Alimentazione del Gheppio in Cattività: Una Guida Dettagliata

Il gheppio comune (Falco tinnunculus) è un piccolo rapace dominante di aree boschive e parchi naturali, ben integrato anche negli ambienti urbani mediamente popolosi. Il suo areale spazia dalla Gran Bretagna, alla Cina, fino al sud Africa. In Europa, le popolazioni migratrici del gheppio comune, svernano nei territori più a sud e in tutta l’Africa subsahariana. La maggior parte della popolazione riproduttiva in Europa è stanziale. Nel nostro Paese lo si trova comunemente nelle regioni centro-meridionali e nelle isole maggiori.

Caratteristiche del Gheppio Comune

Il gheppio comune (Falco tinnunculus) misura fino a 40 centimetri con un’apertura alare di 70/80 centimetri; il maschio adulto pesa mediamente circa 150 grammi e la femmina adulta, leggermente più grande, pesa mediamente circa 185 grammi. Il maschio del gheppio presenta nella zona superiore del corpo un piumaggio castano a chiazze nere, mentre la testa e la coda sono grigio/blu; la coda ha una sola striscia nera orizzontale sulla punta.

Allevamento in Cattività

Il gheppio comune è un rapace che può essere facilmente riprodotto in cattività, rispetto ad altri suoi simili. Ai fini dell’allevamento è bene utilizzare voliere completamente chiuse (Skylight) con luce proveniente dall’alto. Come per molte altre specie di rapaci, la riproduzione dei gheppi in cattività aumenta, quanto più è abbondante il cibo fornito. I giovani gheppi raggiungono la maturità sessuale entro la stagione riproduttiva successiva, ma generalmente non si accoppiano durante il loro primo anno di maturità. Raramente una coppia di gheppi sarà in grado di produrre spontaneamente una seconda covata; tuttavia, se ben nutrita, la coppia può deporre fino a sei uova fertili. Con la tecnica dell’egg-pulling (prelievo delle uova) si otterranno fino ad una quindicina di uova fertili in una sola stagione riproduttiva, a patto che la dieta somministrata alla coppia di genitori sia varia, ricca di vitamine e di sali minerali (soprattutto calcio).

La Voliera Ideale

Per quanto riguarda la voliera direi che ci sono alcuni aspetti da considerare: dimensioni, materiali, orientamento; la "mia" è decisamente migliorabile per qualità interna, rivestimento ed esercizio. Facendo riferimento alla mia e a quello che potete vedere dalla telecamera ci sono alcune cose che non vanno bene e che vanno migliorate. Partiamo dalle cose che ritengo corrette. Dimensioni: sono 3,50x3,0x2,0 m. Sistema costruttivo: l'ho realizzata in legno con montanti di dimensioni 8x8 cm e traversi di sezione 4x8 cm usando un collegamento bullonato mediante squadrette metalliche di normale reperimento nei vari centri di bricolage.

A terra ho sfruttato un basamento esistente in cls e porfido sul quale ho tassellato i montanti. Le pareti le ho realizzate in perlinato (ad incastro e tassellato ai traversi) e in rete metallica sfruttando sul lato sud una parete a tutta altezza. Ho lasciato libero buona parte del soffitto (in rete) proteggendo dalla pioggia la zona nido con policarbonato alveolare ad alta resistenza (gatti!). La voliera è schermata per ridurre/impedire la visione all’esterno. Occorrono zone di immissione cibo e acqua, zone di controllo visivo del nido e di accesso allo stesso. La porta è singola e non doppia e questo è un errore ovvero devo fare molta attenzione quando entro in voliera per le pulizie stagionali o per esigenze ed emergenze. Cerco di interferire il meno possibile con la voliera e anche per questo ho istallato la telecamera.

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Orientamento ed esposizione: è opportuno proteggerla dai venti invernali e soprattutto dal caldo estivo. Generalmente i falchi non soffrono il freddo (se posso muoversi e alimentarsi bene) mentre soffrono il caldo. Io ho scelto una zona dove avevo un rampicante estivo che ombreggia il tetto e d’inverno invece è spoglio. Il nido a cassetta l’ho posto a nord con esposizione a sud, era preferibile aperto per un miglior controllo nelle fasi della cova. Per quanto riguarda i soggetti è preferibile che il maschio sia maturo mentre la femmina potrebbe essere già pronta per la prima stagione. Solitamente si fa fare territorio al maschio e poi si introduce la femmina, qua le attenzioni cambiano in funzione delle specie che si vogliono riprodurre. Per la riproduzione naturale (no inseminazione) è preferibile che i soggetti non siano imprintati, il maschio ha volato per due stagioni e poi è stato fermato. Caratterialmente è rimasto “selvatico” e questo spero sia un bene per la coppia. Non so se la coppia si piacerà, solo la prova me lo dirà a prescindere dai risultati ottenuti. Osservando il comportamento in voliera mi sembra che sia un buon comportamento di coppia, si cercano abbastanza e si accettano bene sul cibo.

Cosa Mangia il Gheppio?

Il gheppio si nutre principalmente di mammiferi; i bersagli preferiti sono i piccoli passeriformi, le lucertole, piccoli serpenti, insetti e i micro mammiferi come i topolini e le arvicole. A volte non disdegna nemmeno anfibi, rettili o altri piccoli uccelli. Durante il volo di perlustrazione, esso mantiene la testa perfettamente immobile, così da poter rilevare il seppur minimo movimento a terra.

Alimentazione in Cattività: Cosa Offrire?

Ogni specie ha la sua alimentazione ovvero quella più indicata specialmente nei mesi che precedono la riproduzione e nello svezzamento dei pulli. Vivi? E vanno distribuiti durante la giornata oppure si può fornire il quantitativo quotidiano in un'unica soluzione? La preda viva è la miglior soluzione per il rapace perché lo mantiene "predatore" e asseconda la sua natura. Per ultima (ma io la escluderei proprio) c'è la preda appena uccisa.

Quantità e modalità di somministrazione variano da specie a specie. Un gheppio americano pesa un etto o poco più, un europeo pesa da 1 volta e mezzo a due volte un americano ma la razione non è tanto diversa. Anzi a volte mangia più un americano di un europeo. Faccio un esempio: in pieno inverno, con temperature rigide e in piena attività fisica il consumo energetico del falco è elevato e quindi occorre somministrare carne di buona qualità e nella giusta quantità. In fase di muta è più importante la qualità della quantità che infatti non deve essere eccessiva soprattutto se il falco fa poco movimento (possono insorgere problemi alle zampe, malattia che talvolta porta alla morte del falco).

Analogamente la somministrazione può variare nel corso dell'anno e in funzione della specie. Le specie di piccole dimensione si alimentano più volte il giorno ma è possibile fornire il cibo in un unica soluzione: quando il falco si sazia può fare dispensa e mettere il residuo di cibo nascosto nella voliera per poi cibarsi nuovamente nel corso della giornata. Questo aspetto può portare a contaminazioni del cibo che favoriscono l'insorgere di malattie. Io di solito alimento i miei gheppi durante la mattina in inverno mentre in estate indifferentemente la mattina o la sera. Per i miei gheppi la razione giornaliera è di circa 20-25 gr di topo oppure un pulcino (anche questi si trovano congelati) oppure 20 gr di quaglia. Con i gheppi non uso piccione mentre uso colli di pollo per mantenere in ordine il becco anche se a volte occorre intervenire (se vedi la voliera, il maschio ha il becco troppo lungo e quindi dovrò entrare in voliera nei prossimi giorni a rifilarlo.... lo devo fare a breve prima che inizino gli sperati corteggiamenti).

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Considerazioni sull'Alimentazione

In merito al pasto vivo nel caso dei rapaci mi chiedo perchè non venga ugualmente dato. So che si parla di eventuali infezioni o contaminazioni ecc... però io mi approccio sempre alla vita selvatica degli animali. Ad esempio, si cerca di dare agli esotici le tarme della farina che vengano sbollentate, o lasciate spurgare per un certo periodo per togliere le cariche batteriche note appena vengono comprate. A me piace sempre vedere quelle foto dei diamanti del gould che si abbeverano nelle pozze di acqua stagnanti in natura... proprio come i nostri beverini direi!!!

Ciò che vorrei dire è quello di mantenere quanto più possibile la rusticità di tutti gli animali che abbiamo. Con ciò non vuol dire che dobbiamo cambiare l'acqua solo quando puzza o è marcescente, ma se anche viene cambiata una volta ogni 2-3 giorni non muore nessuno... idem con le tarme, io per praticità non riesco a spurgarle e le do così come sono vive appena comprate... Idem per i fondi delle gabbie non riesco a pulirli spesso, con questo non vuol dire che sono sporchi, anzi a volte svuoto le mangiatoie ormai quasi finite nel fondo delle gabbie e loro si divertono a cercare i semini all'interno delle bucce nel fondo della gabbia... Ciò che voglio dire è mantenere la rusticità aiutandoli, dove possibile, a mantenerla!!!

Addestramento del Gheppio

Prima di intraprendere qualsiasi attività di allevamento o di addestramento, è necessario verificare la normativa completa in materia di falconeria nel proprio territorio di competenza. Acquistare sin da subito l’equipaggiamento completo necessario; ad esempio il telemetro che risulta lo strumento fondamentale in caso di fuga e smarrimento del rapace. In primis bisognerà insegnare al rapace il salto e il volo diretto sul guanto. Non appena si abituerà a cibarsi spontaneamente dal guanto, si potrà educare all’esca. Quando il nostro rapace si dirigerà verso l’esca, fare in modo che esso possa afferrarla in tutta velocità per abituarlo ed impegnarlo alla caccia sorvegliata. Non togliere mai la preda dagli artigli del rapace e lasciargli consumare il pasto in tranquillità. Abituare il gheppio al cappuccio sin dai primi giorni di permanenza e continuare gli esercizi con il cappuccio con regolarità e, soprattutto, in presenza di altri uccelli o estranei.

Il Falco Pellegrino: Un Cugino del Gheppio

Se siete andati ad assistere a delle esibizioni di falconeria è possibile che abbiate avuto la fortuna di vedere in azione uno di questi rapaci. Ebbene, il suo nome scientifico è Falco peregrinus ed è un uccello rapace appartenente alla famiglia dei Falconidi. Lo troviamo un po’ in tutto il mondo, ma è diventato famoso per la sua velocità di volo. In particolare la velocità massima in picchiata di un falco pellegrino è di 385 km/h. Il che vuol dire che è l’animale più veloce della Terra.

Dove Vive il Falco Pellegrino?

Come dicevamo, il falco pellegrino lo troviamo in tutto il mondo, complice anche il fatto che ne esistono ben 21 sottospecie. Praticamente non li troviamo solo al Polo Nord e al Polo Sud. Sono altamente adattabili. Qui in Italia tende a cacciare in spazi aperti, ma non solo. Se è vero che è più facile avvistarlo dove ci sono laghi ricchi di uccelli, ecco che in alcune città si è adattato a vivere anche in un contesto urbano. I nidi in natura si trovano solitamente in zone ripide e rocciose. Ma a Milano, per esempio, una coppia ha nidificato nel sottotetto del grattacielo Pirelli.

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Caratteristiche e Curiosità del Falco Pellegrino

Il falco pellegrino è lungo 35-58 cm e ha un’apertura alare di 80-120 cm. La livrea di maschi e femmine è simile, ma il dimorfismo sessuale è evidente in quanto le femmine sono molto più grandi dei maschi. Come peso il falco pellegrino varia fra i 439 e gli 850 grammi nei maschi e i 750 grammi - 1,250 kg nelle femmine.

Come livrea, il dorso e le ali, appuntite, sono nere negli adulti, con tonalità dal nero bluastro al grigio ardesia, con striature. La punta delle ali è sempre nera. La parte inferiore del corpo è striata, alternando bande marrone scuro o nere. La coda è come il dorso, ma con striature nette. Inoltre è lunga, sottil e arrotondata, con punta nera e banda bianca.

La testa è nera, la gola è bianca, mentre la cera del becco e delle zampe è gialla, con becco e artigli neri. La punta del becco è caratterizzata da una specie di intaglio per permettergli di uccidere le prede spezzando loro il collo.

I giovani sono di colore più bruno, le parti inferiori sono striate e non barrate e la cera e l’anello orbitale sono blu pallido.

Da non confondere il falco pellegrino con la poiana comune, il Buteo buteo. Il corpo del falco pellegrino è più compatto e ha una silhouette più snella, con ali strette e a punta, mentre la poiana le ha larghe e frangiate. Anche il volo è diverso: il falco pellegrino dà colpi d’ala veloci, mentre nella poiana sono più lenti.

Risulta più difficile distinguerlo dal gheppio, essendo anche questo piccolo e snello, con coda di poco più lunga. Tuttavia mentre il gheppio assume spesso il volo in “atteggiamento da Spirito Santo” (si libra in aria con piccoli movimenti di ali e coda), il falco pellegrino non lo fa mai.

Abitudini e Riproduzione del Falco Pellegrino

Abile cacciatore, cattura le prede anche a mezz’aria vista la sua agilità. Seppure il volo in picchiata sia velocissimo, in orizzontale arriva al massimo a 110 km/h, molto meno dunque di un colombaccio, un piccione o un’anatra selvatica. Tuttavia in picchiata non ha rivali e non dà scampo alle prede.

Durante la cattura il falco pellegrino dà la “stoccata”, un colpo con entrambi gli artigli che stordisce e ferisce la preda, la quale cade a terra. Qui la uccide col becco, rompendogli l’osso del collo. Solo raramente ghermisce la preda e non la colpisce mai in volo col becco. Questo vuol dire che non caccia mai a terra, ma ha sempre bisogno di ampi spazi anche perché ha le penne remiganti molto rigide che gli consentono di manovrare bene dopo la picchiata, ma che sono più fragili.

Per quanto riguarda la riproduzione, tende a nidificare in zone rocciose o anche in ruderi, cascine o case, arrivando fino ai grattacieli. Solitamente la coppia rimane insieme per tutta la vita, ma in caso di morte del partner si accoppia di nuovo.

La durata della cova di un falco pellegrino è di 32-37 giorni. Da ogni cova derivano 2-6 uova, ma la media è di 3-4 uova. La durata di vita media di un falco pellegrino in natura è di 17 anni, ma in cattività superano i 20 anni.

Alimentazione del Falco Pellegrino

Il falco pellegrino si nutre solitamente di uccelli che cattura in volo. Tuttavia può mangiare anche piccoli mammiferi, rettili e anfibi. Bisogna però precisare che la base della sua alimentazione sono gli uccelli, mangiando dai piccoli passeri alle ben più grandi anatre.

Solo raramente si nutre di conigli, pipistrelli, pesci, rettili, anfibi e insetti (questo anche perché caccia pochissimo a terra, solo dove ci sono ampie distese di neve).

Domande Frequenti sui Rapaci in Cattività

Ecco alcune domande frequenti riguardanti i rapaci in cattività:

  • È possibile comprare un rapace già addestrato? In genere non è vero che semplifica il lavoro.
  • Quanto vive un rapace in cattività? Più a lungo rispetto ai rapaci selvatici.
  • Qual è il periodo migliore per acquistare un rapace? La primavera, durante la riproduzione in cattività.
  • Quanto costa un rapace? Il costo varia in funzione della specie e del sesso.
  • Cosa mangiano i rapaci in cattività? La dieta deve essere adeguata alla specie.
  • I rapaci ritrovano la strada di casa? No, in genere non riescono a ritrovare la strada.
  • Si può tenere un rapace in casa? Sì, con le adeguate tecniche di alloggiamento.

Tabella Comparativa: Gheppio vs. Falco Pellegrino

Caratteristica Gheppio Comune (Falco tinnunculus) Falco Pellegrino (Falco peregrinus)
Dimensione Fino a 40 cm 35-58 cm
Apertura Alare 70-80 cm 80-120 cm
Peso Maschio Circa 150 grammi 439-850 grammi
Peso Femmina Circa 185 grammi 750 grammi - 1,250 kg
Velocità Massima in Picchiata N/A 385 km/h
Dieta Principale Mammiferi, insetti, piccoli uccelli Uccelli

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