Nutrizionista Specializzato in Disturbi Alimentari a Udine

Un disturbo alimentare è caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con la propria immagine corporea.

Chi Sono

Sono la dottoressa Anastasia Cottone, nutrizionista a Udine e Oderzo. Mi chiamo Anastasia Cottone e sono laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Palermo. Successivamente, trasferita a Udine, ho conseguito la laurea specialistica in Biotecnologie Mediche, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia.

La mia consulenza è volta ad attuare prevenzione ed educazione alimentare in condizione fisio-patologica accertata, migliorando lo stato di salute con un equilibrato stile di vita. La mia consulenza nutrizionale è volta ad attuare prevenzione ed educazione alimentare in qualsiasi condizione fisio-patologica accertata e anche per chi voglia semplicemente migliorare la propria alimentazione.

La Mia Formazione

Per la stesura della tesi, centrata sulle contaminazioni degli alimenti, ho frequentato il laboratorio di Microbiologia degli alimenti dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia. Ho terminato con una tesi sperimentale, che mi ha permesso di svolgere attività di ricerca, presso l’istituto di Patologia Clinica, nel laboratorio di Immunopatologia e Allergologia diagnostica dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, occupandomi delle analisi dei liquidi biologici.

Valutazione della Composizione Corporea

Tramite l’utilizzo di uno stumento professionale, il Bioimpedenziometro, si valuta la composizione corporea dell’individuo, permettendo così di intraprendere un percorso nutrizionale che non si limita solamente al peso corporeo. La tecnica dell’analisi di impedenza bioelettrica (BIA) consente di analizzare qualitativamente e quantitativamente la composizione corporea (massa magra, massa grassa, distribuzione dell’acqua corporea e metabolismo basale) di ogni individuo e valutare lo stato nutrizionale. Si basa su un test semplice e non invasivo: è sufficiente applicare 4 elettrodi in gel adesivi al soggetto disteso sul lettino. L’esame, eseguito tramite lo strumento BIA 101 dell’Akern, può essere effettuato su tutte le tipologie di soggetti: donne in gravidanza, bambini, anziani, sportivi, ecc.

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Cosa Sono i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)?

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono disordini caratterizzati da un’alterazione del rapporto con il cibo e con il corpo. Negli ultimi anni le patologie relative al disturbo dell’alimentazione hanno registrato un importante incremento e ad oggi rappresentano un fenomeno allarmante dal punto di vista clinico e sociale. A soffrirne sono soprattutto le ragazze di età compresa tra i 12 e i 25 anni, ma non sono risparmiate altre fasce d’età e nemmeno i ragazzi.

Se si fa riferimento ad una diagnosi di tipo operativo possiamo suddividere i disordini alimentari in:

  • Anoressia Nervosa
  • Bulimia Nervosa
  • Disturbo da Alimentazione incontrollata (o Binge Eating Disorder)
  • Vomiting

Il contesto socio-culturale in cui viviamo ha un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella diffusione dei disturbi del comportamento alimentare DOC, perché stiamo vivendo in un’epoca che valorizza la magrezza estrema e che ha associato il raggiungimento della felicità e della sicurezza alla bellezza e al controllo di sè. Questi fenomeni sociali e culturali costituiscono dei fattori predisponenti rispetto allo sviluppo dei disturbi alimentari, ma non possono essere considerati l’unica causa di una problematica complessa le cui origini sono multifattoriali.

Anoressia Nervosa

L’anoressia nervosa si caratterizza per una restrizione dell’alimentazione dovuta ad un’eccessiva e persistente preoccupazione per il peso e le forme corporee, che si esprime in un’ossessiva paura di ingrassare anche quando si è sottopeso. Nella fase iniziale della malattia c’è il desiderio di perdere peso per migliorare il proprio aspetto fisico e stare meglio con se stessi e con gli altri. Inizialmente il sintomo si sviluppa in maniera del tutto occasionale, in genere in ragazze che non hanno avuto altri problemi in precedenza e che decidono di mettersi a dieta per stare meglio.

Controllando l’alimentazione la persona si accorge ad un certo punto di ottenere dei benefici: ha più energie, riesce a controllare le emozioni spiacevoli, ottiene maggiori attenzioni e complimenti, si sente speciale per il fatto di riuscire a controllare la fame e il desiderio di cibo. Tutti questi vantaggi la spingono a continuare a restringere.

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Con l’andare del tempo il ragionevole obiettivo di perdere peso, spesso condiviso dai familiari, lascia il posto ad un’irragionevole e angosciante paura di ingrassare accompagnata dalla rimuginazione continua sul cibo e da comportamenti estremi in termini di restrizione alimentare e, a volte, di iperattività fisica.

Bulimia Nervosa

Nella bulimia nervosa l’eccesso di controllo sul cibo si trasforma nella perdita di controllo, ovvero nelle abbuffate, veri e propri episodi di perdita di controllo che portano la persona ad ingerire in poco tempo grosse quantità di cibo contro la propria volontà. Il problema si regge sul paradosso per cui più la persona cerca di rinunciare ai cibi che le piacciono e di limitarsi, più finisce col renderli irrinunciabili e a perderne il controllo.

La compulsione irrefrenabile a mangiare che caratterizza la Bulimia può basarsi sul semplice fatto che mangiare è di per sé un piacere a cui non riescono a rinunciare. In molti casi però, la persona scopre che il cibo può rappresentare una forma di compensazione per non affrontare difficoltà di tipo relazionale o emotivo. Una sorta di rifugio all’interno del quale nascondersi o di piacevole passatempo per riempirsi le giornate.

Binge Eating Disorder

Il Binge eating disorder, disturbo da alimentazione incontrollata, si caratterizza per la rapida alternanza tra digiuni ipercontrollati e abbuffate ad altissimo introito calorico. Il continuo passaggio dalla restrizione rigida alle abbuffate comporta ampie oscillazioni di peso anche nell’arco di pochi giorni a cui si associa forte instabilità emotiva.

Una volta strutturata una sindrome conclamata di binge eating la persona non avverte più il senso di perdita di controllo nelle fasi di alimentazione smodata, bensì l’abbuffata è vissuta come momento di puro piacere da organizzare al meglio e rimandare ai momenti più propizi (ad es quando la persona sa di essere a casa da sola). A differenza di quanto avviene nella bulimia con oscillazioni di peso tipo yo-yo, le conseguenze dell’abbuffata possono essere controllate attraverso un esercizio fisico massacrante e il digiuno successivo pressoché totale.

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Vomiting

Con il termine Vomiting si fa riferimento a un disturbo basato sul fatto di mangiare e vomitare compulsivamente più volte al giorno. Le persone che presentano tale disturbo inizialmente vomitano per cercare di dimagrire o non ingrassare, ma nel corso del tempo non vogliono più farne a meno per il piacere che ne ricavano.

Il vomito da strategia di compensazione per non ingrassare diventa pertanto l’obiettivo finale: la persona non vomita più per poter mangiare ma mangia per poter vomitare. Il ripetersi della sequenza mangiare-vomitare diventa un rituale piacevole di cui la persona non riesce più a fare a meno. Una volta instaurata una sindrome da vomito, il problema non è più il controllo del peso, ma il controllo di questa compulsione al piacere: il mangiare e vomitare che da tentata soluzione diventa il problema e trova nel piacere la sua ragione d’esistenza.

Come si Cura un Disturbo Alimentare?

I disturbi alimentari possono essere trattati con approcci terapeutici diversi. Solitamente si predilige un approccio multidisciplinare che prevede il coinvolgimento di più figure terapeutiche che collaborano assieme per consentire alla persona di acquisire un rapporto sano ed equilibrato con l’alimentazione e con il proprio corpo:

  • medico neuropsichiatra
  • psicoterapeuta
  • nutrizionista

Il percorso di psicoterapia è spesso affiancato anche da una serie di consulti medici che permettono, mediante il lavoro d’équipe, di tenere conto anche degli aspetti medici e psichiatrici della malattia. Condizione indispensabile soprattutto per i casi severi di anoressia.

Come Interviene la Terapia Breve Strategica nel Trattamento dei Disturbi Alimentari

La terapia breve strategica risulta molto efficace ed efficiente nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare perché, nella maggior parte dei casi, offre la possibilità di ottenere un primo significativo miglioramento del problema in un numero di sedute considerevolmente ridotto rispetto ad altri tipi di terapia.

Questo approccio psicoterapeutico si distingue da altre forme di terapia perché affronta il problema con un orientamento al presente avvalendosi di una serie di tecniche, strategie, stratagemmi e prescrizioni volte a ristrutturare il problema (ovvero a inquadrarlo in una nuova cornice) affinché la persona riesca a reagire diversamente a ciò che la sta facendo soffrire e a uscire dal circolo vizioso della patologia.

Attraverso il dialogo strategico, strumento principe del nostro approccio, il terapeuta guida il paziente a modificare la propria percezione offrendogli una prospettiva nuova da cui osservare la propria realtà così da consentirgli di introdurre piccoli e quasi impercettibili cambiamenti che, nel corso del tempo, determinano una vera e propria rivoluzione.

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