino crasso e trasportato dal sangue a tutte le parti del corpo, le formule enterali sono invece alimenti a fini medici speciali, appositamente trasformati o formulati per la gestione dietetica dei soggetti che ne necessitano e da utilizzare sotto controllo medico.

La NE è destinata all'alimentazione esclusiva o parziale di soggetti con una capacità limitata, compromessa o disturbata di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o espellere alimenti ordinari o determinati nutrienti in essi contenuti, o con altre esigenze nutrizionali determinate dal punto di vista medico, la cui gestione dietetica non può essere raggiunta modificando la sola dieta normale.

Modalità di Somministrazione della Nutrizione Enterale

Generalmente si preferisce l’uso dei sondini quando la NE è necessaria per poco tempo, fino ad un massimo di un mese. La creazione della stomia avviene in questo modo: il soggetto viene sottoposto a procedura endoscopica, durante la quale l’endoscopio - uno strumento dotato di telecamera - viene inserito nella bocca e arriva fino allo stomaco o al digiuno dove si individua la zona adatta all’impianto. Successivamente dall’esterno si effettua un’incisione sulla parete addominale e si inserisce la PEG o PEG-J o PEJ.

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Nutrizione Enterale e Patologie Oncologiche

I tumori della testa e del collo possono impedire la corretta alimentazione, perché in presenza di una neoplasia avanzata il metabolismo del tumore è accelerato e consuma tutti i nutrienti dell’organismo. Inoltre alcune chemioterapie e la radioterapia di determinate zone (collo, esofago) possono generare mucositi che rendono difficile o doloroso l’atto del deglutire.

La nutrizione enterale è adatta a tutte le età: può essere somministrata a neonati e bambini, così come agli adulti e agli anziani.

Controindicazioni e Complicanze della Nutrizione Enterale

La possibilità di ricorrere alla nutrizione enterale può essere inibita da una serie di controindicazioni. In particolare, l'interruzione della nutrizione enterale è frequentemente correlata a complicanze gastrointestinali: sintomi come nausea e diarrea hanno un impatto negativo sulla qualità della vita di questi soggetti.

Occorre inoltre ricordare che, quando i soggetti gravemente malnutriti sono sottoposti a nutrizione enterale, possono sviluppare gravi sindromi da rialimentazione con disturbi idro-elettrolitici, metabolici e gastrointestinali, che possono risultare fatali e che dipendono da somministrazioni di quantità di nutrienti troppo elevate o sbilanciate rispetto alle capacità di utilizzo dell’organismo.

Nutrizione e Tumore del Pancreas: Approfondimenti da un Webinar

Il 22 Ottobre Codice Viola ha organizzato un webinar sul tema, Nutrizione e Tumore del Pancreas, con l’obiettivo di fornire un quadro di riferimento scientifico sui temi nutrizionali nell’ambito delle cure del tumore del pancreas.

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I relatori sono stati:

  • Riccardo Caccialanza, Medico nutrizionista
  • Gabriele Capurso, Gastroenterologo
  • Michele Milella, Oncologo
  • Alessandro Zerbi, Chirurgo

Dall’elenco dei relatori si può notare la scelta di non confinare l’argomento nell’ambito della sola nutrizione; siamo convinti che la nutrizione sia una parte integrante di tutto il percorso di cura dei pazienti con tumore al pancreas.

Domande e Risposte dal Webinar: Focus sul Ruolo del Gastroenterologo

Il ruolo del gastroenterologo nel percorso di cura del tumore del pancreas non è immediatamente chiaro ai pazienti che generalmente in prima istanza fanno riferimento al chirurgo e in misura ridotta all’oncologo. Uno degli obiettivi di questa presentazione è quello di mettere in evidenza la rilevanza di questa figura medica in relazione ai temi della nutrizione e nel contesto più generale della diagnosi e cura del tumore del pancreas.

1. Anche i pazienti inoperabili devono assumere gli enzimi pancreatici?

Se hanno una insufficienza pancreatica si. Dal punto di vista pratico, se il tumore è nella testa del pancreas possiamo dare per scontato che ci sua una insufficienza anche senza fare esami e quindi iniziare subito la terapia. Se il tumore è nel corpo o nella coda del pancreas ritengo sia indicato dosare l’elastasi fecale e fare trattamento se questa risulta bassa.

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2. Se un paziente continua ad avere diarrea deve aumentare il Creon? Se si sino a quanto?

Le cause della diarrea possono essere molte e vanno verificate con uno specialista gastroenterologo. Qualora si ritenga che sia una “steatorrea” dovuta al malassorbimento dei nutrienti, si, si aumenta in Creon; si può arrivare anche a dosaggi di anche 80.000 unità a pasto (8 compresse da 10.000) quando sussiste questo sospetto.

3. Sono utili gli integratori e, se si, di che tipo?

E’ davvero un termine generico, e va definito utile a cosa. Ci sono “integratori nutrizionali” che hanno lo scopo di aumentare la quota di calorie/proteine ingerite quando la dieta non ne contiene a sufficienza. Altri “integratori” specifici possono servire per specifiche carenze di vitamine o oligoelementi. Altri ancora possono servire per allievare sintomi digestivi. Anche qui, una visita col nutrizionista e/o col gastroenterologo possono aiutare.

4. Come si può contrastare la diarrea e ingrassare?

La diarrea dipende da cause che vanno cercate attivamente e risolte. Quando la diarrea è legata al malassorbimento da insufficienza pancreatica la terapia con enzimi la risolve ed il peso va a salire. Non è possibile generalizzare però se le cause sono altre.

5. Quali probiotici usare se si ha sempre diarrea?

Dipende dalla causa della diarrea e non è possibile dare una risposta esauriente. Come i farmaci, i probiotici sono diversi tra loro (per “taxa”, ceppo, quantità, resistenza ad acido o bile etc etc) e mentre per alcuni esiste letteratura scientifica per altri non è cosi’. Credo vada stabilito se e come utilizzarli consultando uno specialista gastroenterologo.

6. In caso di diarrea bisogna spezzare la fibra e frullare tutto? Per sfiammare l’intestino è meglio il riso bollito o la crema di riso evitando di usare il riso bianco per non fare alzare la glicemia?

Va capita la causa della diarrea. Le fibre possono essere perfino utili in alcune situazioni perché formano lo “scheletro” delle feci, ma non posso rispondere in modo cosi’ generico. Nessun cibo “sfiamma” l’intestino e un infiammazione intestinale eventuale va diagnosticata e trattata in modo appropriato.

7. Meteorismo e flatulenza sono conseguenza del malassorbimento di alcuni alimenti?

Si, è possibile. Nutrienti non assorbiti restano nel lume dell’intestino e qui vengono fermentati dalla flora batterica con un processo che produce gas (idrogeno e metano soprattutto).

8. Legumi e fibre favoriscono l’evacuazione?

Si, tendenzialmente lo fanno perché la loro porzione non assorbibile (le fibre non sono per nulla assorbibili) aumenta la massa fecale.

9. L’analisi visiva delle feci ci aiuta a capire se stiamo assumendo la quantità di creon giusta?

No. Non mi baserei su questo, o almeno non solo.

10. A me non sono stati prescritte gli enzimi pancreatici, pur avendo subito una pacreatectomia distale della coda del pancreas secondaria ad un tumore neuroendocrino. Anche i pazienti affetti da NET devono assumerli?

Farei un dosaggio della elastasi fecale perché avendo avuto una resezione distale potrebbe avere mantenuto una buona funzione. Il punto non è tanto per quale tumore si viene operati ma quanto pancreas viene rimosso e in che sede.

11. I suoi consigli valgono anche per tumori neuroendocrini con primario partito dal pancreas?

Si, vedi sopra. Per quanto siano meno aggressivi, un NET che si localizza sulla testa pancreatica può occludere il dotto di Wirsung e un intervento per NET che asporta la testa è il medesimo che per un adenocarcinoma e quindi con le stesse consequenze.

12. Dopo l’intervento mia madre ha avuto una gastroparesi che non è stata subito riconosciuta. Ora con l’inizio della chemio, a tre mesi dall’operazione continua a perdere peso. Che fare in casi come il suo?

Come potrà capire non è facile dare una risposta senza valutare paziente e documentazione e soprattutto sarebbe poco serio. Va capito se e come la gastroparesi sia stata dimostrata, cosa si è provato a fare per trattarla e perché perde peso. Le consiglio una valutazione specialistica con un gastroenterologo che si occupa di malattie del pancreas.

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