La sindrome del colon irritabile (IBS) è una condizione funzionale dell’intestino, il che significa che non vi è alcun danno strutturale o biochimico all’interno dell’intestino. Vuoi saperne di più? Il colon irritabile è una condizione funzionale dell’intestino, il che significa che non vi è alcun danno strutturale o biochimico all’interno dell’intestino. Sono disturbi assolutamente benigni che non comportano un aumentato rischio di malattie (come il cancro del colon o dello stomaco) o una ridotta aspettativa di vita.
Comprendere il Colon Irritabile
La sindrome del colon irritabile (IBS) può essere definita come un disturbo cronico e ricorrente delle funzioni dell’apparato gastrointestinale. Essa interessa il colon e l’intestino tenue con alterazioni delle funzioni motorie, della sensibilità dolorosa e della secrezione di liquidi. I sintomi caratteristici del colon irritabile sono il dolore addominale, che si allevia dopo l’evacuazione di feci o gas, stipsi, diarrea, presenza di muco bianco giallastro nelle feci, meteorismo, nausea, borborigmi, gonfiore addominale e cattiva digestione.
Sintomi del Colon Irritabile
- Dolore all’ addome ricorrente presente da almeno 3 mesi.
- Il dolore addominale è alleviato con l’evacuazione di feci e gas.
- Inizio del dolore associato a una modificazione dell’aspetto delle feci.
- Sintomo sempre presente è il gonfiore e/o distensione addominale.
Le fasi di riacutizzazione si manifesta con sintomatologia cha varia da lieve a grave e può durare per alcuni giorni, settimane o anche mesi. Si presentano a fasi alterne con alcuni periodi di miglioramento (o anche di scomparsa) e altri che vedono una riacutizzazione, spesso in concomitanza di eventi stressanti o ingestione di particolari cibi e bevande.
Cause del Colon Irritabile
Le cause e i fattori di rischio che predispongono all’insorgenza della sindrome del colon irritabile ad oggi non sono ancora completamente noti.
- Alterazione della comunicazione tra cervello e intestino: intestino e cervello sono collegati da segnali ormonali e nervosi che hanno il compito di regolare il transito del cibo all'interno dell'intestino.
- Dieta squilibrata: una dieta caratterizzata da uno scarso apporto di fibre, ma ricca di zuccheri e grassi può favorire l’insorgenza della sindrome del colon irritabile.
Il Ruolo della Dieta nel Colon Irritabile
Anche se la maggior parte dei pazienti riconosce il ruolo specifico di alcuni alimenti nello scatenamento dei sintomi, il ruolo della dieta nella sindrome del colon irritabile non è ancora ben definito. Certamente l’alimentazione può influenzare i sintomi, aumentandoli o riducendoli. La dieta, il cibo e l’alimentazione in genere non sono comunque alla base delle cause di questa sindrome.
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Il riflesso gastro-colico, noto gia’ dal 1800, consiste in una stimolazione (riflessa) della peristalsi (contrazione) della muscolatura liscia del colon in seguito al riempimento dello stomaco conseguente ad un pasto. Nei soggetti sani esso determina uno stimolo alla defecazione, mentre nei soggetti affetti da Sindrome dell’Intestino Irritabile e Dispepsia Funzionale, determina dolore, diarrea o stipsi, meteorismo (eccesso di gas), e distensione addominale.
Alimenti da Evitare
È comunque possibile individuare un elenco degli alimenti potenzialmente più a rischio. Chi soffre di colon irritabile dovrebbe fare attenzione a:
- latte, latticini, gelato
- dolcificanti (sorbitolo, fruttosio)
- marmellata
- frutta (pesche, pere, prugne, uva)
- verdura (cavoli, carciofi, cipolle, rucola, cetrioli)
- legumi e patate
- spezie, dadi, alimenti concentrati
- caffè, tè
- Coca Cola, bevande gassate
- cibo in scatola
- carne conservata
Consigli Alimentari Utili
Ci sono alcuni accorgimenti, alcuni davvero semplici da osservare, che possiamo prendere per far fronte a questa patologia. Ecco un elenco dei possibili rimedi per il colon irritabile:
- Tenere un diario alimentare
- Mangiare lentamente
- Consumare pasti leggeri e frequenti
- Per evidenziare gli alimenti in grado di causare reazioni, possono essere utili diete di esclusione/reinserimento dei cibi sospettati
- Aumentare/ridurre l’apporto di fibre in base al profilo sintomatologico
- Ridurre l’apporto di lattosio, monosaccaridi, disaccaridi e polisaccaridi fermentabili e polioli
- Ridurre l’apporto di cibi grassi
- Ridurre l’apporto di alimenti che aumentano la produzione di gas intestinali
Mentre nessuna associazione è stata riscontrata con il numero e la regolarità dei pasti, l’abitudine di consumare i pasti velocemente è invece frequentemente associata al colon irritabile. Ma ricorda che consumare regolarmente i pasti è importante per la tua salute!
L'Importanza del Nutrizionista
Il Medico nutrizionista può aiutare il paziente nella gestione della sintomatologia attraverso tre attività principali:
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Educazione Alimentare
I cibi da evitare e quelli da preferire sono diversi nel paziente con stipsi o meteorismo rispetto al paziente con diarrea: in base alle manifestazioni intestinali prevalenti del singolo paziente, il medico nutrizionista è in grado di impostare un regime alimentare mirato al controllo della sintomatologia. Potrà inoltre aiutare il paziente a regolare l’assunzione di liquidi e le modalità di assunzione dei pasti, a modulare l’assunzione di fibre in base alle manifestazioni e a regolarsi in autonomia nei momenti di più intensa manifestazione dei sintomi.
Somministrazione di Integratori
Tra i rimedi a disposizione, il nutrizionista potrà inoltre consigliare l'assunzione di alcuni integratori, anche a base di estratti naturali, che possono essere utili nel controllo della sintomatologia - così come l’assunzione di probiotici.
Monitoraggio dello Stato Nutrizionale
Il medico nutrizionista assiste il paziente monitorando lo stato nutrizionale, l’assunzione di macro e micronutrienti e il livello di energia, per mantenere una corretta nutrizione e la giusta assunzione di tutti i nutrienti dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Può accadere infatti che vi sia una reazione esageratamente restrittiva nei confronti del cibo nel paziente affetto da questo disturbo, che lo induce a limitare fortemente l’assunzione di alcuni alimenti e a sviluppare di conseguenza carenze nutrizionali.
La Dieta a Basso Contenuto di FODMAP (Low FODMAP)
Uno dei problemi è che non esistono singoli alimenti che causano i sintomi. Ci sono invece ampie categorie di cibi che bisogna evitare se una persona desidera migliorare i propri disturbi. La sigla FODMAPs è l’acronimo inglese di Fermentable Oligo-Di-Monosaccharides And Polyols. Questi sono dei nutrienti contenuti in numerosi cibi che costituiscono la nostra alimentazione quotidiana. Negli ultimi anni alcuni ricercatori australiani hanno studiato e dimostrato che un’alimentazione priva di FODMAPs favorisce (fino al 75% dei casi) una regressione del gonfiore e del dolore addominale, un miglioramento nella consistenza delle feci e, conseguentemente, una riduzione dei livelli di stress.
I FODMAP sono carboidrati a catena corta scarsamente assorbiti. Questi comprendono fruttosio, lattosio, fruttooligosaccaridi, galattooligosaccaridi (fruttani e galattani) e polioli (come sorbitolo, mannitolo, xilitolo e maltitolo). I cibi ad alto contenuto di FODMAP includono quelli con eccesso di fruttosio (miele, pesche, frutta essiccata), fruttani (grano, segale, cipolle), sorbitolo (albicocche, prugne, dolcificanti) e raffinoso (lenticchie, cavoli, legumi).
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Fasi della Dieta Low FODMAP
La dieta a basso contenuto di FODMAPs, prevede due fasi:
- Fase di eliminazione: vengono esclusi numerosi cibi di uso comune, provocando non solo una gestione più complicata dell’alimentazione dentro e fuori casa, ma nel lungo periodo anche possibili carenze nutrizionali (ad esempio di calcio e ferro). L’obiettivo della prima fase è determinare la regressione dei sintomi.
- Fase di reintroduzione graduale: ad uno ad uno, degli alimenti contenenti FODMAPs in accordo con il Gastroenterologo, monitorando il loro effetto ed eliminandoli nuovamente se ricompaiono i sintomi. Lo scopo della seconda fase è trovare il giusto equilibrio tra un buon controllo dei sintomi e un’alimentazione più varia.
Alimenti da Preferire e Limitare nella Dieta Low FODMAP
- Verdura da preferire: melanzane, rucola, fagiolini, carote, zucchine, patate, finocchi, spinaci, peperoni, cetrioli, pomodori.
- Verdura da limitare: broccoli, cavoli, cavolfiore, radicchio, verza, carciofi, cipolla e aglio.
- Frutta da preferire: kiwi, agrumi, uva, melone, fragole, mirtilli, lamponi, ananas, banane a media maturazione.
- Frutta da limitare: pesche, albicocche, ciliegie, anguria, more, prugne, mele, pere, melograno.
- Cereali: meglio se a base di riso, mais, quinoa e grano saraceno.
- Carne e pesce: magri.
- Latte e latticini: meglio se delattosati.
- Legumi: decorticati.
Consigli Aggiuntivi
È fondamentale consumare pasti regolari e ben distribuiti nel corso della giornata, evitando di saltare i pasti o mangiare troppo velocemente. La scelta degli alimenti dovrebbe privilegiare quelli facilmente digeribili e a basso contenuto di FODMAP, come riso, patate, carote e banane. Inoltre, è importante limitare l’assunzione di cibi ricchi di grassi, piccanti o speziati, e ridurre il consumo di caffeina e alcol. L’acqua è un elemento chiave per mantenere una buona idratazione e favorire la corretta funzionalità intestinale, pertanto è consigliabile bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno.
Una dieta adeguata per chi soffre di colon irritabile dovrebbe essere leggera e facilmente digeribile. Per il pranzo, un’insalata di quinoa e verdure cotte come zucchine e peperoni, condita con olio extravergine d’oliva e succo di limone, fornisce proteine e fibre. La cena può consistere in un piatto di pesce al forno, come il salmone, accompagnato da riso integrale e verdure cotte al vapore, come broccoli o carote.
Esempio di Piramide Alimentare per il Colon Irritabile
La piramide alimentare è la rappresentazione grafica della dieta mediterranea, che costituisce un modello di sana alimentazione per tutti.
| Categoria | Alimenti Consigliati | Frequenza di Consumo |
|---|---|---|
| Carne | Carni bianche e rosse (parti magre) | Rossa: 1 volta a settimana, Bianca: 3-4 volte |
| Pesce | Pesce magro (merluzzo, sogliola) e pesce azzurro fresco (sarde, sgombro) | Almeno 2-3 volte a settimana |
| Formaggi | Formaggi freschi privi di lattosio (ricotta, mozzarella), parmigiano o grana (in modica quantità) | 1-2 volte a settimana |
| Uova | Massimo 1-2 uova a settimana (non fritte) | 1-2 volte a settimana |
| Affettato Magro | Prosciutto crudo o cotto (senza lattosio) sgrassati, bresaola, fesa di tacchino, speck sgrassato | - |
| Frutta e Verdura | Quelle di stagione, nelle qualità consentite | Frutta: 2-3 porzioni al giorno (max 240g) |
| Cereali e Derivati | Pane, pasta, prodotti da forno (crackers, grissini, fette biscottate) a base delle farine consentite, riso, patate, polenta | 1-2 porzioni a tutti i pasti principali |
| Olio Extravergine di Oliva | Da preferire come condimento (3-4 cucchiai al giorno) | - |
| Bevande | 1,5-2 litri di acqua al giorno (non eccessivamente fredda), the deteinato, tisane o camomilla | - |
Considerazioni Finali
La cura della sindrome del colon irritabile si basa principalmente sul trattamento dei sintomi, poiché non esiste un trattamento specifico e unico per risolvere questa condizione, ma una dieta sana e corretta aiuta a tenere sottocontrollo la sintomatologia e a ridurre la fasi riacutizzazione. Applicando i principi della Medicina basata sull’Evidenza, impiego il mio giudizio professionale per adattare la migliore evidenza fornita dalla ricerca alla situazione clinica e personale del singolo paziente, sempre secondo le indicazioni fornite dalle linee guida nazionali e internazionali.
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